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Macchiato X Pelle
Giunto al suo decimo evento, Macchiato festeggia il primo anniversario
tornando nella sua città d’origine, Venezia. Attraverso riferimenti che spaziano dalla
mitologia alla psicologia, sette artisti si confronteranno con il tema della pelle, una soglia fragile dove memoria ed esperienza si toccano.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Venezia, febbraio 2026 - Dal 4 al 11 marzo 2026, l’Associazione Culturale Spiazzi ospita la decima edizione di Macchiato Celebratio artis, il festival itinerante che celebra l’arte dell’incontro. A un anno dalla sua nascita, il progetto torna a Venezia con Macchiato X – Pelle, mostra collettiva curata da Tommaso Macelloni, che riunisce artisti e artiste provenienti da tutta Italia riproponendo il dispositivo del “Muro ondoso”, parete partecipativa dove opere eterogenee convivono senza gerarchie.
In questa edizione, a guidare il progetto espositivo è il tema della pelle: elemento anatomico e figura concettuale, luogo in cui il confine tra interno ed esterno si definisce e si negozia. In continuità con la ricerca di Macchiato sull’arte dell’incontro, essa diventa la metafora strutturante della relazione, spazio ambivalente in cui protezione e vulnerabilità, superficie e profondità, presenza e dissoluzione coesistono in tensione.
È proprio entro questa tensione concettuale che le opere in mostra trovano dimora. In Corpi Lutei, Corpi Albicanti, le ceramiche di Camilla Dalmazio esplorano la pelle come membrana interna, tessuto che si forma e si riassorbe nel microcosmo uterino, lasciando tracce di trasformazione. Con EPIDERMIDE, Lorenzo Deluigi sposta invece l’attenzione sull’involucro culturale: l’abito come seconda pelle che costruisce l’identità. In Souvenir da Mictlan, Ambra Grassi imprime l’immagine sulla pelle trasformandola in supporto poroso, soglia tra vita e morte, mentre Cárlos López Sánchez, con Marsias, rilegge il mito dello scorticamento per interrogare il rapporto tra corpo, abito e verità dell’essere.
La serie Felish di Michela Nibaldi - Niba tratta la pelle come superficie da perforare e ornare, spazio di ibridazione e mascheramento, dove identità e desiderio si mettono in scena. In Symbiosis, Pietro
Vettore indaga il legame invisibile tra corpo e ambiente, mostrando la pelle come punto di scambio con ciò che ci circonda. Infine, con Ma non era un uomo I, Jacopo Zambello riporta la pelle alla sua nudità più esposta: fragile, illuminata da una luce che non protegge ma rivela.
Ad incontrarsi, nelle sale di Spiazzi, non saranno unicamente le visioni creative di questi sette artisti. Prendendo spunto dall’antica tradizione espositiva della quadreria seicentesca, la proposta curatoriale ne recupera l’estetica per traghettarla nel presente attraverso il Muro ondoso: una parete libera dove pittori, scultori, fotografi, illustratori, collezionisti e galleristi sono invitati a collocare una loro opera senza vincoli tematici o concettuali. Proprio grazie all’unione e alla mescolanza, l'installazione diviene opera a sua volta, incarnando lo spirito cosmopolita del campo veneziano e, nello specifico, delle sedute del bar en plein air.
In occasione dell'anniversario, Macchiato invita ancora una volta la città a riscoprire la dimensione comunitaria dell’arte, sottolineandone il ruolo centrale nel costruire ponti tra differenze culturali e personali. L’incontro, inteso non solo come esperienza fisica ma anche come scambio simbolico, diventa così il filo conduttore che attraversa e lega le opere in mostra, offrendo al pubblico una riflessione sull’importanza della condivisione come fondamento dell'umanità.
In questa edizione, a guidare il progetto espositivo è il tema della pelle: elemento anatomico e figura concettuale, luogo in cui il confine tra interno ed esterno si definisce e si negozia. In continuità con la ricerca di Macchiato sull’arte dell’incontro, essa diventa la metafora strutturante della relazione, spazio ambivalente in cui protezione e vulnerabilità, superficie e profondità, presenza e dissoluzione coesistono in tensione.
È proprio entro questa tensione concettuale che le opere in mostra trovano dimora. In Corpi Lutei, Corpi Albicanti, le ceramiche di Camilla Dalmazio esplorano la pelle come membrana interna, tessuto che si forma e si riassorbe nel microcosmo uterino, lasciando tracce di trasformazione. Con EPIDERMIDE, Lorenzo Deluigi sposta invece l’attenzione sull’involucro culturale: l’abito come seconda pelle che costruisce l’identità. In Souvenir da Mictlan, Ambra Grassi imprime l’immagine sulla pelle trasformandola in supporto poroso, soglia tra vita e morte, mentre Cárlos López Sánchez, con Marsias, rilegge il mito dello scorticamento per interrogare il rapporto tra corpo, abito e verità dell’essere.
La serie Felish di Michela Nibaldi - Niba tratta la pelle come superficie da perforare e ornare, spazio di ibridazione e mascheramento, dove identità e desiderio si mettono in scena. In Symbiosis, Pietro
Vettore indaga il legame invisibile tra corpo e ambiente, mostrando la pelle come punto di scambio con ciò che ci circonda. Infine, con Ma non era un uomo I, Jacopo Zambello riporta la pelle alla sua nudità più esposta: fragile, illuminata da una luce che non protegge ma rivela.
Ad incontrarsi, nelle sale di Spiazzi, non saranno unicamente le visioni creative di questi sette artisti. Prendendo spunto dall’antica tradizione espositiva della quadreria seicentesca, la proposta curatoriale ne recupera l’estetica per traghettarla nel presente attraverso il Muro ondoso: una parete libera dove pittori, scultori, fotografi, illustratori, collezionisti e galleristi sono invitati a collocare una loro opera senza vincoli tematici o concettuali. Proprio grazie all’unione e alla mescolanza, l'installazione diviene opera a sua volta, incarnando lo spirito cosmopolita del campo veneziano e, nello specifico, delle sedute del bar en plein air.
In occasione dell'anniversario, Macchiato invita ancora una volta la città a riscoprire la dimensione comunitaria dell’arte, sottolineandone il ruolo centrale nel costruire ponti tra differenze culturali e personali. L’incontro, inteso non solo come esperienza fisica ma anche come scambio simbolico, diventa così il filo conduttore che attraversa e lega le opere in mostra, offrendo al pubblico una riflessione sull’importanza della condivisione come fondamento dell'umanità.
04
marzo 2026
Macchiato X Pelle
Dal 04 all'undici marzo 2026
arte contemporanea
arti performative
collettiva
arti performative
collettiva
Location
ASSOCIAZIONE CULTURALE SPIAZZI – ISOLAB
Venezia, Castello, 3865, (Venezia)
Venezia, Castello, 3865, (Venezia)
Orario di apertura
Lunedì - Domenica ore 10:00 – 19:00
Vernissage
4 Marzo 2026, 18.00 - 21.00
Sito web
Autore
Curatore
Allestimento
Media partner


