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Aleksandr Vladimirovich Nuss – The Image is the First Thinking
Il percorso si presenta nello spazio di Gate 26A come un dispositivo di soglia: non una dichiarazione compiuta, ma un attraversamento. Le opere in mostra non aspirano a stabilizzare un linguaggio, quanto piuttosto a metterne in crisi le condizioni di possibilità.
Comunicato stampa
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La prima personale di Aleksandr Vladimirovich Nuss si presenta nello spazio di Gate26A come un dispositivo di soglia: non una dichiarazione compiuta, ma un attraversamento. Le opere in mostra non aspirano a stabilizzare un linguaggio, quanto piuttosto a metterne in crisi le condizioni di possibilità. L’immagine, nella pratica di Nuss, non è esito ma origine, un atto primario di pensiero che precede la formalizzazione e resiste alla rappresentazione.
L’uso insistito di supporti fragili e abrasivi - carta vetrata, superfici consumate e pellicole - introduce una tensione tra apparizione e cancellazione. Il gesto non costruisce, ma sottrae; non aggiunge materia, ma la erode. In lavori come Senza titolo VII (Per uscire dalla luce del giorno) (2022), la superficie diventa un campo di resistenza in cui il segno si manifesta come traccia di un attrito, di un contatto minimo ma irreversibile. Qui, vedere equivale a registrare una perdita.
Il lavoro su diapositiva, Il respiro del Grande Risveglio (2025), espande questa riflessione nello spazio, trasformando l’immagine in accadimento luminoso e temporale. L’opera non è più oggetto, ma condizione: una proiezione che implica l’osservatore e lo inscrive in un processo di apparizione instabile. L’immagine si dà solo nel suo transitare, nel suo essere continuamente sul punto di svanire.
Nuss sembra interrogare una questione radicale: cosa resta dell’immagine quando viene privata della sua funzione descrittiva? La risposta non è formale, ma ontologica. L’immagine diventa una soglia percettiva, un residuo di esperienza che si colloca tra memoria e visione, tra gesto e sparizione.
Questa prima mostra non propone dunque una sintesi, ma un’apertura. Un avvicinamento a una ricerca che si situa in un territorio liminale, dove il visibile è sempre già in procinto di dissolversi e dove il pensiero prende forma prima del linguaggio.
L’uso insistito di supporti fragili e abrasivi - carta vetrata, superfici consumate e pellicole - introduce una tensione tra apparizione e cancellazione. Il gesto non costruisce, ma sottrae; non aggiunge materia, ma la erode. In lavori come Senza titolo VII (Per uscire dalla luce del giorno) (2022), la superficie diventa un campo di resistenza in cui il segno si manifesta come traccia di un attrito, di un contatto minimo ma irreversibile. Qui, vedere equivale a registrare una perdita.
Il lavoro su diapositiva, Il respiro del Grande Risveglio (2025), espande questa riflessione nello spazio, trasformando l’immagine in accadimento luminoso e temporale. L’opera non è più oggetto, ma condizione: una proiezione che implica l’osservatore e lo inscrive in un processo di apparizione instabile. L’immagine si dà solo nel suo transitare, nel suo essere continuamente sul punto di svanire.
Nuss sembra interrogare una questione radicale: cosa resta dell’immagine quando viene privata della sua funzione descrittiva? La risposta non è formale, ma ontologica. L’immagine diventa una soglia percettiva, un residuo di esperienza che si colloca tra memoria e visione, tra gesto e sparizione.
Questa prima mostra non propone dunque una sintesi, ma un’apertura. Un avvicinamento a una ricerca che si situa in un territorio liminale, dove il visibile è sempre già in procinto di dissolversi e dove il pensiero prende forma prima del linguaggio.
11
aprile 2026
Aleksandr Vladimirovich Nuss – The Image is the First Thinking
Dall'undici aprile al 03 maggio 2026
arte contemporanea
Location
GATE 26A
Modena, Via Carteria, 26A, (Modena)
Modena, Via Carteria, 26A, (Modena)
Orario di apertura
Sabato e domenica ore 17.00 – 20.00
Negli altri giorni su appuntamento oppure dalla vetrina.
Vernissage
11 Aprile 2026, 18.00
Autore
Patrocini




