20 gennaio 2026

BOOMing Contemporary Art Show torna a Bologna nel segno della riconciliazione

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Dal 5 all’8 febbraio Palazzo Isolani apre le sue porte all’arte radicale e urgente della riconciliazione, protagonista indiscussa della nuova edizione di BOOMing Contemporary Art Show

Nadia Tamanini, DEEP IN TIME, immagine guida BOOMing 2026

«Ogni vera vita è incontro». Lo scriveva Martin Buber, nel 1923, nel testo fondamentale, Io e Tu, non immaginando che poco più di cento anni dopo sarebbero state proprio queste sue parole a ispirare la nuova edizione di BOOMing Contemporary Art Show, che può essere interpretata come un manifesto di riconciliazione: una pratica urgente, un atto generoso e radicale. La riconciliazione è una tessitura che permette di creare, più che trovare, un terreno di intesa tra elementi che spesso abitano campi opposti: l’io e la collettività, la natura e la tecnologia, l’arte e il mercato. È un principio di ricomposizione del frammentato, la ripresa di una relazione interrotta, che a Palazzo Isolani si legge in filigrana nelle quattro sezioni di BOOMing, nella mostra “Io e Tu”, nei progetti speciali e nella programmazione di performance e incontri. 

Nadia Tamanini & Francesco Mina, DEEP IN TIME Tessere il tempo profondo. Ph. oto Nadia Tamanini

La riconcilizione è la main section della kermesse che inaugurerà con DEEP IN TIME / Tessere il tempo profondo, una performance lenta che fonde spazio, materia, corpo e tempo geologico pensata da Nadia Tamanini (che firma anche l’immagine guida di questa edizione, tratta proprio da questo progetto) in dialogo con Francesco Mina. Il tema della riconciliazione non censura la conflittualità del presente, piuttosto evidenzia le fratture intime e sociali esistenti per rigenerare il legame attraverso la cura e l’ascolto: è questo il minimo comune denominatore degli/le artist* selezionat*, che in un’ottica di guarigione e rigenerazione si aprono a dialoghi inattesi. Qualche anticipazione su cosa vedremo? La Sala dei Senatori accoglie lo spazio immersivo e avvolgente del collettivo curatoriale Exo Art Lab, che, in collaborazione con Olfattorio Bar à Parfums, prende avvio da un verso della poetessa Mariangela Gualtieri, «di fiori fuori dal tempo», mentre Raw Messina – nel Salone del Settecento – porta alla nostra attenzione il tema delle relazioni, con opere di Aguilar, Babusci, Pax, Reyes e Stabile. Barcel-One, alla sua prima partecipazione, propone una selezione di creazioni esemplificativa del poliedrico percorso di ricerca di Roberto Silvestrini Garcìa, mentre la galleria D406, specializzata nel disegno su carta, condivide il suo recente interesse al movimento della street art, con un allestimento site-specific della Sala del Granduca che invita a un viaggio senza confini spazio-temporali. Spazio, in ambito street art, anche a Bi-Box Art Space, con nuovi progetti degli artisti Gec e BR1, Bonobolabo, con la loro selezione di skate d’artista e la Pulpa Street Art Gallery. Gli fa eco Street Levels Gallery con tre distinti percorsi artistici: Ache77, Kraita317 e Nian. 

Ideale anello di congiunzione fra artist* di diverse generazioni e le diverse sezioni di BOOMing, Manuel Zoia Gallery sceglie per l’occasione di affiancare i progetti più affermati di Angelo Demitri Morandini e di Dado Schapira all’artista appartenente alla generazione Z Giuseppe Gallace (*1993), che si ispira alla pittura evocativa e ambigua tipica del Realismo magico. 

Federica Gottardello, Dove i segreti si posano, allestimento site specific, 2025, courtesy l’artista e Kromya Gallery, foto Gianni Mantovani

Futuri Plurali è il motivo che guida la sezione GENERATION(Z), che esplora le nuove forme di attivismo e identità, immaginate da artist* che conciliano le loro diverse appartenenze e si spingono in zone inesplorate. Fabbrica Eos presenta una personale del neodiplomato di Brera Riccardo Ricca (*1996), che esplora lo spazio come frontiera emotiva. Big Eyes Art Gallery propone invece le Apparizioni della giovanissima pittrice e scultrice polacca Ingrid Piccinnini (*2003), ancora studentessa all’Accademia di Belle Arti di Bologna e allieva di Luca Bertolo: le sue figure femminili dagli occhi grandi e dalle espressioni imperfette diventano strumenti per introdurre una tensione emotiva più profonda. Candy Snake Gallery fa ritorno a BOOMing con Elen Bezhen, vincitrice del premio “Sustainability Art Giorgio Morandi” (interno a BOOMing) nel 2025 che propone Portrait nr. 22 in dialogo con le opere di Paul Rog (Girl in a puffer jacket), Agostino Rocco (Fidelio) e Riccardo Albiero (The stars behind you eyes). Federica Gottardello (*2000), in collaborazione con Kromya Gallery, firma il main project della sezione: Dove i segreti si posano è un’installazione site-specific che compone un vivido archivio onirico, un racconto arborescente che intreccia elementi botanici, storici e fantastici, ispirato alla poesia mistica di Chandra Livia Candiani. Sul tulle si posano leggeri come un soffio segreti custoditi e sognati, cuciti su carta con ago e filo. 

KATA Hinterlechner, 220 Hz, final presentation BAW Bolzano Art Weeks 2025, Foto by Fanni Fazekas

Biofilie – Ecologie riconciliate dà il titolo a quella sezione in cui si snodano i progetti degli/le artist* selezionat*, che hanno sviluppato un’acuta consapevolezza di come ogni ipotesi di futuro passi attraverso una rinnovata relazione con il pianeta. A questa rispondono con gli strumenti dell’arte come pratica di sostenibilità e rigenerazione, attraverso la scelta dei materiali, dei processi, dei rituali e con un profondo rispetto per ogni forma di vita. Introduce la sezione lo special project di Martina Fontana, a cura di Simone Sensi: i suoi  Dispositivi di protezione individuale non sono mascherine e guanti, ma sculture che evocano corazze e paramenti antropomorfi, esoscheletri indossabili, che sono il frutto di processo che invita a chiedersi: “siamo in grado di sentire sulla nostra pelle il dolore degli altri esseri viventi?”. Ranarossa 3.0 presenta Grazia Salierno, Francesco Dabbicco, Alberto Zecchini, Laura Muolo, Nera Klean e Ersilia Sarrecchia nella forma di una riflessione visiva sfaccettata e personale, dove le dinamiche relazionali entrano perennemente in gioco. Cesari Studio punta su Branco, Artisti Oggi porta invece alla luce frammenti di un dialogo ininterrotto con gli elementi della natura e della realtà attraverso le opere di Alessandro Casetti, Davide Fioretta Falky, Enrico Ingenito, Federico Romero Bayter e Mariangela Artese. Main project a firma di KATA Hinterlechner con 220 Hz, progetto già presentato alla Bolzano Art Weeks, che si situa al crocevia tra arte e scienza, utilizzando registrazioni altamente sensibili per rendere udibili i suoni e le vibrazioni del sottosuolo, trasformato in interfaccia acustica.

Anneliese Pichler, Perle Velate (dettaglio), 14.11.2025-12.1.2026, installazione di 24 elementi in carta cucita, pizzo, collage, fotografia stampata su carta, stoffa, nastri, fili, filo di ferro, fiori essiccati

Feminism – corpi in dialogo chiude idealmente il nostro viaggio in anteprima tra le sezioni di BOOMing con un focus sul corpo, terreno di contesa o di intesa, che è al centro delle pratiche di riconciliazione. Boa Spazio Arte presenta una preziosa piccola personale di Sara Lovari, che gioca sul limite tra parola e immagine, esplorando la poesia visiva come luogo di incontro e riflessione, mentre Adriana Chamma, designer e ceramista, con esperienze di alto profilo nel mondo della grafica, restituisce con le sue opere una sintesi di questa relazione, come nella “Frente Inverso Vase Collection”, dove le linee di contenimento diventano sinuose, flessibili, rappresentando la grazia e la resilienza che caratterizzano le donne, persino nei momenti più difficili. Il main project che delicatamente riconcilia questa sezione è sospeso dalla scala elicoidale del Vignola, tra i luoghi simbolo del palazzo è di Anneliese Pichler, a cura di Elsa Barbieri e in collaborazione con Museo Arte Contemporanea Cavalese: Perle Velate è un drappeggio di rombi di carta, una collana innocente e fragile contro ogni tipo di guerra o conflitto, un rosario fluttuante ed emotivo fatto di visioni, bagliori e scintille di pensiero, unite a brandelli di quotidianità: pagine di diario, lettere, fiori essiccati, semi, carezze in trasparenza. L’installazione si adagia a terra, su OPUS INCERTUM un’opera preesistente, un punto di arrivo che, in ottica dialogica, apre a nuovi significati.

Eva Fruci, Io sono Tu, performance, dal Collettivo 48 con Alessia Bozzarello, a cura di Simona Caramia e Giuseppe Negro, Catanzaro, 2025

La ricca proposta di BOOMing non si esaurisce qui. Insieme a tanti premi, un mostra speciale, IO E TU con le opere di Eva Fruci, Francesco Mina, Samira Mosca, Leonardo Panizza, Stefania Rossi, Chiara Sugaroni, Nadia Tamanini, Elia Valeo e Maria Neve Vallone, esplora in profondità il tema della riconciliazione. Lo lspecial project presentato da Spazio MU.RO con il titolo Bodies, Spaces, Histories interpreta il tema della riconciliazione come pratica, che attraversa le fratture della storia rendendo visibili stratificazioni, tensioni e asimmetrie che hanno segnato i corpi e i territori. Pino Boresta, special guest, porta I suoi Testamenti in una nuova versione elettronica, ancora più accessibile, che sfida le convenzioni per ridefinire il concetto di arte contemporanea. Luca Rossi infine è protagonista dell’off project.

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