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Classe 1993, una presenza importante alla Biennale di Venezia 2024, nel Padiglione Centrale, un record d’asta freschissimo, da Christie’s New York, fissato a $ 756.000. Adesso un nuovo annuncio: la mega galleria internazionale David Zwirner accoglie ufficialmente l’artista Louis Fratino. «Sono entusiasta di dare il benvenuto a Louis Fratino», dichiara il gallerista. «I suoi dipinti sensuali ed erotici sono impossibili da ignorare: inevitabilmente attirano e mettono lo spettatore a confronto con sé stesso. Ai miei occhi la sua arte potente è davvero del nostro tempo – o forse dovrei dire del suo tempo – e ci sfida ad abbracciare un’intimità e una sensualità che non hanno ancora trovato posto nel canone».
Un passaggio che segna una tappa decisiva nella carriera dell’artista, già sostenuto da Sikkema Malloy Jenkins a New York e da Galerie Neu a Berlino (con entrambe manterrà le collaborazioni). I suoi dipinti, disegni e sculture raffigurano esperienze personali, intime e domestiche, spesso incentrate sulla vita queer contemporanea e sul corpo maschile. Richiamano la bellezza dei kouroi dell’antica Grecia, i riferimenti all’iconografia cristiana, sintetizzano e rielaborano gli stili di un’ampia gamma di pittori, da Pablo Picasso ad Alice Neel, da Georgia O’Keeffe a Dana Schutz.
Oltre che del Padiglione Centrale della 60ª Biennale di Venezia, Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere, Fratino è stato protagonista di numerose esposizioni: la sua prima personale, REASONS: Works by Louis Fratino, si è tenuta presso Platform Gallery, a Baltimora, nel 2016, seguita – tra le altre – dalle mostre organizzate da Cabinet Printemps a Düsseldorf (2017), da Ciaccia Levi a Parigi (2018, 2019, 2021) e a Milano (2022), da Sikkema Malloy Jenkins a New York (2019, 2020, 2021 e 2023), da Galerie Neu a Berlino (2022, 2025), da Litografia Bulla a Roma (2023). Nel 2024, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato ha ospitato la mostra personale Satura, a cura del direttore del museo, Stefano Collicelli Cagol.
«Incontrando Lou», spiega Zwirner, «sono rimasto colpito dalla sua profonda conoscenza della storia della pittura, e in particolare dalla sua curiosità verso gli artisti che lo hanno preceduto e le loro rappresentazioni della vita queer. Per lui, il fare arte è al tempo stesso passato e presente – guardare indietro e avanti simultaneamente – catturando le proprie esperienze, memorie ed emozioni, e invitandoci a proiettare le nostre».
La rappresentanza si tradurrà immediatamente in una serie di appuntamenti in calendario: la prima mostra personale di Louis Fratino con la galleria David Zwirner sarà a Londra, nell’autunno 2026. Un’altra esposizione, Fratino and Matisse: To See This Light Again, che mette in dialogo i due artisti, aprirà invece al Baltimore Museum of Art nel marzo 2026. E anticipa tutto la data di Frieze Los Angeles, a fine febbraio, con un nucleo di nuovi dipinti dell’artista.











