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Démasqué
La mostra si presenta così come un percorso emotivo e visivo, in cui il gesto pittorico diventa un modo per attraversare il dolore e trasformarlo in presenza.
Comunicato stampa
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“È un’esposizione dal taglio profondamente intimo, che l’artista ha voluto dedicare al padre, scomparso recentemente. In questo progetto, l’anima poliedrica di Gian Luca – che nella vita è architetto, insegnante, DJ e surfista – emerge con prepotenza, mescolando il rigore della costruzione, la cura verso gli altri tipica di chi insegna, il ritmo serrato della musica e l’energia fluida delle onde in un unico linguaggio visivo. Il titolo stesso della mostra, ‘démasqué’, che in francese significa ‘smascherato’, offre la chiave di lettura perfetta per entrare nel suo mondo. I volti che popolano le sue opere, infatti, non intendono essere ritratti fedeli, ma si comportano piuttosto come delle maschere. Gian Luca ci invita a riflettere su cosa succede quando queste barriere cadono e ci sveliamo per ciò che siamo realmente, esplorando il confine sottile tra apparenza e essenza.
Questo continuo svelarsi e nascondersi prende vita attraverso una tecnica pittorica estremamente fisica, energica e istintiva. L’artista affronta la tela in un vero e proprio corpo a corpo, lavorando spesso a terra, stende il colore in modo materico e deciso utilizzando grandi spatole, per poi intervenire con pennelli sottili e getti di bomboletta spray. È un processo fatto di strati sovrapposti, di linee intricate che sembrano graffiare la superficie e di colori spessi che ricordano l’energia cruda dell’arte urbana. Senza voler per forza citare maestri troppo ingombranti o stili precisi, si percepisce chiaramente nelle sue opere un’attitudine molto libera e viscerale, tipica di un’arte che non segue regole rigide ma che nasce e si sviluppa ‘di pancia’. I volti appaiono come spezzati e ricomposti, carichi di vibrazioni e di un linguaggio segreto.
In definitiva, questa mostra si trasforma in un coro silenzioso di sguardi: ogni maschera dipinta diventa un frammento di memoria, un modo per elaborare il dolore della perdita recente e per celebrare l’impronta di chi ci ha amato. Con questo progetto, l’artista compie un atto di coraggio mettendosi a nudo, dimostrandoci come l’arte possa trasformare il vuoto di un’assenza in un ricordo vivo e potentissimo.” — Stefano Compagnucci
Questo continuo svelarsi e nascondersi prende vita attraverso una tecnica pittorica estremamente fisica, energica e istintiva. L’artista affronta la tela in un vero e proprio corpo a corpo, lavorando spesso a terra, stende il colore in modo materico e deciso utilizzando grandi spatole, per poi intervenire con pennelli sottili e getti di bomboletta spray. È un processo fatto di strati sovrapposti, di linee intricate che sembrano graffiare la superficie e di colori spessi che ricordano l’energia cruda dell’arte urbana. Senza voler per forza citare maestri troppo ingombranti o stili precisi, si percepisce chiaramente nelle sue opere un’attitudine molto libera e viscerale, tipica di un’arte che non segue regole rigide ma che nasce e si sviluppa ‘di pancia’. I volti appaiono come spezzati e ricomposti, carichi di vibrazioni e di un linguaggio segreto.
In definitiva, questa mostra si trasforma in un coro silenzioso di sguardi: ogni maschera dipinta diventa un frammento di memoria, un modo per elaborare il dolore della perdita recente e per celebrare l’impronta di chi ci ha amato. Con questo progetto, l’artista compie un atto di coraggio mettendosi a nudo, dimostrandoci come l’arte possa trasformare il vuoto di un’assenza in un ricordo vivo e potentissimo.” — Stefano Compagnucci
14
aprile 2026
Démasqué
Dal 14 al 15 aprile 2026
arte contemporanea
Location
PLUS ARTE PULS
Roma, Viale Giuseppe Mazzini, 1, (Roma)
Roma, Viale Giuseppe Mazzini, 1, (Roma)
Orario di apertura
18 - 21
Vernissage
14 Aprile 2026, 18 - 21
Autore




