Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Mirella Bentivoglio / Betty Danon – Cancellare per vedere
Osart Gallery e Galleria Tiziana Di Caro presentano “Cancellare per vedere”, una doppia mostra personale di Mirella Bentivoglio e Betty Danon. La mostra mette in luce la relazione fra le due artiste attraverso una selezione di opere a partire dal 1976, anno del loro incontro.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Osart Gallery e la Galleria Tiziana Di Caro, sono liete di presentare Cancellare per vedere, una doppia mostra personale di Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 1922 – Roma, 2017) e Betty Danon (Istanbul, 1927 – Milano 2002), che inaugura mercoledì 25 marzo 2026 alle ore 18:00 presso gli spazi Osart Gallery in Corso Plebisciti 12 a Milano e resterà aperta al pubblico dal 26 marzo al 27 giugno 2026.
La mostra include una selezione di opere a partire dal 1976, anno del loro incontro e il titolo è tratto da un testo che la Bentivoglio scrive a proposito di La Memoria del segno sonoro, opera che Danon presenta alla ormai celebre mostra intitolata Materializzazione del linguaggio.
La relazione tra le due artiste fu di carattere intellettuale e teorico: Mirella Bentivoglio è stata tra le prime persone a riconoscere l'importanza del lavoro di Betty Danon, anche se da subito il loro è stato un rapporto complesso e talvolta teso.
Sappiamo del primo incontro da un documento scritto da Danon, in cui racconta cronologicamente l'articolarsi dei suoi lavori. “Il caso dei casi”, questo è il titolo, è un testo chiave per lo studio della sua opera. In esso in corrispondenza dell'anno 1976 c'è solo un'informazione: '76 incontro con Mirella Bentivoglio. È evidente che per Danon quell'incontro avesse avuto una certa rilevanza. Parliamo di due donne di formazione internazionale che vivevano nella consapevolezza di essere precisamente inquadrate nel presente e al contempo proiettate nel futuro attraverso lo sviluppo dei rispettivi linguaggi artistici.
Mirella Bentivoglio non era solo un'artista, ma anche una curatrice e critica d'arte. La sua era una posizione rigida, ma vivace: partì dalla poesia in versi che lei frequentò fin da quando aveva appena vent'anni, per poi posizionarsi in ambiti più sperimentali, non ultimi quelli della poesia concreta e della poesia visiva. Talvolta i suo lavori sono minuziosi ed essenziali, talaltra sono monumentali, ma in tutti i casi il movente è sempre relativo al linguaggio: al linguaggio e l'immagine, al linguaggio e la materia, al linguaggio e l'oggetto, al linguaggio e l’ambiente. Tra gli archetipi da lei indagati l'uovo, l'albero, il libro di pietra sono i più rappresentativi ed è proprio sui libri di pietra che si concentra la gran parte di questa presentazione. Nei libri-oggetto l'artificio linguistico così come la tensione a partire dall'assunto verbale vengono decostruiti e trasformati. Il libro non è più dispositivo di
comunicazione e divulgazione; esso è privato della sua funzione originaria per spostarsi nell'ambito di una funzione altra, relativa all'ambito visivo, semiologico e contemplativo. Betty Danon era riservata e discreta, anche nel lavoro. Negli anni Ottanta esce volontariamente dai circuiti convenzionali dell'arte, per continuare a produrre e diffondere il suo pensiero nell'ambito della Mail Art. Il suo è un segno minuzioso, intimo fino a diventare “silenzioso”. Ha lavorato col suono e la sua interpretazione attraverso un segno che sviluppa partendo dalla simbologia junghiana, che individua nel cerchio e quadrato due elementi primari. Nel tempo Danon attua un processo di sintesi e astrazione per cui del cerchio rimane solo il centro (un punto), mentre del quadrato solo il lato (una linea): punto e linea sono dunque segni che hanno un'origine cosmologica e, nell'ambito del suo lavoro saranno elementi immutabili, seppur declinati in soluzioni eterogenee per quel che concerne la forma.
Sebbene muovano da temperamenti differenti entrambe le artiste condividono il superamento della funzione puramente utilitaristica del segno e della parola.
Mirella Bentivoglio e Betty Danon rappresentano due facce della stessa medaglia: se la prima "solidifica" il pensiero nel peso della pietra e dell'oggetto, la seconda lo "distilla" nella purezza del punto e della linea. Entrambe, tuttavia, ci insegnano che il linguaggio può cominciare laddove la parola scompare.
La mostra include una selezione di opere a partire dal 1976, anno del loro incontro e il titolo è tratto da un testo che la Bentivoglio scrive a proposito di La Memoria del segno sonoro, opera che Danon presenta alla ormai celebre mostra intitolata Materializzazione del linguaggio.
La relazione tra le due artiste fu di carattere intellettuale e teorico: Mirella Bentivoglio è stata tra le prime persone a riconoscere l'importanza del lavoro di Betty Danon, anche se da subito il loro è stato un rapporto complesso e talvolta teso.
Sappiamo del primo incontro da un documento scritto da Danon, in cui racconta cronologicamente l'articolarsi dei suoi lavori. “Il caso dei casi”, questo è il titolo, è un testo chiave per lo studio della sua opera. In esso in corrispondenza dell'anno 1976 c'è solo un'informazione: '76 incontro con Mirella Bentivoglio. È evidente che per Danon quell'incontro avesse avuto una certa rilevanza. Parliamo di due donne di formazione internazionale che vivevano nella consapevolezza di essere precisamente inquadrate nel presente e al contempo proiettate nel futuro attraverso lo sviluppo dei rispettivi linguaggi artistici.
Mirella Bentivoglio non era solo un'artista, ma anche una curatrice e critica d'arte. La sua era una posizione rigida, ma vivace: partì dalla poesia in versi che lei frequentò fin da quando aveva appena vent'anni, per poi posizionarsi in ambiti più sperimentali, non ultimi quelli della poesia concreta e della poesia visiva. Talvolta i suo lavori sono minuziosi ed essenziali, talaltra sono monumentali, ma in tutti i casi il movente è sempre relativo al linguaggio: al linguaggio e l'immagine, al linguaggio e la materia, al linguaggio e l'oggetto, al linguaggio e l’ambiente. Tra gli archetipi da lei indagati l'uovo, l'albero, il libro di pietra sono i più rappresentativi ed è proprio sui libri di pietra che si concentra la gran parte di questa presentazione. Nei libri-oggetto l'artificio linguistico così come la tensione a partire dall'assunto verbale vengono decostruiti e trasformati. Il libro non è più dispositivo di
comunicazione e divulgazione; esso è privato della sua funzione originaria per spostarsi nell'ambito di una funzione altra, relativa all'ambito visivo, semiologico e contemplativo. Betty Danon era riservata e discreta, anche nel lavoro. Negli anni Ottanta esce volontariamente dai circuiti convenzionali dell'arte, per continuare a produrre e diffondere il suo pensiero nell'ambito della Mail Art. Il suo è un segno minuzioso, intimo fino a diventare “silenzioso”. Ha lavorato col suono e la sua interpretazione attraverso un segno che sviluppa partendo dalla simbologia junghiana, che individua nel cerchio e quadrato due elementi primari. Nel tempo Danon attua un processo di sintesi e astrazione per cui del cerchio rimane solo il centro (un punto), mentre del quadrato solo il lato (una linea): punto e linea sono dunque segni che hanno un'origine cosmologica e, nell'ambito del suo lavoro saranno elementi immutabili, seppur declinati in soluzioni eterogenee per quel che concerne la forma.
Sebbene muovano da temperamenti differenti entrambe le artiste condividono il superamento della funzione puramente utilitaristica del segno e della parola.
Mirella Bentivoglio e Betty Danon rappresentano due facce della stessa medaglia: se la prima "solidifica" il pensiero nel peso della pietra e dell'oggetto, la seconda lo "distilla" nella purezza del punto e della linea. Entrambe, tuttavia, ci insegnano che il linguaggio può cominciare laddove la parola scompare.
26
marzo 2026
Mirella Bentivoglio / Betty Danon – Cancellare per vedere
Dal 26 marzo al 27 giugno 2026
arte contemporanea
Location
OSART GALLERY
Milano, Corso Plebisciti, 12, (Milano)
Milano, Corso Plebisciti, 12, (Milano)
Orario di apertura
Dal lunedì al venerdì ore 10-13 e 14.30-19. Sabato su appuntamento.
Vernissage
25 Marzo 2026, Ore 18:00
Sito web
Autore


