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Reverberaciones
Reverberaciones è un mostra collettiva che riunisce i lavori di tre noti artisti spagnoli: Leonor Benito de la Lastra, Luis J. Fernández e Juan José Martínez Cánovas.
Il progetto espositivo comprende fotografie, disegni e dipinti.
Comunicato stampa
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Le fotografie di Leonor Benito de la Lastra sono realizzate attraverso un procedimento analogico che prevede processi chimici e l'impiego del bianco e nero; si presentano come frammenti enigmatici, dal carattere intimo e suggestivo, con un forte impatto poetico.
Luis J. Fernández presenta un progetto in cui una serie di nature morte si configura come spazio di convergenza tra immagine e pensiero, suggerendo una lettura stratificata, che sovrappone simboli vitali, come i fiori, a elementi dissonanti, come le tonalità̀ scure che prevalgono nelle composizioni.
Juan José Martínez Cánovas usa la matita su carta per sovvertire il mondo della ritrattistica classica con una serie di figure ibride uomo-animale, generate dalla fusione di mitologia e realtà. Queste immagini mistiche, surreali e a tratti inquietanti colpiscono non solo per il soggetto trattato, ma anche per la maestria del disegno.
Leonor Benito de la Lastra è una fotografa la cui pratica è profondamente radicata nelle tradizioni e nelle possibilità sperimentali della fotografia analogica. Nata a Barcellona nel 1962, si è laureata in Belle Arti presso l'Università di Salamanca con una specializzazione in design audiovisivo. La sua carriera si estende per oltre trent'anni, durante i quali si è affermata come maestra della camera oscura, trattando il laboratorio non solo come uno spazio di sviluppo, ma come uno strumento creativo primario per l'intervento artistico.
Il lavoro di Benito de la Lastra è caratterizzato da una particolare attenzione all'immagine in bianco e nero e alla manipolazione di processi chimici per ottenere qualità plastiche, che colmano il divario tra fotografia e arti visive e evocano temi come la memoria, la solitudine e il passaggio del tempo. L'artista è stata anche una figura di spicco nella comunità fotografica, in particolare dirigendo El Fotógrafo a Salamanca, uno spazio che integrava galleria, libreria specializzata e lo studio delle tecniche fotografiche storiche. La sua eccellenza è stata riconosciuta a livello internazionale, con la selezione per i Magnum Photography Awards e menzioni d'onore da Life Framer.
Luis J. Fernández, nato a Blanca, Murcia, nel 1974, è un pittore autodidatta che ha scelto il formalismo come linguaggio artistico. La sua carriera è iniziata con un periodo dominato dalla rappresentazione di spazi simbolici legati ai frutteti e al suo ambiente natale, che gli è valso un posto alla 2ª Biennale di Arte Contemporanea di Firenze nel 1999. Nel febbraio 2005 ha ricevuto il premio Giovane Artista dell'Anno dalla Regione di Murcia e nel 2016 la Medaglia d'Oro al Forum Europa di Madrid.
Fernández si è evoluto verso il regno dei paesaggi urbani, creando città impossibili basate su edifici paradigmatici della civiltà contemporanea. I suoi edifici fanno parte di un presente futuristico che, a volte, viene visto nel contesto di altri emblemi del passato. Questa serie è stata esposta in città come Parigi, Roma, Dubai, Firenze, Shanghai, Miami, Barcellona e Madrid, tra le altre.
Juan José Martínez Cánovas è nato a Murcia in Spagna nel 1980 dove si laurea presso l'Accademia di Belle Arti. La sua formazione prosegue con il conseguimento di un Master sulla ricerca dei nuovi materiali pittorici e una borsa di studio di un anno all'Accademia di Belle Arti di Roma. Durante i suoi studi, ha incontrato e seguito gli insegnamenti di due tra i più grandi pittori spagnoli viventi, Pedro Cano e Antonio López García, le cui influenze sono visibili nella sua opera.
Martínez Cánovas approfondisce lo studio della ritrattistica rinnovandola con una personale inclinazione diretta alle tematiche dell'inquietudine esistenziale e della metamorfosi. Per l'abilità che lo caratterizza in questo campo ha realizzato diversi ritratti istituzionali. Con la sua produzione artistica ha ottenuto, nonostante la giovanissima età, importanti riconoscimenti e premi sia in Spagna che all'estero.
Luis J. Fernández presenta un progetto in cui una serie di nature morte si configura come spazio di convergenza tra immagine e pensiero, suggerendo una lettura stratificata, che sovrappone simboli vitali, come i fiori, a elementi dissonanti, come le tonalità̀ scure che prevalgono nelle composizioni.
Juan José Martínez Cánovas usa la matita su carta per sovvertire il mondo della ritrattistica classica con una serie di figure ibride uomo-animale, generate dalla fusione di mitologia e realtà. Queste immagini mistiche, surreali e a tratti inquietanti colpiscono non solo per il soggetto trattato, ma anche per la maestria del disegno.
Leonor Benito de la Lastra è una fotografa la cui pratica è profondamente radicata nelle tradizioni e nelle possibilità sperimentali della fotografia analogica. Nata a Barcellona nel 1962, si è laureata in Belle Arti presso l'Università di Salamanca con una specializzazione in design audiovisivo. La sua carriera si estende per oltre trent'anni, durante i quali si è affermata come maestra della camera oscura, trattando il laboratorio non solo come uno spazio di sviluppo, ma come uno strumento creativo primario per l'intervento artistico.
Il lavoro di Benito de la Lastra è caratterizzato da una particolare attenzione all'immagine in bianco e nero e alla manipolazione di processi chimici per ottenere qualità plastiche, che colmano il divario tra fotografia e arti visive e evocano temi come la memoria, la solitudine e il passaggio del tempo. L'artista è stata anche una figura di spicco nella comunità fotografica, in particolare dirigendo El Fotógrafo a Salamanca, uno spazio che integrava galleria, libreria specializzata e lo studio delle tecniche fotografiche storiche. La sua eccellenza è stata riconosciuta a livello internazionale, con la selezione per i Magnum Photography Awards e menzioni d'onore da Life Framer.
Luis J. Fernández, nato a Blanca, Murcia, nel 1974, è un pittore autodidatta che ha scelto il formalismo come linguaggio artistico. La sua carriera è iniziata con un periodo dominato dalla rappresentazione di spazi simbolici legati ai frutteti e al suo ambiente natale, che gli è valso un posto alla 2ª Biennale di Arte Contemporanea di Firenze nel 1999. Nel febbraio 2005 ha ricevuto il premio Giovane Artista dell'Anno dalla Regione di Murcia e nel 2016 la Medaglia d'Oro al Forum Europa di Madrid.
Fernández si è evoluto verso il regno dei paesaggi urbani, creando città impossibili basate su edifici paradigmatici della civiltà contemporanea. I suoi edifici fanno parte di un presente futuristico che, a volte, viene visto nel contesto di altri emblemi del passato. Questa serie è stata esposta in città come Parigi, Roma, Dubai, Firenze, Shanghai, Miami, Barcellona e Madrid, tra le altre.
Juan José Martínez Cánovas è nato a Murcia in Spagna nel 1980 dove si laurea presso l'Accademia di Belle Arti. La sua formazione prosegue con il conseguimento di un Master sulla ricerca dei nuovi materiali pittorici e una borsa di studio di un anno all'Accademia di Belle Arti di Roma. Durante i suoi studi, ha incontrato e seguito gli insegnamenti di due tra i più grandi pittori spagnoli viventi, Pedro Cano e Antonio López García, le cui influenze sono visibili nella sua opera.
Martínez Cánovas approfondisce lo studio della ritrattistica rinnovandola con una personale inclinazione diretta alle tematiche dell'inquietudine esistenziale e della metamorfosi. Per l'abilità che lo caratterizza in questo campo ha realizzato diversi ritratti istituzionali. Con la sua produzione artistica ha ottenuto, nonostante la giovanissima età, importanti riconoscimenti e premi sia in Spagna che all'estero.
11
aprile 2026
Reverberaciones
Dall'undici aprile al 06 maggio 2026
arte contemporanea
Location
Von Buren Contemporary
Roma, Via Giulia, 13, (RM)
Roma, Via Giulia, 13, (RM)
Orario di apertura
lunedì - sabato 11:00 - 13:30 e 16:00 - 19:30
Vernissage
11 Aprile 2026, 18:00 - 21:30
Sito web
Ufficio stampa
Alessandra Lenzi
Autore
Curatore
Autore testo critico





