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Dal Golfo a Nuova Delhi: Manuel Rabaté sarà il direttore del Kiran Nadar Museum of Art
Musei
di redazione
Manuel Rabaté è stato nominato direttore del KNMA – Kiran Nadar Museum of Art di Nuova Delhi e, in questo caso, si tratta di qualcosa di più di un avvicendamento ai vertici museali: uno dei protagonisti della grande stagione museale del Golfo si sposta verso un’area geografica che rivendica ormai un ruolo centrale e autonomo nel sistema globale dell’arte.
Infatti, Rabaté arriva al KNMA dopo aver guidato fin dall’apertura, nel 2016, il Louvre Abu Dhabi, accompagnandone la costruzione, la definizione della collezione e il posizionamento internazionale. Un’esperienza maturata anche grazie al suo precedente ruolo in Agence France-Muséums, la società nata nel 2007 nell’ambito di un accordo intergovernativo tra Francia ed Emirati Arabi Uniti, e ai suoi incarichi al Musée du Louvre e al Musée du Quai Branly di Parigi, che lo hanno reso una figura chiave nella costruzione di musei “universali” e afferenti a contesti culturali diversi.
Il trasferimento avviene dunque in un momento cruciale per il museo indiano, che può vantare una collezione di oltre 10mila opere. Fondato nel 2010 dalla collezionista e filantropa Kiran Nadar, moglie di Shiv Nadar, il fondatore della multinazionale HCL Technologies, il KNMA si prepara a un salto di scala senza precedenti. Attualmente il museo è attivo in due spazi, a Nuova Delhi, all’interno di un centro commerciale, e a Noida, ma sono in corso i lavori per il passaggio a una nuova sede autonoma di circa 100mila metri quadrati, nei pressi dell’aeroporto internazionale Indira Gandhi. Il complesso, progettato da David Adjaye, dovrebbe aprire nel corso del 2026 e promette di diventare il più grande museo e centro culturale dell’Asia meridionale, con gallerie espositive, spazi per performance, un teatro, una biblioteca, archivi e un centro educativo.

In questo contesto, la nomina di Rabaté assume un valore programmatico. Il suo incarico sarà trasversale a tutte le attività del museo, con l’obiettivo di garantire standard operativi internazionali senza perdere il radicamento nel contesto indiano. Come ha dichiarato lo stesso Rabaté, l’India rappresenta un territorio di straordinaria ricchezza culturale e istituzionale, oltre che una scena in piena trasformazione, pronta a ridefinire il proprio ruolo nel panorama museale globale.
Se l’area del Golfo resta un polo potentissimo – capace di attrarre risorse, architetture iconiche e grandi collezioni – questo spostamento segnala anche l’emergere di nuovi protagonisti che non si limitano a replicare modelli occidentali ma ambiscono a costruire istituzioni di riferimento a partire da storie, patrimoni e pubblici locali. Il KNMA, nato come primo museo privato indiano dedicato all’arte moderna e contemporanea, sta ampliando il proprio raggio d’azione verso l’arte antica e le miniature, configurandosi come una piattaforma sempre più complessa e inclusiva.
Rabaté lascerà ufficialmente il Louvre Abu Dhabi il 7 marzo 2026, mentre il museo emiratino ha già avviato la procedura per individuare un successore, garantendo continuità alla propria missione. Il suo approdo a Nuova Delhi, previsto nella prima metà dell’anno, racconta invece una dinamica più ampia: il riequilibrio progressivo delle geografie dell’arte, dove Asia meridionale e subcontinente indiano non sono più solo mercati emergenti, ma luoghi di progettazione culturale ambiziosa, pronti a dialogare – e competere – su scala globale.
















