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Giulia Seri – FiabaLivida
FiabaLivida è il solo show consacrato all’artista e biologa Giulia Seri la cui pratica, riproposta seguendo la struttura della Fiaba, organizza il dolore come sistema di segni, esorcizzando la morte attraverso una disciplina rigorosa e caustica.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
AAIE Center for Contemporary Art presenta FiabaLivida, mostra personale di Giulia Seri (Roma, 1988), artista e biologa che vive e lavora a Firenze.
La pratica di Seri si compone di materia caustica: parole, glitter, blister, pane, denti, garze, perline colorate, rose, ceramica, acquerelli.
Oggetti fragili e domestici convivono con una piccola farmacia portatile. Le opere incarnano un dolore autobiografico: spettri, traumi e malattie diventano, d’un tratto, talismani, amuleti e incantesimi lividi.
Il concetto di parassita costituisce il fondamento teorico dell’intera mostra. Dal greco παρά (“presso”) e σῖτος (“nutrimento”), il parassita è l’organismo che vive a spese dell’ospite, instaurando una relazione di dipendenza e sopravvivenza. In FiabaLivida questa dinamica biologica si trasfigura: la digestione a spese della carestia, la parola come infezione, il ricordo come proliferazione cellulare.
La ricerca di Giulia Seri è una cattedrale laica di memorie infantili: stanze allagate, roseti infestanti, exuvie che squamano e trasformano. Il colore — porpora, cianotico, biliverdinico — evoca i processi organici dell’ematoma, incidendo nel visivo la temporalità biologica del corpo ferito. In questa sospensione tra clinico e percepito, la dimensione fiabesca diventa il vero tempo dell’esperienza: uno spazio in cui la Seri è demiurga.
FiabaLivida non propone una retorica del lieto fine, piuttosto un inventario sintomatico del reale. La pratica di Giulia Seri, al confine tra biologia e magia, organizza il dolore come sistema di segni, esorcizzando la morte attraverso una disciplina rigorosa e caustica.
La mostra è accompagnata da un testo critico di Studio Sutura (Mariacristina Lattarulo e Mara Montanaro).
La pratica di Seri si compone di materia caustica: parole, glitter, blister, pane, denti, garze, perline colorate, rose, ceramica, acquerelli.
Oggetti fragili e domestici convivono con una piccola farmacia portatile. Le opere incarnano un dolore autobiografico: spettri, traumi e malattie diventano, d’un tratto, talismani, amuleti e incantesimi lividi.
Il concetto di parassita costituisce il fondamento teorico dell’intera mostra. Dal greco παρά (“presso”) e σῖτος (“nutrimento”), il parassita è l’organismo che vive a spese dell’ospite, instaurando una relazione di dipendenza e sopravvivenza. In FiabaLivida questa dinamica biologica si trasfigura: la digestione a spese della carestia, la parola come infezione, il ricordo come proliferazione cellulare.
La ricerca di Giulia Seri è una cattedrale laica di memorie infantili: stanze allagate, roseti infestanti, exuvie che squamano e trasformano. Il colore — porpora, cianotico, biliverdinico — evoca i processi organici dell’ematoma, incidendo nel visivo la temporalità biologica del corpo ferito. In questa sospensione tra clinico e percepito, la dimensione fiabesca diventa il vero tempo dell’esperienza: uno spazio in cui la Seri è demiurga.
FiabaLivida non propone una retorica del lieto fine, piuttosto un inventario sintomatico del reale. La pratica di Giulia Seri, al confine tra biologia e magia, organizza il dolore come sistema di segni, esorcizzando la morte attraverso una disciplina rigorosa e caustica.
La mostra è accompagnata da un testo critico di Studio Sutura (Mariacristina Lattarulo e Mara Montanaro).
13
marzo 2026
Giulia Seri – FiabaLivida
Dal 13 marzo all'undici aprile 2026
arte contemporanea
Location
AAIE Center For Contemporary Art
Roma, Via Sermide, 7, (RM)
Roma, Via Sermide, 7, (RM)
Orario di apertura
Visita su prenotazione
Vernissage
13 Marzo 2026, 18.30
Autore
Curatore
Autore testo critico





