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Marco Fallani – Dopo il gesto
La mostra presenta una serie di opere recenti realizzate dall’artista: dipinti ad olio di medie e grandi dimensioni ed alcune sculture.
Comunicato stampa
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MARCO FALLANI – DOPO IL GESTO
Le opere di Marco Fallani abitano uno speciale spazio sospeso tra memoria di alcuni modelli storici ed indagine su possibili esperimenti futuri. Potrebbero apparire generate da una consolante matrice di classicità, ma nascondono una seconda natura più misteriosa ed inquieta, rivolta verso una implacabile dimensione di avventura. C'è infatti nel fare artistico di questo artista una componente di turbamento che lo spinge a scavare, perfezionare, lanciare il proprio stile dentro acidi contrasti ed attraverso forme cangianti. Si tratta di un percorso molto personale, come se una attitudine di stampo post-modernista, capace di vertigini e spaesamenti, si sposasse ad un saper fare più quieto, ad una solida tecnica esecutiva che confeziona le proprie invenzioni ribelli dentro una armatura di apparenze tradizionali. Così le sue nature morte ed i suoi paesaggi sono spesso immersi in un'oscurità senza confini che finisce per rendere l'intera scena assai misteriosa e - guardando con attenzione - perfino minacciosa.
Altre volte Fallani realizza quadri raffiguranti interni di abitazioni, spazi gremiti di vasi con piante rigogliosissime di differenti tipologie: foglie, fiori, rami che si slanciano a costruire un intrico di piani visivi dinamici ed allucinatori, immersi in una luce calda ed ipnotica. Sono tele degne di un Matisse psichedelico, opere dotate di una una gioiosità mediterranea, per i colori sgargianti e per il modo vigoroso in cui sono stati dipinti. Si materializzano salotti vibranti che sembrano in procinto di esplodere, percorsi da fiammanti flussi di energia cromatica.
In un'altra serie di quadri di grandi dimensioni, Fallani dipinge foreste fantascientifiche in cui la vegetazione prolifera in modo sensuale e preoccupante, saturando lo spazio di vibrazioni primordiali, espresse mediante una fitta trama di spettacolari pennellate naturalistiche.
Memorabili sono i dipinti che ospitano ciotole immerse nel buio, toccate dalla luce quel tanto che basta per farle risplendere dentro l'oscurità. Tazze di porcellana drammatizzate – assediate dal nero - che rappresentano l'unico punto in luce, l'unico elemento riconoscibile dentro una tenebra di velluto. L'impressione finale è che Marco Fallani ricerchi una intensità fuori dagli schemi, poichè elabora una assolutezza dello stile che vive in profondità dentro la tessitura delle opere. Questa vocazione – che sembra nutrirsi di fatale determinazione e di incontrollabili desideri – rende le sue opere totalmente contemporanee alla nostra esperienza.
Stefano Loria
Le opere di Marco Fallani abitano uno speciale spazio sospeso tra memoria di alcuni modelli storici ed indagine su possibili esperimenti futuri. Potrebbero apparire generate da una consolante matrice di classicità, ma nascondono una seconda natura più misteriosa ed inquieta, rivolta verso una implacabile dimensione di avventura. C'è infatti nel fare artistico di questo artista una componente di turbamento che lo spinge a scavare, perfezionare, lanciare il proprio stile dentro acidi contrasti ed attraverso forme cangianti. Si tratta di un percorso molto personale, come se una attitudine di stampo post-modernista, capace di vertigini e spaesamenti, si sposasse ad un saper fare più quieto, ad una solida tecnica esecutiva che confeziona le proprie invenzioni ribelli dentro una armatura di apparenze tradizionali. Così le sue nature morte ed i suoi paesaggi sono spesso immersi in un'oscurità senza confini che finisce per rendere l'intera scena assai misteriosa e - guardando con attenzione - perfino minacciosa.
Altre volte Fallani realizza quadri raffiguranti interni di abitazioni, spazi gremiti di vasi con piante rigogliosissime di differenti tipologie: foglie, fiori, rami che si slanciano a costruire un intrico di piani visivi dinamici ed allucinatori, immersi in una luce calda ed ipnotica. Sono tele degne di un Matisse psichedelico, opere dotate di una una gioiosità mediterranea, per i colori sgargianti e per il modo vigoroso in cui sono stati dipinti. Si materializzano salotti vibranti che sembrano in procinto di esplodere, percorsi da fiammanti flussi di energia cromatica.
In un'altra serie di quadri di grandi dimensioni, Fallani dipinge foreste fantascientifiche in cui la vegetazione prolifera in modo sensuale e preoccupante, saturando lo spazio di vibrazioni primordiali, espresse mediante una fitta trama di spettacolari pennellate naturalistiche.
Memorabili sono i dipinti che ospitano ciotole immerse nel buio, toccate dalla luce quel tanto che basta per farle risplendere dentro l'oscurità. Tazze di porcellana drammatizzate – assediate dal nero - che rappresentano l'unico punto in luce, l'unico elemento riconoscibile dentro una tenebra di velluto. L'impressione finale è che Marco Fallani ricerchi una intensità fuori dagli schemi, poichè elabora una assolutezza dello stile che vive in profondità dentro la tessitura delle opere. Questa vocazione – che sembra nutrirsi di fatale determinazione e di incontrollabili desideri – rende le sue opere totalmente contemporanee alla nostra esperienza.
Stefano Loria
14
febbraio 2026
Marco Fallani – Dopo il gesto
Dal 14 febbraio al 15 marzo 2026
arte contemporanea
Location
Stanza 251
Firenze, Via del Drago D'Oro, 4r, (FI)
Firenze, Via del Drago D'Oro, 4r, (FI)
Orario di apertura
da lunedì a sabato ore 16.00-19.30
Autore
Autore testo critico





