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Mimmo Rotella – L’Homme Italien
Il DAV di Soresina dedica una retrospettiva a Mimmo Rotella, protagonista del Nouveau Réalisme. In mostra circa 40 opere tra anni ’60 e ’80 che evidenziano la centralità del décollage: manifesti strappati trasformati in arte, gesto artistico vicino alle provocazioni del dadaismo.
Comunicato stampa
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Il DAV - Dipartimento di Arti Visive di Soresina (CR) ha da sempre nelle sue corde la volontà di un confronto diretto con quella grande arte contemporanea che, senz'ombra di dubbio, abbia segnato con modalità indelebili il passo del nostro panorama artistico. Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918 - Milano, 2006) è stato sicuramente tra i più grandi protagonisti della nostra epoca: per questo motivo - e solo per un periodo limitato - il DAV, grazie alla preziosissima collaborazione con le Gallerie Orler, ha deciso di rendere merito al genio dell'artista calabrese con una retrospettiva su quella che è poi è divetata la sua azione principale, legata all'idea di décollage come elemento sostitutivo della pittura e alla corrente del Nouveau Réalisme come veicolo di diffusione, corrente di cui, complice anche la guida del celebre e illuminato critico d'arte francese Pierre Restany, Rotella è stato di certo musa e artefice.
L'esposizione, dal provocatorio e fantasioso titolo L'HOMME ITALIEN - in riferimento certo a un ipotetico, forse improbabile ma suggestivo epiteto rivolto all'artista italiano dai suoi compagni transalpini - vuole in prima battuta puntare l'attenzione sulla fondamentale presenza di Rotella nelle geografie della corrente, sottoscritta nel suo manifesto da artisti del calibro di Yves Klein, César, Martial Raysse, Arman, Daniel Spoerri, Tinguely, Niki de Saint-Phalle, Christo, Dufrêne, Hains e Villeglé. A ciò si aggiunge la cifra stilistica dell'artista di Catanzaro: esposte quindi quasi quaranta opere, dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, a dimostrazione della grande versatilità del Maestro alle prese con le tecniche grafiche delle più varie (dalla stampa litografica all'incisione all'intervento fisico sulla carta del manifesto strappato) al pari di quelle pittoriche, in virtù di un'attenzione alle dinamiche compositive proprie della pittura. Di fatto, proprio il gesto artistico di Rotella non sente differenza alcuna da una tecnica all'altra, né per importanza né per nobiltà esecutiva, ma anzi, fin dagli anni Cinquanta, egli volle considerare ogni momento come espressione cardine di quel nuovo approccio alle arti visive che stava emergendo. Nello specifico, l'operazione che l'artista svolge con i décollage è concettualmente più vicina alla provocazione dei dadaisti dei primi decenni del Novecento, per quanto del tutto in sintonia con l'estetica contemporanea della fotografia pubblicitaria, della propaganda e dell'immagine di una cultura di massa sempre più dilagante propria della metà del XX secolo. Strappare i manifesti (dalla sua sede e poi, una volta incollati, una seconda, terza, quarta volta, mediante il suo gesto, sulla tela), è certo deriva artistica assoluta; ma è anche mezzo di protesta contro una società che, secondo l'artista, aveva perso il suo appetito per il cambiamento e la trasformazione; infine, è simbolo di quella stessa società dell'effimero che non considera saldi neppure i miti di cui si è dotata nell'immediato, pronta a sostituirli al primo cambio di vento.
L'esposizione, dal provocatorio e fantasioso titolo L'HOMME ITALIEN - in riferimento certo a un ipotetico, forse improbabile ma suggestivo epiteto rivolto all'artista italiano dai suoi compagni transalpini - vuole in prima battuta puntare l'attenzione sulla fondamentale presenza di Rotella nelle geografie della corrente, sottoscritta nel suo manifesto da artisti del calibro di Yves Klein, César, Martial Raysse, Arman, Daniel Spoerri, Tinguely, Niki de Saint-Phalle, Christo, Dufrêne, Hains e Villeglé. A ciò si aggiunge la cifra stilistica dell'artista di Catanzaro: esposte quindi quasi quaranta opere, dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, a dimostrazione della grande versatilità del Maestro alle prese con le tecniche grafiche delle più varie (dalla stampa litografica all'incisione all'intervento fisico sulla carta del manifesto strappato) al pari di quelle pittoriche, in virtù di un'attenzione alle dinamiche compositive proprie della pittura. Di fatto, proprio il gesto artistico di Rotella non sente differenza alcuna da una tecnica all'altra, né per importanza né per nobiltà esecutiva, ma anzi, fin dagli anni Cinquanta, egli volle considerare ogni momento come espressione cardine di quel nuovo approccio alle arti visive che stava emergendo. Nello specifico, l'operazione che l'artista svolge con i décollage è concettualmente più vicina alla provocazione dei dadaisti dei primi decenni del Novecento, per quanto del tutto in sintonia con l'estetica contemporanea della fotografia pubblicitaria, della propaganda e dell'immagine di una cultura di massa sempre più dilagante propria della metà del XX secolo. Strappare i manifesti (dalla sua sede e poi, una volta incollati, una seconda, terza, quarta volta, mediante il suo gesto, sulla tela), è certo deriva artistica assoluta; ma è anche mezzo di protesta contro una società che, secondo l'artista, aveva perso il suo appetito per il cambiamento e la trasformazione; infine, è simbolo di quella stessa società dell'effimero che non considera saldi neppure i miti di cui si è dotata nell'immediato, pronta a sostituirli al primo cambio di vento.
13
marzo 2026
Mimmo Rotella – L’Homme Italien
Dal 13 al 22 marzo 2026
arte contemporanea
Location
DAV – Dipartimento Arti Visive
Soresina, Via Giacomo Matteotti, 4, (CR)
Soresina, Via Giacomo Matteotti, 4, (CR)
Orario di apertura
sabato 16:00 - 19:00
domenica 10:00 - 12:00 / 16:00 - 19:00
giorni feriali su appuntamento
Vernissage
13 Marzo 2026, Dalle ore 18:00 alle ore 19:30
Ufficio stampa
Oracle Creative Studio
Autore
Curatore
Autore testo critico






