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Liu Ke – ECCE HOMO
Si inaugura presso la Galleria Giovanni Bonelli di Milano il 5 marzo 2026, alle ore 19.00, e resterà aperta fino al 11 aprile 2026, la prima mostra personale in Italia dell’artista cinese Liu Ke, docente e Vicedirettore della Scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Guangzhou.
Comunicato stampa
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ECCE HOMO
LIU KE
A cura di Fabio Cavallucci Inaugurazione giovedì 05 marzo ore 19 05.03 - 11.04. 2026
Si inaugura presso la Galleria Giovanni Bonelli di Milano il 5 marzo 2026, alle ore 19.00, e resterà aperta fino al 11 aprile 2026, la prima mostra personale in Italia dell’artista cinese Liu Ke, docente e Vicedirettore della Scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Guangzhou. A cura di Fabio Cavallucci, la mostra, intitolata Ecce Homo, presenta una selezione di lavori pittorici recenti, realizzati tra il 2022 e il 2025, che offrono uno sguardo articolato e maturo su una ricerca ormai pienamente consolidata.
Artista ampiamente riconosciuto in Cina e nell’Est asiatico, e parte della pattuglia di artisti rappresentati dalla Whitestone Gallery di Hong Kong, Liu Ke ha intrapreso negli ultimi anni un percorso di progressiva presentazione all’interno del sistema dell’arte europeo, con esposizioni già realizzate alla Kunsthalle Kempten e a Monaco dei Baviera.
Ecce Homo rappresenta dunque una tappa significativa di questo processo di attraversamento culturale e simbolico. Nel titolo della mostra, letto dalla prospettiva orientale, il riferimento evangelico al Cristo presentato da Pilato appare volutamente diluito e trasformato. Qui l’“uomo” è Liu Ke stesso, che si offre simbolicamente nudo, armato unicamente delle proprie opere, a un mondo in parte ancora sconosciuto. Ma Ecce Homo è anche un richiamo più ampio all’essere umano in quanto tale: agli uomini e alle donne che abitano le sue tele, celati dietro geometrie solo apparentemente astratte.
Se infatti, a un primo sguardo, i lavori di Liu Ke sembrano del tutto aniconici, dominati da campiture cromatiche intense — rossi accesi, verdi smeraldo, blu oltremare —, osservando con maggiore attenzione si scopre che quelle superfici astratte sono in realtà impressioni di paesaggi: luci vespertine, albe con soli che emergono dietro le montagne, mari e cieli; oppure, quando le curve si fanno più intricate e contorte, allusioni a corpi e figure impegnate nell'atto sessuale. In questi lavori, segni sintetici e condensazioni cromatiche non rivelano direttamente l’immagine, ma ne distillano la percezione, attivando uno spazio mentale e sensibile nello sguardo dello spettatore. L’astrazione, in Liu Ke, non è mai fuga dalla realtà, ma un processo di sintesi percettiva e di intensificazione dell’esperienza visiva.
Artista colto, dotato di una solida formazione filosofica, Liu Ke sviluppa una pittura che si muove costantemente tra pensiero e sensazione, tra immagine e concetto, in un equilibrio che riflette anche il suo ruolo di docente e intellettuale all’interno del contesto accademico cinese.
La mostra è inoltre occasione di un incontro di alto profilo tra l’Accademia di Belle Arti di Guangzhou e giovani artisti italiani, studenti dell’Accademia di Brera. Liu Ke porta a Milano una selezione di giovanissimi artisti di Guangzhou (Chen Jiachen, Gong Xuyao, Huang Zile, Lao Jiahhui, Yang Yifan, Yang Xinyu), mentre sono stati selezionati Matteo Bianchi, Tommaso Frattini, Elisa Pini, Mattia Riccardo, e Matteo Roversi, che frequentano l'accademia milanese.
Infine, nello spazio studio, Liu Ke presenta la storia dei musei e degli spazi espositivi da lui fondati e diretti. Perché, oltre a essere artista e docente, Liu Ke porta avanti da tempo una significativa attività curatoriale. Sabaku è stato il primo spazio aperto nella città antica di Guangzhou, dando avvio a una riflessione autonoma sui modelli istituzionali, sulla produzione artistica emergente e sul ruolo dell’arte nella società contemporanea. È seguito il Boxes Museum, al centro del Shunfeng Mountain Park, e infine, da poco più di un anno, il Songshan Lake Boxes Museum. Ma l’obiettivo di ampliare e reinventare gli spazi dell’arte non si esaurisce qui: Liu Ke sta infatti realizzando un’ampia ristrutturazione nella sua area natale, nel Ningxiang Hunan, trasformando una ex miniera di estrazione del carbone in un nuovo centro dedicato alla produzione e alla riflessione artistica.
In questo intreccio di pratica pittorica, ricerca teorica e costruzione istituzionale, Ecce Homo restituisce così il ritratto complesso di un artista che concepisce l’arte non solo come immagine, ma come forma attiva di pensiero e di intervento nello spazio pubblico.
Liu Ke (1976, nato a Ning xiang, nella provincia dello Hunan, Cina) vive e lavora tra Guangzhou e Ning xiang. È Professore presso l’Accademia di Belle Arti di Guangzhou, Vice Preside della Scuola di Pittura e Direttore del Dipartimento di Pittura a Olio; è inoltre Vice Direttore del Comitato per la Pittura a Tecniche Miste dell’Associazione degli Artisti Cinesi. Ricopre il ruolo di Direttore Esecutivo del Songshan Lake Art Museum e del Boxes Art Museum.
LIU KE
A cura di Fabio Cavallucci Inaugurazione giovedì 05 marzo ore 19 05.03 - 11.04. 2026
Si inaugura presso la Galleria Giovanni Bonelli di Milano il 5 marzo 2026, alle ore 19.00, e resterà aperta fino al 11 aprile 2026, la prima mostra personale in Italia dell’artista cinese Liu Ke, docente e Vicedirettore della Scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Guangzhou. A cura di Fabio Cavallucci, la mostra, intitolata Ecce Homo, presenta una selezione di lavori pittorici recenti, realizzati tra il 2022 e il 2025, che offrono uno sguardo articolato e maturo su una ricerca ormai pienamente consolidata.
Artista ampiamente riconosciuto in Cina e nell’Est asiatico, e parte della pattuglia di artisti rappresentati dalla Whitestone Gallery di Hong Kong, Liu Ke ha intrapreso negli ultimi anni un percorso di progressiva presentazione all’interno del sistema dell’arte europeo, con esposizioni già realizzate alla Kunsthalle Kempten e a Monaco dei Baviera.
Ecce Homo rappresenta dunque una tappa significativa di questo processo di attraversamento culturale e simbolico. Nel titolo della mostra, letto dalla prospettiva orientale, il riferimento evangelico al Cristo presentato da Pilato appare volutamente diluito e trasformato. Qui l’“uomo” è Liu Ke stesso, che si offre simbolicamente nudo, armato unicamente delle proprie opere, a un mondo in parte ancora sconosciuto. Ma Ecce Homo è anche un richiamo più ampio all’essere umano in quanto tale: agli uomini e alle donne che abitano le sue tele, celati dietro geometrie solo apparentemente astratte.
Se infatti, a un primo sguardo, i lavori di Liu Ke sembrano del tutto aniconici, dominati da campiture cromatiche intense — rossi accesi, verdi smeraldo, blu oltremare —, osservando con maggiore attenzione si scopre che quelle superfici astratte sono in realtà impressioni di paesaggi: luci vespertine, albe con soli che emergono dietro le montagne, mari e cieli; oppure, quando le curve si fanno più intricate e contorte, allusioni a corpi e figure impegnate nell'atto sessuale. In questi lavori, segni sintetici e condensazioni cromatiche non rivelano direttamente l’immagine, ma ne distillano la percezione, attivando uno spazio mentale e sensibile nello sguardo dello spettatore. L’astrazione, in Liu Ke, non è mai fuga dalla realtà, ma un processo di sintesi percettiva e di intensificazione dell’esperienza visiva.
Artista colto, dotato di una solida formazione filosofica, Liu Ke sviluppa una pittura che si muove costantemente tra pensiero e sensazione, tra immagine e concetto, in un equilibrio che riflette anche il suo ruolo di docente e intellettuale all’interno del contesto accademico cinese.
La mostra è inoltre occasione di un incontro di alto profilo tra l’Accademia di Belle Arti di Guangzhou e giovani artisti italiani, studenti dell’Accademia di Brera. Liu Ke porta a Milano una selezione di giovanissimi artisti di Guangzhou (Chen Jiachen, Gong Xuyao, Huang Zile, Lao Jiahhui, Yang Yifan, Yang Xinyu), mentre sono stati selezionati Matteo Bianchi, Tommaso Frattini, Elisa Pini, Mattia Riccardo, e Matteo Roversi, che frequentano l'accademia milanese.
Infine, nello spazio studio, Liu Ke presenta la storia dei musei e degli spazi espositivi da lui fondati e diretti. Perché, oltre a essere artista e docente, Liu Ke porta avanti da tempo una significativa attività curatoriale. Sabaku è stato il primo spazio aperto nella città antica di Guangzhou, dando avvio a una riflessione autonoma sui modelli istituzionali, sulla produzione artistica emergente e sul ruolo dell’arte nella società contemporanea. È seguito il Boxes Museum, al centro del Shunfeng Mountain Park, e infine, da poco più di un anno, il Songshan Lake Boxes Museum. Ma l’obiettivo di ampliare e reinventare gli spazi dell’arte non si esaurisce qui: Liu Ke sta infatti realizzando un’ampia ristrutturazione nella sua area natale, nel Ningxiang Hunan, trasformando una ex miniera di estrazione del carbone in un nuovo centro dedicato alla produzione e alla riflessione artistica.
In questo intreccio di pratica pittorica, ricerca teorica e costruzione istituzionale, Ecce Homo restituisce così il ritratto complesso di un artista che concepisce l’arte non solo come immagine, ma come forma attiva di pensiero e di intervento nello spazio pubblico.
Liu Ke (1976, nato a Ning xiang, nella provincia dello Hunan, Cina) vive e lavora tra Guangzhou e Ning xiang. È Professore presso l’Accademia di Belle Arti di Guangzhou, Vice Preside della Scuola di Pittura e Direttore del Dipartimento di Pittura a Olio; è inoltre Vice Direttore del Comitato per la Pittura a Tecniche Miste dell’Associazione degli Artisti Cinesi. Ricopre il ruolo di Direttore Esecutivo del Songshan Lake Art Museum e del Boxes Art Museum.
05
marzo 2026
Liu Ke – ECCE HOMO
Dal 05 marzo all'undici aprile 2026
arte contemporanea
Location
GALLERIA GIOVANNI BONELLI
Milano, Via Luigi Porro Lambertenghi, 6, (Milano)
Milano, Via Luigi Porro Lambertenghi, 6, (Milano)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 11-19
Vernissage
5 Marzo 2026, Ore 19
Autore
Curatore
Autore testo critico




