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Anche il Golfo avrà la sua Quadriennale: svelati i dettagli di Rubaiya Qatar
Arte contemporanea
di redazione
Nemmeno il tempo di inaugurare Art Basel Qatar, aperta al pubblico a Doha dal 5 febbraio e visitabile fino a domani, 7 febbraio, e il Qatar guarda già oltre l’orizzonte fieristico, rilanciando con un progetto dal respiro possibilmente ancora più ampio. Qatar Museums ha infatti annunciato nuovi dettagli su Rubaiya Qatar, la nuova quadriennale d’arte contemporanea che debutterà a Doha e si articolerà su scala nazionale, approfondendo con un nuovo tassello la strategia culturale dell’emirato.
Rubaiya Qatar nasce sotto l’egida di ALRIWAQ Art + Architecture, l’istituzione di Qatar Museums dedicata alla ricerca, alle mostre e ai progetti di arte pubblica, e si propone come un programma multidisciplinare ciclico, organizzato ogni quattro anni attorno a un unico tema curatoriale. Non una singola mostra ma un ecosistema di esposizioni, nuove commissioni, arte pubblica, residenze, pubblicazioni e programmi educativi, come si addice a una manifestazione con una simile cadenza e con alle spalle un Paese ambizioso come il Qatar.
La mostra principale, esposta negli spazi dell’ALRIWAQ Arts + Architecture, sarà intitolata Unruly Waters e verrà curata da Tom Eccles, Ruba Katrib, Mark Rappolt e Shabbir Hussain Mustafa, con il coinvolgimento di oltre 50 artisti, molti dei quali invitati a realizzare nuove opere commissionate appositamente per il progetto. L’ispirazione non poteva venire che dall’acqua, in questo caso “indisciplinata” e in particolare dall’omonimo saggio dello storico Sunil Amrith, nel quale si analizza il ruolo dell’acqua come forza culturale e, geopolitica, indagando le relazioni tra esseri umani e natura in un’area che si estende dal Golfo all’Asia orientale. Al centro, la circolazione di persone, merci e idee lungo l’antica Via della Seta marittima, letta in relazione alle trasformazioni ambientali e agli equilibri contemporanei, con un’attenzione specifica alla posizione del Qatar come nodo storico e attuale di scambi e migrazioni.
Tra gli artisti già confermati figurano Lawrence Abu Hamdan, Sophia Al Maria, Mohamed Bourouissa, Lydia Ourahmane, oltre ad Ade Darmawan, Alia Farid, Naiza Khan, Dala Nassar, Marina Tabassum e Rirkrit Tiravanija.
Un elemento distintivo del progetto sarà l’inclusione di manufatti storici provenienti dalle collezioni di Qatar Museums, tra cui oggetti del relitto di Cirebon, una nave mercantile del IX–X secolo recuperata nel Mare di Giava. Questi reperti, testimonianza precoce di forme di globalizzazione e commercio transoceanico, verranno messi in dialogo con le opere contemporanee per proporre una lettura dell’Asia come spazio interconnesso, modellato da venti, correnti e rotte marittime più che da confini politici.
Accanto a dUnruly Waters, Rubaiya Qatar presenterà altre grandi esposizioni tematiche. Our Common Currents, curata da Lina Patmali, sarà ospitata alla QM Katara Gallery e rifletterà sul rapporto tra comunità umane e acqua, a partire dal contesto locale del Qatar – dalla pesca delle perle alle tradizioni nomadi – per estendersi a scenari globali e futuri sostenibili. Al Mathaf: Arab Museum of Modern Art, la mostra Seething Sea, curata da Wadha Al Aqeedi, riunirà opere moderne e contemporanee di artisti del Golfo, concentrandosi sull’immaginario marittimo.
Durante la settimana di Art Basel Qatar, ulteriori dettagli sono emersi anche grazie alle dichiarazioni di Sheikha Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani, figura centrale del collezionismo e delle politiche culturali del Paese. Oltre a confermare l’ampiezza del programma, Al-Mayassa ha annunciato l’esistenza di un padiglione dedicato a Gerhard Richter, finora non reso pubblico, definendolo un progetto complesso e ambizioso, attualmente in fase di realizzazione, che aprirà a novembre 2026.
Rubaiya Qatar includerà inoltre collaborazioni con istituzioni internazionali come la Biennale di Sydney, la Gwangju Biennale e il padiglione del Qatar alla Biennale di Venezia, oltre a progetti di arte pubblica e interventi urbani di artisti come Wael Shawky – che è anche il curatore della prima Art Basel Qatar -, Jitish Kallat e Minerva Cuevas.
E se Art Basel Qatar ha sancito l’ingresso dell’emirato nel circuito globale delle grandi fiere, la quadriennale guarda più lontano, sul lungo periodo. Inserita nel programma Evolution Nation, che celebra i 50 anni del National Museum of Qatar e i 20 anni di Qatar Museums, Rubaiya Qatar si presenta dunque come il primo grande progetto dal respiro curatoriale per una nuova fase istituzionale del sistema museale del Paese














