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Reperti Post Terrestri
Reperti Post Terrestri di Pietro De Scisciolo si presenta come un’installazione che agisce al confine tra una suggestiva testimonianza e un’altrettanto affascinante operazione di mimesi archeologica, offrendo una riflessione critica sulle trasformazioni del paesaggio e sulla memoria che rimane inscr
Comunicato stampa
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Pietro De Scisciolo
Reperti Post Terrestri
Reperti Post Terrestri di Pietro De Scisciolo si presenta come un’installazione che agisce al confine tra una suggestiva testimonianza e un’altrettanto affascinante operazione di mimesi archeologica, offrendo una riflessione critica sulle trasformazioni del paesaggio e sulla memoria che rimane inscritta nella materia; l’opera si presenta come un frammento emerso da un tempo altro, come sospeso tra un passato geologico e un futuro post-umano, in cui la Terra appare come una sorta archivio di stratificazioni e segni.
La scelta dell’alluminio è centrale nella costruzione del senso del lavoro; materiale industriale per eccellenza, associato alla produzione seriale e alla tecnologia, viene qui sottratto alla sua funzione originaria per assumere una dimensione poetica e quasi organica. La sua morfologia sedimentaria evoca processi naturali lenti e profondi: erosioni, compressioni, accumuli. Tuttavia, questa natura “geologica” è solo apparentemente spontanea, poiché porta con sé l’eco dell’intervento umano e delle sue conseguenze irreversibili sul territorio. Diventa così un simbolo ambivalente, da un lato segno dell’impatto antropico, dall’altro entità resistente, capace di attraversare il tempo e rigenerarsi attraverso il riciclo.
La scultura non propone una narrazione esplicita né una lettura univoca. Si offre piuttosto come un autentico ritrovamento, uno strumento di osservazione che documenta una trasformazione senza necessariamente spiegarla. Le cause – naturali o antropiche – restano aperte, lasciando a chi osserva il compito di confrontarsi con l’enigma degli elementi che caratterizzano il paesaggio. In questo senso, i Reperti Post Terrestri rifiutano ogni intento didascalico e si collocano, invece, in una dimensione contemplativa, che non interpreta il mondo, ma lo espone nella sua tangibilità.
Introducendo una fine tensione temporale che destabilizza la percezione presente – quasi che provenga da un’epoca in cui l’umanità è assente o marginale – l’opera di De Scisciolo diventa così un viatico per ripensare la relazione tra uomo e ambiente, invitando a considerare la materia non come risorsa da sfruttare, ma come registro vivente di trasformazioni, resistenze e possibili rinascite.
Reperti Post Terrestri
Reperti Post Terrestri di Pietro De Scisciolo si presenta come un’installazione che agisce al confine tra una suggestiva testimonianza e un’altrettanto affascinante operazione di mimesi archeologica, offrendo una riflessione critica sulle trasformazioni del paesaggio e sulla memoria che rimane inscritta nella materia; l’opera si presenta come un frammento emerso da un tempo altro, come sospeso tra un passato geologico e un futuro post-umano, in cui la Terra appare come una sorta archivio di stratificazioni e segni.
La scelta dell’alluminio è centrale nella costruzione del senso del lavoro; materiale industriale per eccellenza, associato alla produzione seriale e alla tecnologia, viene qui sottratto alla sua funzione originaria per assumere una dimensione poetica e quasi organica. La sua morfologia sedimentaria evoca processi naturali lenti e profondi: erosioni, compressioni, accumuli. Tuttavia, questa natura “geologica” è solo apparentemente spontanea, poiché porta con sé l’eco dell’intervento umano e delle sue conseguenze irreversibili sul territorio. Diventa così un simbolo ambivalente, da un lato segno dell’impatto antropico, dall’altro entità resistente, capace di attraversare il tempo e rigenerarsi attraverso il riciclo.
La scultura non propone una narrazione esplicita né una lettura univoca. Si offre piuttosto come un autentico ritrovamento, uno strumento di osservazione che documenta una trasformazione senza necessariamente spiegarla. Le cause – naturali o antropiche – restano aperte, lasciando a chi osserva il compito di confrontarsi con l’enigma degli elementi che caratterizzano il paesaggio. In questo senso, i Reperti Post Terrestri rifiutano ogni intento didascalico e si collocano, invece, in una dimensione contemplativa, che non interpreta il mondo, ma lo espone nella sua tangibilità.
Introducendo una fine tensione temporale che destabilizza la percezione presente – quasi che provenga da un’epoca in cui l’umanità è assente o marginale – l’opera di De Scisciolo diventa così un viatico per ripensare la relazione tra uomo e ambiente, invitando a considerare la materia non come risorsa da sfruttare, ma come registro vivente di trasformazioni, resistenze e possibili rinascite.
26
febbraio 2026
Reperti Post Terrestri
Dal 26 febbraio al 26 marzo 2026
arte contemporanea
Location
Pleroo Galleria
Noci, Via Zona B, 7, (BA)
Noci, Via Zona B, 7, (BA)
Orario di apertura
Opening 26/02/2026 ore 18.00
Dal 27/02/2026 su prenottazione
Vernissage
26 Febbraio 2026, 18.00
Editore
ProssiMAMente Edizioni Indipendenti
Ufficio stampa
Nicole Scialpi
Autore
Curatore
Autore testo critico
Media partner
Produzione organizzazione
Sponsor
Patrocini




