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Anita Guerra – Wanderlust
L’artista con i suoi lavori si interroga sul fenomeno del turismo di massa scoprendovi, nascosta, quella spinta ad esplorare il mondo che da sempre motiva l’umanità, qualcosa che ha contagiato l’artista stessa quando, tanti anni fa, dagli Stati Uniti è venuta a Roma decidendo di rimanervi per sempre
Comunicato stampa
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Sarà per il Giubileo del 2025 o per una reazione ai “lockdown” post-Covid-19, ma negli ultimi tre anni, Roma e l’Italia sono state invase da migliaia di turisti. All’inizio, la mia reazione al turismo di massa è stata di rigetto e fastidio. Questo è il turismo uso e getta, pensavo con disgusto. Oppure, c’è un’altro motivo universale, un Wanderlust, che spinge l’umanità a viaggiare verso terre lontane? È un sintomo soltanto dei nostri tempi, o ci sono state altre epoche in cui andava di moda visitare i monumenti, i luoghi spirituali, o le altre meraviglie della nostra terra con tanta urgenza?
Attraverso le mie ricerche sul Grand Tour in Italia dei secoli XVII e XVIII, e le centinaia di incisioni fatte da Giambattista Piranesi vendute come souvenir ai viaggiatori benestanti del Nord Europa, ho cominciato a capire gradualmente le somiglianze ed i contrasti di chi, dai tempi antichi fino ad oggi, sceglie di viaggiare in l’italia. Ho iniziato il mio percorso artístico a Roma, disegnando direttamente nei musei o nelle piazze. Ho scoperto certi luoghi ancora accessibili, per esempio la Villa Farnesina a Trastevere o i Musei Capitolini, che generalmente attirano visitatori diversi dalle folle che riempiono la Cappella Sistina o il Pantheon. Gli ultimi spesso provengono dalle crociere di Civitavecchia, al fine di visitare la città per mezza giornata. È il pubblico “mordi e fuggi”. Poi, c’è il turista spirituale in pellegrinaggio nella Città Eterna per il Giubileo del 2025.
Da Roma mi sono spostata quest’estate a Venezia, dove ho vinto la Emily Harvey Artist Residency. Non è stato facile ritrovare il fascino magico della città che sorge dall’acqua con due volti: quello in superficie e quello speculare riflesso nei canali. Le code per i musei, i traghetti e le gondole, sotto il caldo torrido di agosto assomigliavano più all’inferno di Dante che alle vedute del Canaletto. È proprio nel XVIII Canto del Inferno della Divina Commedia che Dante, durante il primo Giubileo del 1300, descrive con orrore uno dei primi assalti dei pellegrini che attraversano l’unico ponte sul Tevere davanti a Castel Sant’Angelo verso San Pietro. Già allora, le orde di persone che percorrevano il ponte venivano prese di mira dai borseggiatori e ci furono dei morti tra i pellegrini caduti nel tevere.
Riporto un'esperienza simile nella mia opera Peregrinantes in Spem/Canto XVIII dove i passeggeri iniziano un viaggio ciclico in gondola che li porta poi all’inferno.
Espongo quest’opera nella vetrina di Largo Mesia al pubblico del quartiere, mostrando l’aspetto esteriore del turista di massa, condannato a un itinerario estenuante. All’interno dello spazio di Via Vulci ho installato le opere geometriche e colorate. Queste ultime rappresantano l’aspetto interiore del turismo piacevole, con ritratti intimi di visitatori che intraprendono cammini individuali, per motivi spirituali, culturali, artistici o sociali. Mi sento di appartenere a questo gruppo di viaggiatori contagiati dal Wanderlust, perchè anche io sono arrivata in Italia come turista tanti anni fa, solo che la bellezza e l’affetto di Roma e dei Romani mi hanno convinta di fermarmi qui per sempre.
Anita Guerra è nata all'Avana, Cuba, e dopo la Rivoluzione di Fidel Castro, la sua famiglia si è stabilita in Pennsylvania, negli Stati Uniti. A diciotto anni ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Santa Isabel de Hungría a Siviglia, Spagna, e poi si è laureata cum laude in pittura (B.F.A. e M.F.A.) alla Tyler School of Art & Architecture della Temple University di Philadelphia e alla sede di Roma, dove dal 1995, fa parte della Facoltà di Arti Visive.
Ha ricevuto numerosi premi tra cui il Temple University Presidential Humanities and Arts Research Award, e l'Edward C. Carter Award della St. Stephen's School, Roma, che hanno contribuito a finanziare diversi viaggi a Cuba dal 2015 al 2019 per dipingere e scrivere il suo memoir illustrato, "Queridos". Nel 2025, ha vinto la residenza artistica dell’Emily Harvey Foundation a Venezia, in Italia.
Tra le sue mostre personali ricordiamo Queridos, Tyler School of Art and Architecture, Philadelphia, PA, U.S.A. (2025) Tres Patrias, Temple Gallery, Temple University Rome, Roma, Italia FB Live (2020), Mi Cuba, La Mia Italia, Casa de la Obra Pía, Habana Vieja, Havana, Cuba (2016); Volver a Cuba (2016) e Ascent (2015), St. Stephen’s Cultural Center Association, Roma, Italia. Alcune delle più importanti mostre collettive sono Glass Ceiling La Vaccheria, Roma, Italia (2025) “&” Faculty & Guest, Temple Gallery, Temple University Rome, Roma (2024 e 2023); Remanso: Ten Reflections on Fiber Art, Ex-Cartiera Latina, Parco di Via Appia, Roma (2022); ControVento. Artisti per Pasolini, Villa Guglielmi, Fiumicino (2022); ArtePorto Fuori Confine, Porto Imperiale di Claudio e Traiano, Fiumicino (2021); Io e Me: Autoritratti durante il Lockdown, Sala 1, Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Roma (2021); Under the Same Roof, Sala 1, Roma (2018); Under Another Roof, IA&A at Hillyer, Washington, D.C. (2018); Oltre i Libri, Biblioteca Angelica, Roma (2015).
Ha inoltre esposto ampiamente con il gruppo CAFÉ (Cuban American Foremost Exhibitions fondato da Leandro Soto), tra cui Un Cortadito presso Calle 8, Galleria Cremata, Miami, Florida (2012), e Woman.Embodied presso il Sangre de Cristo Art Center, Pueblo, Colorado (2011), Errol Barrow Center for Creative Imagination, Cave Hill, Barbados (2010), Temple University, Roma (2008), Arizona State University, Phoenix, Arizona (2004), a cura di Leandro Soto. In collaborazione con Leandro Soto, ha curato la versione romana di CAFÉ VIII.
anitarome@hotmail.com, sito web: https://www.anitaguerra.com Instagram: anitaguerraroma
Attraverso le mie ricerche sul Grand Tour in Italia dei secoli XVII e XVIII, e le centinaia di incisioni fatte da Giambattista Piranesi vendute come souvenir ai viaggiatori benestanti del Nord Europa, ho cominciato a capire gradualmente le somiglianze ed i contrasti di chi, dai tempi antichi fino ad oggi, sceglie di viaggiare in l’italia. Ho iniziato il mio percorso artístico a Roma, disegnando direttamente nei musei o nelle piazze. Ho scoperto certi luoghi ancora accessibili, per esempio la Villa Farnesina a Trastevere o i Musei Capitolini, che generalmente attirano visitatori diversi dalle folle che riempiono la Cappella Sistina o il Pantheon. Gli ultimi spesso provengono dalle crociere di Civitavecchia, al fine di visitare la città per mezza giornata. È il pubblico “mordi e fuggi”. Poi, c’è il turista spirituale in pellegrinaggio nella Città Eterna per il Giubileo del 2025.
Da Roma mi sono spostata quest’estate a Venezia, dove ho vinto la Emily Harvey Artist Residency. Non è stato facile ritrovare il fascino magico della città che sorge dall’acqua con due volti: quello in superficie e quello speculare riflesso nei canali. Le code per i musei, i traghetti e le gondole, sotto il caldo torrido di agosto assomigliavano più all’inferno di Dante che alle vedute del Canaletto. È proprio nel XVIII Canto del Inferno della Divina Commedia che Dante, durante il primo Giubileo del 1300, descrive con orrore uno dei primi assalti dei pellegrini che attraversano l’unico ponte sul Tevere davanti a Castel Sant’Angelo verso San Pietro. Già allora, le orde di persone che percorrevano il ponte venivano prese di mira dai borseggiatori e ci furono dei morti tra i pellegrini caduti nel tevere.
Riporto un'esperienza simile nella mia opera Peregrinantes in Spem/Canto XVIII dove i passeggeri iniziano un viaggio ciclico in gondola che li porta poi all’inferno.
Espongo quest’opera nella vetrina di Largo Mesia al pubblico del quartiere, mostrando l’aspetto esteriore del turista di massa, condannato a un itinerario estenuante. All’interno dello spazio di Via Vulci ho installato le opere geometriche e colorate. Queste ultime rappresantano l’aspetto interiore del turismo piacevole, con ritratti intimi di visitatori che intraprendono cammini individuali, per motivi spirituali, culturali, artistici o sociali. Mi sento di appartenere a questo gruppo di viaggiatori contagiati dal Wanderlust, perchè anche io sono arrivata in Italia come turista tanti anni fa, solo che la bellezza e l’affetto di Roma e dei Romani mi hanno convinta di fermarmi qui per sempre.
Anita Guerra è nata all'Avana, Cuba, e dopo la Rivoluzione di Fidel Castro, la sua famiglia si è stabilita in Pennsylvania, negli Stati Uniti. A diciotto anni ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Santa Isabel de Hungría a Siviglia, Spagna, e poi si è laureata cum laude in pittura (B.F.A. e M.F.A.) alla Tyler School of Art & Architecture della Temple University di Philadelphia e alla sede di Roma, dove dal 1995, fa parte della Facoltà di Arti Visive.
Ha ricevuto numerosi premi tra cui il Temple University Presidential Humanities and Arts Research Award, e l'Edward C. Carter Award della St. Stephen's School, Roma, che hanno contribuito a finanziare diversi viaggi a Cuba dal 2015 al 2019 per dipingere e scrivere il suo memoir illustrato, "Queridos". Nel 2025, ha vinto la residenza artistica dell’Emily Harvey Foundation a Venezia, in Italia.
Tra le sue mostre personali ricordiamo Queridos, Tyler School of Art and Architecture, Philadelphia, PA, U.S.A. (2025) Tres Patrias, Temple Gallery, Temple University Rome, Roma, Italia FB Live (2020), Mi Cuba, La Mia Italia, Casa de la Obra Pía, Habana Vieja, Havana, Cuba (2016); Volver a Cuba (2016) e Ascent (2015), St. Stephen’s Cultural Center Association, Roma, Italia. Alcune delle più importanti mostre collettive sono Glass Ceiling La Vaccheria, Roma, Italia (2025) “&” Faculty & Guest, Temple Gallery, Temple University Rome, Roma (2024 e 2023); Remanso: Ten Reflections on Fiber Art, Ex-Cartiera Latina, Parco di Via Appia, Roma (2022); ControVento. Artisti per Pasolini, Villa Guglielmi, Fiumicino (2022); ArtePorto Fuori Confine, Porto Imperiale di Claudio e Traiano, Fiumicino (2021); Io e Me: Autoritratti durante il Lockdown, Sala 1, Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Roma (2021); Under the Same Roof, Sala 1, Roma (2018); Under Another Roof, IA&A at Hillyer, Washington, D.C. (2018); Oltre i Libri, Biblioteca Angelica, Roma (2015).
Ha inoltre esposto ampiamente con il gruppo CAFÉ (Cuban American Foremost Exhibitions fondato da Leandro Soto), tra cui Un Cortadito presso Calle 8, Galleria Cremata, Miami, Florida (2012), e Woman.Embodied presso il Sangre de Cristo Art Center, Pueblo, Colorado (2011), Errol Barrow Center for Creative Imagination, Cave Hill, Barbados (2010), Temple University, Roma (2008), Arizona State University, Phoenix, Arizona (2004), a cura di Leandro Soto. In collaborazione con Leandro Soto, ha curato la versione romana di CAFÉ VIII.
anitarome@hotmail.com, sito web: https://www.anitaguerra.com Instagram: anitaguerraroma
13
febbraio 2026
Anita Guerra – Wanderlust
Dal 13 al 28 febbraio 2026
arte contemporanea
Location
MESIA SPACE ARTE CONTEMPORANEA
Roma, Largo Mesia, 3, (Roma)
Roma, Largo Mesia, 3, (Roma)
Orario di apertura
dal martedì al sabato ore 10.00 - 20.00
Vernissage
13 Febbraio 2026, dalle 17.00 alle 20.00 -
alle 18.00 Lorenzo Rinelli leggerà il XVIII canto dall'Inferno di Dante
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