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Alì Assaf – Opere 1973-2011
Il MLAC presenta la prima antologica di Alì Assaf (1973-2011), artista iracheno attivo a Roma. La mostra ripercorre una carriera segnata da migrazione, esilio e identità, tra cultura arabo-irachena e arte contemporanea occidentale, con opere su guerra, diaspora e critica politico-culturale.
Comunicato stampa
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Il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea è lieto di presentare Alì Assaf. Opere 1973-2011, la prima mostra antologica dedicata all’artista visivo di origini irachene Alì Assaf (Bassora, 1950). Il progetto inaugura una nuova linea di ricerca del museo universitario della Sapienza, indirizzata verso temi, soggettività e interrogativi specifici degli orizzonti critici postcoloniali.
Giunto nella Capitale alla fine del 1973 per studiare all’Accademia di Belle Arti, Assaf si stabilisce nel quartiere di San Lorenzo ed è attivo sulla scena artistica romana e internazionale da oltre cinquant’anni, con un ruolo di spicco nel ramificato network di intellettuali della diaspora irachena in Europa dopo la presa di potere di Saddam Hussein (1979).
Artista militante, curatore, pittore, performer, illustratore, grafico e calligrafo, Assaf incarna un posizionamento ibrido tra due mondi e immaginari, tra l’Iraq e l’Italia. Nella sua poetica convivono riferimenti alla cultura arabo-irachena di origine e i linguaggi formali tipici dell’arte contemporanea occidentale, attraverso un’attitudine concettuale e postmediale che impiega pittura, performance, installazione e fotografia.
Al centro della ricerca vi è l’esperienza autobiografica della migrazione e dell’esilio, intesa come condizione esistenziale e politica, toccando questioni legate all’identità e al confronto interculturale.
La mostra offre uno sguardo complessivo sul percorso professionale dell’artista, considerando come estremi temporali indicativi il 1973 e il 2011. Nel 1973, subito dopo il diploma all’Istituto di Belle Arti di Baghdad, Assaf giunge a Roma per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove si diploma in Pittura nel 1977; mentre nel 2011 è nominato Commissario del Padiglione Iraq alla 54a Biennale d’Arte di Venezia: una parabola che tiene quindi traccia del progressivo riconoscimento dell’artista sia da parte del sistema dell’arte italiano sia di quello iracheno.
Entro tali coordinate cronologiche, la mostra raccoglie una selezione di opere rappresentative della sua produzione. Il percorso di visita inizia con un nucleo di pitture, incisioni e disegni degli anni Settanta, per proseguire con la svolta concettuale degli anni Ottanta sul tema del militarismo, in risposta all’ascesa di Saddam Hussein in Iraq (1979). Ampio spazio è dedicato al decennio Novanta, segnato dalle conseguenze socio-politiche della Guerra del Golfo (1990-1991), in cui si possono ritrovare due linee di ricerca principali: da una parte Assaf rielabora la condizione di esule attraverso l’autoritratto e l’evocazione di memorie familiari; dall’altra, avvia un ironico processo di critica verso i l’Islam politico con l’utilizzo della fotografia e della performance, nel contesto della complessa percezione della cultura araba in Italia. A conclusione del percorso, la produzione degli anni Doppiozero si concentra sul fantasma del terrorismo dopo l’invasione anglostatunitense dell’Iraq (2003) e sulle storie di migrazione.
La mostra antologica ripercorre la lunga carriera di Assaf, che da Roma ha rivendicato prospettive diasporiche e pratiche transculturali in netto anticipo sulle recenti tendenze globali e postcoloniali dell’arte contemporanea.
Il progetto, coerente con diverse linee di ricerca perseguite dai docenti dell’ateneo romano, si è avvalso della collaborazione del Comitato scientifico composto da Ada Barbaro (Sapienza Università di Roma), Marta D’Andrea (Sapienza Università di Roma), Michelina Di Cesare (Sapienza Università di Roma), Francesca Gallo (Sapienza Università di Roma).
Giunto nella Capitale alla fine del 1973 per studiare all’Accademia di Belle Arti, Assaf si stabilisce nel quartiere di San Lorenzo ed è attivo sulla scena artistica romana e internazionale da oltre cinquant’anni, con un ruolo di spicco nel ramificato network di intellettuali della diaspora irachena in Europa dopo la presa di potere di Saddam Hussein (1979).
Artista militante, curatore, pittore, performer, illustratore, grafico e calligrafo, Assaf incarna un posizionamento ibrido tra due mondi e immaginari, tra l’Iraq e l’Italia. Nella sua poetica convivono riferimenti alla cultura arabo-irachena di origine e i linguaggi formali tipici dell’arte contemporanea occidentale, attraverso un’attitudine concettuale e postmediale che impiega pittura, performance, installazione e fotografia.
Al centro della ricerca vi è l’esperienza autobiografica della migrazione e dell’esilio, intesa come condizione esistenziale e politica, toccando questioni legate all’identità e al confronto interculturale.
La mostra offre uno sguardo complessivo sul percorso professionale dell’artista, considerando come estremi temporali indicativi il 1973 e il 2011. Nel 1973, subito dopo il diploma all’Istituto di Belle Arti di Baghdad, Assaf giunge a Roma per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove si diploma in Pittura nel 1977; mentre nel 2011 è nominato Commissario del Padiglione Iraq alla 54a Biennale d’Arte di Venezia: una parabola che tiene quindi traccia del progressivo riconoscimento dell’artista sia da parte del sistema dell’arte italiano sia di quello iracheno.
Entro tali coordinate cronologiche, la mostra raccoglie una selezione di opere rappresentative della sua produzione. Il percorso di visita inizia con un nucleo di pitture, incisioni e disegni degli anni Settanta, per proseguire con la svolta concettuale degli anni Ottanta sul tema del militarismo, in risposta all’ascesa di Saddam Hussein in Iraq (1979). Ampio spazio è dedicato al decennio Novanta, segnato dalle conseguenze socio-politiche della Guerra del Golfo (1990-1991), in cui si possono ritrovare due linee di ricerca principali: da una parte Assaf rielabora la condizione di esule attraverso l’autoritratto e l’evocazione di memorie familiari; dall’altra, avvia un ironico processo di critica verso i l’Islam politico con l’utilizzo della fotografia e della performance, nel contesto della complessa percezione della cultura araba in Italia. A conclusione del percorso, la produzione degli anni Doppiozero si concentra sul fantasma del terrorismo dopo l’invasione anglostatunitense dell’Iraq (2003) e sulle storie di migrazione.
La mostra antologica ripercorre la lunga carriera di Assaf, che da Roma ha rivendicato prospettive diasporiche e pratiche transculturali in netto anticipo sulle recenti tendenze globali e postcoloniali dell’arte contemporanea.
Il progetto, coerente con diverse linee di ricerca perseguite dai docenti dell’ateneo romano, si è avvalso della collaborazione del Comitato scientifico composto da Ada Barbaro (Sapienza Università di Roma), Marta D’Andrea (Sapienza Università di Roma), Michelina Di Cesare (Sapienza Università di Roma), Francesca Gallo (Sapienza Università di Roma).
21
aprile 2026
Alì Assaf – Opere 1973-2011
Dal 21 aprile al 29 maggio 2026
arte contemporanea
Evento online
Link di partecipazione
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì 15-19
Vernissage
21 Aprile 2026, dalle 17 alle 20
Sito web
Autore
Curatore




