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Fiorenza Pancino – Orovivo
In questa mostra, allestita negli spazi di BoA Spazio Arte a Bologna, la ceramica diventa un campo di tensioni e armonie, un luogo in cui la dualità si rivela non come opposizione, ma come scoperta e trasformazione.
Comunicato stampa
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La ceramica come medium artistico è una materia antichissima e allo stesso tempo sorprendentemente contemporanea. È un materiale che mette in dialogo gli elementi fondamentali e può essere considerato un mezzo profondamente primitivo, diretto, quasi rituale.
La ceramica è una materia che risponde alla manipolazione: si deforma, si asciuga, si crepa, si compatta. Il suo comportamento mai completamente controllabile la rende più un elemento vivo che uno strumento; inoltre il gesto, il corpo, rimane impresso nella materia, che conserva ogni tocco come una memoria tattile. Per questo è un medium profondamente performativo.
Non è quindi un caso che Fiorenza Pancino abbiamo trovato in questa forma d’arte la sua materia espressiva principe, riuscendo a raggiungere una profonda interconnessione tra questa e le sue più profonde emozioni. L’argilla, per l’artista, non è semplicemente un mezzo: è un territorio in cui avviene un incontro tra mente, corpo e anima, in una sorta di catarsi. In questa mostra, allestita negli spazi di BoA Spazio Arte a Bologna, la ceramica diventa un campo di tensioni e armonie, un luogo in cui la dualità si rivela non come opposizione, ma come scoperta e trasformazione. Le sculture/installazioni di Pancino si dispongono come presenze vive, come punti di orientamento in un percorso che non cerca risposte, ma esperienze. In esse ribolle una vibrazione continua: solidità e fragilità, luce e ombra, silenzio e rumore. È proprio in questo dialogo tra opposti che si apre la dimensione meditativa del lavoro. La ceramica (e l’arte tutta) rappresenta quindi un mezzo attraverso il quale raggiungere la consapevolezza, la capacità di trasformare le pulsioni, la rabbia, il dolore in oro e accettarle come un dono per raggiungere la vera bellezza.
Fiorenza Pancino (1966) è un’artista veneta attiva da più di vent’anni e significativa nella ceramica contemporanea italiana, radicata nella tradizione faentina ma con uno sguardo internazionalmente aperto. Il suo lavoro mescola tecnicismo, poesia, ironia e riflessione, facendo della ceramica non solo un mezzo espressivo ma soprattutto uno spazio di riflessione personale e comunitaria.
Fra i suoi numerosi progetti: le recenti residenze d’artista al Jingdezhen International Studio Artist in Cina e al Ceratekno di Toki in Giappone. Nel 2019 la Galleria Comunale d’Arte di Faenza ha ospitato la personale La butterò sul surreale, curata da Irene Biolchini ed è stata in residenza a Roma ospite del programma Macro Asilo. Nel 2018 è stata selezionata al’European Ceramic Contest a Bornholm in Danimarca, al Sogo Museum of Art di Yokohama in Giappone e ad Art Fair Eunique a Karlsruhe in Germania. Nel 2023 e 2024 è stata finalista al Combat Prize di Livorno, selezionata al Premio Midec di Laveno, e ha vinto il Premio Mediolanum ad Artfair di Parma.
Nel 2019 è stata in residenza a Roma ospite del programma Macro Asilo e nel 2024 presso Forma Clay a Minneapolis, USA.
La ceramica è una materia che risponde alla manipolazione: si deforma, si asciuga, si crepa, si compatta. Il suo comportamento mai completamente controllabile la rende più un elemento vivo che uno strumento; inoltre il gesto, il corpo, rimane impresso nella materia, che conserva ogni tocco come una memoria tattile. Per questo è un medium profondamente performativo.
Non è quindi un caso che Fiorenza Pancino abbiamo trovato in questa forma d’arte la sua materia espressiva principe, riuscendo a raggiungere una profonda interconnessione tra questa e le sue più profonde emozioni. L’argilla, per l’artista, non è semplicemente un mezzo: è un territorio in cui avviene un incontro tra mente, corpo e anima, in una sorta di catarsi. In questa mostra, allestita negli spazi di BoA Spazio Arte a Bologna, la ceramica diventa un campo di tensioni e armonie, un luogo in cui la dualità si rivela non come opposizione, ma come scoperta e trasformazione. Le sculture/installazioni di Pancino si dispongono come presenze vive, come punti di orientamento in un percorso che non cerca risposte, ma esperienze. In esse ribolle una vibrazione continua: solidità e fragilità, luce e ombra, silenzio e rumore. È proprio in questo dialogo tra opposti che si apre la dimensione meditativa del lavoro. La ceramica (e l’arte tutta) rappresenta quindi un mezzo attraverso il quale raggiungere la consapevolezza, la capacità di trasformare le pulsioni, la rabbia, il dolore in oro e accettarle come un dono per raggiungere la vera bellezza.
Fiorenza Pancino (1966) è un’artista veneta attiva da più di vent’anni e significativa nella ceramica contemporanea italiana, radicata nella tradizione faentina ma con uno sguardo internazionalmente aperto. Il suo lavoro mescola tecnicismo, poesia, ironia e riflessione, facendo della ceramica non solo un mezzo espressivo ma soprattutto uno spazio di riflessione personale e comunitaria.
Fra i suoi numerosi progetti: le recenti residenze d’artista al Jingdezhen International Studio Artist in Cina e al Ceratekno di Toki in Giappone. Nel 2019 la Galleria Comunale d’Arte di Faenza ha ospitato la personale La butterò sul surreale, curata da Irene Biolchini ed è stata in residenza a Roma ospite del programma Macro Asilo. Nel 2018 è stata selezionata al’European Ceramic Contest a Bornholm in Danimarca, al Sogo Museum of Art di Yokohama in Giappone e ad Art Fair Eunique a Karlsruhe in Germania. Nel 2023 e 2024 è stata finalista al Combat Prize di Livorno, selezionata al Premio Midec di Laveno, e ha vinto il Premio Mediolanum ad Artfair di Parma.
Nel 2019 è stata in residenza a Roma ospite del programma Macro Asilo e nel 2024 presso Forma Clay a Minneapolis, USA.
24
gennaio 2026
Fiorenza Pancino – Orovivo
Dal 24 gennaio al 24 febbraio 2026
arte contemporanea
Location
BoA Spazio Arte
Bologna, Via Barberia, 24/A, (BO)
Bologna, Via Barberia, 24/A, (BO)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 10-13 e 15-19
Vernissage
24 Gennaio 2026, 18-21
Sito web
Autore
Curatore


