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Cos’è il Junkanoo? Il ritorno di Bahamas alla Biennale di Venezia passa per una processione
Arte contemporanea
di redazione
Continuano le anticipazioni sui progetti e sugli artisti che vedremo alla prossima Biennale di Venezia e, questa volta, l’attenzione si sposta su una presenza rara ma significativa: il Padiglione delle Bahamas, che torna in Laguna dopo 13 anni di assenza. Quella del 2026 sarà infatti la seconda partecipazione per l’arcipelago caraibico, dopo l’esordio del 2013 con l’installazione di Tavares Strachan all’Arsenale.
Per la 61ma Esposizione Internazionale d’Arte, le Bahamas presentano In Another Man’s Yard: John Beadle, Lavar Munroe, and the Spirit of (Posthumous) Collaboration, progetto curato da Krista Thompson e allestito al San Trovaso Art Space, nel sestiere di Dorsoduro, a pochi passi dall’Accademia e dalle Zattere. Al centro del Padiglione, il dialogo tra due artisti bahamiani di generazioni diverse: John Beadle, figura chiave della scena artistica locale, scomparso nel 2024 a 60 anni, e Lavar Munroe, tra i protagonisti più riconosciuti dell’arte contemporanea delle Bahamas.

Il progetto prende forma a partire da una relazione artistica, umana e simbolica. Beadle è stato un punto di riferimento per Munroe e per un’intera comunità di artisti e artigiani legati alla tradizione del Junkanoo, la storica processione in maschera con musica e balli, simile a una sfilata carnevalesca e intrisa di significati simbolici e rituali. Beadle considerava il Junkanoo il fondamento culturale del Paese e ne ha fatto il cuore della propria pratica, lavorando in modo collaborativo e utilizzando materiali di scarto come cartone e teloni provenienti da imbarcazioni haitiane abbandonate sulle coste delle Bahamas. Oggetti ricorrenti – remi inutilizzabili, case mobili, machete celati – diventano così strumenti per portare alla luce persone, storie e processi spesso marginalizzati.
Anche Munroe lavora nel solco di questa eredità, muovendosi tra Junkanoo e linguaggi dell’arte contemporanea. Le sue sculture monumentali, che assumono la forma di cavalli equestri o cani a grandezza naturale, sono realizzate con strisce di costumi di Junkanoo dismessi, trasformando materiali già due volte scartati in strutture potenti e complesse, la cui origine non è immediatamente riconoscibile allo sguardo.
Il Padiglione delle Bahamas mette in evidenza anche la dimensione memoriale e spirituale del Junkanoo. Alla morte di un membro della comunità, i performer si riuniscono per onorarne la memoria, e questo rituale diventa parte integrante del progetto veneziano. Munroe presenta una serie di dipinti dedicati a una processione commemorativa per Beadle, basati su fotografie del fotografo bahamiano Jackson Petit. Le opere si inseriscono in una ricerca più ampia che l’artista ha sviluppato negli ultimi anni attraverso viaggi in Tanzania, Senegal e Zimbabwe, avvicinandosi a pratiche spirituali e rituali dell’Africa subsahariana.
Accanto alle sezioni monografiche dedicate ai due artisti, la mostra include lavori collaborativi realizzati da Beadle con Antonius Roberts e Stan Burnside, all’interno del collettivo Jammin, storicamente legato al Junkanoo. Un’ulteriore sezione è dedicata al tema della collaborazione postuma, pratica avviata da Munroe nel 2016 per continuare a lavorare idealmente con il padre scomparso. Per Venezia, questo approccio viene esteso a Beadle: Munroe incorpora materiali rimasti nello studio dell’artista, tra cui vele provenienti da imbarcazioni haitiane, dando forma a un dialogo che attraversa il tempo e la materia.
Il progetto reinterpreta il tema curatoriale della Biennale 2026, che aprirà al pubblico dal 9 maggio 2026 ed è intitolata In Minor Keys, a cura della compianta Koyo Kouoh. Attraverso l’uso di materiali poveri, processi collaborativi e pratiche radicate nel quotidiano, il Padiglione delle Bahamas propone una lettura “in chiave minore” della storia e della contemporaneità, portando al centro ciò che spesso resta ai margini, tra gesti collettivi, economie informali, memorie non canoniche.
Organizzato dal Bahamas in Venice Committee sotto l’egida del Ministero della Gioventù, dello Sport e della Cultura delle Bahamas, il Padiglione sarà accompagnato da un catalogo edito da Skira con contributi, tra gli altri, di Krista Thompson, John Cox e Amanda Coulson.












