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B2B Città Invisibili
Il progetto fotografico di Alessandra Dosselli per questa mostra rappresenta un ponte temporale e concettuale tra due tappe fondamentali della sua carriera, unendo le radici bresciane all’esperienza internazionale di Barcellona.
Comunicato stampa
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COMUNICATO STAMPA
Brescia 2 Barcelona
Le città invisibili di Alessandra Dosselli
Mostra fotografica Fine Art
Sede: Glorious Crew – Real Estate – nel quadro dell’iniziativa Art & Business
Corso Magenta, 20 Brescia
La mostra è visibile dal 12 al 30 aprile dal martedì al sabato
Orari 10-13 15.30-19.30
Il progetto fotografico di Alessandra Dosselli per questa mostra rappresenta un ponte temporale e concettuale tra due tappe fondamentali della sua carriera, unendo le radici bresciane all'esperienza internazionale di Barcellona.
La mostra "Brescia to Barcelona" segna un momento di sintesi e ripartenza nel percorso artistico di Alessandra Dosselli. In un unico spazio espositivo, l’artista accosta per la prima volta i quattro cicli fotografici più iconici della sua carriera: il primo lavoro realizzato a Barcellona nel 2003 “Città Invisibili”, la serie "MM GG- Magazzini generali" prodotta al suo ritorno a Brescia, “Tres” e “Rifugi, Nonluoghi, Manufatti, Utopie”.
Questa esposizione non è solo un viaggio geografico, ma un’indagine profonda sul ruolo dell’uomo nell’architettura e sulla capacità della fotografia di svelare "città invisibili".
Piano Terra: Barcellona – Le Illusioni di Calatrava
Il percorso inizia con le opere nate nel 2003, durante il trasferimento dell’artista a Barcellona. Qui, Alessandra Dosselli interpreta l’architettura di Santiago Calatrava a Valencia, adottando il metodo analitico dell’architetto stesso: l’uso dello specchio. Proprio come nelle maquette originali, dove lo specchio a 90 gradi moltiplica la struttura creando ingegnerie fantastiche, la fotografia di Dosselli frammenta e ricostruisce lo spazio. Il risultato sono creature architettoniche che popolano città oniriche di calviniana memoria, o labirinti spaziali ispirati alle geometrie impossibili di Escher. In queste opere, la figura umana perde la sua soggettività emozionale per diventare puro riferimento di scala: un "bamboccio" funzionale, segno muto all'interno di un'utopia visiva.
Piano interrato: Brescia – MM GG Magazzini Generali
Al piano inferiore, il dialogo si sposta su un terreno più crudo e materico. La serie "MM GG - Magazzini Generali" documenta l’incontro con l’architettura industriale dismessa di Brescia. Qui, l’artista si confronta con la luce tagliente e piena delle stagioni calde bresciane, che scava tra le rovine in cerca di segni grafici potenti e astratti. Mentre a Barcellona dominava la moltiplicazione geometrica, a Brescia prevale la traccia della memoria. L'uomo appare come un'ombra del passato, un segno di ciò che è stato e che non c'è più. Anche in questo caso, la presenza umana è rigorosamente priva di personalismo: è un’ancora per l’occhio, un’unità di misura della memoria e dello spazio architettonico.
“Rifugi, Nonluoghi, Manufatti, Utopie”.
La serie presenta una ricerca fotografica che parte da luoghi reali e concreti come il Comparto Milano a Brescia per poi astrarsi man mano in luoghi, o meglio nonluoghi poco riconoscibili. I "pinnacoli " che punteggiano il nostro skyline o la sinuosità dei tubi industriali di grandi dimensioni diventano così possibili rifugi per la fuga intellettuale, o luoghi utopici in cui intravedere un futuro incerto.
Tres
La serie Tres riflette sull’uso de colore in fotografia nel ritorno alle origini del bianco e nero per esaltare i luoghi dove la presenza del rosso fa da protagonista.
Una Nuova Stagione Espositiva
"Brescia to Barcelona" rappresenta il punto di maturità di un’artista che, ripartendo dai suoi lavori storici, inaugura una nuova fase creativa. È un invito a osservare l’ambiente costruito non solo come struttura, ma come palcoscenico di visioni invisibili e tracce silenziose.
I prossimi appuntamenti espositivi in preparazione, sotto l’egida di prestigiosi critici della fotografia e architettura contemporanea, sono esposizioni site specific in luoghi dal grande fascino storico e in spazi espositivi a Milano, dove l’artista ha studio dal 2025 oltre che a Brescia.
La mostra è stampata presso il Laboratorio di stampa fineart e digitale Newlab di Castegnato grazie all’amicizia ventennale tra l’artista e lo stampatore Giuliano Goffi. Citando liberamente: “Non esiste fotografo senza il suo stampatore”.
PERFORMANCE INAUGURALE
Il Presente Cieco: Oltre lo Scempio del Patrimonio
Riflessioni sulla performance inaugurale
L'azione scenica si configura come un’indagine spietata sulla responsabilità storica del "Presente", interpretato dall'artista come una forza tragicamente impulsiva e, in ultima istanza, autodistruttiva. Al centro dello spazio, l’imponente installazione dei Magazzini Generali — fantasma di un’architettura già violata dalla ruspa e qui elevata a simbolo del patrimonio universale — diviene il perimetro di un conflitto che trascende il dato locale per farsi monito globale sui conflitti bellici in corso.
La Triade del Tempo
In un rigoroso minimalismo cromatico (il nero dei costumi, il rosso del sangue/futuro), la performance architetta una dialettica serrata tra le tre dimensioni temporali. Se il Passato e il Futuro agiscono come custodi severi della memoria e del divenire, il Presente incarna l'erranza e l'incoscienza. La marcatura somatica (le scritte PAST e FUTURE sulle fronti degli attori) trasforma i corpi in manifesti viventi, mentre il battito cardiaco amplificato satura l'ambiente, trasformando l'atrio della mostra in un organismo pulsante e angosciato.
L'Atto Iconoclasta
Il culmine drammatico risiede nella "cecità indotta": una volta bendato, il Presente si scaglia contro l'opera, stracciandola. È la metafora definitiva della guerra: un'azione compiuta nell'oscurità della ragione che annulla secoli di stratificazione culturale. Il tentativo di "ricostruzione collettiva" che segue, pur coinvolgendo il pubblico in un rito di volontà sociale, si scontra con l'irreversibilità del trauma.
Il Silenzio della Resurrezione
L'innesto sonoro del Piangete, sì piangete di Händel — opera carica di una memoria dolorosa legata al sacrificio della comunità bresciana durante la pandemia — eleva la performance a un piano elegiaco. Tuttavia, la speranza della "resurrezione" cantata dall'artista viene brutalmente soffocata: la benda scivola dagli occhi alla bocca.
Il verdetto finale è una catarsi negata: non resta che la contemplazione muta dello scempio. L'opera, come il patrimonio polverizzato dai conflitti, non può essere ricomposta. L'artista ci lascia così davanti a un tavolo di frammenti, denunciando l'impotenza di un'umanità che riconosce il valore della propria eredità solo nell'istante esatto in cui finisce di annientarla.
PER INFO e ULTERIORI MATERIALI alessandradosselli@gmail.com
Tel. 3479352855
Brescia 2 Barcelona
Le città invisibili di Alessandra Dosselli
Mostra fotografica Fine Art
Sede: Glorious Crew – Real Estate – nel quadro dell’iniziativa Art & Business
Corso Magenta, 20 Brescia
La mostra è visibile dal 12 al 30 aprile dal martedì al sabato
Orari 10-13 15.30-19.30
Il progetto fotografico di Alessandra Dosselli per questa mostra rappresenta un ponte temporale e concettuale tra due tappe fondamentali della sua carriera, unendo le radici bresciane all'esperienza internazionale di Barcellona.
La mostra "Brescia to Barcelona" segna un momento di sintesi e ripartenza nel percorso artistico di Alessandra Dosselli. In un unico spazio espositivo, l’artista accosta per la prima volta i quattro cicli fotografici più iconici della sua carriera: il primo lavoro realizzato a Barcellona nel 2003 “Città Invisibili”, la serie "MM GG- Magazzini generali" prodotta al suo ritorno a Brescia, “Tres” e “Rifugi, Nonluoghi, Manufatti, Utopie”.
Questa esposizione non è solo un viaggio geografico, ma un’indagine profonda sul ruolo dell’uomo nell’architettura e sulla capacità della fotografia di svelare "città invisibili".
Piano Terra: Barcellona – Le Illusioni di Calatrava
Il percorso inizia con le opere nate nel 2003, durante il trasferimento dell’artista a Barcellona. Qui, Alessandra Dosselli interpreta l’architettura di Santiago Calatrava a Valencia, adottando il metodo analitico dell’architetto stesso: l’uso dello specchio. Proprio come nelle maquette originali, dove lo specchio a 90 gradi moltiplica la struttura creando ingegnerie fantastiche, la fotografia di Dosselli frammenta e ricostruisce lo spazio. Il risultato sono creature architettoniche che popolano città oniriche di calviniana memoria, o labirinti spaziali ispirati alle geometrie impossibili di Escher. In queste opere, la figura umana perde la sua soggettività emozionale per diventare puro riferimento di scala: un "bamboccio" funzionale, segno muto all'interno di un'utopia visiva.
Piano interrato: Brescia – MM GG Magazzini Generali
Al piano inferiore, il dialogo si sposta su un terreno più crudo e materico. La serie "MM GG - Magazzini Generali" documenta l’incontro con l’architettura industriale dismessa di Brescia. Qui, l’artista si confronta con la luce tagliente e piena delle stagioni calde bresciane, che scava tra le rovine in cerca di segni grafici potenti e astratti. Mentre a Barcellona dominava la moltiplicazione geometrica, a Brescia prevale la traccia della memoria. L'uomo appare come un'ombra del passato, un segno di ciò che è stato e che non c'è più. Anche in questo caso, la presenza umana è rigorosamente priva di personalismo: è un’ancora per l’occhio, un’unità di misura della memoria e dello spazio architettonico.
“Rifugi, Nonluoghi, Manufatti, Utopie”.
La serie presenta una ricerca fotografica che parte da luoghi reali e concreti come il Comparto Milano a Brescia per poi astrarsi man mano in luoghi, o meglio nonluoghi poco riconoscibili. I "pinnacoli " che punteggiano il nostro skyline o la sinuosità dei tubi industriali di grandi dimensioni diventano così possibili rifugi per la fuga intellettuale, o luoghi utopici in cui intravedere un futuro incerto.
Tres
La serie Tres riflette sull’uso de colore in fotografia nel ritorno alle origini del bianco e nero per esaltare i luoghi dove la presenza del rosso fa da protagonista.
Una Nuova Stagione Espositiva
"Brescia to Barcelona" rappresenta il punto di maturità di un’artista che, ripartendo dai suoi lavori storici, inaugura una nuova fase creativa. È un invito a osservare l’ambiente costruito non solo come struttura, ma come palcoscenico di visioni invisibili e tracce silenziose.
I prossimi appuntamenti espositivi in preparazione, sotto l’egida di prestigiosi critici della fotografia e architettura contemporanea, sono esposizioni site specific in luoghi dal grande fascino storico e in spazi espositivi a Milano, dove l’artista ha studio dal 2025 oltre che a Brescia.
La mostra è stampata presso il Laboratorio di stampa fineart e digitale Newlab di Castegnato grazie all’amicizia ventennale tra l’artista e lo stampatore Giuliano Goffi. Citando liberamente: “Non esiste fotografo senza il suo stampatore”.
PERFORMANCE INAUGURALE
Il Presente Cieco: Oltre lo Scempio del Patrimonio
Riflessioni sulla performance inaugurale
L'azione scenica si configura come un’indagine spietata sulla responsabilità storica del "Presente", interpretato dall'artista come una forza tragicamente impulsiva e, in ultima istanza, autodistruttiva. Al centro dello spazio, l’imponente installazione dei Magazzini Generali — fantasma di un’architettura già violata dalla ruspa e qui elevata a simbolo del patrimonio universale — diviene il perimetro di un conflitto che trascende il dato locale per farsi monito globale sui conflitti bellici in corso.
La Triade del Tempo
In un rigoroso minimalismo cromatico (il nero dei costumi, il rosso del sangue/futuro), la performance architetta una dialettica serrata tra le tre dimensioni temporali. Se il Passato e il Futuro agiscono come custodi severi della memoria e del divenire, il Presente incarna l'erranza e l'incoscienza. La marcatura somatica (le scritte PAST e FUTURE sulle fronti degli attori) trasforma i corpi in manifesti viventi, mentre il battito cardiaco amplificato satura l'ambiente, trasformando l'atrio della mostra in un organismo pulsante e angosciato.
L'Atto Iconoclasta
Il culmine drammatico risiede nella "cecità indotta": una volta bendato, il Presente si scaglia contro l'opera, stracciandola. È la metafora definitiva della guerra: un'azione compiuta nell'oscurità della ragione che annulla secoli di stratificazione culturale. Il tentativo di "ricostruzione collettiva" che segue, pur coinvolgendo il pubblico in un rito di volontà sociale, si scontra con l'irreversibilità del trauma.
Il Silenzio della Resurrezione
L'innesto sonoro del Piangete, sì piangete di Händel — opera carica di una memoria dolorosa legata al sacrificio della comunità bresciana durante la pandemia — eleva la performance a un piano elegiaco. Tuttavia, la speranza della "resurrezione" cantata dall'artista viene brutalmente soffocata: la benda scivola dagli occhi alla bocca.
Il verdetto finale è una catarsi negata: non resta che la contemplazione muta dello scempio. L'opera, come il patrimonio polverizzato dai conflitti, non può essere ricomposta. L'artista ci lascia così davanti a un tavolo di frammenti, denunciando l'impotenza di un'umanità che riconosce il valore della propria eredità solo nell'istante esatto in cui finisce di annientarla.
PER INFO e ULTERIORI MATERIALI alessandradosselli@gmail.com
Tel. 3479352855
12
marzo 2026
B2B Città Invisibili
Dal 12 marzo al 30 aprile 2026
fotografia
Location
Glorious Crew
Brescia, Corso Magenta, 20, (BS)
Brescia, Corso Magenta, 20, (BS)
Orario di apertura
martedi sabato 10_13 15.30-19.30
Vernissage
12 Marzo 2026, 18.00
Sito web
Autore
Allestimento
Produzione organizzazione



