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Livio Ceschin – La punta che sottile incide
Il Museo Lechi di Montichiari (BS) presenta la mostra Livio Ceschin – La punta che sottile incide, un percorso attraverso oltre trent’anni di ricerca dell’artista trevigiano, con una quarantina di opere tra incisioni e tecniche miste. L’esposizione apre al pubblico sabato 28 febbraio alle ore 16.30,
Comunicato stampa
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Livio Ceschin – La punta che sottile incide
Incisioni e tecniche miste 1991–2025
Museo Lechi, Montichiari (BS)
28 febbraio – 29 marzo
Il Museo Lechi di Montichiari (BS) presenta la mostra Livio Ceschin – La punta che sottile incide, un percorso attraverso oltre trent’anni di ricerca dell’artista trevigiano, con una quarantina di opere tra incisioni e tecniche miste. L’esposizione apre al pubblico sabato 28 febbraio alle ore 16.30, alla presenza dell’artista, e resterà visitabile fino al 29 marzo.
A introdurre l’eccezionale sensibilità di Ceschin è un pensiero dello storico dell’arte Federico Zeri, datato 15 gennaio 1998, che così commentava alcune incisioni ricevute dall’artista:
«Ho ricevuto le incantevoli incisioni, e la ringrazio. Le sto guardando e riguardando. Sono un appassionato di questo tipo di immagini. Le sue mi confermano che in Italia, oggi, la grafica è assai superiore alla pittura.»
La mostra restituisce con immediatezza la finezza dello sguardo di Ceschin: tra boschi innevati, pinete sul litorale, barche abbandonate nella laguna veneziana, emerge un dialogo profondo e silenzioso con la natura, quotidiano e insieme intriso di una dimensione spirituale. L’artista osserva, raccoglie e trasforma frammenti di paesaggio in immagini sospese, capaci di trattenere il tempo e la sua vibrazione più intima.
Incisore nato a Pieve di Soligo nel 1962, Ceschin ha costruito il proprio percorso partendo dallo studio dei grandi maestri – Rembrandt, Tiepolo, Canaletto – che hanno guidato la sua formazione. La mostra attraversa temi e stagioni della sua ricerca, includendo anche le prestigiose collaborazioni editoriali con poeti e scrittori come Andrea Zanzotto, Mario Luzi, Rigoni Stern, fino ai più recenti progetti con Pierluigi Cappello e Mauro Corona.
Saranno esposti inoltre schizzi di studio raccolti in carnet, realizzati a matita, china e acquerello, e alcune matrici metalliche che permetteranno al visitatore di cogliere il meticoloso processo preparatorio che precede la stampa al torchio. Una cifra ricorrente nei lavori di Ceschin è la presenza di lacerti di scritte, tracce che affiorano tra i segni come frammenti di memoria: non semplici annotazioni, ma elementi evocativi che rivelano il profondo legame dell’artista con il mondo della poesia.
Una sezione sarà dedicata alla didattica dell’incisione e della stampa, con strumenti, materiali e un video interattivo che restituiranno sia il profilo tecnico sia quello poetico e culturale dell’artista incisore.
ORARI DI APERTURA
Da mercoledì a sabato: 10.00–13.00 / 14.30–18.00
Domenica: 15.00–19.00
Ingresso libero
Per aggiornamenti e informazioni:
www.montichiarimusei.it
www.livioceschin.it
Settembre 2025
Incidere la luce
Lorena Gava
Luce e segno si intrecciano in maniera indissolubile nell’opera di Livio Ceschin. La luce è la fonte e il disegno è lo strumento mediante il quale la visione prende corpo. Protagonista principale è la natura con l’evidenza della vegetazione, l’esuberanza degli alberi, gli specchi d’acqua e le presenze architettoniche. C’è un’attenzione profonda riservata ad ogni minimo particolare e il dettaglio contribuisce a rendere più viva la profondità, a stabilire una sorta di corrispondenza tra lo spazio descritto e l’occhio interiore che indaga, esplora e trascrive. […] Con suprema consapevolezza tecnica, Livio Ceschin mette in scena un mondo creaturale primigenio e nello stesso tempo vivo, attuale, dove domina il silenzio e insieme un’idea di bellezza eterna. Lo sguardo dell’artista scava oltre la superficie e fa emergere angoli sepolti, dimenticati, seguendo un desiderio onnivoro nei confronti della natura perché nulla vada tralasciato. Ecco allora che un sasso, un cespuglio, una foglia, un ramo diventano tessere di un mosaico raffinatissimo di luci e ombre, in quella dialettica di bianco e nero che è struttura compositiva, narrazione profonda, emotiva e coinvolgente.
Fedele ad una prassi antica, cara alla lezione di Rembrandt, Canaletto, Piranesi e molto più vicino a noi alle esperienze dell’indimenticabile Giovanni Barbisan, Livio Ceschin crea scenari di una suggestione davvero unica, dentro i quali anche l’immagine di una apparente, insignificante palude vista dall’alto, acquista una dimensione cosmica, un respiro e un’intensità sconosciuti. La mostra di Moriago ha il privilegio di vedere accostati incisioni e disegni che riportano lo stesso soggetto, in un gioco stimolante di segno e di-segno che esalta il tratto, la precisione, la figura e lo sfondo. Acqueforti, acquetinte, puntasecche convivono con il brio di disegni realizzati su carte recuperate, consumate, precedentemente vergate di scritte e di alfabeti criptici: su tutto domina la pulizia di un segno inconfondibile che costruisce spazi, circoscrive lagune e fa scorrere l’acqua dei fiumi con un realismo a dir poco sorprendente. Un segno che, allo stesso modo della poesia, è svelamento, conoscenza, percezione di un mondo passato che continua nel nostro presente.
Gennaio 2025
Biografia
Livio Ceschin, incisore italiano tra i più apprezzati della sua generazione, si è formato all’Istituto d’Arte di Venezia e all’Accademia Raffaello di Urbino. Dal 1991 si dedica all’incisione, privilegiando l’acquaforte e la puntasecca, con una ricerca incentrata sul paesaggio e sulla memoria dei luoghi. Ha collaborato con poeti come Andrea Zanzotto, Mario Rigoni Stern, Mario Luzi e Franco Loi, realizzando numerose edizioni d’arte. È membro della Royal Society of Painter-Printmakers di Londra e della Fondazione Taylor di Parigi. Le sue opere sono state esposte presso l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma, il Museo Rembrandt di Amsterdam, la Biennale di Venezia e importanti musei europei. Nel 2025 la Galleria d’Arte di Stanford a Washington gli dedica un’ampia mostra antologica. Insegna tecniche dell’incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Verona e le sue opere sono presenti in musei e collezioni pubbliche in Italia e all’estero. Vive e lavora a Montebelluna (Treviso). www.livioceschin.it
Incisioni e tecniche miste 1991–2025
Museo Lechi, Montichiari (BS)
28 febbraio – 29 marzo
Il Museo Lechi di Montichiari (BS) presenta la mostra Livio Ceschin – La punta che sottile incide, un percorso attraverso oltre trent’anni di ricerca dell’artista trevigiano, con una quarantina di opere tra incisioni e tecniche miste. L’esposizione apre al pubblico sabato 28 febbraio alle ore 16.30, alla presenza dell’artista, e resterà visitabile fino al 29 marzo.
A introdurre l’eccezionale sensibilità di Ceschin è un pensiero dello storico dell’arte Federico Zeri, datato 15 gennaio 1998, che così commentava alcune incisioni ricevute dall’artista:
«Ho ricevuto le incantevoli incisioni, e la ringrazio. Le sto guardando e riguardando. Sono un appassionato di questo tipo di immagini. Le sue mi confermano che in Italia, oggi, la grafica è assai superiore alla pittura.»
La mostra restituisce con immediatezza la finezza dello sguardo di Ceschin: tra boschi innevati, pinete sul litorale, barche abbandonate nella laguna veneziana, emerge un dialogo profondo e silenzioso con la natura, quotidiano e insieme intriso di una dimensione spirituale. L’artista osserva, raccoglie e trasforma frammenti di paesaggio in immagini sospese, capaci di trattenere il tempo e la sua vibrazione più intima.
Incisore nato a Pieve di Soligo nel 1962, Ceschin ha costruito il proprio percorso partendo dallo studio dei grandi maestri – Rembrandt, Tiepolo, Canaletto – che hanno guidato la sua formazione. La mostra attraversa temi e stagioni della sua ricerca, includendo anche le prestigiose collaborazioni editoriali con poeti e scrittori come Andrea Zanzotto, Mario Luzi, Rigoni Stern, fino ai più recenti progetti con Pierluigi Cappello e Mauro Corona.
Saranno esposti inoltre schizzi di studio raccolti in carnet, realizzati a matita, china e acquerello, e alcune matrici metalliche che permetteranno al visitatore di cogliere il meticoloso processo preparatorio che precede la stampa al torchio. Una cifra ricorrente nei lavori di Ceschin è la presenza di lacerti di scritte, tracce che affiorano tra i segni come frammenti di memoria: non semplici annotazioni, ma elementi evocativi che rivelano il profondo legame dell’artista con il mondo della poesia.
Una sezione sarà dedicata alla didattica dell’incisione e della stampa, con strumenti, materiali e un video interattivo che restituiranno sia il profilo tecnico sia quello poetico e culturale dell’artista incisore.
ORARI DI APERTURA
Da mercoledì a sabato: 10.00–13.00 / 14.30–18.00
Domenica: 15.00–19.00
Ingresso libero
Per aggiornamenti e informazioni:
www.montichiarimusei.it
www.livioceschin.it
Settembre 2025
Incidere la luce
Lorena Gava
Luce e segno si intrecciano in maniera indissolubile nell’opera di Livio Ceschin. La luce è la fonte e il disegno è lo strumento mediante il quale la visione prende corpo. Protagonista principale è la natura con l’evidenza della vegetazione, l’esuberanza degli alberi, gli specchi d’acqua e le presenze architettoniche. C’è un’attenzione profonda riservata ad ogni minimo particolare e il dettaglio contribuisce a rendere più viva la profondità, a stabilire una sorta di corrispondenza tra lo spazio descritto e l’occhio interiore che indaga, esplora e trascrive. […] Con suprema consapevolezza tecnica, Livio Ceschin mette in scena un mondo creaturale primigenio e nello stesso tempo vivo, attuale, dove domina il silenzio e insieme un’idea di bellezza eterna. Lo sguardo dell’artista scava oltre la superficie e fa emergere angoli sepolti, dimenticati, seguendo un desiderio onnivoro nei confronti della natura perché nulla vada tralasciato. Ecco allora che un sasso, un cespuglio, una foglia, un ramo diventano tessere di un mosaico raffinatissimo di luci e ombre, in quella dialettica di bianco e nero che è struttura compositiva, narrazione profonda, emotiva e coinvolgente.
Fedele ad una prassi antica, cara alla lezione di Rembrandt, Canaletto, Piranesi e molto più vicino a noi alle esperienze dell’indimenticabile Giovanni Barbisan, Livio Ceschin crea scenari di una suggestione davvero unica, dentro i quali anche l’immagine di una apparente, insignificante palude vista dall’alto, acquista una dimensione cosmica, un respiro e un’intensità sconosciuti. La mostra di Moriago ha il privilegio di vedere accostati incisioni e disegni che riportano lo stesso soggetto, in un gioco stimolante di segno e di-segno che esalta il tratto, la precisione, la figura e lo sfondo. Acqueforti, acquetinte, puntasecche convivono con il brio di disegni realizzati su carte recuperate, consumate, precedentemente vergate di scritte e di alfabeti criptici: su tutto domina la pulizia di un segno inconfondibile che costruisce spazi, circoscrive lagune e fa scorrere l’acqua dei fiumi con un realismo a dir poco sorprendente. Un segno che, allo stesso modo della poesia, è svelamento, conoscenza, percezione di un mondo passato che continua nel nostro presente.
Gennaio 2025
Biografia
Livio Ceschin, incisore italiano tra i più apprezzati della sua generazione, si è formato all’Istituto d’Arte di Venezia e all’Accademia Raffaello di Urbino. Dal 1991 si dedica all’incisione, privilegiando l’acquaforte e la puntasecca, con una ricerca incentrata sul paesaggio e sulla memoria dei luoghi. Ha collaborato con poeti come Andrea Zanzotto, Mario Rigoni Stern, Mario Luzi e Franco Loi, realizzando numerose edizioni d’arte. È membro della Royal Society of Painter-Printmakers di Londra e della Fondazione Taylor di Parigi. Le sue opere sono state esposte presso l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma, il Museo Rembrandt di Amsterdam, la Biennale di Venezia e importanti musei europei. Nel 2025 la Galleria d’Arte di Stanford a Washington gli dedica un’ampia mostra antologica. Insegna tecniche dell’incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Verona e le sue opere sono presenti in musei e collezioni pubbliche in Italia e all’estero. Vive e lavora a Montebelluna (Treviso). www.livioceschin.it
28
febbraio 2026
Livio Ceschin – La punta che sottile incide
Dal 28 febbraio al 29 marzo 2026
arte contemporanea
Location
MUSEO LECHI
Montichiari, Corso Martiri Della Libertà, 33, (Brescia)
Montichiari, Corso Martiri Della Libertà, 33, (Brescia)
Orario di apertura
Da mercoledì a sabato: 10.00–13.00 / 14.30–18.00
Domenica: 15.00–19.00
Vernissage
28 Febbraio 2026, ore 16.30
Sito web
Editore
www.livioceschin.it
Ufficio stampa
www.livioceschin.it
Autore
Curatore
Autore testo critico
Allestimento
LivioCeschin
Progetto grafico






Interessante mostra, mi organizzo per andare a vederla grazie.