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Chiara Ventura – Ti Lascio Qui.
Il progetto presentato da Chiara Ventura negli spazi di Villa Rospigliosi a Prato, con testo critico di Angel Moya Garcia, sostenuto e promosso dalla direzione artistica di Chorasis-LoSpaziodellaVisione. Una selezione di opere della ricerca più intima dell’artista e due performance inedite.
Comunicato stampa
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TI LASCIO QUI. è il titolo del progetto presentato da Chiara Ventura negli spazi di Villa Rospigliosi a Prato, accompagnato da un testo critico di Angel Moya Garcia. Dal 15 febbraio all’8 marzo 2026, la mostra – promossa e sostenuta dalla direzione artistica di Chorasis-LoSpaziodellaVisione con il contributo di Toscanaincontemporanea2025 e Publiacqua – si sviluppa attraverso una selezione di opere della sua ricerca più intima e di due diverse performance inedite realizzate in occasione dell’inaugurazione e del finissage.
A Villa Rospigliosi “Chiara Ventura (Verona, 1997) costruisce un dispositivo attraversabile, suddiviso in tre ambienti, in cui il corpo, l’amore e l’eredità agiscono come campi instabili e mai pacificati, esposti a una continua riscrittura. La mostra si articola attraverso fratture e sospensioni, assumendo il rischio del non detto e della contraddizione come metodo. Una ragnatela di stimoli, suggestioni, trappole, ambiguità e tensioni in cui lasciare non equivale a rinunciare, abbandonare o rifiutare, ma a interrompere ciò che si è naturalizzato come normale, come pratica e come metodo. Un tentativo di creare uno scarto da cui possa emergere il soggetto imprevisto, un corpo che rifiuta la compensazione, che abita il conflitto e che, proprio all’interno di questo, tenta una forma radicale di libertà” scrive Angel Moya Garcia nel suo testo critico. “Nel loro insieme, i lavori presentati nelle tre sale non si offrono come tappe lineari né come momenti risolutivi, ma come campi di forze in continua tensione, come dispositivi che espongono la soggettività al rischio della trasformazione senza mai definire l’esito.”
Le opere esposte nella prima sala costituiscono il nucleo politico e affettivo della mostra, il luogo del rifiuto del maschile tossico e dei meccanismi patriarcali dove emerge un nuovo soggetto capace di imparare a dire di no, senza vergogna o timore. La successiva sala esplora l'eredità, tutto ciò che siamo è vincolato alla genetica, ai retaggi, ai determinismi che le generazioni precedenti ci hanno trasmesso, ma è in questa consapevolezza che si apre la possibilità della rottura, mostrando come ogni tentativo di emancipazione sia costantemente attraversato da ritorni, ripetizioni e legami invisibili che chiedono di essere riconosciuti prima di poter essere disinnescati. Nella terza sala, infine, Ventura accetta il limite come condizione strutturale della relazione, là dove il linguaggio si incrina e ciò che resta è una prossimità fragile, fatta di vuoti condivisi e di silenzi, là dove non tutto può essere pronunciato riconoscendo il vuoto come ultimo spazio possibile di relazione.
La performance (opening ore 16.00) 2x2. COME FINISCE L’AMORE (dimenticarmi di te) (90 minuti) e la performance (finissage ore 16.00) 2x2. GUARDA CHE LUNA, GUARDA CHE MARE (40 minuti) si inseriscono come ulteriori tentativi di relazioni che fuoriescono dallo spazio privato per veicolare una quotidianità in cui le problematiche, le urgenze e le istanze si sviluppano in una sequenza ininterrotta. Un tempo sospeso in cui una coppia stenta a trovare un accordo definitivo, una comunicazione funzionale, un’intesa condivisa o un’armonia senza conflitti. L’amore si sposta nello spazio pubblico, accetta il rischio della vulnerabilità e diventa gesto di coraggio, di difesa dei diritti, di esposizione di un affetto che non può più restare confinato nell’ambito privato”.
Il lavoro di Chiara Ventura non propone una soluzione, piuttosto un invito ad abitare il conflitto senza risolverlo, ad attraversare l’amore, l’eredità e l’alterità senza addomesticarli. In questo spazio instabile, la mostra si configura come un esercizio di responsabilità affettiva e politica, in cui la libertà non coincide con l’assenza di vincoli, ma con la capacità di riconoscerli, attraversarli e nominarli, accettando talvolta di restare senza fiato pur di non tornare indietro.
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Chiara Ventura (Verona, 1997) è artista visiva e performer. Il suo lavoro è genuinamente di carattere esistenziale, dove la biografia diventa cifra. Ossessionata dal doppio, cerca di capire cosa va e cosa non va "tra me e te". Le pitture, sempre al limite tra figura e astrazione, incarnano i macrotemi delle opere plastiche, concettuali e performative. L’analisi sul corpo, sulle relazioni e reazioni che questo ha con psiche, emotività e l’Altro, è stata il punto di partenza per gli sviluppi di una pratica, prevalentemente performativa, dove il punto scomodo, non protetto, per chi fa e per chi guarda, è al centro dell’attenzione. Ventura indaga e denuncia gli aspetti più subdoli delle forme di violenza presenti nella contemporaneità ed è interessata agli aspetti politici del comportamento umano. Nel 2020 co-fonda plurale, un concetto che trova forma nel fare arte collettivo, una dinamica in cui l'artista individuale si fonde in una prospettiva comune. plurale manifesta intuizioni e istanti di chiarezza attraverso gesti performativi, installazioni, video, musica e progetti editoriali, in una pratica quotidiana di confronto col mondo. Chiara Ventura ha esposto, realizzato performance e interventi presso Lemme Centre D’art Contemporain (Sion, CH), Tenuta Dello Scompiglio (Lucca, IT), Mart – Galleria Civica di Trento (Trento, IT), Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia, IT), Villa Rondinelli (Fiesole, IT), Museo Gypsotheca Antonio Canova (Possagno, IT), FAO (Roma, IT), Galleria ME Vannucci (Pistoia, IT), GATE26A (Modena, IT), Viafarini (Milano, IT), M9 - Museo del '900 (Mestre, IT), Spazio In Situ (Roma, IT), tra gli altri. Inoltre, ha collaborato con Exibart (Roma, IT), Adiacenze (Bologna, IT), Osservatorio Futura (Torino, IT), Attiva Cultural Projects (Napoli, IT), Studio Savarin (Modena, IT), tra gli altri.
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ChorAsis–LoSpazioDellaVisione. APS, associazione culturale di sostegno agli artisti, sperimentazione, produzione di progetti espositivi e promozione di forme d’arte contemporanea con sede presso la settecentesca villa Rospigliosi (già villa Aldobrandini) di Prato. Il progetto di ricerca indaga sulle relazioni tra il passato e il presente, in dialogo tra arte, natura e storia e in costante rapporto di interazione con il territorio. Punto focale la cura del processo creativo, artisti sono invitati a rapportarsi liberamente con gli ambienti della villa e il suo parco giardino nella creazione site specific di opere e interventi installativi, performativi, laboratoriali. Dal 2019 ad oggi ChorAsis ha realizzato 29 progetti espositivi.
A Villa Rospigliosi “Chiara Ventura (Verona, 1997) costruisce un dispositivo attraversabile, suddiviso in tre ambienti, in cui il corpo, l’amore e l’eredità agiscono come campi instabili e mai pacificati, esposti a una continua riscrittura. La mostra si articola attraverso fratture e sospensioni, assumendo il rischio del non detto e della contraddizione come metodo. Una ragnatela di stimoli, suggestioni, trappole, ambiguità e tensioni in cui lasciare non equivale a rinunciare, abbandonare o rifiutare, ma a interrompere ciò che si è naturalizzato come normale, come pratica e come metodo. Un tentativo di creare uno scarto da cui possa emergere il soggetto imprevisto, un corpo che rifiuta la compensazione, che abita il conflitto e che, proprio all’interno di questo, tenta una forma radicale di libertà” scrive Angel Moya Garcia nel suo testo critico. “Nel loro insieme, i lavori presentati nelle tre sale non si offrono come tappe lineari né come momenti risolutivi, ma come campi di forze in continua tensione, come dispositivi che espongono la soggettività al rischio della trasformazione senza mai definire l’esito.”
Le opere esposte nella prima sala costituiscono il nucleo politico e affettivo della mostra, il luogo del rifiuto del maschile tossico e dei meccanismi patriarcali dove emerge un nuovo soggetto capace di imparare a dire di no, senza vergogna o timore. La successiva sala esplora l'eredità, tutto ciò che siamo è vincolato alla genetica, ai retaggi, ai determinismi che le generazioni precedenti ci hanno trasmesso, ma è in questa consapevolezza che si apre la possibilità della rottura, mostrando come ogni tentativo di emancipazione sia costantemente attraversato da ritorni, ripetizioni e legami invisibili che chiedono di essere riconosciuti prima di poter essere disinnescati. Nella terza sala, infine, Ventura accetta il limite come condizione strutturale della relazione, là dove il linguaggio si incrina e ciò che resta è una prossimità fragile, fatta di vuoti condivisi e di silenzi, là dove non tutto può essere pronunciato riconoscendo il vuoto come ultimo spazio possibile di relazione.
La performance (opening ore 16.00) 2x2. COME FINISCE L’AMORE (dimenticarmi di te) (90 minuti) e la performance (finissage ore 16.00) 2x2. GUARDA CHE LUNA, GUARDA CHE MARE (40 minuti) si inseriscono come ulteriori tentativi di relazioni che fuoriescono dallo spazio privato per veicolare una quotidianità in cui le problematiche, le urgenze e le istanze si sviluppano in una sequenza ininterrotta. Un tempo sospeso in cui una coppia stenta a trovare un accordo definitivo, una comunicazione funzionale, un’intesa condivisa o un’armonia senza conflitti. L’amore si sposta nello spazio pubblico, accetta il rischio della vulnerabilità e diventa gesto di coraggio, di difesa dei diritti, di esposizione di un affetto che non può più restare confinato nell’ambito privato”.
Il lavoro di Chiara Ventura non propone una soluzione, piuttosto un invito ad abitare il conflitto senza risolverlo, ad attraversare l’amore, l’eredità e l’alterità senza addomesticarli. In questo spazio instabile, la mostra si configura come un esercizio di responsabilità affettiva e politica, in cui la libertà non coincide con l’assenza di vincoli, ma con la capacità di riconoscerli, attraversarli e nominarli, accettando talvolta di restare senza fiato pur di non tornare indietro.
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Chiara Ventura (Verona, 1997) è artista visiva e performer. Il suo lavoro è genuinamente di carattere esistenziale, dove la biografia diventa cifra. Ossessionata dal doppio, cerca di capire cosa va e cosa non va "tra me e te". Le pitture, sempre al limite tra figura e astrazione, incarnano i macrotemi delle opere plastiche, concettuali e performative. L’analisi sul corpo, sulle relazioni e reazioni che questo ha con psiche, emotività e l’Altro, è stata il punto di partenza per gli sviluppi di una pratica, prevalentemente performativa, dove il punto scomodo, non protetto, per chi fa e per chi guarda, è al centro dell’attenzione. Ventura indaga e denuncia gli aspetti più subdoli delle forme di violenza presenti nella contemporaneità ed è interessata agli aspetti politici del comportamento umano. Nel 2020 co-fonda plurale, un concetto che trova forma nel fare arte collettivo, una dinamica in cui l'artista individuale si fonde in una prospettiva comune. plurale manifesta intuizioni e istanti di chiarezza attraverso gesti performativi, installazioni, video, musica e progetti editoriali, in una pratica quotidiana di confronto col mondo. Chiara Ventura ha esposto, realizzato performance e interventi presso Lemme Centre D’art Contemporain (Sion, CH), Tenuta Dello Scompiglio (Lucca, IT), Mart – Galleria Civica di Trento (Trento, IT), Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia, IT), Villa Rondinelli (Fiesole, IT), Museo Gypsotheca Antonio Canova (Possagno, IT), FAO (Roma, IT), Galleria ME Vannucci (Pistoia, IT), GATE26A (Modena, IT), Viafarini (Milano, IT), M9 - Museo del '900 (Mestre, IT), Spazio In Situ (Roma, IT), tra gli altri. Inoltre, ha collaborato con Exibart (Roma, IT), Adiacenze (Bologna, IT), Osservatorio Futura (Torino, IT), Attiva Cultural Projects (Napoli, IT), Studio Savarin (Modena, IT), tra gli altri.
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ChorAsis–LoSpazioDellaVisione. APS, associazione culturale di sostegno agli artisti, sperimentazione, produzione di progetti espositivi e promozione di forme d’arte contemporanea con sede presso la settecentesca villa Rospigliosi (già villa Aldobrandini) di Prato. Il progetto di ricerca indaga sulle relazioni tra il passato e il presente, in dialogo tra arte, natura e storia e in costante rapporto di interazione con il territorio. Punto focale la cura del processo creativo, artisti sono invitati a rapportarsi liberamente con gli ambienti della villa e il suo parco giardino nella creazione site specific di opere e interventi installativi, performativi, laboratoriali. Dal 2019 ad oggi ChorAsis ha realizzato 29 progetti espositivi.
15
febbraio 2026
Chiara Ventura – Ti Lascio Qui.
Dal 15 febbraio all'otto marzo 2026
arte contemporanea
arti performative
arti performative
Location
ChorAsis – Villa Rospigliosi
Prato, Via Firenze, 83, (PO)
Prato, Via Firenze, 83, (PO)
Orario di apertura
Visite gratuite e con prenotazione
contatti : chorasis.spaziovisione@gmail.com / tel. 348 7814430
Vernissage
15 Febbraio 2026, ingresso libero sale espositive dalle 10.00 alle 19.00
ore 16:00 Performance 2x2 COME FINISCE L’AMORE (dimenticarmi di te) - 90’ ca.
Ufficio stampa
Carla Carbone - ChorAsis
Autore
Autore testo critico
Produzione organizzazione
Sponsor
Patrocini










