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Ai Weiwei – About Silk. A site-specific installation for and with Rubelli
Un progetto che rompe i confini tra arte e conoscenza tessile: un’installazione concettuale site-specific che nasce dalla creatività dell’artista e attivista cinese Ai Weiwei.
Comunicato stampa
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In occasione del Salone del Mobile, Rubelli presenta, nel proprio showroom di via Fatebenefratelli, AI WEIWEI: ABOUT SILK, un progetto che rompe i confini tra arte e conoscenza tessile: un’installazione immersiva che nasce dalla creatività dell’artista e attivista cinese Ai Weiwei.
Varcando la soglia dello showroom, il visitatore si troverà circondato da un elaborato lampasso di seta, in cui un fitto intreccio di simboli percorre la storia e le battaglie del Maestro. Intriso di significati personali e denunce politiche, il tessuto è una vera e propria "traduzione" linguistica che ha interpretato in maniera nuova un motivo identitario del grande e coraggioso artista. Rubelli, intrecciando la seta con filati metallici, ha riprodotto ogni elemento del disegno originale di Ai Weiwei, The Animal that Looks like a Llama but is Actually an Alpaca:
• le Telecamere di Sorveglianza: motivo ricorrente nella poetica dell'artista, rappresentano l'occhio onnipresente del potere e la critica al controllo sociale, e raccontano la sua personale esperienza di sorvegliato speciale per molti anni. Nel tessuto queste forme geometriche e fredde vengono accentuate e al contempo ingentilite dalla lucentezza del filo di metallo
• le Manette e le Catene: simboli di oppressione e della prigionia subita dall'artista, acquisiscono nel lampasso una morbida tridimensionalità tattile, quasi a suggerire una liberazione attraverso l'arte
• l’Uccellino di Twitter: icona della comunicazione digitale e della libertà di parola, svolge un ruolo fondamentale nella diffusione di messaggi oltre la censura
• il Lama/Alpaca: divenuto simbolo di libertà e dissidenza e della lotta contro la censura di internet in Cina, rappresenta la vittoria dell'ironia e della creatività popolare contro il rigido controllo statale.
La traduzione tessile di questo artwork è avvenuta in più fasi: lo studio dei materiali da usare, lo studio degli intrecci, lo studio dei colori e infine la tessitura a telaio con tutti i successivi interventi di perfezionamento.
La struttura tessile è stata messa a punto per ricreare quanti più dettagli possibili e per rendere realistico l’effetto tridimensionale e fotografico del disegno originale.
L'ordito di questo tessuto è formato da 9600 fili di seta equamente ripartiti tra un rosso profondo e un giallo oro. I fili rossi, intrecciandosi a una trama in seta nera, danno vita al fondo della composizione e definiscono i chiaroscuri degli elementi decorativi. Parallelamente, i fili giallo-oro si legano alle trame metalliche per conferire lucentezza e sfumature ai motivi del disegno: dalle telecamere alle catene, fino alle figure degli Alpaca.
Le trame che compongono questo tessuto (130 al centimetro) sono ben cinque: la seta nera del fondo, un filato lucido grigio e tre diverse tonalità di oro (chiaro, caldo e scuro) calibrate per creare una tridimensionalità quasi scultorea. In particolare, l'uso del filato grigio è stato determinante per simulare la superficie dei vetri delle telecamere: il suo riflesso freddo e lucido, in voluto contrasto con il calore dell'oro, evoca con estremo realismo l'effetto specchiato delle lenti.
Al centro dello spazio - rivestita con lo stesso elaborato lampasso di seta - campeggia una forma geometrica che si rivela essere un divano. Disegnato dallo stesso Ai Weiwei, con le sue linee convergenti e i suoi piani inclinati sorprende e inganna lo spettatore che lo percepisce più lungo di quanto non sia in realtà.
L’installazione AI WEIWEI: ABOUT SILK prosegue con Finger, altro motivo iconico del maestro cinese.
Realizzato sul medesimo ordito del lampasso precedente, il tessuto “Finger” funge da quinta scenica a due teche espositive contenenti documenti tessili provenienti dall’Archivio Storico Rubelli e dalla Fondazione Rubelli.
In “Finger” l’ironia grafica del celebre gesto di Ai Weiwei è interpretata attraverso una struttura tessile essenziale ma raffinata: un double-face in seta e lino che gioca sull'inversione cromatica. Da un lato, il fondo rosso accoglie il motivo del dito medio di colore arancione; dall'altro, le cromie si invertono, conferendo al disegno un'intensità visiva prorompente.
Per la prima volta Ai Weiwei affida il suo messaggio alla seta: quella seta che vede la sua origine proprio in Cina. In tal modo l’artista lega il proprio messaggio politico-sociale alla tradizione millenaria che ha avvicinato la sua Cina alla Venezia di Rubelli.
Ed è sempre questa nobile fibra la protagonista nelle due teche - disegnate per l’occasione da Formafantasma - che accolgono manufatti antichi di straordinaria rilevanza. Non si tratta di un apparato accessorio, bensì di un gesto curatoriale che integra memoria e creazione, archivio e opera. Le teche diventano così dispositivo interpretativo, luogo di risonanza tra passato e contemporaneità. Il loro significato più profondo si rivela pienamente nel dialogo con la seta della tradizione, custode di una memoria collettiva che ne amplifica la portata simbolica, celebrando, per usare le parole dell’Artista, “the relationship between humans and silk”.
Nella prima teca, i documenti originali cinesi dialogano con chinoiserie settecentesche e con produzioni di inizio Novecento. Il percorso espositivo evidenzia come l'estetica orientale abbia influenzato il gusto occidentale nel corso dei secoli.
Nella seconda teca sono invece custoditi raffinati frammenti di tessuti rossi in seta e oro, in gran parte di manifattura veneziana. Queste opere, databili tra la fine del Quattrocento e il Settecento, raccontano l'epoca in cui la produzione veneziana dominava incontrastata su tutte le altre.
Il rosso, l’oro e la seta diventano strumenti di ambivalenza critica nell’opera tessile The Animal that Looks like a Llama but is Actually an Alpaca. L’artista li priva della loro aura celebrativa e ne stravolge il loro significato storico: da simboli di autorità a mezzo di protesta, da immagine di dominio a segni di resistenza.
La seta non è più soltanto ornamento o merce preziosa, ma veicolo di idee. Nelle mani di Ai Weiwei, il tessuto diventa un vettore di denuncia politica e sociale per un nuovo approccio culturale capace di parlare a tutti.
Ad arricchire l’esperienza immersiva di AI WEIWEI: ABOUT SILK, un docufilm inedito realizzato per l’occasione dal regista argentino Felipe Sanguinetti. Girata tra le storiche mura del Downing College di Cambridge e la tessitura di Como di Rubelli, la pellicola offre un accesso privilegiato alla poetica dell'artista: Ai Weiwei esplora qui il profondo legame tra la sua visione politica e la materia tessile, svelando le chiavi di lettura più intime del progetto interpretato da Rubelli.
Varcando la soglia dello showroom, il visitatore si troverà circondato da un elaborato lampasso di seta, in cui un fitto intreccio di simboli percorre la storia e le battaglie del Maestro. Intriso di significati personali e denunce politiche, il tessuto è una vera e propria "traduzione" linguistica che ha interpretato in maniera nuova un motivo identitario del grande e coraggioso artista. Rubelli, intrecciando la seta con filati metallici, ha riprodotto ogni elemento del disegno originale di Ai Weiwei, The Animal that Looks like a Llama but is Actually an Alpaca:
• le Telecamere di Sorveglianza: motivo ricorrente nella poetica dell'artista, rappresentano l'occhio onnipresente del potere e la critica al controllo sociale, e raccontano la sua personale esperienza di sorvegliato speciale per molti anni. Nel tessuto queste forme geometriche e fredde vengono accentuate e al contempo ingentilite dalla lucentezza del filo di metallo
• le Manette e le Catene: simboli di oppressione e della prigionia subita dall'artista, acquisiscono nel lampasso una morbida tridimensionalità tattile, quasi a suggerire una liberazione attraverso l'arte
• l’Uccellino di Twitter: icona della comunicazione digitale e della libertà di parola, svolge un ruolo fondamentale nella diffusione di messaggi oltre la censura
• il Lama/Alpaca: divenuto simbolo di libertà e dissidenza e della lotta contro la censura di internet in Cina, rappresenta la vittoria dell'ironia e della creatività popolare contro il rigido controllo statale.
La traduzione tessile di questo artwork è avvenuta in più fasi: lo studio dei materiali da usare, lo studio degli intrecci, lo studio dei colori e infine la tessitura a telaio con tutti i successivi interventi di perfezionamento.
La struttura tessile è stata messa a punto per ricreare quanti più dettagli possibili e per rendere realistico l’effetto tridimensionale e fotografico del disegno originale.
L'ordito di questo tessuto è formato da 9600 fili di seta equamente ripartiti tra un rosso profondo e un giallo oro. I fili rossi, intrecciandosi a una trama in seta nera, danno vita al fondo della composizione e definiscono i chiaroscuri degli elementi decorativi. Parallelamente, i fili giallo-oro si legano alle trame metalliche per conferire lucentezza e sfumature ai motivi del disegno: dalle telecamere alle catene, fino alle figure degli Alpaca.
Le trame che compongono questo tessuto (130 al centimetro) sono ben cinque: la seta nera del fondo, un filato lucido grigio e tre diverse tonalità di oro (chiaro, caldo e scuro) calibrate per creare una tridimensionalità quasi scultorea. In particolare, l'uso del filato grigio è stato determinante per simulare la superficie dei vetri delle telecamere: il suo riflesso freddo e lucido, in voluto contrasto con il calore dell'oro, evoca con estremo realismo l'effetto specchiato delle lenti.
Al centro dello spazio - rivestita con lo stesso elaborato lampasso di seta - campeggia una forma geometrica che si rivela essere un divano. Disegnato dallo stesso Ai Weiwei, con le sue linee convergenti e i suoi piani inclinati sorprende e inganna lo spettatore che lo percepisce più lungo di quanto non sia in realtà.
L’installazione AI WEIWEI: ABOUT SILK prosegue con Finger, altro motivo iconico del maestro cinese.
Realizzato sul medesimo ordito del lampasso precedente, il tessuto “Finger” funge da quinta scenica a due teche espositive contenenti documenti tessili provenienti dall’Archivio Storico Rubelli e dalla Fondazione Rubelli.
In “Finger” l’ironia grafica del celebre gesto di Ai Weiwei è interpretata attraverso una struttura tessile essenziale ma raffinata: un double-face in seta e lino che gioca sull'inversione cromatica. Da un lato, il fondo rosso accoglie il motivo del dito medio di colore arancione; dall'altro, le cromie si invertono, conferendo al disegno un'intensità visiva prorompente.
Per la prima volta Ai Weiwei affida il suo messaggio alla seta: quella seta che vede la sua origine proprio in Cina. In tal modo l’artista lega il proprio messaggio politico-sociale alla tradizione millenaria che ha avvicinato la sua Cina alla Venezia di Rubelli.
Ed è sempre questa nobile fibra la protagonista nelle due teche - disegnate per l’occasione da Formafantasma - che accolgono manufatti antichi di straordinaria rilevanza. Non si tratta di un apparato accessorio, bensì di un gesto curatoriale che integra memoria e creazione, archivio e opera. Le teche diventano così dispositivo interpretativo, luogo di risonanza tra passato e contemporaneità. Il loro significato più profondo si rivela pienamente nel dialogo con la seta della tradizione, custode di una memoria collettiva che ne amplifica la portata simbolica, celebrando, per usare le parole dell’Artista, “the relationship between humans and silk”.
Nella prima teca, i documenti originali cinesi dialogano con chinoiserie settecentesche e con produzioni di inizio Novecento. Il percorso espositivo evidenzia come l'estetica orientale abbia influenzato il gusto occidentale nel corso dei secoli.
Nella seconda teca sono invece custoditi raffinati frammenti di tessuti rossi in seta e oro, in gran parte di manifattura veneziana. Queste opere, databili tra la fine del Quattrocento e il Settecento, raccontano l'epoca in cui la produzione veneziana dominava incontrastata su tutte le altre.
Il rosso, l’oro e la seta diventano strumenti di ambivalenza critica nell’opera tessile The Animal that Looks like a Llama but is Actually an Alpaca. L’artista li priva della loro aura celebrativa e ne stravolge il loro significato storico: da simboli di autorità a mezzo di protesta, da immagine di dominio a segni di resistenza.
La seta non è più soltanto ornamento o merce preziosa, ma veicolo di idee. Nelle mani di Ai Weiwei, il tessuto diventa un vettore di denuncia politica e sociale per un nuovo approccio culturale capace di parlare a tutti.
Ad arricchire l’esperienza immersiva di AI WEIWEI: ABOUT SILK, un docufilm inedito realizzato per l’occasione dal regista argentino Felipe Sanguinetti. Girata tra le storiche mura del Downing College di Cambridge e la tessitura di Como di Rubelli, la pellicola offre un accesso privilegiato alla poetica dell'artista: Ai Weiwei esplora qui il profondo legame tra la sua visione politica e la materia tessile, svelando le chiavi di lettura più intime del progetto interpretato da Rubelli.
17
aprile 2026
Ai Weiwei – About Silk. A site-specific installation for and with Rubelli
Dal 17 aprile al 15 maggio 2026
arte contemporanea
Location
RUBELLI Showroom Milano
Milano, Via Fatebenefratelli, 9, (MI)
Milano, Via Fatebenefratelli, 9, (MI)
Orario di apertura
17-18 aprile: 10:00 - 18:00
20-25 aprile: 10:00 - 19:00
Dal 27/04 al 15/05: tutti i giorni 10:00 – 18:00 (eccetto i sabati e le domeniche)
Sito web
Ufficio stampa
Gabriella De Biase - media and public relations
Autore


