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Giuliano Cotellessa / Ettore Le Donne – Indizi Ulteriori
Le opere pittoriche presentate in questa mostra sono state dipinte da due importanti artisti abruzzesi diversi per temperamento, per formazione e per la visione del mondo che li contraddistingue sia nella forma espressiva che nel contenuto comunicativo.
Comunicato stampa
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COMUNICATO STAMPA
Titolo: Giuliano Cotellessa, Ettore Le Donne: Indizi Ulteriori
A cura di : Nino Barone
Organizzazione: Nuova Officina Solare Arte Contemporanea.
Luogo: Corso Nazionale n°12, Termoli.
Apertura: 11 /24 Aprile 2026, tutti i giorni ore 18.00 / 20.00
Presentazione
Le opere pittoriche presentate in questa mostra sono state dipinte da due importanti artisti abruzzesi diversi per temperamento, per formazione e per la visione del mondo che li contraddistingue sia nella forma espressiva che nel contenuto comunicativo. Due modi distinti e personalissimi di studiare ed emancipare i dettami delle avanguardie storiche in strutture segnico-cromatiche attraverso i filtri della cultura postmoderna. Due strade che corrono parallele nella stessa direzione, verso la rilettura del pensiero e della storia degli uomini contaminata dalla crisi delle certezze e delle verità assolute.
In sostanza una mostra che possiamo definire come una bi-personale dove due linguaggi non figurativi dialogano tra loro confrontandosi sul terreno dell'ironia e del citazionismo del tardo capitalismo.
La strada percorsa da Giuliano Cotellessa si basa su un astrattismo concretista e sognante, caratterizzato da un profondo legame con la realtà nonostante la forma non figurativa. Le sue opere descritte come “fuori dalla consuetudine” esplorano l'interiorità dell'immanente attraverso un uso del colore e delle forme che richiamano sogni e visioni che mirano a penetrare l'intimità dell'osservatore. La sua arte si innesta sulle molteplici strutture linguistiche sviluppate nel contesto dell'astrazione internazionale dalle origini ad oggi, di cui ha studiato a fondo i dettami traendone e rinnovando tutti gli elementi formali rappresentativi. Per lui la superficie è, come pittore concretista, una tabula rasa dove traccia automaticamente segni apparentemente senza senso, che acquistano nel manifestarsi un'autonomia evocativa di simboli ancestrali, i quali ripetuti incessantemente costruiscono strutture visive intense e coinvolgenti, una specie di alfabeto dello spirito. Allo stesso modo il suo colore trascende la convenzionale appartenenza a forme codificate per liberarsi in impronte che lasciano tracce di vecchia o nuova conoscenza, indizi che conducono a una rilettura dell'apparente realtà. Allo stesso modo la sinfonia cromatica che trasuda dalle sue opere sviluppa nella percezione estetica dello spettatore una forte ed empatica musicalità interiore che induce ad espandere il limite del perimetro dei dipinti verso l'ignoto. Nel complesso la sua opera non vuole trasmettere messaggi o contenuti filosofici che facciano riflettere sul destino del mondo, vuole solo ricordare agli uomini che la bellezza del creato va manutenuta e preservata attraveso un ricongiungimento spirituale con essa, ascoltando i segnali che la natura ci manda.
La pittura di Ettore Le Donne è una pittura colta intrisa di pensiero storico e filosofico, una struggente ricerca dell'autenticità dei sentimenti e dei valori che tendono a ridefinire la struttura vitale dell'uomo contemporaneo nel suo habitat, costruito con gli esempi di donne e uomini illustri, ricordandoli e preservandone il prestigio e la memoria. Questa ricerca della verità si manifesta in un'opera del 1996 intitolata “Bonjour Monsieur Derrida” dove dichiara di fatto la condivisione della “concezione decostruttivista” del filosofo che metteva in evidenza le contraddizioni delle forme di potere nascoste nel pensiero dominante e presentate come verità assolute. Matura ed amplia questa esperienza nel periodo in cui fa parte del Gruppo Immanentista, dove realizza il ciclo di opere intitolate “Bunker”, opere nelle quali dipinge strutture architettoniche geometriche mimetizzate nell’ambiente urbano, che contengono i nomi di uomini e donne illustri, immaginati come un contemporaneo falansterio popolato di personaggi degni di memoria storica. Sono spazi semichiusi in cui le lettere di nomi noti quali Enzo Pagani, Giordano Bruno, Carlo Rubbia, Margherita Hack, Licini, Burri, Barisani, Dorazio, Cucchi, Mastroianni, Vedova, Afro, Man Ray, Calder, formano un abbecedario di concettuale memoria utile per reimparare a leggere un mondo che sta perdendo i valori essenziali di riferimento civili e sociali. Uno strumento critico per analizzare le dinamiche intercorrenti tra la creazione artistica e le istituzioni, esplorando l'arte come srumento di governo o in antitesi di emancipazione e riflessione.
La sua costante ricerca d'avangurdia prosegue nell'esperienza del Movimento Iperspazialista di cui è un cofondatore dove il suo sapere filosofico si espande e spazia in altri mondi ultraterreni, approdando a definire domande aperte come finestre sull'infinito. Attualmente Ettore Le Donne, con il suo rigore strutturale, è impegnato nella ricostruzione di un nuovo umanesimo contrario alla megalomania del dio denaro di concezione occidentale.
Dunque, alla fine, “Indizi Ulteriori” risulta essre il titolo più appropriato ed esaustivo per definire i caratteri dei due artisti che ci regalano in questa mostra il desiderio di andare oltre il convenzionale e il già conosciuto.
(Nino Barone)
Giuliano Cotellessa è nato a Pescara dove vive e lavora. Ha conseguito il Diploma di Maturità Quinquennale presso il Liceo Artistico Statale di Pescara dove è stato allievo di Ettore Spalletti. Successivamente ha frequentato la Facoltà di Architettura della città adriatica. E' stato invitato ad oltre 350 mostre in tutto il mondo, tra cui: 52° Premio Termoli; 40° Premio Vasto; 24° e 33° Premio Sulmona; 25° e 37° Premio Valle Rovereto; 41° e 42° Premio G.B. Salvi, Sassoferrato (AN); 7° e 8° Premio Limen; 12° e 13° Trasalimenti; V° Triennale d'Arte Sacra Jesi; 31° Premio Emigrazione Pratola Peligna (AQ); X° Mostra “Stanze Aperte” Altidona; 10° Biennale d'Arte Penne; X Biennale della Magna Grecia a cura di Nicola Micieli. X Premio nazionale Campomarino a cura di Leo Strozzieri. Linee di Ricerca omaggio ad Osvaldo Licini, Fermignano (PU); LV Biennale di Venezia, evento collaterale. Ha allestito 40 Mostre Personali, tra cui si ricordano le antologiche all'ex Aurum di Pescara, a cura del Premio Oscar Ennio Morricone e Armando Ginesi e quella presso il Museo Crocetti di Roma, a cura di Roberto Gramiccia. Giuliano Cotellessa è stato invitato a prestigiose mostre d'Arte Contemporanea nell'ambito della “Scuola Romana”, accanto ad artisti quali: Schifano, Festa, Mambor, Fioroni, Pisani, Lombardo, Levini e molti altri. Molte delle sue opere si trovano presso importanti Musei Nazionali e Internazionali.
Ettore Le Donne (Rivisondoli 1950) La sua prima personale ad Ascoli Piceno è del 1978 presso la Galleria Nuove Proposte presentata in cat. da Giuseppe De Cesare a cura di Alvaro Pespani. Nel 1980 frequenta l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila (Direttore Maurizio Aschelter). Nel 1982 espone a Roma presso la Galleria IL Labirinto presentato in cat. da Elio Mercuri. A Ferrara nel 1985 con il Gruppo Immanentista allestisce la mostra: Immanentismo – Per Uno Stile presso il Palazzo dei Diamanti, presentazione di Filiberto Menna, magistero Franco Farina. A Castellanza nel 1995 presso il Museo Pagani allestisce una sua mostra antologica con presentazione in cat. di Janus e Lino Cavallari. Nel 1996 fonda il Movimentoto Iperspazialista con altri artisti Nel 1998 a Pescara tiene una sua mostra antologica La poesia del bunker in due sedi: Archivio di Stato e Museo Civico Basilio Cascella con presentazione di Leo Strozzieri – cat. Tracce edizioni. Nel 2000 a Berlino allestisce una mostra personale presso la Galleria Auf Zeit curata dall’arch. Alessandro Carlini. Nel 2002 a L’Aquila tiene una sua personale presso lo Spazio Arte a cura di Emidio Di Carlo. Tra le principali mostre collettive si ricordano la partecipazione al XXXII Premio Suzzara; al XXII Premio Sulmona. Nel 1994 a Borgomanero presso la Fondazione A. Marazza espone una sua opera alla mostra: «La Realtà Replicata fra Mimesi Classica e Creatività Telematica» - a cura di Lucio Cabutti ed Enzo De Paoli. A Termoli nel 2002 partecipa alla XLVII Mostra Nazionale d’Arte Contemporanea “Iperluoghi” a cura di Leo Strozzieri, e nel 2005 è invitato alla mostra «LE DUE RIVE» - Artisti italiani e croati - Galleria Civica d’Arte Contemporanea a cura di Antonello Rubini e Jasminka Poklecki Stošic; a Ivrea nel 2007 è invitato da Adriano Accattino all’evento «IL LEGAME MISCONOSCIUTO» presso il Museo della Carale. A Pescara nel 2011 è invitato alla 54^ Biennale di Venezia di Vittorio Sgarbi – Lo stato dell’Arte in Italia, a cura di Umberto Palestini allestita all’Aurum.
Titolo: Giuliano Cotellessa, Ettore Le Donne: Indizi Ulteriori
A cura di : Nino Barone
Organizzazione: Nuova Officina Solare Arte Contemporanea.
Luogo: Corso Nazionale n°12, Termoli.
Apertura: 11 /24 Aprile 2026, tutti i giorni ore 18.00 / 20.00
Presentazione
Le opere pittoriche presentate in questa mostra sono state dipinte da due importanti artisti abruzzesi diversi per temperamento, per formazione e per la visione del mondo che li contraddistingue sia nella forma espressiva che nel contenuto comunicativo. Due modi distinti e personalissimi di studiare ed emancipare i dettami delle avanguardie storiche in strutture segnico-cromatiche attraverso i filtri della cultura postmoderna. Due strade che corrono parallele nella stessa direzione, verso la rilettura del pensiero e della storia degli uomini contaminata dalla crisi delle certezze e delle verità assolute.
In sostanza una mostra che possiamo definire come una bi-personale dove due linguaggi non figurativi dialogano tra loro confrontandosi sul terreno dell'ironia e del citazionismo del tardo capitalismo.
La strada percorsa da Giuliano Cotellessa si basa su un astrattismo concretista e sognante, caratterizzato da un profondo legame con la realtà nonostante la forma non figurativa. Le sue opere descritte come “fuori dalla consuetudine” esplorano l'interiorità dell'immanente attraverso un uso del colore e delle forme che richiamano sogni e visioni che mirano a penetrare l'intimità dell'osservatore. La sua arte si innesta sulle molteplici strutture linguistiche sviluppate nel contesto dell'astrazione internazionale dalle origini ad oggi, di cui ha studiato a fondo i dettami traendone e rinnovando tutti gli elementi formali rappresentativi. Per lui la superficie è, come pittore concretista, una tabula rasa dove traccia automaticamente segni apparentemente senza senso, che acquistano nel manifestarsi un'autonomia evocativa di simboli ancestrali, i quali ripetuti incessantemente costruiscono strutture visive intense e coinvolgenti, una specie di alfabeto dello spirito. Allo stesso modo il suo colore trascende la convenzionale appartenenza a forme codificate per liberarsi in impronte che lasciano tracce di vecchia o nuova conoscenza, indizi che conducono a una rilettura dell'apparente realtà. Allo stesso modo la sinfonia cromatica che trasuda dalle sue opere sviluppa nella percezione estetica dello spettatore una forte ed empatica musicalità interiore che induce ad espandere il limite del perimetro dei dipinti verso l'ignoto. Nel complesso la sua opera non vuole trasmettere messaggi o contenuti filosofici che facciano riflettere sul destino del mondo, vuole solo ricordare agli uomini che la bellezza del creato va manutenuta e preservata attraveso un ricongiungimento spirituale con essa, ascoltando i segnali che la natura ci manda.
La pittura di Ettore Le Donne è una pittura colta intrisa di pensiero storico e filosofico, una struggente ricerca dell'autenticità dei sentimenti e dei valori che tendono a ridefinire la struttura vitale dell'uomo contemporaneo nel suo habitat, costruito con gli esempi di donne e uomini illustri, ricordandoli e preservandone il prestigio e la memoria. Questa ricerca della verità si manifesta in un'opera del 1996 intitolata “Bonjour Monsieur Derrida” dove dichiara di fatto la condivisione della “concezione decostruttivista” del filosofo che metteva in evidenza le contraddizioni delle forme di potere nascoste nel pensiero dominante e presentate come verità assolute. Matura ed amplia questa esperienza nel periodo in cui fa parte del Gruppo Immanentista, dove realizza il ciclo di opere intitolate “Bunker”, opere nelle quali dipinge strutture architettoniche geometriche mimetizzate nell’ambiente urbano, che contengono i nomi di uomini e donne illustri, immaginati come un contemporaneo falansterio popolato di personaggi degni di memoria storica. Sono spazi semichiusi in cui le lettere di nomi noti quali Enzo Pagani, Giordano Bruno, Carlo Rubbia, Margherita Hack, Licini, Burri, Barisani, Dorazio, Cucchi, Mastroianni, Vedova, Afro, Man Ray, Calder, formano un abbecedario di concettuale memoria utile per reimparare a leggere un mondo che sta perdendo i valori essenziali di riferimento civili e sociali. Uno strumento critico per analizzare le dinamiche intercorrenti tra la creazione artistica e le istituzioni, esplorando l'arte come srumento di governo o in antitesi di emancipazione e riflessione.
La sua costante ricerca d'avangurdia prosegue nell'esperienza del Movimento Iperspazialista di cui è un cofondatore dove il suo sapere filosofico si espande e spazia in altri mondi ultraterreni, approdando a definire domande aperte come finestre sull'infinito. Attualmente Ettore Le Donne, con il suo rigore strutturale, è impegnato nella ricostruzione di un nuovo umanesimo contrario alla megalomania del dio denaro di concezione occidentale.
Dunque, alla fine, “Indizi Ulteriori” risulta essre il titolo più appropriato ed esaustivo per definire i caratteri dei due artisti che ci regalano in questa mostra il desiderio di andare oltre il convenzionale e il già conosciuto.
(Nino Barone)
Giuliano Cotellessa è nato a Pescara dove vive e lavora. Ha conseguito il Diploma di Maturità Quinquennale presso il Liceo Artistico Statale di Pescara dove è stato allievo di Ettore Spalletti. Successivamente ha frequentato la Facoltà di Architettura della città adriatica. E' stato invitato ad oltre 350 mostre in tutto il mondo, tra cui: 52° Premio Termoli; 40° Premio Vasto; 24° e 33° Premio Sulmona; 25° e 37° Premio Valle Rovereto; 41° e 42° Premio G.B. Salvi, Sassoferrato (AN); 7° e 8° Premio Limen; 12° e 13° Trasalimenti; V° Triennale d'Arte Sacra Jesi; 31° Premio Emigrazione Pratola Peligna (AQ); X° Mostra “Stanze Aperte” Altidona; 10° Biennale d'Arte Penne; X Biennale della Magna Grecia a cura di Nicola Micieli. X Premio nazionale Campomarino a cura di Leo Strozzieri. Linee di Ricerca omaggio ad Osvaldo Licini, Fermignano (PU); LV Biennale di Venezia, evento collaterale. Ha allestito 40 Mostre Personali, tra cui si ricordano le antologiche all'ex Aurum di Pescara, a cura del Premio Oscar Ennio Morricone e Armando Ginesi e quella presso il Museo Crocetti di Roma, a cura di Roberto Gramiccia. Giuliano Cotellessa è stato invitato a prestigiose mostre d'Arte Contemporanea nell'ambito della “Scuola Romana”, accanto ad artisti quali: Schifano, Festa, Mambor, Fioroni, Pisani, Lombardo, Levini e molti altri. Molte delle sue opere si trovano presso importanti Musei Nazionali e Internazionali.
Ettore Le Donne (Rivisondoli 1950) La sua prima personale ad Ascoli Piceno è del 1978 presso la Galleria Nuove Proposte presentata in cat. da Giuseppe De Cesare a cura di Alvaro Pespani. Nel 1980 frequenta l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila (Direttore Maurizio Aschelter). Nel 1982 espone a Roma presso la Galleria IL Labirinto presentato in cat. da Elio Mercuri. A Ferrara nel 1985 con il Gruppo Immanentista allestisce la mostra: Immanentismo – Per Uno Stile presso il Palazzo dei Diamanti, presentazione di Filiberto Menna, magistero Franco Farina. A Castellanza nel 1995 presso il Museo Pagani allestisce una sua mostra antologica con presentazione in cat. di Janus e Lino Cavallari. Nel 1996 fonda il Movimentoto Iperspazialista con altri artisti Nel 1998 a Pescara tiene una sua mostra antologica La poesia del bunker in due sedi: Archivio di Stato e Museo Civico Basilio Cascella con presentazione di Leo Strozzieri – cat. Tracce edizioni. Nel 2000 a Berlino allestisce una mostra personale presso la Galleria Auf Zeit curata dall’arch. Alessandro Carlini. Nel 2002 a L’Aquila tiene una sua personale presso lo Spazio Arte a cura di Emidio Di Carlo. Tra le principali mostre collettive si ricordano la partecipazione al XXXII Premio Suzzara; al XXII Premio Sulmona. Nel 1994 a Borgomanero presso la Fondazione A. Marazza espone una sua opera alla mostra: «La Realtà Replicata fra Mimesi Classica e Creatività Telematica» - a cura di Lucio Cabutti ed Enzo De Paoli. A Termoli nel 2002 partecipa alla XLVII Mostra Nazionale d’Arte Contemporanea “Iperluoghi” a cura di Leo Strozzieri, e nel 2005 è invitato alla mostra «LE DUE RIVE» - Artisti italiani e croati - Galleria Civica d’Arte Contemporanea a cura di Antonello Rubini e Jasminka Poklecki Stošic; a Ivrea nel 2007 è invitato da Adriano Accattino all’evento «IL LEGAME MISCONOSCIUTO» presso il Museo della Carale. A Pescara nel 2011 è invitato alla 54^ Biennale di Venezia di Vittorio Sgarbi – Lo stato dell’Arte in Italia, a cura di Umberto Palestini allestita all’Aurum.
11
aprile 2026
Giuliano Cotellessa / Ettore Le Donne – Indizi Ulteriori
Dall'undici al 24 aprile 2026
arte contemporanea
Location
Nuova Officina Solare
Termoli, Corso Nazionale, 12, (CB)
Termoli, Corso Nazionale, 12, (CB)
Orario di apertura
Tutti i giorno ore 18/20,30
Autore




