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Il viaggio
URSULA HEINDL
Sull’immagine, il paesaggio e l’immaginario nella pittura
Nella sua essenza, un dipinto consiste semplicemente di colore e di un supporto, ad esempio una tela.
Comunicato stampa
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URSULA HEINDL
Sull'immagine, il paesaggio e l'immaginario nella pittura
Nella sua essenza, un dipinto consiste semplicemente di colore e di un supporto, ad esempio una tela. Ma è solo nella contemplazione, nel dialogo interiore tra opera e percezione, che si dispiega la sua vera realtà. Sentimenti, ricordi e associazioni completano il dipinto, trasformandolo in un'esperienza. L'osservatore incontra se stesso al suo interno, formando un'immagine profondamente personale da ciò che vede: vibrante, soggettiva e unica.
Sono affascinata dalla potenza elementare della natura: non dai suoi scenari idilliaci, ma dal suo dinamismo, dalla sua imprevedibilità, dalla sua minaccia silenziosa. È il cambiamento, la fugacità, l'immensità del mondo naturale che mi guida artisticamente. In questo senso, mi sento in sintonia con artisti come William Turner, le cui opere non si limitano a raffigurare paesaggi, ma trasmettono la natura come esperienza esistenziale. Anche i dipinti di Turner nascono spesso dalla memoria, dall'immaginazione e dal movimento interiore, non dall'osservazione diretta. Nella sua dissoluzione della forma a favore di luce, atmosfera ed emozione, vedo un'affinità artistica.
Le mie opere non sono rappresentazioni topografiche. Non dipingo in esterni, né utilizzo riferimenti fotografici. Piuttosto, i dipinti emergono da paesaggi interiori, come espressione di uno spazio immaginario. Oscillano tra tranquillità e dramma, tra immobilità e movimento, proprio come le opere dei pittori romantici o barocchi, il cui scopo non era quello di raffigurare la natura, ma di renderne tangibile l'effetto. Aspiro a quella tensione barocca, alla condensazione del momento, a una scena che rimanga allo stesso tempo narrativa ed enigmatica.
I titoli dei miei dipinti – spesso nomi di isole o coste – si riferiscono a un viaggio tanto reale quanto immaginario. Negli ultimi anni, ad esempio, mi sono ispirata alla rotta della prima circumnavigazione del globo da parte di Magellano. Le opere portano i nomi dei luoghi lungo questa rotta, come ricordo, come proiezione, come ancora simbolica.
Tecnicamente, lavoro principalmente con pittura a olio su tela. Questo metodo classico consente una profondità e una lentezza che corrispondono al mio approccio. I formati si basano spesso sulla sezione aurea o sul formato marino francese, proporzioni tradizionali che costituiscono il mio fondamento compositivo. Incorporo anche formati barocchi come i tondi o le ellissi, in omaggio a un'epoca in cui la pittura era uno spazio drammatico e carico di emozioni.
Sull'immagine, il paesaggio e l'immaginario nella pittura
Nella sua essenza, un dipinto consiste semplicemente di colore e di un supporto, ad esempio una tela. Ma è solo nella contemplazione, nel dialogo interiore tra opera e percezione, che si dispiega la sua vera realtà. Sentimenti, ricordi e associazioni completano il dipinto, trasformandolo in un'esperienza. L'osservatore incontra se stesso al suo interno, formando un'immagine profondamente personale da ciò che vede: vibrante, soggettiva e unica.
Sono affascinata dalla potenza elementare della natura: non dai suoi scenari idilliaci, ma dal suo dinamismo, dalla sua imprevedibilità, dalla sua minaccia silenziosa. È il cambiamento, la fugacità, l'immensità del mondo naturale che mi guida artisticamente. In questo senso, mi sento in sintonia con artisti come William Turner, le cui opere non si limitano a raffigurare paesaggi, ma trasmettono la natura come esperienza esistenziale. Anche i dipinti di Turner nascono spesso dalla memoria, dall'immaginazione e dal movimento interiore, non dall'osservazione diretta. Nella sua dissoluzione della forma a favore di luce, atmosfera ed emozione, vedo un'affinità artistica.
Le mie opere non sono rappresentazioni topografiche. Non dipingo in esterni, né utilizzo riferimenti fotografici. Piuttosto, i dipinti emergono da paesaggi interiori, come espressione di uno spazio immaginario. Oscillano tra tranquillità e dramma, tra immobilità e movimento, proprio come le opere dei pittori romantici o barocchi, il cui scopo non era quello di raffigurare la natura, ma di renderne tangibile l'effetto. Aspiro a quella tensione barocca, alla condensazione del momento, a una scena che rimanga allo stesso tempo narrativa ed enigmatica.
I titoli dei miei dipinti – spesso nomi di isole o coste – si riferiscono a un viaggio tanto reale quanto immaginario. Negli ultimi anni, ad esempio, mi sono ispirata alla rotta della prima circumnavigazione del globo da parte di Magellano. Le opere portano i nomi dei luoghi lungo questa rotta, come ricordo, come proiezione, come ancora simbolica.
Tecnicamente, lavoro principalmente con pittura a olio su tela. Questo metodo classico consente una profondità e una lentezza che corrispondono al mio approccio. I formati si basano spesso sulla sezione aurea o sul formato marino francese, proporzioni tradizionali che costituiscono il mio fondamento compositivo. Incorporo anche formati barocchi come i tondi o le ellissi, in omaggio a un'epoca in cui la pittura era uno spazio drammatico e carico di emozioni.
17
marzo 2026
Il viaggio
Dal 17 marzo al 03 aprile 2026
arte contemporanea
Location
Galleria Spazio6
Verona, Via Santa Maria in Organo, 6, (VR)
Verona, Via Santa Maria in Organo, 6, (VR)
Orario di apertura
da martedì a msabato 16,30-19,30
Vernissage
17 Marzo 2026, 17,00
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico



