Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Solitudine condivisa: Tra sé e l’altro
Solitudine condivisa indaga l’identità come condizione frammentata e relazionale. Tra corpi moltiplicati, legami ambigui e figure instabili, le opere esplorano tensioni tra sé e l’altro, tra unità e dispersione, invitando a riflettere su una solitudine condivisa.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Mostra Collettiva Emergente: Solitudine condivisa: Tra sé e l’altro
28 marzo – 12 aprile 2026
Contart Gallery - Via dei Gracchi 18, Roma
A cura di Facundo Cagnetta
La mostra Solitudine condivisa: Tra sé e l’altro riunisce tre pratiche emergenti che, attraverso linguaggi differenti, condividono una medesima urgenza: indagare l’identità come condizione instabile, frammentata e profondamente relazionale.
Nelle opere in mostra, il corpo non si presenta mai come unità compiuta, ma come luogo di trasformazione. Si divide, si moltiplica, si allontana da sé stesso o dall’altro, restituendo un’immagine dell’individuo contemporaneo come entità plurale, costruita nel rapporto e al tempo stesso messa in crisi da esso.
La ricerca di ErProsit (Michele Santini) interviene direttamente sulla materia del corpo: attraverso calchi e riproduzioni seriali, la figura si frammenta e si moltiplica, generando identità plurali. La ripetizione diventa così strumento per esplorare tensioni e contraddizioni interne all’individuo.
Su un piano relazionale si sviluppa invece la pittura di Eleonora Ricciardo, che mette in scena il legame come struttura ambigua. Le sue figure, spesso organizzate in coppie, sono costruite attraverso geometrie che uniscono e separano simultaneamente, dando forma a relazioni sospese tra attrazione e distanza.
Ludovica Andrea Brunetti indaga infine l’identità come instabilità percettiva: le sue figure si sdoppiano, si dissolvono e si confondono con lo spazio pittorico, oscillando tra presenza e assenza. In questo contesto, la coppia emerge talvolta come unità apparente, inscritta in un equilibrio fragile tra solitudine e relazione.
Le opere delineano così un paesaggio umano attraversato da tensioni: tra vicinanza e distanza, tra unità e dispersione, tra il desiderio di connessione e la difficoltà di definirsi come soggetto unico.
In questa prospettiva, la solitudine non si configura come semplice assenza, ma come spazio inevitabile di confronto con la propria molteplicità. Solitudine condivisa invita il pubblico a interrogarsi su quanto dell’identità dipenda dall’altro, e su ciò che resta quando questa relazione si incrina o viene meno.
28 marzo – 12 aprile 2026
Contart Gallery - Via dei Gracchi 18, Roma
A cura di Facundo Cagnetta
La mostra Solitudine condivisa: Tra sé e l’altro riunisce tre pratiche emergenti che, attraverso linguaggi differenti, condividono una medesima urgenza: indagare l’identità come condizione instabile, frammentata e profondamente relazionale.
Nelle opere in mostra, il corpo non si presenta mai come unità compiuta, ma come luogo di trasformazione. Si divide, si moltiplica, si allontana da sé stesso o dall’altro, restituendo un’immagine dell’individuo contemporaneo come entità plurale, costruita nel rapporto e al tempo stesso messa in crisi da esso.
La ricerca di ErProsit (Michele Santini) interviene direttamente sulla materia del corpo: attraverso calchi e riproduzioni seriali, la figura si frammenta e si moltiplica, generando identità plurali. La ripetizione diventa così strumento per esplorare tensioni e contraddizioni interne all’individuo.
Su un piano relazionale si sviluppa invece la pittura di Eleonora Ricciardo, che mette in scena il legame come struttura ambigua. Le sue figure, spesso organizzate in coppie, sono costruite attraverso geometrie che uniscono e separano simultaneamente, dando forma a relazioni sospese tra attrazione e distanza.
Ludovica Andrea Brunetti indaga infine l’identità come instabilità percettiva: le sue figure si sdoppiano, si dissolvono e si confondono con lo spazio pittorico, oscillando tra presenza e assenza. In questo contesto, la coppia emerge talvolta come unità apparente, inscritta in un equilibrio fragile tra solitudine e relazione.
Le opere delineano così un paesaggio umano attraversato da tensioni: tra vicinanza e distanza, tra unità e dispersione, tra il desiderio di connessione e la difficoltà di definirsi come soggetto unico.
In questa prospettiva, la solitudine non si configura come semplice assenza, ma come spazio inevitabile di confronto con la propria molteplicità. Solitudine condivisa invita il pubblico a interrogarsi su quanto dell’identità dipenda dall’altro, e su ciò che resta quando questa relazione si incrina o viene meno.
28
marzo 2026
Solitudine condivisa: Tra sé e l’altro
Dal 28 marzo al 12 aprile 2026
arte contemporanea
Location
Contart Gallery
Roma, Via dei Gracchi, 18, (RM)
Roma, Via dei Gracchi, 18, (RM)
Orario di apertura
Aperti Tutti I Giorni (ESCLUSO LA DOMENICA MATTINA)
Mattina dalle 10 alle 13
Pomeriggio dalle 16 alle 20
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico
Allestimento
Produzione organizzazione




