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Tessere e Connettere
L’arte tessile é un linguaggio, un alfabeto spesso identificativo di una intera cultura. Una sezione è dedicata a Jorge Eielson e al Principe di Sansevero: entrambi hanno lavorato sui “quipus” come antico linguaggio usato dagli Incas peruviani nel periodo pre-colombiano
Comunicato stampa
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La vita è un arazzo e si ricama giorno dopo giorno con fili di molti colori, alcuni grossi e scuri, altri sottili e luminosi, tutti i fili servono. (Isabel Allende)
Il Museo della Moda Napoli, Fondazione Mondragone ospita dall’11 Aprile all’11 Maggio 2026 la mostra “Tessere e Connettere” ideata e curata da Cynthia Penna con la collaborazione di Gabriella Esposito.
La mostra patrocinata dal Centro Studi Jorge Eielson di Firenze, dall’Archivio Jorge Eielson di Saronno e dal Consolato degli Stati Uniti di Napoli, riunisce 12 artisti di varie nazionalità che utilizzano il tessuto per esplorare la propria storia individuale e collettiva, le storie del passato e quelle del presente.
L’arte tessile più che una manifattura si attesta come un linguaggio, un alfabeto spesso identificativo di una intera cultura; una fonte di comunicazione non verbale nel mondo del simbolismo per immagini. Una sezione a parte della mostra è dedicata alla personalità del grande artista peruviano Jorge Eielson (1924-2006) e alla strana coincidenza con il Principe di Sansevero basata sul fatto che entrambi hanno lavorato
sui “quipus” come antico linguaggio usato dagli Incas peruviani nel periodo pre-colombiano: Sansevero per aver tradotto per la prima volta quell’antica lingua dei “nodi” di tessuto in linguaggio europeo; Eielson per essersi ispirato alla propria tradizione peruviana per creare il proprio personale alfabeto artistico. Una coincidenza e una storia tutta da scoprire.
Gli artisti riflettono sul presente e sul passato, dalle originarie lacerazioni alla rigenerazione dei legami e alla creazione di nuove reti diasporiche. Cuciture e strappi, ricami, tagli e rammendi fanno tutti parte della nostra storia antica, e del nostro vissuto quotidiano, individuale e collettivo. Così guardare un tessuto è come specchiarsi nel proprio vissuto come individuo e come popolo. Il tessuto nella sua basica consistenza ci ricorda che l’unione dei fili e la tessitura dei fili crea un miracolo di coordinazione, di bilanciamento e di connessione.
Il tessuto abbandona il confinamento nella mera funzione di merce finalizzata all’ abbigliamento, e di manufatto di moda per accedere alla funzione di attivazione culturale, di volano di espressione culturale, riappropriandosi di quello che è una delle più alte espressioni del genio creativo dell’essere umano. Le sete delle seterie di San Leucio rielaborate in chiave contemporanea, riportano il passato glorioso della Campania rammentandoci quanto un coerente e valido sistema-lavoro può essere volano di progresso e di civiltà.
E la città di Napoli, che è stata un vero e proprio crocevia di civiltà differenti, si pone nuovamente come perno di connessione di culture, creando tra esse una sorta di trama fatta di accoglienza, interscambio e inclusione per dar luogo ad un complesso organico e armonico tra individui e civiltà che oggi come mai si rende ancor più necessaria in circostanze divisive al limite della totale disgregazione.
Il Museo della Moda Napoli, Fondazione Mondragone ospita dall’11 Aprile all’11 Maggio 2026 la mostra “Tessere e Connettere” ideata e curata da Cynthia Penna con la collaborazione di Gabriella Esposito.
La mostra patrocinata dal Centro Studi Jorge Eielson di Firenze, dall’Archivio Jorge Eielson di Saronno e dal Consolato degli Stati Uniti di Napoli, riunisce 12 artisti di varie nazionalità che utilizzano il tessuto per esplorare la propria storia individuale e collettiva, le storie del passato e quelle del presente.
L’arte tessile più che una manifattura si attesta come un linguaggio, un alfabeto spesso identificativo di una intera cultura; una fonte di comunicazione non verbale nel mondo del simbolismo per immagini. Una sezione a parte della mostra è dedicata alla personalità del grande artista peruviano Jorge Eielson (1924-2006) e alla strana coincidenza con il Principe di Sansevero basata sul fatto che entrambi hanno lavorato
sui “quipus” come antico linguaggio usato dagli Incas peruviani nel periodo pre-colombiano: Sansevero per aver tradotto per la prima volta quell’antica lingua dei “nodi” di tessuto in linguaggio europeo; Eielson per essersi ispirato alla propria tradizione peruviana per creare il proprio personale alfabeto artistico. Una coincidenza e una storia tutta da scoprire.
Gli artisti riflettono sul presente e sul passato, dalle originarie lacerazioni alla rigenerazione dei legami e alla creazione di nuove reti diasporiche. Cuciture e strappi, ricami, tagli e rammendi fanno tutti parte della nostra storia antica, e del nostro vissuto quotidiano, individuale e collettivo. Così guardare un tessuto è come specchiarsi nel proprio vissuto come individuo e come popolo. Il tessuto nella sua basica consistenza ci ricorda che l’unione dei fili e la tessitura dei fili crea un miracolo di coordinazione, di bilanciamento e di connessione.
Il tessuto abbandona il confinamento nella mera funzione di merce finalizzata all’ abbigliamento, e di manufatto di moda per accedere alla funzione di attivazione culturale, di volano di espressione culturale, riappropriandosi di quello che è una delle più alte espressioni del genio creativo dell’essere umano. Le sete delle seterie di San Leucio rielaborate in chiave contemporanea, riportano il passato glorioso della Campania rammentandoci quanto un coerente e valido sistema-lavoro può essere volano di progresso e di civiltà.
E la città di Napoli, che è stata un vero e proprio crocevia di civiltà differenti, si pone nuovamente come perno di connessione di culture, creando tra esse una sorta di trama fatta di accoglienza, interscambio e inclusione per dar luogo ad un complesso organico e armonico tra individui e civiltà che oggi come mai si rende ancor più necessaria in circostanze divisive al limite della totale disgregazione.
11
aprile 2026
Tessere e Connettere
Dall'undici aprile all'undici maggio 2026
arte contemporanea
Location
Museo della Moda Napoli – Fondazione Mondragone
Napoli, Piazzetta Mondragone, 18, (NA)
Napoli, Piazzetta Mondragone, 18, (NA)
Biglietti
7 Euro per il Museo
Orario di apertura
Lunedi - Venerdi 9 - 17
Sabato 9 - 13.30
Domenica su prenotazione on line info@museodellamodanapoli.com
Vernissage
11 Aprile 2026, 11 - 16
Sito web
Editore
ART1307 ASSOCIAZIONE CULTURALE
Ufficio stampa
segreteria ART1307
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico
Produzione organizzazione
Patrocini










