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BlueBleuBlau
Mostra fotografica di Sama Sbrissa.
Esposte le sue ecocianografie: sperimentazioni che evocano ecografie per esplorare mondi immaginari e interiori. Inoltre un percorso tra arte e scienza che richiama la ricerca di Anna Atkins, con una rivisitazione contemporanea dedicata agli insetti.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
La serie di Ecocyanographies si sviluppa esplorando le frontiere della cianotipia, antica tecnica pre-fotografica che usa la luce solare per impressionare supporti trattati chimicamente.
Con l’aiuto di un tergicristallo applica citrato ferrico ammoniacale e ferricianuro di potassio su carta di cotone ruvida, cercando effetti di imperfezione in contrasto con la fotografia “processata”. Creando degli ambienti intrauterini che custodiscono evanescenti elementi embrionali: farfalle, volti, danze… Si può intuire da un lato un parallelismo con il processo creativo, con la gestazione dell’opera d’arte, ma anche con l’esperienza della maternità.
Si ritorna a quell’idea di natura generativa, di fecondità, ma con un rimando anche alla natura come atto di un mondo delle idee potenziale, come se il grembo si facesse portatore anche di astrazioni accennate, come in un gioco delle ombre nella caverna platonica. L’immagine è pregnante, nel senso etimologico del termine, implicando che ogni interiorità sia gravida di idee, emozioni, potenzialità e, in senso lato, di vita.
La tecnica utilizzata dà a chi guarda la possibilità di accedere a uno spazio proibito, un hortus conclusus sacro al quale ci si affaccia grazie ad un apparato, un “parergon” reso quasi più evidente dalla simulazione ecografica.
“La cornice non è un ornamento, è la condizione del visibile come tale” dice Derrida, e qui il visibile è reso tale quasi grazie ad una forzatura: si fotografa, di fatto, una realtà del tutto costruita, contraddicendo il presupposto stesso della fotografia, la sua capacità di riprodurre il reale in maniera meccanica.
L’utilizzo del “tergicristallo” implica un disvelamento, un processo di conquista progressiva dell’immagine, che non è mai del tutto limpida ma diventa una forma da interpretare, attraverso personali risonanze. L’immagine è dinamica anche per la danza che vi si inscena, a volte esplicita, altre volte intrinseca nell’atto generativo. Nel danzare, ogni verità viene alla luce ed è a passo di danza che emergono, pulsanti, le immagini dal fondo blu di Prussia.
Il blu è nota marittima, nota delle profondità generative che dà titolo alla mostra in declinazione multilingue - BlueBleuBlau- come ad adattarsi al grembo di ciascuno.
Curatore: Laura Nicolae
Con l’aiuto di un tergicristallo applica citrato ferrico ammoniacale e ferricianuro di potassio su carta di cotone ruvida, cercando effetti di imperfezione in contrasto con la fotografia “processata”. Creando degli ambienti intrauterini che custodiscono evanescenti elementi embrionali: farfalle, volti, danze… Si può intuire da un lato un parallelismo con il processo creativo, con la gestazione dell’opera d’arte, ma anche con l’esperienza della maternità.
Si ritorna a quell’idea di natura generativa, di fecondità, ma con un rimando anche alla natura come atto di un mondo delle idee potenziale, come se il grembo si facesse portatore anche di astrazioni accennate, come in un gioco delle ombre nella caverna platonica. L’immagine è pregnante, nel senso etimologico del termine, implicando che ogni interiorità sia gravida di idee, emozioni, potenzialità e, in senso lato, di vita.
La tecnica utilizzata dà a chi guarda la possibilità di accedere a uno spazio proibito, un hortus conclusus sacro al quale ci si affaccia grazie ad un apparato, un “parergon” reso quasi più evidente dalla simulazione ecografica.
“La cornice non è un ornamento, è la condizione del visibile come tale” dice Derrida, e qui il visibile è reso tale quasi grazie ad una forzatura: si fotografa, di fatto, una realtà del tutto costruita, contraddicendo il presupposto stesso della fotografia, la sua capacità di riprodurre il reale in maniera meccanica.
L’utilizzo del “tergicristallo” implica un disvelamento, un processo di conquista progressiva dell’immagine, che non è mai del tutto limpida ma diventa una forma da interpretare, attraverso personali risonanze. L’immagine è dinamica anche per la danza che vi si inscena, a volte esplicita, altre volte intrinseca nell’atto generativo. Nel danzare, ogni verità viene alla luce ed è a passo di danza che emergono, pulsanti, le immagini dal fondo blu di Prussia.
Il blu è nota marittima, nota delle profondità generative che dà titolo alla mostra in declinazione multilingue - BlueBleuBlau- come ad adattarsi al grembo di ciascuno.
Curatore: Laura Nicolae
11
aprile 2026
BlueBleuBlau
Dall'undici aprile al 20 giugno 2026
fotografia
Location
SEDI VARIE – Treviso
Treviso, (Treviso)
Treviso, (Treviso)
Orario di apertura
Il museo è aperto tutti i giorni con i seguenti orari:
Mattina 9:30 - 12:30
Pomeriggio 15:30 - 18:30
Chiuso lunedì pomeriggio
Vernissage
11 Aprile 2026, 16:00
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico
Trasporti
Pigi








