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Tre artisti trasformano la metropolitana di Londra in un museo diffuso
Arte contemporanea
A Londra, la Art on the Underground 2026 presenta anche quest’anno la rosa di artisti che decoreranno le stazioni della metropolitana londinese. Non si tratta di una novità isolata: da anni il programma invita artisti ad abitare gli spazi urbani con interventi che dialogano con la comunità e con la storia dei luoghi. Già dalla fine del 1900, il direttore della metropolitana di Londra cominciò a commissionare ad artisti e designer di spicco la realizzazione di poster per la rete di linee in rapida espansione. Da allora, opere d’arte temporanee e permanenti invadono l’Underground e si fanno galleria pubblica.
In questo 2026 si spazia dalla memoria transnazionale di Hurvin Anderson, che intreccia narrative afro-caraibiche e paesaggi e interni vibranti di colore, arrivando all’approccio di Caroline Walker, che trascende il mero documento sociale per instaurare un’indagine sensibile sulla corporeità e la cura.
Questo progetto – con la sua ricchezza di linguaggi e approfondimenti – invita a guardare alla metropolitana non più solo come infrastruttura funzionale ma come un luogo in cui l’arte contribuisce a ridefinire ciò che significa abitare e attraversare la città.
Mettere l’arte nello spazio quotidiano: i lavori di Anderson, Walker e Boswell
Anderson porta nella rete sotterranea un nuovo lavoro commissionato per la stazione di Brixton, luogo in cui l’artista vive e lavora dal 1998. «Attraverso paesaggi e interni ricchi di colore, Anderson vaga avanti e indietro attraverso l’Atlantico, tra il Regno Unito e i Caraibi», spiegano dalla Tate Britain, dove, a partire da marzo, sarà ospitata una ampia retrospettiva, con circa 80 dipinti che attraversano tre decenni di carriera

Walker, invece, è chiamata a interpretare la quotidianità di un’altra forma di lavoro – spesso invisibile – che anima la città. La sua commissione per la stazione di Stratford esplora «L’invisibile lavoro delle donne che operano durante la notte sulle reti TfL – Transport for London», frutto di un periodo di osservazione di macchiniste e addette alla pulizia nei turni notturni.
A marzo, Phoebe Boswell interverrà invece negli spazi della metro con una serie di assemblaggi fotografici collocati sui pannelli delle scale mobili delle stazioni di Bethnal Green e Notting Hill Gate. Il progetto prende forma a partire dalle comunità di nuotatori neri, restituendo storie di famiglie e singoli individui che, nel corso del tempo, hanno scelto Londra come luogo di migrazione e appartenenza. Nata a Nairobi, Boswell ha intrecciato pratiche visive e scrittura ed è stata writer in residence alla Whitechapel Gallery nel 2022, esperienza che ha consolidato la dimensione narrativa e comunitaria del suo lavoro.

Questa commistione tra estetica e impegno civile si riflette anche nelle altre commissioni dell’edizione, come quella all’artista e compositore Ain Bailey (Art on the Underground include installazioni fotografiche e opere audio al Waterloo station), o ancora la 42a mappa tascabile della metropolitana realizzata dall’artista americana Ellen Gallagher,che esplorerà i paesaggi coloniali e la mitologia marina nel suo progetto.
Caroline Walker: “Mothering” dalla galleria alla metropolitana
Parallelamente alla sua commissione artistica per Art on the Underground, l’opera di Caroline Walker, Mothering, sarà in mostra fino al 26 aprile 2026 alla Pallant House Gallery di Chichester.

Organizzata da The Hepworth Wakefield in collaborazione con la Pallant House, la mostra riunisce dipinti e disegni realizzati negli ultimi cinque anni in cui Walker mette in scena gli atti quotidiani e spesso non riconosciuti della cura femminile, dalla maternità ai gesti affettuosi nei contesti domestici e pubblici.
Le tele e gli schizzi di Mothering esplorano non solo la relazione madre-figlio ma l’intera economia del caregiving e dell’esperienza femminile: ospedali, asili, spazi domestici e momenti di routine vengono elevati a narrazioni visive di forte presenza emotiva. Attraverso le sue immagini, Walker restituisce la complessità delle esperienze femminili nella società contemporanea, portando in primo piano attività di cura e lavoro raramente riconosciute, insieme agli ambienti emotivamente stratificati in cui si svolgono.
Il lavoro di Walker, che comprende anche una monografia illustrata pubblicata da Lund Humphries, travalica il registro personale inclinando verso una riflessione più ampia sulle infrastrutture sociali che sostengono la vita quotidiana.











