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Mirko Moriero – Ciò che resta
Opificio della Fotografia presenta “Ciò che resta”, mostra personale del fotografo Mirko Moriero, un progetto ideato e curato da Federicapaola Capecchi che esplora il confine sottile tra presenza e assenza, tra corpo e spazio, tra apparizione e dissolvenza.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
CIÒ CHE RESTA
Mostra fotografica personale di Mirko Moriero
A cura di Federicapaola Capecchi
Inaugurazione: Mercoledì 21 gennaio 2026, ore 19.00 Opificio della Fotografia - Via Niccolò Jommelli 24, Milano - Dal 22 gennaio al 21 febbraio 2026
Opificio della Fotografia presenta "Ciò che resta", mostra personale del fotografo Mirko Moriero, un progetto ideato e curato da Federicapaola Capecchi che esplora il confine sottile tra presenza e assenza, tra corpo e spazio, tra apparizione e dissolvenza.
"Ciò che appare nelle immagini di Mirko non è figura né paesaggio, ma un attraversamento" spiega la curatrice Federicapaola Capecchi. "È corpo che non si lascia afferrare, è identità che si affaccia e subito si ritrae. I suoi soggetti non sembrano persone: sono vibrazioni, forme e scie in movimento. Il mondo sembra esistere solo per accogliere questa apparizione."
La mostra si sviluppa come un'esperienza immersiva articolata in tre movimenti coreografici che costruiscono un paesaggio emotivo ed una riflessione sulla condizione umana, il tempo e la dissoluzione.
Profezia dell'Ombra – La prima sezione indaga il confine tra ciò che è stato e ciò che sta per essere. Il corpo si presenta come traccia, quasi presagio di una presenza che non si compie mai interamente. In queste immagini, la fotografia diventa luogo di anticipazione: ciò che vediamo non è l'evento, ma il suo annuncio. L'ombra precede il corpo, lo attraversa, ne svela l'essenza prima ancora che si manifesti. È una riflessione sulla natura profetica dell'immagine fotografica, che cattura non tanto il soggetto quanto la sua eco temporale, il suo attraversare lo spazio come un presagio.
Orizzonti che respirano – Nella seconda sezione, la figura si colloca in una dimensione di attesa e di relazione con lo spazio circostante. L'orizzonte non è più semplice linea di demarcazione, ma luogo dove il corpo e il mondo entrano in risonanza. La distanza diventa elemento costitutivo dell'immagine: il soggetto attraversa più che abitare, un movimento perpetuo, un'impossibilità di radicamento. È la fotografia del transito, dove il corpo umano diventa misura dello spazio e insieme interrogazione sul nostro stare al mondo, sempre in bilico tra permanenza e fuga.
Il corpo che resta – L'ultima sezione porta alle estreme conseguenze il processo di smaterializzazione. Qui il corpo si dissolve, diventa aria, luce, vibrazione, incertezza nella percezione. "È una scommessa sull'incertezza e sulla persistenza del corpo come traccia, non più soggetto nitido ma residuo di gesto" sottolinea la curatrice. Ciò che resta non è forma ma intensità, non presenza fisica ma memoria corporea e traccia. Il corpo si fa elemento impalpabile che permea lo spazio senza occuparlo. Lascia tracce invisibili, persistere come eco.
"Il progetto non si limita a mostrare fotografie, ma costruisce un attraversamento" conclude Capecchi. "Lo spettatore non guarda: si sente guardato da ciò che è appena passato."
La ricerca fotografica di Mirko Moriero si intreccia con la pratica curatoriale di Federicapaola Capecchi in un dialogo sul contemporaneo che fa del corpo un luogo di produzione di senso.
Ciò che resta
MOSTRA FOTOGRAFICA DI Mirko Moriero
A cura di Federicapaola Capecchi
Inaugurazione: Mercoledì 21 gennaio 2026, ore 19.00 – 22 gennaio – 21 febbraio 2026
Opificio della Fotografia, Via Niccolò Jommelli 24, Milano (MM Loreto, MM Piola, Bus 81)
Ingresso libero
FINISSAGE E PRESENTAZIONE LIBRO
Sabato 21 febbraio 2026, ore 19.00
In occasione del finissage della mostra verrà presentato il libro "Presenze, Echi e Dissolvenze", che sviluppa ulteriormente il tema espositivo con un corpus fotografico più ampio rispetto alle opere esposte in parete e con approfondimenti testuali e riflessioni visive che la dimensione del libro consente di articolare. Non un catalogo, ma un oggetto meditativo che dialoga tra presenza e assenza, tra chi attraversa e chi osserva.
Gli eventi sono in collaborazione con Casa Museo Spazio Tadini, all'interno della quale nasce e vive il progetto Opificio della Fotografia e di cui Federicapaola Capecchi fa parte dal 2008.
Contatti stampa:
Federicapaola Capecchi
federicapaola@opificiodellafotografia.it
+39 3477134066
Immagini disponibili per la stampa su richiesta
Contatti pubblico:
Opificio della Fotografia
info@opificiodellafotografia.it
MIRKO MORIERO
Liceo artistico. Nel 81 forse 82 mi faccio regalare una Nikon e comincio a fotografare e sviluppare nel laboratorio degli scout, più che altro paesaggi e cose strane tipo vecchie ringhiere. Poi vengono gli anni convulsi del lavoro nella moda underground prima come design di accessori, borse, cinture bigiotteria, grafiche da stampa poi passo nel commerciale e la fotografia finisce per anni nel cassetto; ricomincio dieci anni fa comprando una mirrorless sony, vado per la prima volta in India e torno insoddisfatto delle mie foto quindi mi presento dal fotografo Paolo Diani e incomincio a fare workshop foto in studio e in esterni. Nel 2019 mi chiede di partecipare assieme ad Alessandro Alessandri ad un progetto editoriale di Giovanni Scafoglio (Randagio edizioni) per la realizzazione di foto per un almanacco della musica da titolo Ogni Santo Giorno. Comincio a sperimentare il mosso prima in studio e di seguito in street.
OPIFICIO DELLA FOTOGRAFIA
Opificio della Fotografia è un progetto curatoriale e produttivo dedicato alla fotografia contemporanea, laboratorio permanente di idee, format e sperimentazione fotografica. Ideato e diretto da Federicapaola Capecchi. Dedicato alla valorizzazione della fotografia in ogni sua forma e declinazione, dallo storicizzato al nuovo, dai noti agli emergenti. Troverai mostre, workshop, eventi, contest, letture portfolio, festival e rassegne, archiviazione, realizzazione audiovisivi e libri, book shop, stampa fine art. È frutto di anni di lavori di Federicapaola Capecchi dedicati alla fotografia (dal 2014). Al suo interno ha infatti ideato e curato numerosi format espositivi e non solo, rassegne e pubblicazioni. Oltre all’attività espositiva, Opificio della Fotografia propone workshop specialistici come il lift off con Polaroid, ritratto in studio, editing e narrazione per immagini, fotografare la danza - workshop specialistico dal 2013 con danzatori professionisti e live performance -, solo a titolo esemplificativo ma non esaustivo. Opificio della Fotografia ha all’attivo 10 titoli di Libri Fotografici – autori, personali e collettive -. Sono quasi tutti uno sviluppo a parte della mostra fotografica, dove con un editing ed una selezione diversi da quelli espositivi, il curatore approfondisce sviluppi del tema e/o argomento esposto attraverso la forza della pagina stampata. Altre volte sono approfondimenti sulla ricerca del fotografo/autore. Opificio della Fotografia comprende la sezione permanente dedicata alla fotografia di Francesco Tadini, fotografo curato e rappresentato da Federicapaola Capecchi e fondatore della Casa Museo Spazio Tadini. Opificio della Fotografia nasce e vive all’interno della Casa Museo Spazio Tadini – negli spazi di quello che era lo studio del Maestro Emilio Tadini - di cui Federicapaola Capecchi fa parte dal 2008 -. Un progetto e luogo di fruizione della fotografia in linea con il progetto del Museo Spazio Tadini, fondato da Francesco Tadini e Melina Scalise. I visitatori possono così passare dalla fotografia all’arte, dalla storia della vecchia tipografia che ospitava lo spazio nei primi del Novecento ai grandi trittici dell’artista Emilio Tadini con visite guidate e approfondimenti.
https://www.opificiodellafotografia.it/
FEDERICAPAOLA CAPECCHI
“Sono Federicapaola Capecchi, curatrice di fotografia e coreografa, ideatrice di Opificio della Fotografia, progetto curatoriale e produttivo dedicato alla fotografia contemporanea, laboratorio permanente di idee, format e sperimentazione fotografica, all’interno del quale ho ideato e curato numerosi format espositivi, rassegne e pubblicazioni. È frutto di anni di lavori dedicati alla fotografia (dal 2014). Direzione, Redattrice e conduttrice del TG Fotografia. Sono stata invitata come membro di giurie tra le quali: Premio Donna e Fotografia, Italy Photo Award/Trieste Photo Days, ANFM Associazione Nazionale dei Fotografi Matrimonialisti, Giuria del Premio Fotografico Giovanni Raspini Milano Mood Portrait. Ho curato decine di mostre – da nomi noti come Francesco Cito, Riccardo Venturi, Franco Fontana & Quelli di Fontana, Riccardo Bononi, Lorenzo Zoppolato a progetti di autori emergenti, a prime esposizioni europee di artisti internazionali – e scritto testi critici che interrogano la fotografia anche come strumento di indagine sul presente, sui corpi, sulle tensioni politiche e identitarie del XXI secolo. La mia formazione giornalistica – fatta di inchieste, cronaca giudiziaria e reportage per testate come La Stampa per l’esperimento Mi.ro. – mi ha insegnato a guardare oltre la superficie e a fare domande scomode. Questa attitudine la porto nella curatela: ogni mostra è per me un'indagine, un punto di vista sul mondo. Professionista anche della coreografia e della danza, ho debuttato alla Biennale Danza di Venezia come giovane coreografa italiana. Questa radice è il nucleo del mio sguardo. Il corpo non è per me questione estetica ma politica, luogo di resistenza, trasformazione, conflitto. Anche quando parlo di fotografia, parlo di corpi che abitano il contemporaneo. La mia conoscenza del corpo deriva da una pratica coreografica tuttora attiva, sviluppata come ricerca sul corpo inteso come spazio sociale, etico e politico. Questa esperienza attraversa e informa il mio lavoro curatoriale, offrendo criteri di lettura delle immagini fondati – tra le altre cose - su peso, equilibrio, gravità, esposizione, prossimità e relazione con l'altro e con lo spazio. Curare per me è assumersi una responsabilità. La curatela è uno spazio di mediazione, non di semplificazione; dove l’opera può restare complessa, ambigua, aperta. Nei progetti il corpo lavora, migra, abita, si espone, cade, resiste. Non solo come tema, ma come condizione. Dal 2008 faccio parte di Casa Museo Spazio Tadini e sono nel direttivo del collettivo fotografico PhotoMilano dal 2017.”
https://federicapaola.wixsite.com/federicapaola
Mostra fotografica personale di Mirko Moriero
A cura di Federicapaola Capecchi
Inaugurazione: Mercoledì 21 gennaio 2026, ore 19.00 Opificio della Fotografia - Via Niccolò Jommelli 24, Milano - Dal 22 gennaio al 21 febbraio 2026
Opificio della Fotografia presenta "Ciò che resta", mostra personale del fotografo Mirko Moriero, un progetto ideato e curato da Federicapaola Capecchi che esplora il confine sottile tra presenza e assenza, tra corpo e spazio, tra apparizione e dissolvenza.
"Ciò che appare nelle immagini di Mirko non è figura né paesaggio, ma un attraversamento" spiega la curatrice Federicapaola Capecchi. "È corpo che non si lascia afferrare, è identità che si affaccia e subito si ritrae. I suoi soggetti non sembrano persone: sono vibrazioni, forme e scie in movimento. Il mondo sembra esistere solo per accogliere questa apparizione."
La mostra si sviluppa come un'esperienza immersiva articolata in tre movimenti coreografici che costruiscono un paesaggio emotivo ed una riflessione sulla condizione umana, il tempo e la dissoluzione.
Profezia dell'Ombra – La prima sezione indaga il confine tra ciò che è stato e ciò che sta per essere. Il corpo si presenta come traccia, quasi presagio di una presenza che non si compie mai interamente. In queste immagini, la fotografia diventa luogo di anticipazione: ciò che vediamo non è l'evento, ma il suo annuncio. L'ombra precede il corpo, lo attraversa, ne svela l'essenza prima ancora che si manifesti. È una riflessione sulla natura profetica dell'immagine fotografica, che cattura non tanto il soggetto quanto la sua eco temporale, il suo attraversare lo spazio come un presagio.
Orizzonti che respirano – Nella seconda sezione, la figura si colloca in una dimensione di attesa e di relazione con lo spazio circostante. L'orizzonte non è più semplice linea di demarcazione, ma luogo dove il corpo e il mondo entrano in risonanza. La distanza diventa elemento costitutivo dell'immagine: il soggetto attraversa più che abitare, un movimento perpetuo, un'impossibilità di radicamento. È la fotografia del transito, dove il corpo umano diventa misura dello spazio e insieme interrogazione sul nostro stare al mondo, sempre in bilico tra permanenza e fuga.
Il corpo che resta – L'ultima sezione porta alle estreme conseguenze il processo di smaterializzazione. Qui il corpo si dissolve, diventa aria, luce, vibrazione, incertezza nella percezione. "È una scommessa sull'incertezza e sulla persistenza del corpo come traccia, non più soggetto nitido ma residuo di gesto" sottolinea la curatrice. Ciò che resta non è forma ma intensità, non presenza fisica ma memoria corporea e traccia. Il corpo si fa elemento impalpabile che permea lo spazio senza occuparlo. Lascia tracce invisibili, persistere come eco.
"Il progetto non si limita a mostrare fotografie, ma costruisce un attraversamento" conclude Capecchi. "Lo spettatore non guarda: si sente guardato da ciò che è appena passato."
La ricerca fotografica di Mirko Moriero si intreccia con la pratica curatoriale di Federicapaola Capecchi in un dialogo sul contemporaneo che fa del corpo un luogo di produzione di senso.
Ciò che resta
MOSTRA FOTOGRAFICA DI Mirko Moriero
A cura di Federicapaola Capecchi
Inaugurazione: Mercoledì 21 gennaio 2026, ore 19.00 – 22 gennaio – 21 febbraio 2026
Opificio della Fotografia, Via Niccolò Jommelli 24, Milano (MM Loreto, MM Piola, Bus 81)
Ingresso libero
FINISSAGE E PRESENTAZIONE LIBRO
Sabato 21 febbraio 2026, ore 19.00
In occasione del finissage della mostra verrà presentato il libro "Presenze, Echi e Dissolvenze", che sviluppa ulteriormente il tema espositivo con un corpus fotografico più ampio rispetto alle opere esposte in parete e con approfondimenti testuali e riflessioni visive che la dimensione del libro consente di articolare. Non un catalogo, ma un oggetto meditativo che dialoga tra presenza e assenza, tra chi attraversa e chi osserva.
Gli eventi sono in collaborazione con Casa Museo Spazio Tadini, all'interno della quale nasce e vive il progetto Opificio della Fotografia e di cui Federicapaola Capecchi fa parte dal 2008.
Contatti stampa:
Federicapaola Capecchi
federicapaola@opificiodellafotografia.it
+39 3477134066
Immagini disponibili per la stampa su richiesta
Contatti pubblico:
Opificio della Fotografia
info@opificiodellafotografia.it
MIRKO MORIERO
Liceo artistico. Nel 81 forse 82 mi faccio regalare una Nikon e comincio a fotografare e sviluppare nel laboratorio degli scout, più che altro paesaggi e cose strane tipo vecchie ringhiere. Poi vengono gli anni convulsi del lavoro nella moda underground prima come design di accessori, borse, cinture bigiotteria, grafiche da stampa poi passo nel commerciale e la fotografia finisce per anni nel cassetto; ricomincio dieci anni fa comprando una mirrorless sony, vado per la prima volta in India e torno insoddisfatto delle mie foto quindi mi presento dal fotografo Paolo Diani e incomincio a fare workshop foto in studio e in esterni. Nel 2019 mi chiede di partecipare assieme ad Alessandro Alessandri ad un progetto editoriale di Giovanni Scafoglio (Randagio edizioni) per la realizzazione di foto per un almanacco della musica da titolo Ogni Santo Giorno. Comincio a sperimentare il mosso prima in studio e di seguito in street.
OPIFICIO DELLA FOTOGRAFIA
Opificio della Fotografia è un progetto curatoriale e produttivo dedicato alla fotografia contemporanea, laboratorio permanente di idee, format e sperimentazione fotografica. Ideato e diretto da Federicapaola Capecchi. Dedicato alla valorizzazione della fotografia in ogni sua forma e declinazione, dallo storicizzato al nuovo, dai noti agli emergenti. Troverai mostre, workshop, eventi, contest, letture portfolio, festival e rassegne, archiviazione, realizzazione audiovisivi e libri, book shop, stampa fine art. È frutto di anni di lavori di Federicapaola Capecchi dedicati alla fotografia (dal 2014). Al suo interno ha infatti ideato e curato numerosi format espositivi e non solo, rassegne e pubblicazioni. Oltre all’attività espositiva, Opificio della Fotografia propone workshop specialistici come il lift off con Polaroid, ritratto in studio, editing e narrazione per immagini, fotografare la danza - workshop specialistico dal 2013 con danzatori professionisti e live performance -, solo a titolo esemplificativo ma non esaustivo. Opificio della Fotografia ha all’attivo 10 titoli di Libri Fotografici – autori, personali e collettive -. Sono quasi tutti uno sviluppo a parte della mostra fotografica, dove con un editing ed una selezione diversi da quelli espositivi, il curatore approfondisce sviluppi del tema e/o argomento esposto attraverso la forza della pagina stampata. Altre volte sono approfondimenti sulla ricerca del fotografo/autore. Opificio della Fotografia comprende la sezione permanente dedicata alla fotografia di Francesco Tadini, fotografo curato e rappresentato da Federicapaola Capecchi e fondatore della Casa Museo Spazio Tadini. Opificio della Fotografia nasce e vive all’interno della Casa Museo Spazio Tadini – negli spazi di quello che era lo studio del Maestro Emilio Tadini - di cui Federicapaola Capecchi fa parte dal 2008 -. Un progetto e luogo di fruizione della fotografia in linea con il progetto del Museo Spazio Tadini, fondato da Francesco Tadini e Melina Scalise. I visitatori possono così passare dalla fotografia all’arte, dalla storia della vecchia tipografia che ospitava lo spazio nei primi del Novecento ai grandi trittici dell’artista Emilio Tadini con visite guidate e approfondimenti.
https://www.opificiodellafotografia.it/
FEDERICAPAOLA CAPECCHI
“Sono Federicapaola Capecchi, curatrice di fotografia e coreografa, ideatrice di Opificio della Fotografia, progetto curatoriale e produttivo dedicato alla fotografia contemporanea, laboratorio permanente di idee, format e sperimentazione fotografica, all’interno del quale ho ideato e curato numerosi format espositivi, rassegne e pubblicazioni. È frutto di anni di lavori dedicati alla fotografia (dal 2014). Direzione, Redattrice e conduttrice del TG Fotografia. Sono stata invitata come membro di giurie tra le quali: Premio Donna e Fotografia, Italy Photo Award/Trieste Photo Days, ANFM Associazione Nazionale dei Fotografi Matrimonialisti, Giuria del Premio Fotografico Giovanni Raspini Milano Mood Portrait. Ho curato decine di mostre – da nomi noti come Francesco Cito, Riccardo Venturi, Franco Fontana & Quelli di Fontana, Riccardo Bononi, Lorenzo Zoppolato a progetti di autori emergenti, a prime esposizioni europee di artisti internazionali – e scritto testi critici che interrogano la fotografia anche come strumento di indagine sul presente, sui corpi, sulle tensioni politiche e identitarie del XXI secolo. La mia formazione giornalistica – fatta di inchieste, cronaca giudiziaria e reportage per testate come La Stampa per l’esperimento Mi.ro. – mi ha insegnato a guardare oltre la superficie e a fare domande scomode. Questa attitudine la porto nella curatela: ogni mostra è per me un'indagine, un punto di vista sul mondo. Professionista anche della coreografia e della danza, ho debuttato alla Biennale Danza di Venezia come giovane coreografa italiana. Questa radice è il nucleo del mio sguardo. Il corpo non è per me questione estetica ma politica, luogo di resistenza, trasformazione, conflitto. Anche quando parlo di fotografia, parlo di corpi che abitano il contemporaneo. La mia conoscenza del corpo deriva da una pratica coreografica tuttora attiva, sviluppata come ricerca sul corpo inteso come spazio sociale, etico e politico. Questa esperienza attraversa e informa il mio lavoro curatoriale, offrendo criteri di lettura delle immagini fondati – tra le altre cose - su peso, equilibrio, gravità, esposizione, prossimità e relazione con l'altro e con lo spazio. Curare per me è assumersi una responsabilità. La curatela è uno spazio di mediazione, non di semplificazione; dove l’opera può restare complessa, ambigua, aperta. Nei progetti il corpo lavora, migra, abita, si espone, cade, resiste. Non solo come tema, ma come condizione. Dal 2008 faccio parte di Casa Museo Spazio Tadini e sono nel direttivo del collettivo fotografico PhotoMilano dal 2017.”
https://federicapaola.wixsite.com/federicapaola
21
gennaio 2026
Mirko Moriero – Ciò che resta
Dal 21 gennaio al 21 febbraio 2026
fotografia
Location
Opificio della Fotografia
Milano, Via Niccolò Jommelli, 24, (MI)
Milano, Via Niccolò Jommelli, 24, (MI)
Orario di apertura
dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30
Vernissage
21 Gennaio 2026, 19
Sito web
Ufficio stampa
Opificio della Fotografia
Autore
Curatore
Autore testo critico



