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Paolo Di Capua – Ad esempio
Con la mostra dell’artista romano Paolo Di Capua, scultore assolutamente anomalo nel panorama italiano, l’associazione culturale ‘Il Triangolo Nero’ vuole indagare un aspetto raro e molto personale sulle possibilità espressive della terza dimensione.
Comunicato stampa
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Il materiale di elezione di Di Capua è il legno, la preferenza quasi assoluta è per il tiglio, con la sua struttura morbida e consistente al tempo stesso. Il ‘fare’ del nostro artista, manco a dirlo, non ha alcuna vicinanza con la tridimensione a tutto tondo della scultura ‘montano-dolomitica’ ma si sviluppa in una severa bidimensionalità sulla e nella quale scalpelli, sgorbie e altre lame, intaccano e aggrediscono la superficie piana e levigata con gesti calibrati, decisi e sapienti. Spesso l’approccio di scavo che Paolo mette in atto con i suoi strumenti di taglio, sfrutta appieno il senso di fibra delle tavole, accentuando evidenze filamentose e disvelando segni segreti che vengono man mano ad emergere.
Quindici opere, alcune sono reduci dalla fortunata personale al “Palau Martorell” di Barcellona, ma di fondamentale pregnanza nell’ambito della sua produzione ultima, caratterizzano la mostra alessandrina, che evidenzia al meglio le coordinate ideativo-fattuali di Paolo, che hanno precise radici nella grande e storica astrazione geometrica: ‘modularità’ e ‘minimalismo’. Questo linguaggio plastico ha un contrappunto cromatico quasi sempre ancorato a campiture tingenti con acrilico bianco e nero. L’obiettivo dello scultore romano è quello di strutturare la superficie lignea con una formidabile forza di contrasto, soppesata con austera compostezza, ma che conduce la visione verso orizzonti di luminose armonie.
Infine non possiamo non ricordare e considerare come alcuni titoli di opere, quasi tutte organizzate in elementi multipli, in prevalenza ‘dittici’, ma anche con serie frequenti di numerosi elementi, siano allusive di narrazioni onomatopeiche “Pagine strappate”, oppure “Riflessi interni”, sino a suggerire forme di paesaggismo mentale che indica spazi aperti ad ogni forma di immaginazione-interpretazione.
Quindici opere, alcune sono reduci dalla fortunata personale al “Palau Martorell” di Barcellona, ma di fondamentale pregnanza nell’ambito della sua produzione ultima, caratterizzano la mostra alessandrina, che evidenzia al meglio le coordinate ideativo-fattuali di Paolo, che hanno precise radici nella grande e storica astrazione geometrica: ‘modularità’ e ‘minimalismo’. Questo linguaggio plastico ha un contrappunto cromatico quasi sempre ancorato a campiture tingenti con acrilico bianco e nero. L’obiettivo dello scultore romano è quello di strutturare la superficie lignea con una formidabile forza di contrasto, soppesata con austera compostezza, ma che conduce la visione verso orizzonti di luminose armonie.
Infine non possiamo non ricordare e considerare come alcuni titoli di opere, quasi tutte organizzate in elementi multipli, in prevalenza ‘dittici’, ma anche con serie frequenti di numerosi elementi, siano allusive di narrazioni onomatopeiche “Pagine strappate”, oppure “Riflessi interni”, sino a suggerire forme di paesaggismo mentale che indica spazi aperti ad ogni forma di immaginazione-interpretazione.
11
aprile 2026
Paolo Di Capua – Ad esempio
Dall'undici aprile al 09 maggio 2026
arte contemporanea
Location
IL TRIANGOLO NERO
Alessandria, Corso Cento Cannoni, 16, (Alessandria)
Alessandria, Corso Cento Cannoni, 16, (Alessandria)
Orario di apertura
solo il giovedì dalle 17.30 alle 19.30, altri giorni solo per appuntamento: tel. 349 58 79 417
Vernissage
11 Aprile 2026, ore 17:30
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