13 febbraio 2026

A St. Moritz, Nomad 2026 si presenta come l’antidoto alle grandi fiere

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Dialoghi generazionali e progetti speciali per la nona edizione della fiera, che torna sulle Alpi svizzere intrecciando moderno e contemporaneo. Con un format intimo, a Villa Beaulieu

nomad 2026
NOMAD St Moritz 25, former Klinik Gut, Ph. Credits Ivan Erofeev, Courtesy of NOMAD

È tornato Nomad, l’antidoto alle grandi fiere, edizione 2026. Dove arte, design e architettura si intrecciano sulle Alpi, stavolta nella spettacolare Villa Beaulieu (ex Klinik Gut) nel cuore di St.Moritz, dal 12 al 15 febbraio. «In Nomad», spiegano gli organizzatori, all’alba della nona edizione, «la sede è un elemento determinante che plasma l’esperienza di ogni edizione, dal modo in cui i visitatori entrano in relazione con le opere ai legami che si instaurano tra espositori e collezionisti». Questa edizione, in particolare, celebrerà lo scambio generazionale. Spontaneo, sofisticato, profondamente locale.

Ecco gli highlights dell’edizione 2026, in questo scambio non convenzionale. Ci sono le principali autorità nel campo dell’arte e del design contemporaneo, come Nilufar (Milano), che espone opere di illuminazione e arredi dalle forme organiche – il filo rosso: il rapporto tra l’ambiente domestico e la natura. Poi Pierre Marie Giraud (Bruxelles, Parigi), con edizioni limitate uniche in ceramica, legno e vetro che combinano rigore concettuale e innovazione tecnica. Mentre Craftica Gallery (Varsavia) mette l’accento sulla creatività polacca attraverso sei giovani autori, Ana Bera, Cyryl Zakrzewski, Formosophy, Pałucki Studio, Sonia Dubois e Zofia Sobolewska Ursic. Tra gli espositori con sede in Italia anche Monica De Cardenas (Milano, Zuoz), che a Nomad 2026 presenta un dialogo tra opere astratte e figurative di artisti di primo piano come Chung Eun-Mo e Thomas Huber.

Nomad, St. Moritz 2026. Nilufar. Photo by Ivan Erofeev

Presente anche un gruppo speciale di novità, tra cui Margherita Castiglioni (Milano) e Sorgin Gallery (San Sebastián), la cui presentazione mette a confronto raffinati arredi di maestri del modernismo brasiliano come Joaquim Tenreiro e José Zanine Caldas con creazioni giocose di autori contemporanei quali Adeline Halot, Joseba Lekuona ed Eduardo Chillida. E non mancano come sempre anche rare opere storiche: Robilant+Voena (Londra, New York, Milano) porta alla nona edizione di Nomad le opere sperimentali di Lucio Fontana e Pablo Picasso, Cortesi Gallery (Lugano, Milano) si concentra sulle sculture di Pietro Consagra, Chiara Dynys e Arnaldo Pomodoro, mentre Galleria Antonio Verolino (Modena) promuovere l’arte tessile (con Victor Vasarely, Fernand Léger e Alexander Calder) e Secci (Milano, Pietrasanta) presenta opere bidimensionali dalla forte componente materica (Raymond Hains, Giò Pomodoro e Paul Jenkins).

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Nomad, St.Moritz 2026. Robilant+Voena. Photo by Ivan Erofeev

Non mancano i progetti speciali in line-up, per l’edizione 2026 di nomad. Giorgio Armani / Unveiled, creato in collaborazione con Nomad, parteciperà alla fiera con Through the Looking Glass: Jane Crisp e Yuta Segawa, uno special project che mette in scena un dialogo profondo e stimolante tra l’artigianato contemporaneo e il mondo di Armani/Casa. Curato da Abby Bangser, fondatrice di Object & Thing ed ex Direttrice Artistica delle fiere Frieze Art Fairs per le Americhe e l’Asia, il progetto riflette una dedizione condivisa alla profondità culturale, all’artigianalità e allo scambio consapevole. Altri progetti includeranno quelli di nomi di spicco nel campo della gioielleria, tra cui Fernando Jorge (New York, Londra, São Paulo), A2Z (Londra) e il nuovo arrivato Nikos Koulis (Atene, Mykonos, Paros). Appuntamento a St. Moritz, fino a domenica.

Nomad St. Moritz 2026. Giorgio Armani, Unveiled. Photo by Ivan Erofeev
Nomad St. Moritz 2026. Giorgio Armani, Unveiled. Photo by Ivan Erofeev

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