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Amanda Rosi – Freak
Freak utilizza il nudo fotografico e il linguaggio del body horror per raccontare la violenza subita dall’essere umano in generale e dalla donna in particolare, sia come entità vincolata a un corpo, che come soggetto controllato dalla società.
Comunicato stampa
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Il corpo della donna come rappresentazione della violenza subita. È da qui che nasce Freak, l’opera di nudo fotografico di Amanda Rosi (The Blonde Argonaut) che dal 10 al 19 aprile sarà protagonista alla Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign di via Margutta 90.
Dopo il percorso avviato lo scorso novembre con la presentazione dell’opera fotografica Animus Anima nella collettiva L’arte è donna e la successiva presenza stabile in galleria con opere esposte a rotazione, l’artista arriva ora a una mostra personale. Freak utilizza il nudo fotografico e il linguaggio del body horror per raccontare la violenza subita dall'essere umano in generale e dalla donna in particolare, sia come entità vincolata a un corpo, che come soggetto controllato dalla società.
“Se il corpo umano è una prigione, e quello della donna è una prigione mostruosa – afferma Amanda Rosi – Il femminile è da sempre soggetto alla volontà di controllo da parte della società, ma ciò che io rappresento, è anche la ribellione nei confronti di una biologia che ci penalizza come esseri umani, che è per me una violenza inaccettabile. Freak è la rappresentazione di quella violenza interiorizzata. È la trasfigurazione della venere paleolitica in soggetto orrorifico e pulp”.
Nel progetto emerge anche una riflessione su “un transumanesimo totalmente umanista che liberi la donna dal ruolo di incubatrice umana". A differenza di chi lo giudica negativamente, io non do per scontato che il mondo debba essere per sempre governato da un'élite e manipolato dalle loro credenze distorte”.
Con Freak, Amanda Rosi porta a via Margutta un lavoro che intreccia fotografia, libro e video in un unico impianto narrativo, aprendo una riflessione contemporanea sul corpo e sulla sua rappresentazione. Appuntamento dal 10 al 19 aprile 2026, con vernissage a via Margutta per vedere Freak prendere forma.
Dopo il percorso avviato lo scorso novembre con la presentazione dell’opera fotografica Animus Anima nella collettiva L’arte è donna e la successiva presenza stabile in galleria con opere esposte a rotazione, l’artista arriva ora a una mostra personale. Freak utilizza il nudo fotografico e il linguaggio del body horror per raccontare la violenza subita dall'essere umano in generale e dalla donna in particolare, sia come entità vincolata a un corpo, che come soggetto controllato dalla società.
“Se il corpo umano è una prigione, e quello della donna è una prigione mostruosa – afferma Amanda Rosi – Il femminile è da sempre soggetto alla volontà di controllo da parte della società, ma ciò che io rappresento, è anche la ribellione nei confronti di una biologia che ci penalizza come esseri umani, che è per me una violenza inaccettabile. Freak è la rappresentazione di quella violenza interiorizzata. È la trasfigurazione della venere paleolitica in soggetto orrorifico e pulp”.
Nel progetto emerge anche una riflessione su “un transumanesimo totalmente umanista che liberi la donna dal ruolo di incubatrice umana". A differenza di chi lo giudica negativamente, io non do per scontato che il mondo debba essere per sempre governato da un'élite e manipolato dalle loro credenze distorte”.
Con Freak, Amanda Rosi porta a via Margutta un lavoro che intreccia fotografia, libro e video in un unico impianto narrativo, aprendo una riflessione contemporanea sul corpo e sulla sua rappresentazione. Appuntamento dal 10 al 19 aprile 2026, con vernissage a via Margutta per vedere Freak prendere forma.
10
aprile 2026
Amanda Rosi – Freak
Dal 10 aprile al 19 marzo 2026
fotografia
Location
VIA MARGUTTA
Roma, Via Margutta, (Roma)
Roma, Via Margutta, (Roma)
Orario di apertura
Da martedì a venerdì dalle 11:30 alle 13:30 e dalle 15:00 alle 18:30
Sabato e domenica dalle 16 alle 19
Ufficio stampa
Incandenza Comunicazione
Autore


