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Pieralberto Filippi – Tra Surrealismo e Metafisica
PIERALBERTO FILIPPI – Tra SURREALISMO e METAFISICA
La mostra offre una lettura inedita del percorso di Filippi, artista attivo da oltre quarant’anni, mettendo in relazione due momenti chiave della sua ricerca: – la prima produzione pittorica, riconusciuta come surrealista e le opere più recenti
Comunicato stampa
Segnala l'evento
ARTISTA presenta:
PIERALBERTO FILIPPI
TRA SURREALISMO E METAFISICA
A cura di Rosella Fusi
Presentazione di BeaStella Rigamon@
Dal 11 al 26 Aprile 2026
Inaugurazione 12 aprile alle 17.00
Spazio ARTISTA
Vicolo Lambro,1 Monza
Aperture:
sabato: 16:30-19:00
domenica: 11.00-13.00/16.30-19:00
Ingresso libero
COMUNICATO STAMPA
Tra Surrealismo e Metafisica è il nuovo progetto espositivo dedicato a Pieralberto Filippi, artista
che da oltre quarant’anni attraversa con coerenza e libertà poetica i territori della pittura e della
scultura. La mostra, curata da Rosella Fusi con presentazione critica di BeaStella Rigamonti,
ripercorre le origini del suo immaginario e il suo progressivo approdo alla tridimensionalità,
rivelando un percorso di ricerca che unisce visione, materia e introspezione.
Gli esordi pittorici: l’immagine come soglia
La prima produzione pittorica di Pieralberto Filippi è oggi riconosciuta soprattutto per la sua forte
impronta surrealista. Nei lavori degli anni Novanta e dei primi Duemila, l’artista costruisce scenari
visionari abitati da oggetti enigmatici, figure femminili stilizzate come in movimento nello spazio,
architetture mentali, luoghi dove l’immagine non rappresenta, ma evoca, oggetti-presenza che
sembrano emergere da un tempo immobile: è qui che si manifesta la sua personale declinazione
del surrealismo. È una pittura che interroga il reale attraverso lo straniamento, che scava nelle
pieghe dell’immaginazione per rivelare ciò che sfugge alla logica apparente, ciò che resta invisibile
nella realtà quotidiana.
Le superfici monocrome inizialmente dipinte in blu come colore dominante, il bianco per le luci
man mano si riempiono di campiture con toni squillanti e si popolano di elementi essenziali –
pietre, scale, corpi frammentati, orizzonti rarefatti – che anticipano già la futura attenzione
dell’artista per la materia e per la forma scultorea.
Il 2001: il simposio come svolta
Il simposio del 2001 segna un momento decisivo nel percorso di Filippi. Il confronto diretto con la
pietra, il lavoro all’aperto, la dimensione collettiva del fare scultura aprono un nuovo capitolo della
sua ricerca. È qui che l’artista comprende che la tridimensionalità non è solo un’estensione della
pittura, ma un linguaggio autonomo capace di incarnare la sua visione in modo più radicale.
“Il volume era l’aspetto che più mi interessava e l’idea di realizzare un basso rilievo era ormai
matura”
La materia – marmo, pietra, legno, metalli – diventa un interlocutore. Le forme si fanno essenziali,
archetipiche, spesso percorse da un silenzio. Le sculture di Filippi non descrivono: abitano lo
spazio, lo modificano, lo rendono luogo di meditazione.
Dal primo simposio ne seguirono altri Filippi iniziò a scolpire diversi materiali, le pietre Berica e
Molera, il marmo di Carrara e il legno. Dal basso rilievo passò al tutto tondo e definì una sua linea
scultorea ispirato ai suoi dipinti surreali iniziò poi a realizzare sculture di piccole dimensioni per le
prime fusioni in bronzo, per poi approdare ad opere scultoree tridimensionali di grandi dimensioni
alleggerite da nuovi materiali.
Nascono le prime opere con materiali leggeri con equilibri precari come immaginati nei suoi
disegni. La scultura intitolata “personaggi” realizzata in acciaio corten, fu la prima ad rappresentare
il suo attuale linguaggio artistico.
“Volevo creare delle opere leggere e dinamiche che esprimessero il senso del ritmo che cercavo di
rappresentare nei miei quadri mantenendo la stessa morbidezza delle forme.”
Dal 2010 Pieralberto abbandonò la pittura le sue ultime opere erano state dedicate alla sintesi dei
simboli più ricorrenti dei suoi dipinti, mentre i suoi disegni erano sempre più rivolti alla
progettazione di sculture di grandi dimensioni.
Dalla stagione surrealista alla maturità metafisica
Questa fase, pur radicata nel linguaggio del surrealismo, contiene già i semi di una trasformazione:
l’attenzione alla luce, la rarefazione degli spazi, la presenza di elementi essenziali che si impongono
come presenze assolute.
2025–2026: il ritorno alla pittura e la svolta metafisica
Dopo anni dedicati prevalentemente alla scultura, Filippi torna alla pittura con una nuova
consapevolezza. Le opere realizzate tra il 2025 e il 2026 segnano un cambio di passo netto: la
visione si fa più metafisica, più essenziale, più concentrata sull’energia silenziosa delle forme.
Le composizioni si aprono a spazi immobili, attraversati da una luce che non descrive ma rivela. Gli
oggetti – talvolta gli stessi che popolavano i dipinti giovanili o che ha prodotto in forma scultorea –
non sono più elementi di un racconto onirico, bensì icone sospese, presenze che abitano un tempo
assoluto. È come se l’artista avesse distillato anni di ricerca scultorea in una pittura che ora respira
la stessa solidità, la stessa misura, la stessa tensione verso l’archetipo.
In queste opere recenti, Filippi sembra dialogare, talvolta con un occhio alla pop art, con la grande
tradizione metafisica italiana, ma lo fa con una voce personale, nutrita dalla sua esperienza con la
materia e dalla sua capacità di trasformare il vuoto in spazio di contemplazione.
La mostra Tra Surrealismo e Metafisica restituisce l’unità profonda del percorso di Pieralberto
Filippi: un artista che ha saputo attraversare linguaggi diversi mantenendo intatta la propria
tensione verso l’essenziale. Pittura e scultura non rappresentano per lui due territori separati, ma
due modalità complementari di interrogare il mistero della forma, della presenza, dell’immagine
come soglia.
Dai primi dipinti surrealisti alle opere più recenti, intrise di una nuova e intensa dimensione
metafisica, il lavoro di Filippi si configura come un viaggio coerente e in continua trasformazione.
Un viaggio che invita lo spettatore a sostare, a guardare oltre, a lasciarsi attraversare da un silenzio
che non è assenza, ma possibilità.
La cura di Rosella Fusi e la presentazione critica di BeaStella Rigamonti accompagnano questo
percorso con uno sguardo attento e sensibile, restituendo la complessità di un artista che continua
a rinnovare il proprio linguaggio senza mai tradire la propria visione originaria.
Filippi ha partecipato a mostre personali e collettive in Italia e all’estero, e le sue opere fanno parte
di collezioni pubbliche e private. La sua ricerca continua a muoversi tra visione e materia, tra
immagine e forma, in un equilibrio poetico che attraversa tutta la sua produzione.
Rosella Fusi
PIERALBERTO FILIPPI
TRA SURREALISMO E METAFISICA
A cura di Rosella Fusi
Presentazione di BeaStella Rigamon@
Dal 11 al 26 Aprile 2026
Inaugurazione 12 aprile alle 17.00
Spazio ARTISTA
Vicolo Lambro,1 Monza
Aperture:
sabato: 16:30-19:00
domenica: 11.00-13.00/16.30-19:00
Ingresso libero
COMUNICATO STAMPA
Tra Surrealismo e Metafisica è il nuovo progetto espositivo dedicato a Pieralberto Filippi, artista
che da oltre quarant’anni attraversa con coerenza e libertà poetica i territori della pittura e della
scultura. La mostra, curata da Rosella Fusi con presentazione critica di BeaStella Rigamonti,
ripercorre le origini del suo immaginario e il suo progressivo approdo alla tridimensionalità,
rivelando un percorso di ricerca che unisce visione, materia e introspezione.
Gli esordi pittorici: l’immagine come soglia
La prima produzione pittorica di Pieralberto Filippi è oggi riconosciuta soprattutto per la sua forte
impronta surrealista. Nei lavori degli anni Novanta e dei primi Duemila, l’artista costruisce scenari
visionari abitati da oggetti enigmatici, figure femminili stilizzate come in movimento nello spazio,
architetture mentali, luoghi dove l’immagine non rappresenta, ma evoca, oggetti-presenza che
sembrano emergere da un tempo immobile: è qui che si manifesta la sua personale declinazione
del surrealismo. È una pittura che interroga il reale attraverso lo straniamento, che scava nelle
pieghe dell’immaginazione per rivelare ciò che sfugge alla logica apparente, ciò che resta invisibile
nella realtà quotidiana.
Le superfici monocrome inizialmente dipinte in blu come colore dominante, il bianco per le luci
man mano si riempiono di campiture con toni squillanti e si popolano di elementi essenziali –
pietre, scale, corpi frammentati, orizzonti rarefatti – che anticipano già la futura attenzione
dell’artista per la materia e per la forma scultorea.
Il 2001: il simposio come svolta
Il simposio del 2001 segna un momento decisivo nel percorso di Filippi. Il confronto diretto con la
pietra, il lavoro all’aperto, la dimensione collettiva del fare scultura aprono un nuovo capitolo della
sua ricerca. È qui che l’artista comprende che la tridimensionalità non è solo un’estensione della
pittura, ma un linguaggio autonomo capace di incarnare la sua visione in modo più radicale.
“Il volume era l’aspetto che più mi interessava e l’idea di realizzare un basso rilievo era ormai
matura”
La materia – marmo, pietra, legno, metalli – diventa un interlocutore. Le forme si fanno essenziali,
archetipiche, spesso percorse da un silenzio. Le sculture di Filippi non descrivono: abitano lo
spazio, lo modificano, lo rendono luogo di meditazione.
Dal primo simposio ne seguirono altri Filippi iniziò a scolpire diversi materiali, le pietre Berica e
Molera, il marmo di Carrara e il legno. Dal basso rilievo passò al tutto tondo e definì una sua linea
scultorea ispirato ai suoi dipinti surreali iniziò poi a realizzare sculture di piccole dimensioni per le
prime fusioni in bronzo, per poi approdare ad opere scultoree tridimensionali di grandi dimensioni
alleggerite da nuovi materiali.
Nascono le prime opere con materiali leggeri con equilibri precari come immaginati nei suoi
disegni. La scultura intitolata “personaggi” realizzata in acciaio corten, fu la prima ad rappresentare
il suo attuale linguaggio artistico.
“Volevo creare delle opere leggere e dinamiche che esprimessero il senso del ritmo che cercavo di
rappresentare nei miei quadri mantenendo la stessa morbidezza delle forme.”
Dal 2010 Pieralberto abbandonò la pittura le sue ultime opere erano state dedicate alla sintesi dei
simboli più ricorrenti dei suoi dipinti, mentre i suoi disegni erano sempre più rivolti alla
progettazione di sculture di grandi dimensioni.
Dalla stagione surrealista alla maturità metafisica
Questa fase, pur radicata nel linguaggio del surrealismo, contiene già i semi di una trasformazione:
l’attenzione alla luce, la rarefazione degli spazi, la presenza di elementi essenziali che si impongono
come presenze assolute.
2025–2026: il ritorno alla pittura e la svolta metafisica
Dopo anni dedicati prevalentemente alla scultura, Filippi torna alla pittura con una nuova
consapevolezza. Le opere realizzate tra il 2025 e il 2026 segnano un cambio di passo netto: la
visione si fa più metafisica, più essenziale, più concentrata sull’energia silenziosa delle forme.
Le composizioni si aprono a spazi immobili, attraversati da una luce che non descrive ma rivela. Gli
oggetti – talvolta gli stessi che popolavano i dipinti giovanili o che ha prodotto in forma scultorea –
non sono più elementi di un racconto onirico, bensì icone sospese, presenze che abitano un tempo
assoluto. È come se l’artista avesse distillato anni di ricerca scultorea in una pittura che ora respira
la stessa solidità, la stessa misura, la stessa tensione verso l’archetipo.
In queste opere recenti, Filippi sembra dialogare, talvolta con un occhio alla pop art, con la grande
tradizione metafisica italiana, ma lo fa con una voce personale, nutrita dalla sua esperienza con la
materia e dalla sua capacità di trasformare il vuoto in spazio di contemplazione.
La mostra Tra Surrealismo e Metafisica restituisce l’unità profonda del percorso di Pieralberto
Filippi: un artista che ha saputo attraversare linguaggi diversi mantenendo intatta la propria
tensione verso l’essenziale. Pittura e scultura non rappresentano per lui due territori separati, ma
due modalità complementari di interrogare il mistero della forma, della presenza, dell’immagine
come soglia.
Dai primi dipinti surrealisti alle opere più recenti, intrise di una nuova e intensa dimensione
metafisica, il lavoro di Filippi si configura come un viaggio coerente e in continua trasformazione.
Un viaggio che invita lo spettatore a sostare, a guardare oltre, a lasciarsi attraversare da un silenzio
che non è assenza, ma possibilità.
La cura di Rosella Fusi e la presentazione critica di BeaStella Rigamonti accompagnano questo
percorso con uno sguardo attento e sensibile, restituendo la complessità di un artista che continua
a rinnovare il proprio linguaggio senza mai tradire la propria visione originaria.
Filippi ha partecipato a mostre personali e collettive in Italia e all’estero, e le sue opere fanno parte
di collezioni pubbliche e private. La sua ricerca continua a muoversi tra visione e materia, tra
immagine e forma, in un equilibrio poetico che attraversa tutta la sua produzione.
Rosella Fusi
11
aprile 2026
Pieralberto Filippi – Tra Surrealismo e Metafisica
Dall'undici al 26 aprile 2026
arte contemporanea
Location
ARTI STA
Monza, Vicolo Lambro, 1, (MB)
Monza, Vicolo Lambro, 1, (MB)
Orario di apertura
sabato: 16.30-19.00
domenica: 11.00-13.00/16.30-19.00
in settimana su appuntamento
Vernissage
12 Aprile 2026, alle 17.00
Sito web
Ufficio stampa
ARTI STA
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