10 gennaio 2026

Da FOROF a Roma Alicja Kwade altera i confini della percezione e del tempo

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Alicja Kwade trasforma FOROF, lo spazio di sperimentazione fondato da Giovanna Caruso Fendi. Le opere dialogano con l’architettura storica e i resti marmorei dell’antica basilica, invitando il pubblico ad un’esperienza sensoriale e contemplativa unica

Alicja Kwade FOROF
FOROF, ep.5. INFRASUPRA, Installation view ph. Monkeys video lab

Per la quinta stagione FOROF, lo spazio fondato da Giovanna Caruso Fendi che promuove il dialogo tra archeologia e arte contemporanea, propone INFRASUPRA, un percorso espositivo site-specific realizzato da Alicja Kwade a cura di Valentino Catricalà. È la prima grande installazione dell’artista in un ambiente non convenzionale che si snoda tra il piano terra, l’area ipogea e il sito della Basilica Ulpia, nel cuore del Foro di Traiano.

Alicja Kwade FOROF
FOROF, ep.5. INFRASUPRA, Installation view ph. Monkeys video lab

Alicja Kwade è un’artista polacca che vive e lavora a Berlino, nota a livello internazionale per le sue sculture, le grandi installazioni pubbliche, i film, le fotografie e le opere su carta che sfidano concetti scientifici e filosofici, smantellando i confini della percezione. Ha esposto in innumerevoli influenti musei internazionali tra i quali Langen Foundation di Neuss, Germania; MIT List Visual Arts Center di Cambridge; l’Espoo Museum of Modern Art di Helsinki; e lo Yuz Museum di Shanghai. È stata insignita del Roof Garden Commission dal Metropolitan Museum of Art di New York ai quali si aggiungono due momenti professionali particolarmente incisivi: la partecipazione a Viva Arte Viva curata da Christine Macel, la 57. Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia e l’installazione In Blur, realizzata per Desert X a AlUla, nel 2022.

Alicja Kwade FOROF
FOROF, ep.5. INFRASUPRA, Installation view ph. Monkeys video lab

Il suo linguaggio artistico distintivo coinvolge la riflessione, la ripetizione, la decostruzione e la ricostruzione di oggetti quotidiani e materiali naturali, nel tentativo di esplorare l’essenza della nostra realtà e di esaminare le strutture sociali. Spesso virando verso l’assurdo e trasformando assunti comunemente accettati in domande aperte, la sua opera poetica e affascinante sconvolge i sistemi familiari e cerca nuove spiegazioni per comprendere il nostro mondo. La sua ricerca artistica è collaudata per cimentarsi in un ambiente stratificato come il sito della Basilica Ulpia, che trasforma in un ambiente immersivo in cui passato e presente si intrecciano. Le opere dialogano con l’architettura storica e i resti marmorei dell’antica basilica, invitando il pubblico ad un’esperienza sensoriale e contemplativa unica.

FOROF, ep.5. INFRASUPRA, Installation view ph. Monkeys video lab

Il percorso inizia all’entrata della fondazione con Uranus e Jupiter, due sedute-scultura che accolgono i visitatori. Le stanze sotterranee accolgono l’opera Self-portrait as a Ghost (2019), scultura in bronzo realizzata con una scansione 3D, una rappresentazione ironica dell’artista in forma di fantasma. Seguono i lavori della serie MalusMultiplex (2025) e la monumentale Sfera, che trova la sua collocazione nell’area archeologica, dove incontra The Heavy Light (2021); questi due ultime installazioni irradiano un senso di potenza e mistero che lasciano il visitatore attonito.

FOROF, ep.5. INFRASUPRA, Installation view ph. Monkeys video lab

Queste opere d’arte poetiche sono un complesso gioco di riflessioni sul mondo che ci circonda; sfidano la comprensione del visitatore nell’ambiente e nell’architettura stratificata circostante, sottolineando la soggettività della percezione e quindi la realtà e il tempo. L’intervento dell’artista coinvolge anche i pavimenti: nelle zone prive di lastre marmoree, un rivestimento in feltro nero opaco crea un effetto di sospensione e mette in risalto le superfici originali, rinnovando la percezione del sito e intensificando il dialogo tra antico e contemporaneo.

Il progetto espositivo di Forof è un ‘format’ unico che non trova esperimenti simili in altre programmazioni della capitale; ogni mostra è sapientemente arricchita da un ciclo di cinque episodi collaterali, in questo caso i protagonisti confermati sono il sound artist e performer Simone Pappalardo, la poetessa Jonida Prifti, l’etichetta musicale Grzegorzki Records di Alicja Kwade e Gregor Hildebrand.

FOROF, ep.5. INFRASUPRA, Installation view ph. Monkeys video lab

Il coinvolgente inizio dell’episodio numero uno è stato il concerto-performance MIRAGE della band PAAR composta dai tre artisti tedeschi Ly Nguyen (voce), Rico Sperl (basso, synth) e Matthias Zimmermann (chitarra), che combinano un’alchimia new wave e post-punk tra sonorità elettroniche contemporanee e attitudine punk sperimentale. Attivatori di un immaginario urbano di reminescenza della fine degli anni’70 e i primi anni’80, hanno lasciato il pubblico entusiasta proponendo un percorso musicale e visivo che ha affrontato i temi dell’alienazione urbana e dell’illusione della realtà; trasformando lo spazio espositivo con la loro allure sotterranea e sperimentale in un contesto di reminescenza e resistenza alla Velvet Underground. Seguiranno i successivi episodi fino al 29 luglio 2026, rendendo INFRASUPRA, il progetto site-specific di Alicja Kwade, una rete in divenire capace di attivare connessioni e di accompagnare il suo intervento immersivo, che espande magistralmente tempo, materia e percezione. Un dialogo con la memoria del luogo in grado di creare costellazioni.

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