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Massimo Baldini – Ancona Revisited
Ancona Revisited nasce dall’idea di una città-soglia, che si rivela lentamente e chiede uno sguardo attento e consapevole. Il progetto non è documentario, ma un’indagine visiva e poetica che rilegge la città attraverso il tema del ritorno.
Comunicato stampa
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Ci sono città che si offrono immediatamente allo sguardo, mostrando senza esitazione geometrie, monumenti, percorsi consueti. E ce ne sono altre che chiedono tempo, attenzione, ascolto. Ancona appartiene a questa seconda categoria: città-soglia, porto reale e interiore, luogo che custodisce la propria identità negli interstizi, nelle pieghe, nei silenzi.
Nasce da questa consapevolezza la mostra Ancona Revisited, un dialogo serrato tra le fotografie di Massimo Baldini e i versi di Franco Scataglini (Ancona, 1930 – Numana, 1994), una delle voci più originali della grande stagione neodialettale novecentesca, in programma dal 18 aprile al 14 giugno presso la Mole Vanvitelliana. La mostra è realizzata con il sostegno del Comune di Ancona e accompagnata da scritti inediti di Franco Brevini e Marta Paraventi. Non un semplice percorso documentario, ma un’indagine visiva e poetica, capace di coniugare rigore analitico e sensibilità estetica. Il termine revisited richiama l’idea del ritorno come occasione per una rilettura e una ricomposizione: da un lato lo sguardo che si posa nuovamente su un luogo familiare, dall’altro la distanza critica che permette di reinterpretarlo.
Massimo Baldini, nato e cresciuto in Ancona, attraversa la città come un tessuto vivo. Le sue fotografie non cercano l’effetto spettacolare, ma una rivelazione progressiva. Scale che salgono e scendono come intervalli di una partitura, fronti urbani segnati dal tempo, scorci in cui l’antico riaffiora nel moderno: ogni immagine invita a rallentare, a sostare, a guardare meglio. La monumentalità del Passetto si scioglie nella vita quotidiana che scorre ai piedi del sacrario; una curva verso il molo, una lanterna solitaria, il colore inatteso di una banchina arrugginita diventano epifanie silenziose. Molte fotografie lavorano sul tema della soglia, della frontiera, del passaggio: la scalinata imponente, la strada che costeggia il molo e conduce verso la nave in partenza, la linea obliqua che separa la città dal mare. Ognuna di queste immagini non è solo un tema compositivo, ma chiama in causa l’esperienza del collocarsi tra due dimensioni: l’alto e il basso, l’aperto e il chiuso, il tempo vissuto e quello immaginato.
In questo tessuto visivo i versi di Franco Scataglini attivano una corrente sotterranea tra una fotografia e l’altra. Il suo dialetto è appena discosto dall’italiano, ma proprio in questo scarto minimo è incisa l’impronta geografica ed esistenziale che Scataglini intende portare nella sua poesia. I due autori sono uniti da un’estetica della sottrazione. Entrambi tolgono, riducono all’essenziale: l’uno le misure delle parole, dei versi e delle strofe; l’altro l’immagine sfrondata di tutto ciò che non sia indispensabile.
Le fotografie non illustrano i versi, e i versi non commentano le immagini. Piuttosto si rispecchiano, si rafforzano, si contraddicono, creando una narrazione che procede per risonanze. Baldini mostra il visibile, Scataglini gli attribuisce un significato. Il fotografo coglie l’apparizione, il poeta ne intuisce il destino. L’uno indica l’oggetto, l’altro ne fa emergere la profondità simbolica. Ancona Revisited è un invito a pensare la città secondo un principio etico dello sguardo. Non esibita, ma interpretata. Non posseduta, ma restituita nella sua verità.
Nasce da questa consapevolezza la mostra Ancona Revisited, un dialogo serrato tra le fotografie di Massimo Baldini e i versi di Franco Scataglini (Ancona, 1930 – Numana, 1994), una delle voci più originali della grande stagione neodialettale novecentesca, in programma dal 18 aprile al 14 giugno presso la Mole Vanvitelliana. La mostra è realizzata con il sostegno del Comune di Ancona e accompagnata da scritti inediti di Franco Brevini e Marta Paraventi. Non un semplice percorso documentario, ma un’indagine visiva e poetica, capace di coniugare rigore analitico e sensibilità estetica. Il termine revisited richiama l’idea del ritorno come occasione per una rilettura e una ricomposizione: da un lato lo sguardo che si posa nuovamente su un luogo familiare, dall’altro la distanza critica che permette di reinterpretarlo.
Massimo Baldini, nato e cresciuto in Ancona, attraversa la città come un tessuto vivo. Le sue fotografie non cercano l’effetto spettacolare, ma una rivelazione progressiva. Scale che salgono e scendono come intervalli di una partitura, fronti urbani segnati dal tempo, scorci in cui l’antico riaffiora nel moderno: ogni immagine invita a rallentare, a sostare, a guardare meglio. La monumentalità del Passetto si scioglie nella vita quotidiana che scorre ai piedi del sacrario; una curva verso il molo, una lanterna solitaria, il colore inatteso di una banchina arrugginita diventano epifanie silenziose. Molte fotografie lavorano sul tema della soglia, della frontiera, del passaggio: la scalinata imponente, la strada che costeggia il molo e conduce verso la nave in partenza, la linea obliqua che separa la città dal mare. Ognuna di queste immagini non è solo un tema compositivo, ma chiama in causa l’esperienza del collocarsi tra due dimensioni: l’alto e il basso, l’aperto e il chiuso, il tempo vissuto e quello immaginato.
In questo tessuto visivo i versi di Franco Scataglini attivano una corrente sotterranea tra una fotografia e l’altra. Il suo dialetto è appena discosto dall’italiano, ma proprio in questo scarto minimo è incisa l’impronta geografica ed esistenziale che Scataglini intende portare nella sua poesia. I due autori sono uniti da un’estetica della sottrazione. Entrambi tolgono, riducono all’essenziale: l’uno le misure delle parole, dei versi e delle strofe; l’altro l’immagine sfrondata di tutto ciò che non sia indispensabile.
Le fotografie non illustrano i versi, e i versi non commentano le immagini. Piuttosto si rispecchiano, si rafforzano, si contraddicono, creando una narrazione che procede per risonanze. Baldini mostra il visibile, Scataglini gli attribuisce un significato. Il fotografo coglie l’apparizione, il poeta ne intuisce il destino. L’uno indica l’oggetto, l’altro ne fa emergere la profondità simbolica. Ancona Revisited è un invito a pensare la città secondo un principio etico dello sguardo. Non esibita, ma interpretata. Non posseduta, ma restituita nella sua verità.
18
aprile 2026
Massimo Baldini – Ancona Revisited
Dal 18 aprile al 14 giugno 2026
arte contemporanea
fotografia
fotografia
Location
MOLE VANVITELLIANA
Ancona, Banchina Giovanni Da Chio, 28, (Ancona)
Ancona, Banchina Giovanni Da Chio, 28, (Ancona)
Biglietti
Intero € 8. Ridotto € 5: residenti, studenti, over 65, under 25, possessori di card (Feltrinelli, Coop, Marche Teatro, FAI, Italia Nostra, Touring Club, ICOM, ACI), famiglie con minori, clienti di ristoranti di Ancona, turisti che soggiornano almeno una notte nelle Marche, visitatori accompagnati da residenti ad Ancona. Gratuito: under 16, giornalisti con tesserino, guide turistiche abilitate, ospiti per almeno due notti ad Ancona, disabili e accompagnatori.
Orario di apertura
venerdì, sabato, domenica, altri prefestivi e festivi
10:00 – 13:00 / 15:00 –19:00
Ufficio stampa
Sara Zolla | Ufficio stampa e comunicazione
Autore


