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Les Femmes / La Figura Femminile nell’Arte
ll femminile continua a essere un luogo di interrogazione e di rinnovamento, capace di riflettere i cambiamenti culturali e di anticipare quelli futuri. È un dialogo in continua evoluzione, che oggi più che mai si apre a prospettive plurali, ibride, libere.
Comunicato stampa
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LES FEMMES / La Figura Femminile nell’Arte
INAUGURAZIONE Sabato 28 Febbraio 2026 ore 17,30
Fino al 11 Marzo 2026
a cura di Massimiliano Sbrana
In collaborazione con la Collezione "Archivio d'Arte" del GAMeC CentroArteModerna di Pisa
Artisti presenti : Pietro Annigoni, Silvia Arrighetti, Troy Argyros, Stefano Ballantini, Alberto Berti, Michele Bracciotti, Monica D'Agord, Antonina Chaban, Daniela Carta, Domenico Cantatore, Graziella Castelli, Paolo Citarella, Sylvia Garro, Anna Maria Guarnieri, Renato Guttuso, Mauro Martin, Luigi Norelli, Silvia Pierucci Sapio, Lisandro Ramacciotti, Marialuisa Sabato Alessandro Volpi, Tono Zancanaro
Sede : GAMeC CentroArteModerna Pisa - Lungarno Mediceo, 26 Pisa - www.centroartemoderna.com - tel. +39 3393961536 (Whatsapp, Telegram, Signal)
__________________________________________________________________
LES FEMMES / La Figura Femminile nell’Arte
Si inaugurerà Sabato 28 Febbraio 2026 alle ore 17,30, presso il GAMeC CentroArteModerna di Pisa (sul Lungarno Mediceo al numero 26) la mostra "LES FEMMES / La Figura Femminile nell’Arte" che, ideate , ordinata e curata da Massimiliano Sbrana, vuole dare un breve ma significativo percorso della figura femminile così come gli artisti nel tempo, ma con particolare attenzione alla contemporaneità, l'hanno raffigurata e idealizzata.
La presenza femminile accompagna la storia dell’umanità fin dai suoi inizi, ma ciò che colpisce oggi è come questa presenza, un tempo inscritta in simboli arcaici e figure rituali, continui a trasformarsi e a generare nuove letture. Le prime testimonianze — le celebri figure paleolitiche, spesso interpretate come emblemi di fertilità o potere generativo — non sono soltanto reperti archeologici: sono il segno di un immaginario in cui la donna incarnava la forza primaria della vita e dell’ordine sociale.
Con il passare dei secoli, l’immagine femminile è diventata uno dei grandi motori dell’arte. Ogni epoca ha costruito la propria idea di donna, attribuendole ruoli mutevoli: madre, guida spirituale, tentazione, musa, corpo ideale, corpo politico. Le arti figurative hanno continuamente riscritto questa presenza, modellandola secondo i codici estetici del tempo e, soprattutto, secondo il modo in cui la società definiva il femminile.
Per molti artisti del passato, la donna era innanzitutto una forma da contemplare e interpretare: un archetipo attraverso cui misurare la bellezza, la fragilità, la forza, la complessità dell’essere umano. La figura femminile diventava così un luogo di proiezione, un ideale che l’artista cercava di raggiungere o di comprendere, spesso intrecciando desiderio, introspezione e ricerca estetica.
La contemporaneità, però, ha cambiato radicalmente il quadro. Oggi l’immagine della donna non è più soltanto un soggetto da rappresentare, ma un territorio critico in cui si intrecciano identità, politica, memoria e corpo. Le artiste — e molti artisti — interrogano il femminile come spazio di autonomia, di resistenza, di ridefinizione. Le tecniche si moltiplicano: fotografia, video, performance, linguaggi digitali, pratiche partecipative. L’immagine non è più un’icona immobile, ma un processo, un campo aperto in cui si discutono stereotipi, si smontano narrazioni, si costruiscono nuove possibilità.
In questo senso, il percorso della “donna nell’arte” non è una semplice sequenza di rappresentazioni, ma una storia di trasformazioni profonde. Dalle prime figure votive alle ricerche più sperimentali del presente, il femminile continua a essere un luogo di interrogazione e di rinnovamento, capace di riflettere i cambiamenti culturali e di anticipare quelli futuri. È un dialogo in continua evoluzione, che oggi più che mai si apre a prospettive plurali, ibride, libere.
In esposizione, quindi, le opere di: Pietro Annigoni, Silvia Arrighetti, Troy Argyros, Stefano Ballantini, Alberto Berti, Michele Bracciotti, Monica D'Agord, Antonina Chaban, Daniela Carta, Domenico Cantatore, Graziella Castelli, Paolo Citarella, Sylvia Garro, Anna Maria Guarnieri, Renato Guttuso, Mauro Martin, Luigi Norelli, Silvia Pierucci Sapio, Lisandro Ramacciotti, Marialuisa Sabato Alessandro Volpi, Tono Zancanaro
Ingresso libero. Orari: da Martedi a Sabato 10-12,30/16-18,30; Apertura straordinaria Domenica 1 e 8 Marzo 2026 con orario 16-18,30.
Ufficio stampa GAMeC PISA:
mobile +39 3393961536
e-mail mostre@centroartemoderna.com
Si autorizza la pubblicare testi e immagini relativi alla mostra IN OGGETTO. Si dichiara che per le immagini e per i testi contenuti nel predetto comunicato non esistono VINCOLI SIAE NE' VINCOLI DI ALCUN TIPO. -
INAUGURAZIONE Sabato 28 Febbraio 2026 ore 17,30
Fino al 11 Marzo 2026
a cura di Massimiliano Sbrana
In collaborazione con la Collezione "Archivio d'Arte" del GAMeC CentroArteModerna di Pisa
Artisti presenti : Pietro Annigoni, Silvia Arrighetti, Troy Argyros, Stefano Ballantini, Alberto Berti, Michele Bracciotti, Monica D'Agord, Antonina Chaban, Daniela Carta, Domenico Cantatore, Graziella Castelli, Paolo Citarella, Sylvia Garro, Anna Maria Guarnieri, Renato Guttuso, Mauro Martin, Luigi Norelli, Silvia Pierucci Sapio, Lisandro Ramacciotti, Marialuisa Sabato Alessandro Volpi, Tono Zancanaro
Sede : GAMeC CentroArteModerna Pisa - Lungarno Mediceo, 26 Pisa - www.centroartemoderna.com - tel. +39 3393961536 (Whatsapp, Telegram, Signal)
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LES FEMMES / La Figura Femminile nell’Arte
Si inaugurerà Sabato 28 Febbraio 2026 alle ore 17,30, presso il GAMeC CentroArteModerna di Pisa (sul Lungarno Mediceo al numero 26) la mostra "LES FEMMES / La Figura Femminile nell’Arte" che, ideate , ordinata e curata da Massimiliano Sbrana, vuole dare un breve ma significativo percorso della figura femminile così come gli artisti nel tempo, ma con particolare attenzione alla contemporaneità, l'hanno raffigurata e idealizzata.
La presenza femminile accompagna la storia dell’umanità fin dai suoi inizi, ma ciò che colpisce oggi è come questa presenza, un tempo inscritta in simboli arcaici e figure rituali, continui a trasformarsi e a generare nuove letture. Le prime testimonianze — le celebri figure paleolitiche, spesso interpretate come emblemi di fertilità o potere generativo — non sono soltanto reperti archeologici: sono il segno di un immaginario in cui la donna incarnava la forza primaria della vita e dell’ordine sociale.
Con il passare dei secoli, l’immagine femminile è diventata uno dei grandi motori dell’arte. Ogni epoca ha costruito la propria idea di donna, attribuendole ruoli mutevoli: madre, guida spirituale, tentazione, musa, corpo ideale, corpo politico. Le arti figurative hanno continuamente riscritto questa presenza, modellandola secondo i codici estetici del tempo e, soprattutto, secondo il modo in cui la società definiva il femminile.
Per molti artisti del passato, la donna era innanzitutto una forma da contemplare e interpretare: un archetipo attraverso cui misurare la bellezza, la fragilità, la forza, la complessità dell’essere umano. La figura femminile diventava così un luogo di proiezione, un ideale che l’artista cercava di raggiungere o di comprendere, spesso intrecciando desiderio, introspezione e ricerca estetica.
La contemporaneità, però, ha cambiato radicalmente il quadro. Oggi l’immagine della donna non è più soltanto un soggetto da rappresentare, ma un territorio critico in cui si intrecciano identità, politica, memoria e corpo. Le artiste — e molti artisti — interrogano il femminile come spazio di autonomia, di resistenza, di ridefinizione. Le tecniche si moltiplicano: fotografia, video, performance, linguaggi digitali, pratiche partecipative. L’immagine non è più un’icona immobile, ma un processo, un campo aperto in cui si discutono stereotipi, si smontano narrazioni, si costruiscono nuove possibilità.
In questo senso, il percorso della “donna nell’arte” non è una semplice sequenza di rappresentazioni, ma una storia di trasformazioni profonde. Dalle prime figure votive alle ricerche più sperimentali del presente, il femminile continua a essere un luogo di interrogazione e di rinnovamento, capace di riflettere i cambiamenti culturali e di anticipare quelli futuri. È un dialogo in continua evoluzione, che oggi più che mai si apre a prospettive plurali, ibride, libere.
In esposizione, quindi, le opere di: Pietro Annigoni, Silvia Arrighetti, Troy Argyros, Stefano Ballantini, Alberto Berti, Michele Bracciotti, Monica D'Agord, Antonina Chaban, Daniela Carta, Domenico Cantatore, Graziella Castelli, Paolo Citarella, Sylvia Garro, Anna Maria Guarnieri, Renato Guttuso, Mauro Martin, Luigi Norelli, Silvia Pierucci Sapio, Lisandro Ramacciotti, Marialuisa Sabato Alessandro Volpi, Tono Zancanaro
Ingresso libero. Orari: da Martedi a Sabato 10-12,30/16-18,30; Apertura straordinaria Domenica 1 e 8 Marzo 2026 con orario 16-18,30.
Ufficio stampa GAMeC PISA:
mobile +39 3393961536
e-mail mostre@centroartemoderna.com
Si autorizza la pubblicare testi e immagini relativi alla mostra IN OGGETTO. Si dichiara che per le immagini e per i testi contenuti nel predetto comunicato non esistono VINCOLI SIAE NE' VINCOLI DI ALCUN TIPO. -
28
febbraio 2026
Les Femmes / La Figura Femminile nell’Arte
Dal 28 febbraio all'undici marzo 2026
arte contemporanea
collettiva
collettiva
Location
GAMEC CENTROARTEMODERNA
Pisa, Lungarno Mediceo, 26, (Pisa)
Pisa, Lungarno Mediceo, 26, (Pisa)
Orario di apertura
mar-sab: 10-12.30/16-18,30
Vernissage
28 Febbraio 2026, 17,30
Sito web
Ufficio stampa
GAMeC PISA
Autore
Curatore





