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Monica Pirone – Trenta grammi
L’opera nasce dall’urgenza di raccontare una realtà che ancora oggi segna profondamente la vita di milioni di donne. Gli ultimi provvedimenti emanati dal Ministero della Moralità e della Virtù del governo talebano hanno infatti intensificato un sistema di restrizioni
Comunicato stampa
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Trenta grammi
Performance di Monica Pirone
Con la partecipazione di Barbara Annunziata e Gloria Cagnetti
Villa Altieri, viale Manzoni, 47 Roma
Nell’ambito di Carbon Carpet ’26 Festival di Arte, Design e Moda Sostenibile
28 Marzo ore 15
“30 grammi – Dialogo tra una donna afghana e un passerotto” è una performance dell’artista visuale Monica Pirone, che si terrà il 28 marzo alle ore 15 a Villa Altieri, Roma, con la partecipazione dell’attrice Gloria Cagnetti e della fashion designer e artista Barbara Annunziata.
L’opera nasce dall’urgenza di raccontare una realtà che ancora oggi segna profondamente la vita di milioni di donne. Gli ultimi provvedimenti emanati dal Ministero della Moralità e della Virtù del governo talebano hanno infatti intensificato un sistema di restrizioni che molti osservatori internazionali definiscono ormai “apartheid di genere”: una segregazione sistematica che esclude le donne dalla vita pubblica e limita radicalmente la loro libertà.
Al centro della performance c’è una figura femminile chiusa nella propria casa. Attraverso una finestra, spazio fragile di apertura verso il mondo, la donna stabilisce un dialogo intimo e silenzioso con un passerotto. A quel piccolo essere libero, leggero come trenta grammi, la donna affida parole, paure e speranze.
Il testo poetico, scritto da Monica Pirone, intreccia racconto, testimonianza e immaginazione. Accanto a questa dimensione lirica, la voce dell’attrice Gloria Cagnetti restituisce al pubblico la durezza della realtà, ricordando gli ultimi provvedimenti introdotti nel gennaio 2026, che hanno ulteriormente ristretto le libertà delle donne afghane.
All’interno dell’azione scenica interviene anche Barbara Annunziata, che non solo cura gli abiti delle performer, ma utilizza l’abito come elemento simbolico e drammaturgico, trasformandolo in parte integrante della narrazione visiva.
Da anni Monica Pirone indaga nelle sue opere le tematiche legate alla condizione femminile, creando attraverso linguaggi diversi momenti di riflessione, confronto e consapevolezza.
L’evento si inserisce nel programma di Carbon Carpet ’26 – Recuperare materia per recuperare umanità, Festival di Arte, Design e Moda Sostenibile, che avrà inizio il 19 marzo e si concluderà il 31 marzo. Il Festival si configura come un ecosistema articolato in tre aree interconnesse, che dialogano tra loro senza gerarchie: Eco-design, inteso come progetto del possibile: materiali, processi e forme che riscrivono il rapporto tra essere umano e ambiente. Arte ecosostenibile, come atto poetico e politico: il recupero diventa linguaggio, la fragilità si trasforma in materia espressiva. Moda sostenibile e sociale, come corpo narrante: l’abito non è semplice superficie, ma gesto, relazione, scelta etica.
Partecipare a 30 grammi – Dialogo tra una donna afghana e un passerotto significa entrare in uno spazio di ascolto e di riflessione, dove l’arte si fa strumento di consapevolezza e di empatia. Attraverso il gesto performativo, la parola poetica e la forza simbolica dell’immagine, l’opera invita il pubblico a fermarsi e a guardare più da vicino una realtà spesso distante ma profondamente umana. In questo dialogo fragile e necessario, la leggerezza di un piccolo uccello diventa metafora di libertà, mentre la voce di una donna attraversa il silenzio per trasformarsi in memoria, testimonianza e speranza.
Performance di Monica Pirone
Con la partecipazione di Barbara Annunziata e Gloria Cagnetti
Villa Altieri, viale Manzoni, 47 Roma
Nell’ambito di Carbon Carpet ’26 Festival di Arte, Design e Moda Sostenibile
28 Marzo ore 15
“30 grammi – Dialogo tra una donna afghana e un passerotto” è una performance dell’artista visuale Monica Pirone, che si terrà il 28 marzo alle ore 15 a Villa Altieri, Roma, con la partecipazione dell’attrice Gloria Cagnetti e della fashion designer e artista Barbara Annunziata.
L’opera nasce dall’urgenza di raccontare una realtà che ancora oggi segna profondamente la vita di milioni di donne. Gli ultimi provvedimenti emanati dal Ministero della Moralità e della Virtù del governo talebano hanno infatti intensificato un sistema di restrizioni che molti osservatori internazionali definiscono ormai “apartheid di genere”: una segregazione sistematica che esclude le donne dalla vita pubblica e limita radicalmente la loro libertà.
Al centro della performance c’è una figura femminile chiusa nella propria casa. Attraverso una finestra, spazio fragile di apertura verso il mondo, la donna stabilisce un dialogo intimo e silenzioso con un passerotto. A quel piccolo essere libero, leggero come trenta grammi, la donna affida parole, paure e speranze.
Il testo poetico, scritto da Monica Pirone, intreccia racconto, testimonianza e immaginazione. Accanto a questa dimensione lirica, la voce dell’attrice Gloria Cagnetti restituisce al pubblico la durezza della realtà, ricordando gli ultimi provvedimenti introdotti nel gennaio 2026, che hanno ulteriormente ristretto le libertà delle donne afghane.
All’interno dell’azione scenica interviene anche Barbara Annunziata, che non solo cura gli abiti delle performer, ma utilizza l’abito come elemento simbolico e drammaturgico, trasformandolo in parte integrante della narrazione visiva.
Da anni Monica Pirone indaga nelle sue opere le tematiche legate alla condizione femminile, creando attraverso linguaggi diversi momenti di riflessione, confronto e consapevolezza.
L’evento si inserisce nel programma di Carbon Carpet ’26 – Recuperare materia per recuperare umanità, Festival di Arte, Design e Moda Sostenibile, che avrà inizio il 19 marzo e si concluderà il 31 marzo. Il Festival si configura come un ecosistema articolato in tre aree interconnesse, che dialogano tra loro senza gerarchie: Eco-design, inteso come progetto del possibile: materiali, processi e forme che riscrivono il rapporto tra essere umano e ambiente. Arte ecosostenibile, come atto poetico e politico: il recupero diventa linguaggio, la fragilità si trasforma in materia espressiva. Moda sostenibile e sociale, come corpo narrante: l’abito non è semplice superficie, ma gesto, relazione, scelta etica.
Partecipare a 30 grammi – Dialogo tra una donna afghana e un passerotto significa entrare in uno spazio di ascolto e di riflessione, dove l’arte si fa strumento di consapevolezza e di empatia. Attraverso il gesto performativo, la parola poetica e la forza simbolica dell’immagine, l’opera invita il pubblico a fermarsi e a guardare più da vicino una realtà spesso distante ma profondamente umana. In questo dialogo fragile e necessario, la leggerezza di un piccolo uccello diventa metafora di libertà, mentre la voce di una donna attraversa il silenzio per trasformarsi in memoria, testimonianza e speranza.
28
marzo 2026
Monica Pirone – Trenta grammi
28 marzo 2026
arte contemporanea
arti performative
arti performative
Location
VILLA ALTIERI – PALAZZO DELLE CULTURE E DELLA MEMORIA STORICA
Roma, Viale Alessandro Manzoni, 47, (Roma)
Roma, Viale Alessandro Manzoni, 47, (Roma)
Orario di apertura
ore 15
Ufficio stampa
Officinenove
Autore
Patrocini





