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Addio a Carlo Frittelli, morto il gallerista che portò il contemporaneo a Firenze
Personaggi
di redazione
È morto a Firenze, a 91 anni, Carlo Frittelli, gallerista, collezionista e promotore culturale che ha segnato per decenni il rapporto della città con l’arte contemporanea e con le ricerche del secondo Novecento. Nato il 2 gennaio 1935, Frittelli ha attraversato il sistema dell’arte da più angolazioni – come artista, collezionista, organizzatore di mostre, gallerista –, costruendo nel tempo una presenza riconoscibile nel panorama toscano e nazionale.
Il suo nome resta legato al Centro d’arte Spaziotempo, aperto in piazza Peruzzi e sede di numerose mostre nel centro di Firenze, esperienza che portò alla nascita di Frittelli Arte Contemporanea, inaugurata il 22 aprile 2006 insieme al figlio Simone Frittelli, oggi direttore della galleria. Con quella nuova sede in via Val di Marina 15, nell’area nord-ovest della città, Carlo e Simone Frittelli avevano voluto dare continuità a un lavoro già consolidato, aprendo al contempo una fase diversa, fondata su uno spazio più ampio e strutturato, pensato per accogliere esposizioni ma anche archivi, incontri e attività di approfondimento.
Gli ambienti della galleria, completamente ristrutturati dall’architetto Adolfo Natalini, si estendono su una superficie di circa 2mila metri quadrati. Accanto alle sale dedicate alle mostre temporanee, una sezione permanente di oltre 350 metri quadrati, intitolata Le Stanze, ospita opere di artisti con cui la galleria ha collaborato fin dagli inizi. A completare il progetto, anche un piccolo auditorium destinato alla proiezione di video, a incontri pubblici e a seminari sull’arte contemporanea. La sede, collocata in una delle principali porte di accesso a Firenze, era stata pensata anche come luogo facilmente raggiungibile dalla stazione di Santa Maria Novella, dall’autostrada e dall’aeroporto.
Nel tempo la galleria ha costruito un lavoro attento su figure rilevanti dell’arte italiana del secondo Novecento e del contemporaneo, ospitando opere di Vasco Bendini, Vinicio Berti, Gianni Bertini, Heinrich Gresbeck, Riccardo Guarneri, Lucia Marcucci, Paolo Masi, Luca Matti, Pino Pascali e Mimmo Rotella. Alla sua attività espositiva si è affiancata anche una funzione di conservazione e studio: Frittelli Arte Contemporanea è infatti sede degli archivi dedicati all’Opera Grafica di Pino Pascali, a Gianni Bertini, Vinicio Berti, Paolo Masi e Luciano Ori.
Nipote del pittore ottocentesco Raffaello Sorbi, Carlo Frittelli aveva sempre vissuto l’arte come parte integrante della propria esperienza, intrecciando alla memoria familiare una pratica concreta di ricerca, promozione e collezionismo. Negli ultimi anni aveva continuato a intervenire nel dibattito culturale cittadino, immaginando per Firenze nuovi spazi e nuove istituzioni dedicate all’arte moderna e contemporanea, e lavorando fino all’ultimo a progetti espositivi, tra cui una grande mostra dedicata a Vinicio Berti, artista a lui particolarmente vicino.
Alla notizia della scomparsa sono seguiti i messaggi di cordoglio delle istituzioni. La sindaca Sara Funaro ha ricordato Frittelli come «Un protagonista raffinato della vita culturale cittadina», sottolineando come abbia saputo trasformare la passione per l’arte in una missione di ricerca e divulgazione, rendendo la sua galleria «Un punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea e del secondo Novecento». L’assessore alla cultura Giovanni Bettarini ne ha evidenziato invece la generosità nel rapporto con le istituzioni e il contributo offerto nel tempo alle mostre e alla riflessione culturale della città. Anche l’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti ha espresso il proprio cordoglio, definendo Frittelli «Una figura di riferimento di Firenze e della Toscana culturale».












