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Andrea Branzi – Voliere
In mostra tre lavori dalla collezione di pezzi unici Voliere concepita da Andrea Branzi nel 2016 per la Galleria Luisa Delle Piane, con cui l’autore ha condiviso una solida collaborazione durata diversi anni.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Proseguendo la collaborazione tra Galleria Antonella Villanova di Firenze e Galleria Luisa Delle
Piane di Milano, questa volta il progetto si configura come un garbato omaggio ad una delle figure
più eminenti e profetiche del design italiano, l’architetto e designer fiorentino Andrea Branzi (Firenze
1938 - Milano 2023), protagonista della grande mostra monografica Andrea Branzi by Toyo Ito.
Continuous Present, in corso dal 19 Marzo alla Triennale di Milano, in collaborazione con la
Fondation Cartier pour l’art contemporain.
In mostra a Firenze tre lavori dalla collezione di pezzi unici Voliere concepita da Andrea Branzi nel
2016 per la Galleria Luisa Delle Piane, con cui l’autore ha condiviso una solida collaborazione durata
diversi anni.
Le Voliere, realizzate in rete metallica, legno ed elementi decorativi in ferro, sono micro architetture,
micro-luoghi che si configurano come piccoli spazi domestici autonomi ed autosufficienti,
potenzialmente funzionali e, al contempo, puramente scultorei.
L’approccio olistico di Branzi al design, all’architettura e all’urbanistica, particolarmente maturato
negli anni più recenti, ha visto spesso gli animali giocare un ruolo centrale all’interno dei suoi progetti.
Come ad esempio in Animal City (2008-2023), indagine avviata con Stefano Boeri per il progetto
Grand Paris - riproposta nel 2025 in forma di mostra temporanea all’interno della stazione della
metropolitana Palais Royal-Musée du Louvre in occasione dell’apertura della nuova sede della
Fondation Cartier - che, fondandosi su “un’etica urbana non antropocentrica” proponeva di liberare
animali nel cuore della capitale francese, a favore di un’integrazione più spontanea e paritaria tra
essere umano, città e natura.
La teorizzazione del ritorno ad una condizione neoprimitiva è avviata da Branzi già a metà degli anni
’80, in pieno postmoderno, con Animali domestici, progetto sviluppato in collaborazione con la moglie
Nicoletta Morozzi che presentava una serie di abiti e mobili ibridi, in cui materiali e tecniche di
produzione industriale vengono accostati a forme archetipiche e a materie naturali come rami di
nocciolo e di betulla, con l’intento di migliorare il paesaggio dell’interno domestico, nonché il rapporto
tra le persone e gli oggetti di cui si circondano.
Fin dall’antichità, nella tradizione mediterranea gli animali domestici venivano considerati creature
protettive e propiziatorie, per Branzi sono “presenze magiche possedute da divinità indecifrabili”,
dotate di anima, termine con cui condividono la stessa radice latina e greca (ànemos/soffio vitale).
Attingendo agli idiomi del linguaggio architettonico, le Voliere di Andrea Branzi, anziché imprigionare,
liberano lo sguardo aprendolo a riconsiderare i rituali dello spazio privato e la relazione tra l’uomo e
il regno naturale, “quando introduci in un progetto un frammento di natura, esso sprigiona una forza
espressiva infinitamente superiore a tutto il sistema geometrico della modernità, mentre la sua
unicità lo rende una presenza quasi sacra” (Andrea Branzi, Domus, maggio 2018).
Le Voliere esposte nella prima sala della galleria, insieme ai paesaggi urbani di Miriam Marafioti,
protagonista della mostra personale Qui Altrove che la Galleria Alessandro Bagnai ospita in
concomitanza, dialogano con i paesaggi urbani della giovane artista genovese sul piano strutturale
e funzionale, accompagnando la visione a muoversi dai microcosmi abitativi idealmente progettati
per “folletti” domestici ai macrocosmi delle gabbie architettoniche pianificate per gli abitanti delle
moderne, frammentate, metropoli.
Piane di Milano, questa volta il progetto si configura come un garbato omaggio ad una delle figure
più eminenti e profetiche del design italiano, l’architetto e designer fiorentino Andrea Branzi (Firenze
1938 - Milano 2023), protagonista della grande mostra monografica Andrea Branzi by Toyo Ito.
Continuous Present, in corso dal 19 Marzo alla Triennale di Milano, in collaborazione con la
Fondation Cartier pour l’art contemporain.
In mostra a Firenze tre lavori dalla collezione di pezzi unici Voliere concepita da Andrea Branzi nel
2016 per la Galleria Luisa Delle Piane, con cui l’autore ha condiviso una solida collaborazione durata
diversi anni.
Le Voliere, realizzate in rete metallica, legno ed elementi decorativi in ferro, sono micro architetture,
micro-luoghi che si configurano come piccoli spazi domestici autonomi ed autosufficienti,
potenzialmente funzionali e, al contempo, puramente scultorei.
L’approccio olistico di Branzi al design, all’architettura e all’urbanistica, particolarmente maturato
negli anni più recenti, ha visto spesso gli animali giocare un ruolo centrale all’interno dei suoi progetti.
Come ad esempio in Animal City (2008-2023), indagine avviata con Stefano Boeri per il progetto
Grand Paris - riproposta nel 2025 in forma di mostra temporanea all’interno della stazione della
metropolitana Palais Royal-Musée du Louvre in occasione dell’apertura della nuova sede della
Fondation Cartier - che, fondandosi su “un’etica urbana non antropocentrica” proponeva di liberare
animali nel cuore della capitale francese, a favore di un’integrazione più spontanea e paritaria tra
essere umano, città e natura.
La teorizzazione del ritorno ad una condizione neoprimitiva è avviata da Branzi già a metà degli anni
’80, in pieno postmoderno, con Animali domestici, progetto sviluppato in collaborazione con la moglie
Nicoletta Morozzi che presentava una serie di abiti e mobili ibridi, in cui materiali e tecniche di
produzione industriale vengono accostati a forme archetipiche e a materie naturali come rami di
nocciolo e di betulla, con l’intento di migliorare il paesaggio dell’interno domestico, nonché il rapporto
tra le persone e gli oggetti di cui si circondano.
Fin dall’antichità, nella tradizione mediterranea gli animali domestici venivano considerati creature
protettive e propiziatorie, per Branzi sono “presenze magiche possedute da divinità indecifrabili”,
dotate di anima, termine con cui condividono la stessa radice latina e greca (ànemos/soffio vitale).
Attingendo agli idiomi del linguaggio architettonico, le Voliere di Andrea Branzi, anziché imprigionare,
liberano lo sguardo aprendolo a riconsiderare i rituali dello spazio privato e la relazione tra l’uomo e
il regno naturale, “quando introduci in un progetto un frammento di natura, esso sprigiona una forza
espressiva infinitamente superiore a tutto il sistema geometrico della modernità, mentre la sua
unicità lo rende una presenza quasi sacra” (Andrea Branzi, Domus, maggio 2018).
Le Voliere esposte nella prima sala della galleria, insieme ai paesaggi urbani di Miriam Marafioti,
protagonista della mostra personale Qui Altrove che la Galleria Alessandro Bagnai ospita in
concomitanza, dialogano con i paesaggi urbani della giovane artista genovese sul piano strutturale
e funzionale, accompagnando la visione a muoversi dai microcosmi abitativi idealmente progettati
per “folletti” domestici ai macrocosmi delle gabbie architettoniche pianificate per gli abitanti delle
moderne, frammentate, metropoli.
21
marzo 2026
Andrea Branzi – Voliere
Dal 21 marzo al 23 maggio 2026
design
Location
Galleria Antonella Villanova
Firenze, Via Maggio, 19, (FI)
Firenze, Via Maggio, 19, (FI)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 10-13 e 15-18
Vernissage
21 Marzo 2026, ore 18
Sito web
Autore
Curatore




