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Ieri ho salvato il mondo
Il titolo della mostra, volutamente paradossale, suggerisce un gesto minimo, quotidiano, quasi accidentale, a cui ogni artista si dedica: salvare il mondo non come atto epico, ma come microintervento nella trama dell’esistente.
Comunicato stampa
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Il Muef ArtGallery è lieto di presentare la mostra dal titolo Ieri ho salvato il mondo.
Dostoevskij ne “L’Idiota” scrive “La bellezza salverà il mondo”, affidando all’arte la capacità di trasformare la realtà senza imporle una forma, ma donandole la dimensione del possibile. Di fronte a un presente segnato da crisi ambientali, conflitti, smarrimenti identitari e un sovraccarico visivo, la bellezza non appare più un rifugio, ma un campo di battaglia.
Il titolo, volutamente paradossale, suggerisce un gesto minimo, quotidiano, quasi accidentale, a cui ogni artista si dedica: salvare il mondo non come atto epico, ma come microintervento nella trama dell’esistente. La mostra esplora questa tensione, chiedendosi cosa significhi oggi per un’artista assumere la responsabilità — o l’illusione — di incidere sul reale.
Le opere riunite, nella loro unicità e nel loro esporsi, sono di per sé stesse azioni che riparano all’inerzia del nostro quotidiano. Alcune ricostruiscono, altre sottraggono; alcune interrogano il linguaggio delle immagini, altre propongono nuovi immaginari; tutte, però, condividono una stessa urgenza: esercitare una forma di cura critica verso il mondo, un atto di immaginazione responsabile.
“Ieri ho salvato il mondo” è dunque un invito a considerare l’arte, non come mero abbellimento, ma come essenza ed esercizio del vivere, in cui la bellezza coincide con l’armonia, ma anche con la capacità di fare attrito. Una bellezza che salva l’idea, il gesto, l’istante d’emozione e riflessione. Forse è abbastanza. Forse è già un modo di salvare il mondo.
Dostoevskij ne “L’Idiota” scrive “La bellezza salverà il mondo”, affidando all’arte la capacità di trasformare la realtà senza imporle una forma, ma donandole la dimensione del possibile. Di fronte a un presente segnato da crisi ambientali, conflitti, smarrimenti identitari e un sovraccarico visivo, la bellezza non appare più un rifugio, ma un campo di battaglia.
Il titolo, volutamente paradossale, suggerisce un gesto minimo, quotidiano, quasi accidentale, a cui ogni artista si dedica: salvare il mondo non come atto epico, ma come microintervento nella trama dell’esistente. La mostra esplora questa tensione, chiedendosi cosa significhi oggi per un’artista assumere la responsabilità — o l’illusione — di incidere sul reale.
Le opere riunite, nella loro unicità e nel loro esporsi, sono di per sé stesse azioni che riparano all’inerzia del nostro quotidiano. Alcune ricostruiscono, altre sottraggono; alcune interrogano il linguaggio delle immagini, altre propongono nuovi immaginari; tutte, però, condividono una stessa urgenza: esercitare una forma di cura critica verso il mondo, un atto di immaginazione responsabile.
“Ieri ho salvato il mondo” è dunque un invito a considerare l’arte, non come mero abbellimento, ma come essenza ed esercizio del vivere, in cui la bellezza coincide con l’armonia, ma anche con la capacità di fare attrito. Una bellezza che salva l’idea, il gesto, l’istante d’emozione e riflessione. Forse è abbastanza. Forse è già un modo di salvare il mondo.
24
gennaio 2026
Ieri ho salvato il mondo
Dal 24 al 31 gennaio 2026
arte contemporanea
Location
MUEF ARTGALLERY
Roma, Via Angelo Poliziano, 78b, (Roma)
Roma, Via Angelo Poliziano, 78b, (Roma)
Orario di apertura
dal martedì al sabato dalle 17,30 alle 20
Vernissage
24 Gennaio 2026, ore 17,30
Autore
Curatore


