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Chroma
Bocal inaugura CHROMA, doppia personale con Tristan Baraduc, artista parigino e Genuardi/Ruta, duo palermitano, in un giocoso dialogo tra colore e spazio. A cura di Isabella Vitale, promossa da i Pii Stabilimenti di Francia a Roma.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
CHROMA
Tristan Baraduc Genuardi / Ruta
a cura di Isabella Vitale
Inaugurazione: 9 aprile 2026, ore 17.00 - 21.00
Apertura al pubblico
10 aprile 2026 - 10 luglio 2026
martedì e giovedì dalle 16h alle 19h
mercoledì venerdì e sabato su appuntamento
via Instagram bocal_rome o via e-mail bocal@pefr.it
bocal
via di Santa Giovanna d’Arco, 4 – 00186 Roma
bocal inaugura la sua seconda mostra invitando Tristan Baraduc, artista parigino e
Genuardi/Ruta, duo palermitano, in un giocoso dialogo tra colore e spazio.
CHROMA è il titolo della mostra a cura di Isabella Vitale, direttrice artistica di bocal, spazio non profit dei Pieux Établissements de la France à Rome (Pii Stabilimenti della Francia a Roma) l’istituzione francese in Italia amministrata da Fra Renaud Escande. Come per la prima esibizione, le autrici e gli autori invitati sviluppano progetti e opere site-specific, concepiti in relazione diretta con le committenze e gli spazi dell’istituzione. La mostra è accompagnata da una conversazione a cura di Daniela Bigi, storica e critica d’arte.
Nel lavoro di Tristan Baraduc e del duo Genuardi/Ruta l’uso del colore diventa uno strumento per ridefinire la percezione dello spazio e costruire opere che dialogano direttamente con l’ambiente. Baraduc interviene spesso su superfici urbane parigine – come campi sportivi o piazze – trasformandole in composizioni geometriche di colori netti che organizzano visivamente lo spazio e ne modificano la fruizione quotidiana, rendendo l’opera parte integrante della vita collettiva.
Nel lavoro di Tristan Baraduc e del duo Genuardi/Ruta l’uso del colore diventa uno strumento per ridefinire la percezione dello spazio e costruire opere che dialogano direttamente con l’ambiente. Baraduc interviene spesso su superfici urbane parigine – come campi sportivi o piazze – trasformandole in composizioni geometriche di colori netti che organizzano visivamente lo spazio e ne modificano la fruizione quotidiana, rendendo l’opera parte integrante della vita collettiva.
Un esempio significativo visibile a Roma è Playground Torre Spaccata, realizzato da Baraduc e commissionato da Don Stefano Cascio per la Parrocchia San Bonaventura da Bagnoregio, con il sostegno dei Pieux Établissements e la collaborazione del VII Municipio di Roma Capitale. L’artista interviene sulla superficie del campo da basket sito all’interno della parrocchia di San Bonaventura da Bagnoregio, con ampie campiture geometriche di colori saturi – arancioni, blu, gialli e rossi – che ridefiniscono completamente la percezione dello spazio sportivo. Il campo non è più solo un luogo funzionale ma diventa una composizione pittorica abitabile, in cui linee e forme guidano i movimenti dei giocatori e degli spettatori, trasformando l’area urbana in un’opera ambientale vissuta quotidianamente.
Un approccio analogo, sebbene sviluppato attraverso altri mezzi, si ritrova nel lavoro del duo Genuardi/Ruta. Le loro opere costruiscono ambienti immersivi in cui architettura, luce e colore diventano parte di un unico sistema visivo e percettivo, invitando lo spettatore a vivere lo spazio non solo come contenitore dell’opera, ma come elemento costitutivo della stessa. La dimensione ambientale delle loro opere è strettamente connessa alla luce, elemento chiave della loro ricerca. Le geometrie che compongono le installazioni sono pensate per intercettare e modulare la luce naturale o artificiale, generando ombre, riflessi e proiezioni che trasformano continuamente la percezione dello spazio. L’opera Due satiri danzanti permeavano su tre piedi, il cui titolo è tratto da una poesia di Carola Calandra, si distribuisce nell’ambiente circostante creando una trama visiva che cambia a seconda della posizione dell’osservatore e delle condizioni di luce, il colore emerge attraverso interventi luminosi e geometrie che dialogano con l’architettura. L’opera non si limita a occupare l’ambiente ma lo attiva, trasformando pareti e volumi architettonici in superfici percettive dinamiche.
In entrambi i casi, dunque, sia il colore che la luce non sono soltanto un elemento decorativo ma un dispositivo spaziale che serve a costruire relazioni tra opera, architettura e pubblico, facendo dell’intervento artistico una vera opera ambientale, capace di ridefinire il luogo e l’esperienza di chi lo attraversa.
Genuardi/Ruta è un duo formato da Antonella Genuardi (Sciacca, 1986) e Leonardo Ruta (Ragusa, 1990). Il loro sodalizio artistico nasce nel 2014 durante gli studi all’Accademia di Belle Arti di Palermo, città in cui vivono e lavorano. La loro pratica si sviluppa all’intersezione tra pittura, installazione e intervento ambientale, indagando in particolare il rapporto tra colore, luce e architettura. Attraverso forme geometriche essenziali, superfici cromatiche e dispositivi luminosi, gli artisti realizzano spesso opere site-specific che modificano la percezione dello spazio e instaurano un dialogo diretto con l’ambiente e con lo spettatore. Il loro lavoro è stato presentato in numerose istituzioni e contesti espositivi in Italia e all’estero, tra cui l’Istituto Svizzero di Roma, Artissima a Torino, progetti legati alla Fondazione Merz e diverse mostre in spazi indipendenti e istituzionali. Hanno partecipato a programmi di residenza artistica internazionali, tra cui la Cité Internationale des Arts di Parigi e la American Academy in Rome. Parallelamente alla loro attività artistica, dal 2017 dirigono L’Ascensore, uno spazio indipendente a Palermo dedicato alla sperimentazione e al dialogo tra artisti contemporanei. www.genuardiruta.com
@genuardiruta/
Tristan Baraduc (Parigi, 1986) è un artista francese che vive e lavora tra Parigi e Roma. La sua pratica si sviluppa tra pittura, intervento urbano e installazione ambientale, con una particolare attenzione al rapporto tra colore, geometria e spazio pubblico. Attraverso composizioni cromatiche nette e forme astratte, Baraduc interviene spesso su superfici architettoniche o infrastrutture urbane – come campi sportivi, piazze e spazi collettivi – trasformandole in dispositivi visivi che ridefiniscono la percezione e l’uso quotidiano dei luoghi. Il suo lavoro si colloca tra arte pubblica e ricerca pittorica, sviluppando progetti site-specific in cui il colore diventa uno strumento per attivare lo spazio e favorire nuove modalità di fruizione collettiva. Tra gli interventi più significativi si distingue Playground Torre Spaccata a Roma, realizzato con il sostegno dei Pieux Établissements de la France à Rome et à Lorette, in cui l’artista trasforma un campo da basket in una grande composizione geometrica abitabile. Parallelamente, Baraduc ha realizzato diversi interventi pittorici e installazioni site- specific nello spazio urbano di Parigi, lavorando su campi sportivi e superfici architettoniche attraverso pattern geometrici e campiture cromatiche che dialogano con il contesto urbano e con le pratiche quotidiane degli abitanti.
@tristan.bdc
Isabella Vitale storica dell'arte contemporanea e curatrice indipendente, nata a Roma. Si forma tra Parigi e Roma, dove vive e lavora, mantenendo un ponte tra Francia e Italia attraverso collaborazioni con artisti, gallerie d’arte e istituzioni italiane e straniere tra cui, in ambito francofono, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Institut français Italia, Institut français Paris, Ambasciata di Francia in Italia, Ambasciata di Francia presso la Santa Sede, Direzione delle Arti Visive della città di Lille/Espace le. Carré, ADAGP, galeria Semiose, galleria Eric Mouchet. È fondatrice e direttrice di pianobi arte contemporanea, un programma di residenza a Roma per artisti e curatori di ogni nazionalità ed età che accoglie e accompagna personalmente nella loro ricerca artistica. È stata incaricata dai Pieux Établissements della direzione artistica di bocal con un progetto dedicato alla promozione dell'arte contemporanea attraverso mostre, incontri e dibattiti volti ad approfondire la pratica e la teoria dell'arte.
@isabellavitale_contemporary
bocal è un’iniziativa ideata e promossa dai Pieux Établissements de la France à Rome, che forti di una tradizione secolare, perseguono tre missioni: accogliere i pellegrini a Roma e Loreto, sostenere progetti solidali ed educativi e promuovere la presenza francese attraverso il restauro del suo patrimonio e l'organizzazione di eventi artistici e culturali. Si pone come spazio no profit per la promozione di artiste e artisti emergenti e non solo. La parola ha un tocco di Italia e un tocco di Grecia. Indica un contenitore e la trasparenza. Parla di vetro e luce. Rivela l'interno e lo protegge. La parola inizia in bocca: il "bo" indica rotondità e descrive l'apertura, mentre il "cal" rivela il fondo e ne delimita il confine. Si dice che gli artigiani lo usassero per concentrare tutta la luce in un punto all'interno. Così è chiamata anche l'imboccatura degli strumenti a fiato, che si apre all'aria e offre il canto. Ha qualcosa del ventre, del vaso, dell'utero, dove le cose accadono, dove transitano, dove si trasformano e trasgrediscono. È una macchina per vedere.
www.pieuxetablissements.it
@pieux.etablissements
@bocal_rome
bocal è un progetto ideato e promosso da:
Pieux Etablissements de France à Rome
con il patrocinio di:
Assessorato alla cultura e al Coordinamento delle iniziative Riconducibili alla giornata della Memoria
Tristan Baraduc Genuardi / Ruta
a cura di Isabella Vitale
Inaugurazione: 9 aprile 2026, ore 17.00 - 21.00
Apertura al pubblico
10 aprile 2026 - 10 luglio 2026
martedì e giovedì dalle 16h alle 19h
mercoledì venerdì e sabato su appuntamento
via Instagram bocal_rome o via e-mail bocal@pefr.it
bocal
via di Santa Giovanna d’Arco, 4 – 00186 Roma
bocal inaugura la sua seconda mostra invitando Tristan Baraduc, artista parigino e
Genuardi/Ruta, duo palermitano, in un giocoso dialogo tra colore e spazio.
CHROMA è il titolo della mostra a cura di Isabella Vitale, direttrice artistica di bocal, spazio non profit dei Pieux Établissements de la France à Rome (Pii Stabilimenti della Francia a Roma) l’istituzione francese in Italia amministrata da Fra Renaud Escande. Come per la prima esibizione, le autrici e gli autori invitati sviluppano progetti e opere site-specific, concepiti in relazione diretta con le committenze e gli spazi dell’istituzione. La mostra è accompagnata da una conversazione a cura di Daniela Bigi, storica e critica d’arte.
Nel lavoro di Tristan Baraduc e del duo Genuardi/Ruta l’uso del colore diventa uno strumento per ridefinire la percezione dello spazio e costruire opere che dialogano direttamente con l’ambiente. Baraduc interviene spesso su superfici urbane parigine – come campi sportivi o piazze – trasformandole in composizioni geometriche di colori netti che organizzano visivamente lo spazio e ne modificano la fruizione quotidiana, rendendo l’opera parte integrante della vita collettiva.
Nel lavoro di Tristan Baraduc e del duo Genuardi/Ruta l’uso del colore diventa uno strumento per ridefinire la percezione dello spazio e costruire opere che dialogano direttamente con l’ambiente. Baraduc interviene spesso su superfici urbane parigine – come campi sportivi o piazze – trasformandole in composizioni geometriche di colori netti che organizzano visivamente lo spazio e ne modificano la fruizione quotidiana, rendendo l’opera parte integrante della vita collettiva.
Un esempio significativo visibile a Roma è Playground Torre Spaccata, realizzato da Baraduc e commissionato da Don Stefano Cascio per la Parrocchia San Bonaventura da Bagnoregio, con il sostegno dei Pieux Établissements e la collaborazione del VII Municipio di Roma Capitale. L’artista interviene sulla superficie del campo da basket sito all’interno della parrocchia di San Bonaventura da Bagnoregio, con ampie campiture geometriche di colori saturi – arancioni, blu, gialli e rossi – che ridefiniscono completamente la percezione dello spazio sportivo. Il campo non è più solo un luogo funzionale ma diventa una composizione pittorica abitabile, in cui linee e forme guidano i movimenti dei giocatori e degli spettatori, trasformando l’area urbana in un’opera ambientale vissuta quotidianamente.
Un approccio analogo, sebbene sviluppato attraverso altri mezzi, si ritrova nel lavoro del duo Genuardi/Ruta. Le loro opere costruiscono ambienti immersivi in cui architettura, luce e colore diventano parte di un unico sistema visivo e percettivo, invitando lo spettatore a vivere lo spazio non solo come contenitore dell’opera, ma come elemento costitutivo della stessa. La dimensione ambientale delle loro opere è strettamente connessa alla luce, elemento chiave della loro ricerca. Le geometrie che compongono le installazioni sono pensate per intercettare e modulare la luce naturale o artificiale, generando ombre, riflessi e proiezioni che trasformano continuamente la percezione dello spazio. L’opera Due satiri danzanti permeavano su tre piedi, il cui titolo è tratto da una poesia di Carola Calandra, si distribuisce nell’ambiente circostante creando una trama visiva che cambia a seconda della posizione dell’osservatore e delle condizioni di luce, il colore emerge attraverso interventi luminosi e geometrie che dialogano con l’architettura. L’opera non si limita a occupare l’ambiente ma lo attiva, trasformando pareti e volumi architettonici in superfici percettive dinamiche.
In entrambi i casi, dunque, sia il colore che la luce non sono soltanto un elemento decorativo ma un dispositivo spaziale che serve a costruire relazioni tra opera, architettura e pubblico, facendo dell’intervento artistico una vera opera ambientale, capace di ridefinire il luogo e l’esperienza di chi lo attraversa.
Genuardi/Ruta è un duo formato da Antonella Genuardi (Sciacca, 1986) e Leonardo Ruta (Ragusa, 1990). Il loro sodalizio artistico nasce nel 2014 durante gli studi all’Accademia di Belle Arti di Palermo, città in cui vivono e lavorano. La loro pratica si sviluppa all’intersezione tra pittura, installazione e intervento ambientale, indagando in particolare il rapporto tra colore, luce e architettura. Attraverso forme geometriche essenziali, superfici cromatiche e dispositivi luminosi, gli artisti realizzano spesso opere site-specific che modificano la percezione dello spazio e instaurano un dialogo diretto con l’ambiente e con lo spettatore. Il loro lavoro è stato presentato in numerose istituzioni e contesti espositivi in Italia e all’estero, tra cui l’Istituto Svizzero di Roma, Artissima a Torino, progetti legati alla Fondazione Merz e diverse mostre in spazi indipendenti e istituzionali. Hanno partecipato a programmi di residenza artistica internazionali, tra cui la Cité Internationale des Arts di Parigi e la American Academy in Rome. Parallelamente alla loro attività artistica, dal 2017 dirigono L’Ascensore, uno spazio indipendente a Palermo dedicato alla sperimentazione e al dialogo tra artisti contemporanei. www.genuardiruta.com
@genuardiruta/
Tristan Baraduc (Parigi, 1986) è un artista francese che vive e lavora tra Parigi e Roma. La sua pratica si sviluppa tra pittura, intervento urbano e installazione ambientale, con una particolare attenzione al rapporto tra colore, geometria e spazio pubblico. Attraverso composizioni cromatiche nette e forme astratte, Baraduc interviene spesso su superfici architettoniche o infrastrutture urbane – come campi sportivi, piazze e spazi collettivi – trasformandole in dispositivi visivi che ridefiniscono la percezione e l’uso quotidiano dei luoghi. Il suo lavoro si colloca tra arte pubblica e ricerca pittorica, sviluppando progetti site-specific in cui il colore diventa uno strumento per attivare lo spazio e favorire nuove modalità di fruizione collettiva. Tra gli interventi più significativi si distingue Playground Torre Spaccata a Roma, realizzato con il sostegno dei Pieux Établissements de la France à Rome et à Lorette, in cui l’artista trasforma un campo da basket in una grande composizione geometrica abitabile. Parallelamente, Baraduc ha realizzato diversi interventi pittorici e installazioni site- specific nello spazio urbano di Parigi, lavorando su campi sportivi e superfici architettoniche attraverso pattern geometrici e campiture cromatiche che dialogano con il contesto urbano e con le pratiche quotidiane degli abitanti.
@tristan.bdc
Isabella Vitale storica dell'arte contemporanea e curatrice indipendente, nata a Roma. Si forma tra Parigi e Roma, dove vive e lavora, mantenendo un ponte tra Francia e Italia attraverso collaborazioni con artisti, gallerie d’arte e istituzioni italiane e straniere tra cui, in ambito francofono, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Institut français Italia, Institut français Paris, Ambasciata di Francia in Italia, Ambasciata di Francia presso la Santa Sede, Direzione delle Arti Visive della città di Lille/Espace le. Carré, ADAGP, galeria Semiose, galleria Eric Mouchet. È fondatrice e direttrice di pianobi arte contemporanea, un programma di residenza a Roma per artisti e curatori di ogni nazionalità ed età che accoglie e accompagna personalmente nella loro ricerca artistica. È stata incaricata dai Pieux Établissements della direzione artistica di bocal con un progetto dedicato alla promozione dell'arte contemporanea attraverso mostre, incontri e dibattiti volti ad approfondire la pratica e la teoria dell'arte.
@isabellavitale_contemporary
bocal è un’iniziativa ideata e promossa dai Pieux Établissements de la France à Rome, che forti di una tradizione secolare, perseguono tre missioni: accogliere i pellegrini a Roma e Loreto, sostenere progetti solidali ed educativi e promuovere la presenza francese attraverso il restauro del suo patrimonio e l'organizzazione di eventi artistici e culturali. Si pone come spazio no profit per la promozione di artiste e artisti emergenti e non solo. La parola ha un tocco di Italia e un tocco di Grecia. Indica un contenitore e la trasparenza. Parla di vetro e luce. Rivela l'interno e lo protegge. La parola inizia in bocca: il "bo" indica rotondità e descrive l'apertura, mentre il "cal" rivela il fondo e ne delimita il confine. Si dice che gli artigiani lo usassero per concentrare tutta la luce in un punto all'interno. Così è chiamata anche l'imboccatura degli strumenti a fiato, che si apre all'aria e offre il canto. Ha qualcosa del ventre, del vaso, dell'utero, dove le cose accadono, dove transitano, dove si trasformano e trasgrediscono. È una macchina per vedere.
www.pieuxetablissements.it
@pieux.etablissements
@bocal_rome
bocal è un progetto ideato e promosso da:
Pieux Etablissements de France à Rome
con il patrocinio di:
Assessorato alla cultura e al Coordinamento delle iniziative Riconducibili alla giornata della Memoria
09
aprile 2026
Chroma
Dal 09 aprile al 10 luglio 2026
arte contemporanea
Location
bocal
Roma, Via di S. Giovanna d'Arco, 4, (RM)
Roma, Via di S. Giovanna d'Arco, 4, (RM)
Orario di apertura
martedì giovedì ore 16-17
Vernissage
9 Aprile 2026, 17-21
Sito web
Autore
Curatore
Patrocini


