12 marzo 2026

Nelle rinnovate Galleries del V&A di Londra c’è anche un frammento d’Italia

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Alla riapertura delle Gilbert Galleries del Victoria & Albert Museum di Londra, trova spazio anche la tradizione italiana del micromosaico, grazie a un’opera realizzata dalla ravennate SICIS

riapertura Gilbert Galleries
V&A, Gilbert Galleries, sala del Mosaico, installazione SICIS

Alla riapertura delle Gilbert Galleries, negli spazi del Victoria and Albert Museum di Londra, c’è anche un frammento d’Italia. Non un intervento architettonico o una nuova acquisizione museale ma qualcosa di più minuto e, allo stesso tempo, emblematico: una tessera di micromosaico che racconta una tradizione artistica lunga secoli.

Le Gilbert Galleries riaprono infatti dopo un importante progetto di rinnovamento e ampliamento che ha ridisegnato il percorso espositivo dedicato alla Gilbert Collection, la raccolta creata dai filantropi britannici Arthur Gilbert e Rosalinde Gilbert. La collezione fu donata allo Stato britannico dopo la morte di Rosalinde nel 1995: inizialmente ospitata a Somerset House nel 2000, è entrata a far parte del Victoria and Albert Museum nel 2008.

Arthur e Rosalinde Gilbert iniziarono a collezionare negli anni Sessanta, spinti da una passione per gli oggetti di eccezionale qualità artigianale. La loro raccolta, oggi composta da oltre mille opere, comprende capolavori europei di oreficeria, argenti, micromosaici italiani e miniature smaltate, spesso legati a figure storiche come Caterina II di Russia o Napoleone Bonaparte. Tra gli oggetti più emblematici figurano, ad esempio, una tabacchiera in madreperla del 1765 appartenuta a Federico il Grande e impreziosita da oro, rubini e pietre dure, oppure un ritratto miniato della regina Charlotte di Mecklenburg-Strelitz realizzato nel 1781.

Il nuovo allestimento delle Gilbert Galleries, progettato insieme allo studio di architettura Citizens Design Bureau, ha ampliato gli spazi espositivi: le sale dedicate alla collezione sono passate da quattro a sette e permettono ora di esporre circa la metà dell’intera raccolta. Il percorso è organizzato per tecniche e materiali, con ambienti dedicati alle diverse tradizioni artigianali.

In questo nuovo assetto i micromosaici assumono un ruolo centrale: due intere gallerie sono ora dedicate a queste opere realizzate con minuscole tessere di vetro, tanto minute da creare immagini che a prima vista possono sembrare veri dipinti. Si tratta di una delle sezioni più sorprendenti della collezione, capace di restituire la straordinaria precisione tecnica raggiunta dagli artigiani italiani tra Sette e Ottocento.

V&A, Gilbert Galleries, sala del Mosaico, installazione SICIS

Proprio qui entra in scena la presenza contemporanea dell’Italia. Nel nuovo allestimento trova spazio infatti anche un intervento realizzato da SICIS, azienda con sede a Ravenna specializzata nell’arte del mosaico e del micromosaico. Il progetto nasce da una collaborazione già avviata con il museo nel 2018, quando i maestri mosaicisti dell’atelier ravennate realizzarono una placca in micromosaico riproducendo un dettaglio del celebre tavolo ottocentesco The Flora of Two Sicilies, capolavoro realizzato negli anni Cinquanta dell’Ottocento da Michelangelo Barberi e oggi tra gli oggetti più importanti della Gilbert Collection.

La placca, eseguita interamente a mano e frutto di circa tre mesi di lavoro, entra ora a far parte del nuovo percorso espositivo delle Gilbert Galleries, in dialogo diretto con l’originale. L’opera contemporanea è stata realizzata utilizzando migliaia di sottilissimi filati di vetro, lavorati secondo la tecnica tradizionale del micromosaico, che risale al XVIII secolo e che ancora oggi segue procedimenti sostanzialmente invariati.

V&A, Gilbert Galleries, sala del Mosaico, installazione SICIS

«Siamo onorati di collaborare ancora una volta con il Victoria and Albert Museum – afferma Gioia Placuzzi, COO di SICIS – Il micromosaico è una delle forme più sofisticate dell’arte decorativa europea. Con il nostro lavoro vogliamo contribuire a preservare questa straordinaria tradizione e allo stesso tempo dimostrare come possa continuare a evolversi attraverso nuove interpretazioni artistiche e progettuali».

Accanto all’opera, il nuovo allestimento include anche un’installazione didattica e interattiva pensata per accompagnare i visitatori alla scoperta dei processi di lavorazione del micromosaico. Un tavolo interattivo espone strumenti e materiali utilizzati dagli artigiani: filati di vetro, elementi in vetro smaltato, utensili di lavoro e campioni di materie prime. Il percorso permette di osservare da vicino le fasi della lavorazione, mostrando come migliaia di minuscole tessere vengano prodotte, selezionate e assemblate per costruire immagini di sorprendente complessità cromatica.

Un video documenta inoltre il processo di realizzazione della placca, mettendo in evidenza il dialogo tra strumenti contemporanei e tecniche tradizionali. Il micromosaico nasce infatti dalla fusione del vetro, che viene tirato in sottilissimi filati, poi inciso e spezzato per ottenere tessere minuscole. Queste vengono inserite una a una in una base preparata con una speciale pasta di supporto, utilizzando pinzette e strumenti di precisione, fino a costruire l’immagine finale.

Il risultato è una superficie compatta e luminosa, successivamente pressata e lucidata per ottenere la tipica finitura brillante. Un processo complesso e lento, in cui la scelta di ogni singola tessera, per forma, colore e orientamento, contribuisce alla definizione dell’immagine complessiva.

V&A, Gilbert Galleries, sala del Mosaico, installazione SICIS

Nel contesto della riapertura delle Gilbert Galleries, questa presenza contemporanea diventa anche una dichiarazione di continuità tra passato e presente. Il micromosaico, nato nel Settecento come forma di arte decorativa destinata ai viaggiatori del Grand Tour, continua infatti a essere praticato e reinterpretato nei laboratori contemporanei.

La collaborazione tra il V&A e SICIS mette in luce la vitalità di una tecnica artigianale che, attraverso nuove applicazioni e progetti di divulgazione, continua a evolversi e a dialogare con il pubblico internazionale. E che, nella riapertura di una delle gallerie più importanti del museo londinese, trova spazio anche in una tessera di vetro piccola ma testimone di una storia lunga secoli.

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