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L’isola della Luna
Le coperture della pittura e i gesti pittorici compiuti con le fusaggini e con la grafite liquida sedimentano in superficie, uniscono i luoghi ai luoghi opposti e lontani. In alcune credenze, diffuse nell’antichità etrusca, le superfici d’acqua dei laghi erano considerate luoghi sacri.
Comunicato stampa
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comunicato stampa
L’isola della Luna
di Giorgio Pignotti
a cura di Riccardo Tonti Bandini
Titolo: L’ISOLA DELLA LUNA
Artista: Giorgio Pignotti
A cura di: Riccardo Tonti Bandini
Progetto di: Pelicula studio fotografico
In collaborazione con:
Luogo: Pelicula studio fotografico // Centro Comm.le Mimosa, via Federici, Pesaro (PU)
Data: 14 marzo 2026
Orario: 17.30 // 20.00
Ingresso: libero
Info: +39 339 14521448/ serenimichelealberto@gmail.com
Pesaro - La rassegna SONDARE L’ALTROVE, nata dall’intuizione di Michele Alberto Sereni, Nevio Mengacci e Milena Becci, dal 2018 è un riferimento per l’arte contemporanea. Lo studio fotografico di Michele Alberto Sereni è un contenitore per la cultura contemporanea e ospita, al suo interno, mostre personali di artisti del panorama nazionale contemporaneo, in un susseguirsi di flash exhibition della durata di una sola giornata come fosse un’istantanea scattata di volta in volta nello stesso luogo ma a diversi protagonisti dell’arte.
Sabato 14 marzo, ore 17.30, nello Studio Pelicula, SONDARE L’ALTROVE presenta il flash show di Giorgio Pignotti.
L’isola della Luna, è il titolo della mostra personale di Giorgio Pignotti a cura di Riccardo Tonti Bandini.
Lo studio Pelicula di Michele Sereni accoglie, in questa esposizione, Giorgio Pignotti. Il lavoro dell’artista si pone nel quotidiano interrogativo tra il cercare un segno o il lasciare un segno. La ricerca stessa negli strati di superficie è la traccia che spiega il tentativo di nascondere qualcosa, un’azione che lascia indizi in modo che poi venga rivelata.
Le coperture della pittura e i gesti pittorici compiuti con le fusaggini e con la grafite liquida sedimentano in superficie, uniscono i luoghi ai luoghi opposti e lontani. In alcune credenze, diffuse nell’antichità etrusca, le superfici d’acqua dei laghi erano considerate luoghi sacri perché rappresentavano l’incontro tra la terra e il cielo, un limite di confine e un punto di passaggio nella dimensione spirituale dell’essere umano, una membrana osmotica, uno specchio d’acqua divino. Ed è questo l’istante che lascia l’artista in una condizione di passaggio, nell’attraversamento della soglia Pignotti cerca differenti soluzioni e vie, costruisce e rimuove i sedimenti dei ricordi. La memoria diventa un veicolo fondamentale che unisce i frammenti pittorici dipinti. La figura esce dalla bidimensionalità della tela e cerca di apparire sempre più reale, tangibile, descrivendo l’ambiguità tra soggetto e fondo, tra corpo e corpo del ricordo. La traccia segnata è in chi vede l’opera e non l’opera stessa. Le relazioni costruite con chi guarda non nascondono più l’immagine statica della soglia, ma mostrano il correre della pittura, il movimento che spesso lascia indietro l’essere umano, il pittore. L’azione è rappresentata come un senso di allontanamento senza il presentimento del distacco, come la luna liciniana “garantita d’argento” che nella silenziosa quiete si allontana poco a poco, anno per anno, centimetro per centimetro.
L’uomo è il paesaggio, la forma è lo spazio, la tensione latente posta nel dubbio è la sopravvivenza.
BREVE BIO
Giorgio Pignotti nasce ad Ascoli Piceno nel Luglio del 1979, è Diplomato presso Liceo artistico Licini di Ascoli Piceno. Nel 2006 consegue il diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata e dal 2011 collabora con Istituzioni pubbliche e private. Nel 2025 partecipa a “The velvet darkness / Dove comincia la notte”, a cura di Lorenza Boisi, Chassis (To); è presente nella serie di mostre “Francesco Contenitore di Pittura”, a cura di Gabriele Salvaterra; “Interiors” presso Manuel Zoia Gallery Milano; “Limina / Borders / Confini” presso il Museo Civico del Territorio di Cormòns (Gorizia), a cura di Ivan Crico.
“Per “incontrare” la mia pittura, una prima questione da definire è che il suo senso non va cercato semplicemente nel soggetto rappresentato, ma soprattutto in “come” le cose sono rappresentate. Per il fatto che le strutture formali presentano costanti e intenzionali contraddizioni alle logiche cromatiche, strutturali o rappresentative solite del dipingere, questa pittura è fondamentalmente “interrogativa”.
L’isola della Luna
di Giorgio Pignotti
a cura di Riccardo Tonti Bandini
Titolo: L’ISOLA DELLA LUNA
Artista: Giorgio Pignotti
A cura di: Riccardo Tonti Bandini
Progetto di: Pelicula studio fotografico
In collaborazione con:
Luogo: Pelicula studio fotografico // Centro Comm.le Mimosa, via Federici, Pesaro (PU)
Data: 14 marzo 2026
Orario: 17.30 // 20.00
Ingresso: libero
Info: +39 339 14521448/ serenimichelealberto@gmail.com
Pesaro - La rassegna SONDARE L’ALTROVE, nata dall’intuizione di Michele Alberto Sereni, Nevio Mengacci e Milena Becci, dal 2018 è un riferimento per l’arte contemporanea. Lo studio fotografico di Michele Alberto Sereni è un contenitore per la cultura contemporanea e ospita, al suo interno, mostre personali di artisti del panorama nazionale contemporaneo, in un susseguirsi di flash exhibition della durata di una sola giornata come fosse un’istantanea scattata di volta in volta nello stesso luogo ma a diversi protagonisti dell’arte.
Sabato 14 marzo, ore 17.30, nello Studio Pelicula, SONDARE L’ALTROVE presenta il flash show di Giorgio Pignotti.
L’isola della Luna, è il titolo della mostra personale di Giorgio Pignotti a cura di Riccardo Tonti Bandini.
Lo studio Pelicula di Michele Sereni accoglie, in questa esposizione, Giorgio Pignotti. Il lavoro dell’artista si pone nel quotidiano interrogativo tra il cercare un segno o il lasciare un segno. La ricerca stessa negli strati di superficie è la traccia che spiega il tentativo di nascondere qualcosa, un’azione che lascia indizi in modo che poi venga rivelata.
Le coperture della pittura e i gesti pittorici compiuti con le fusaggini e con la grafite liquida sedimentano in superficie, uniscono i luoghi ai luoghi opposti e lontani. In alcune credenze, diffuse nell’antichità etrusca, le superfici d’acqua dei laghi erano considerate luoghi sacri perché rappresentavano l’incontro tra la terra e il cielo, un limite di confine e un punto di passaggio nella dimensione spirituale dell’essere umano, una membrana osmotica, uno specchio d’acqua divino. Ed è questo l’istante che lascia l’artista in una condizione di passaggio, nell’attraversamento della soglia Pignotti cerca differenti soluzioni e vie, costruisce e rimuove i sedimenti dei ricordi. La memoria diventa un veicolo fondamentale che unisce i frammenti pittorici dipinti. La figura esce dalla bidimensionalità della tela e cerca di apparire sempre più reale, tangibile, descrivendo l’ambiguità tra soggetto e fondo, tra corpo e corpo del ricordo. La traccia segnata è in chi vede l’opera e non l’opera stessa. Le relazioni costruite con chi guarda non nascondono più l’immagine statica della soglia, ma mostrano il correre della pittura, il movimento che spesso lascia indietro l’essere umano, il pittore. L’azione è rappresentata come un senso di allontanamento senza il presentimento del distacco, come la luna liciniana “garantita d’argento” che nella silenziosa quiete si allontana poco a poco, anno per anno, centimetro per centimetro.
L’uomo è il paesaggio, la forma è lo spazio, la tensione latente posta nel dubbio è la sopravvivenza.
BREVE BIO
Giorgio Pignotti nasce ad Ascoli Piceno nel Luglio del 1979, è Diplomato presso Liceo artistico Licini di Ascoli Piceno. Nel 2006 consegue il diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata e dal 2011 collabora con Istituzioni pubbliche e private. Nel 2025 partecipa a “The velvet darkness / Dove comincia la notte”, a cura di Lorenza Boisi, Chassis (To); è presente nella serie di mostre “Francesco Contenitore di Pittura”, a cura di Gabriele Salvaterra; “Interiors” presso Manuel Zoia Gallery Milano; “Limina / Borders / Confini” presso il Museo Civico del Territorio di Cormòns (Gorizia), a cura di Ivan Crico.
“Per “incontrare” la mia pittura, una prima questione da definire è che il suo senso non va cercato semplicemente nel soggetto rappresentato, ma soprattutto in “come” le cose sono rappresentate. Per il fatto che le strutture formali presentano costanti e intenzionali contraddizioni alle logiche cromatiche, strutturali o rappresentative solite del dipingere, questa pittura è fondamentalmente “interrogativa”.
14
marzo 2026
L’isola della Luna
14 marzo 2026
arte contemporanea
Location
PELICULA STUDIO FOTOGRAFICO
Pesaro, Via Vincenzo Federici, sn, (Pesaro E Urbino)
Pesaro, Via Vincenzo Federici, sn, (Pesaro E Urbino)
Orario di apertura
17,30-20,00
Vernissage
14 Marzo 2026, 17,30-20,00
Autore
Curatore
Autore testo critico







