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Sul filo del disegno
Studiottantuno Contemporary Art Projects presenta “Sul filo del disegno”, un ricco nucleo di disegni su carta di Giordano Frabboni che del suo lavoro artistico rappresenta gli inizi, con il suo mondo di una particolare e personalissima visionarietà.
Comunicato stampa
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Artista: Giordano Frabboni
Mostra di disegni di Giordano Frabboni
A cura di Manuela Zanelli
Luogo: Studiottantuno Contemporary Art Projects Via G. Romano 81, Mantova
Inaugurazione in presenza dell'artista: sabato 28 marzo ore 17,30
La mostra resterà aperta fino al 2 maggio negli orari della galleria: da giovedì a sabato dalle 16 ,30 alle 19,30 e su appuntamento in altri giorni della settimana.
Studiottantuno Contemporary Art Projects presenta "Sul filo del disegno", un ricco nucleo di opere su carta di Giordano Frabboni che del suo lavoro artistico rappresenta gli inizi, proprio in quel periodo degli anni sessanta/settanta quando gli artisti frequentavano la concettualità in varie declinazioni ed egli invece disegnava (diceva in un suo bel commento con disegno "riprendo l'anima e la conduco per pensieri mortali, un po’ per amore, un po’ per gioco... Arte piena di amore, non esibizionismo sterile"). Così si è trovato direttamente nel contesto successivo quello di nuove istanze della fine degli anni settanta e poi ottanta del postmoderno di cui potremo dire, come è già stato rilevato dalla critica dell'epoca, è risultato un anticipatore, forse anche un ispiratore, essendo stato all'Accademia di Firenze amico fraterno di chi poi fu tra i protagonisti della corrente della transavanguardia. Un artista Frabboni che è sempre rimasto nella sua autenticità, senza forzature, influenze, ascendenze dichiarate, se non quelle derivate dalla sua cultura artistica, intesa come bagaglio sedimentato di conoscenza, che non manca di emergere ad una ricognizione approfondita: un disegnatore minimalista e fantasioso insieme che da connessioni del pensiero dà origine ad immagini di una particolare e personalissima visionarietà in cui la tecnica del disegno vede a volte anche l'inserimento di qualche frammento di collage da materiale stampato, insieme a titoli o brevi scritti o ironiche didascalie da considerare come parte integrante del lavoro. Un lavoro spesso anche allusivo e sempre in toni garbati, rivolto a fantasie di un immaginario piacevole di una voluttà pop in cui si nota una tendenza alla ripetizione di temi e stilemi che rivelano una forma di passionalità ricorrente, gentile e sorridente. Frabboni da questi lavori giovanili prenderà le mosse per poi sviluppare in continuità il suo ricco mondo poetico fatto di case, di lune, di autoritratti, di oggetti estrapolati dal loro uso quotidiano per diventare strani protagonisti di ipotesi visionarie, di animali di un bestiario inventato tra lo zoomorfo e l'antropomorfo, di figure costruite sull'accostamento, la relazione, il collegamento mentale immediato del pensiero. In questo repertorio, sia della grafica che poi delle successive tele dipinte che ne rappresentano un coerente sviluppo, insieme a qualche incursione scultorea, traduzione tridimensionale delle sue invenzioni, il disegno rappresenta sempre la matrice, resta l'atto primo generatore. Il suo lavoro si colloca infatti in un punto di perfetto equilibrio tra il segno, la mano che traccia, cioè il gesto sul foglio e il sincronico formarsi delle immagini dalla mente che connette pensieri e idee in un flusso continuo di collegamenti, allusioni, rimandi e che in maniera neutrale cioè non gerarchica, continua, spontanea e naturale, costruisce immagini espressive di una quotidiana singolare visionarietà. Come un funambolo del disegno Frabboni ci mostra il suo procedere e ci svela insieme il suo mistero: lo stupore e la sua stessa meraviglia, quello che non si vede ma c'è ed è reale come quello che cade sotto i nostri occhi. Del suo lavoro quello che stupisce e ce lo fa grandemente apprezzare è proprio la naturalezza, quasi, assumendo un termine, nella memoria dell'arte passata, quella che veniva chiamata la "sprezzatura": una facilità scorrevole con cui costruisce e sa rivelare l'ordinario e lo straordinario, il consueto e ciò che stupisce, accostando temi semplici a temi importanti, il contingente, il biografico personale e l'appartenente all' universalità dell'esistenza comune.
Breve Biografia di Giordano Frabboni
Giordano Frabboni è nato a Bologna nel 1947 e si è diplomato nel 1968 all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel marzo dello stesso anno tiene la mostra di esordio con una sala personale nell’esposizione per giovani artisti italiani e stranieri al palazzo Strozzi di Firenze. Sempre nel 1968 gli viene assegnata una borsa di studio dell’Accademia di Belle Arti di Firenze quale migliore studente dell’anno. Nel 1970 vince il primo premio alla mostra-concorso per giovani incisori organizzata dalla casa editrice d’arte Il Bisonte di Firenze. Da allora non ha mai interrotto la sua attività di incisore, pittore e poi scultore con esposizioni personali e di gruppo in Italia e all’estero. Sin dall’inizio degli anni ’80 l’opera di Frabboni dei primi anni ’70 viene ritenuta “… una anticipazione di notevole rilievo dei successivi sviluppi dell’arte contemporanea. (Enzo Bargiacchi – Segno)”. Ha esposto in personali a Genova, Firenze, Mantova, Bologna, Modena, Parigi, Mosca e collettive presso Arte Fiera Bologna, Arte Fiera Bari, Expoarte Basel, Ha esposto alla Quadriennale dell’Incisone Milano, al Palazzo della Permanente Roma, alla Biennale dell’incisione Firenze. Vive e lavora a Sasso Marconi.
Mostra di disegni di Giordano Frabboni
A cura di Manuela Zanelli
Luogo: Studiottantuno Contemporary Art Projects Via G. Romano 81, Mantova
Inaugurazione in presenza dell'artista: sabato 28 marzo ore 17,30
La mostra resterà aperta fino al 2 maggio negli orari della galleria: da giovedì a sabato dalle 16 ,30 alle 19,30 e su appuntamento in altri giorni della settimana.
Studiottantuno Contemporary Art Projects presenta "Sul filo del disegno", un ricco nucleo di opere su carta di Giordano Frabboni che del suo lavoro artistico rappresenta gli inizi, proprio in quel periodo degli anni sessanta/settanta quando gli artisti frequentavano la concettualità in varie declinazioni ed egli invece disegnava (diceva in un suo bel commento con disegno "riprendo l'anima e la conduco per pensieri mortali, un po’ per amore, un po’ per gioco... Arte piena di amore, non esibizionismo sterile"). Così si è trovato direttamente nel contesto successivo quello di nuove istanze della fine degli anni settanta e poi ottanta del postmoderno di cui potremo dire, come è già stato rilevato dalla critica dell'epoca, è risultato un anticipatore, forse anche un ispiratore, essendo stato all'Accademia di Firenze amico fraterno di chi poi fu tra i protagonisti della corrente della transavanguardia. Un artista Frabboni che è sempre rimasto nella sua autenticità, senza forzature, influenze, ascendenze dichiarate, se non quelle derivate dalla sua cultura artistica, intesa come bagaglio sedimentato di conoscenza, che non manca di emergere ad una ricognizione approfondita: un disegnatore minimalista e fantasioso insieme che da connessioni del pensiero dà origine ad immagini di una particolare e personalissima visionarietà in cui la tecnica del disegno vede a volte anche l'inserimento di qualche frammento di collage da materiale stampato, insieme a titoli o brevi scritti o ironiche didascalie da considerare come parte integrante del lavoro. Un lavoro spesso anche allusivo e sempre in toni garbati, rivolto a fantasie di un immaginario piacevole di una voluttà pop in cui si nota una tendenza alla ripetizione di temi e stilemi che rivelano una forma di passionalità ricorrente, gentile e sorridente. Frabboni da questi lavori giovanili prenderà le mosse per poi sviluppare in continuità il suo ricco mondo poetico fatto di case, di lune, di autoritratti, di oggetti estrapolati dal loro uso quotidiano per diventare strani protagonisti di ipotesi visionarie, di animali di un bestiario inventato tra lo zoomorfo e l'antropomorfo, di figure costruite sull'accostamento, la relazione, il collegamento mentale immediato del pensiero. In questo repertorio, sia della grafica che poi delle successive tele dipinte che ne rappresentano un coerente sviluppo, insieme a qualche incursione scultorea, traduzione tridimensionale delle sue invenzioni, il disegno rappresenta sempre la matrice, resta l'atto primo generatore. Il suo lavoro si colloca infatti in un punto di perfetto equilibrio tra il segno, la mano che traccia, cioè il gesto sul foglio e il sincronico formarsi delle immagini dalla mente che connette pensieri e idee in un flusso continuo di collegamenti, allusioni, rimandi e che in maniera neutrale cioè non gerarchica, continua, spontanea e naturale, costruisce immagini espressive di una quotidiana singolare visionarietà. Come un funambolo del disegno Frabboni ci mostra il suo procedere e ci svela insieme il suo mistero: lo stupore e la sua stessa meraviglia, quello che non si vede ma c'è ed è reale come quello che cade sotto i nostri occhi. Del suo lavoro quello che stupisce e ce lo fa grandemente apprezzare è proprio la naturalezza, quasi, assumendo un termine, nella memoria dell'arte passata, quella che veniva chiamata la "sprezzatura": una facilità scorrevole con cui costruisce e sa rivelare l'ordinario e lo straordinario, il consueto e ciò che stupisce, accostando temi semplici a temi importanti, il contingente, il biografico personale e l'appartenente all' universalità dell'esistenza comune.
Breve Biografia di Giordano Frabboni
Giordano Frabboni è nato a Bologna nel 1947 e si è diplomato nel 1968 all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel marzo dello stesso anno tiene la mostra di esordio con una sala personale nell’esposizione per giovani artisti italiani e stranieri al palazzo Strozzi di Firenze. Sempre nel 1968 gli viene assegnata una borsa di studio dell’Accademia di Belle Arti di Firenze quale migliore studente dell’anno. Nel 1970 vince il primo premio alla mostra-concorso per giovani incisori organizzata dalla casa editrice d’arte Il Bisonte di Firenze. Da allora non ha mai interrotto la sua attività di incisore, pittore e poi scultore con esposizioni personali e di gruppo in Italia e all’estero. Sin dall’inizio degli anni ’80 l’opera di Frabboni dei primi anni ’70 viene ritenuta “… una anticipazione di notevole rilievo dei successivi sviluppi dell’arte contemporanea. (Enzo Bargiacchi – Segno)”. Ha esposto in personali a Genova, Firenze, Mantova, Bologna, Modena, Parigi, Mosca e collettive presso Arte Fiera Bologna, Arte Fiera Bari, Expoarte Basel, Ha esposto alla Quadriennale dell’Incisone Milano, al Palazzo della Permanente Roma, alla Biennale dell’incisione Firenze. Vive e lavora a Sasso Marconi.
28
marzo 2026
Sul filo del disegno
Dal 28 marzo al 02 maggio 2026
arte contemporanea
Location
STUDIOTTANTUNO
Mantova, Via Giulio Romano, 81, (Mantova)
Mantova, Via Giulio Romano, 81, (Mantova)
Orario di apertura
da giovedì a sabato dalle 16,30 alle 19,30
Vernissage
28 Marzo 2026, 17,30
Sito web
Editore
Studiottantuno Contemporary Art Projects
Ufficio stampa
Studiottantuno Contemporary Art Projects
Autore
Curatore
Autore testo critico
Allestimento
Progetto grafico
Produzione organizzazione






