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Vedere la Pace
Open Studio per la giornata della Pace di RAW for Peace con i quadri di Laura Grosso e Anthony Lombardi.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Vedere la Pace
Vedere la Pace, doppia personale di pittura per la giornata della Pace proposta da RAW for Peace.
Il Tema della Pace nei quadri di Laura Grosso e Anthony Lombardo esposti nello studio del Collettivo “Della Pittura” che per l'occasione resterà aperto al pubblico. La mostra sarà caratterizzata in serata con una presentazione critica e poetica di Giovanni Lauricella.
Il Collettivo "Della Pittura", gruppo di artisti fondato su iniziativa di Laura Grosso e formato da personaggi di spicco nel panorama dell’arte contemporanea che si sono caratterizzati su un originale impostazione estetica, prende parte attivamente alla Giornata della Pace, un evento promosso da RAW, rinomata piattaforma dedicata alla valorizzazione dell’arte e della cultura a Roma. In questa cornice speciale, Il Collettivo "Della Pittura" presenta la mostra dal titolo “Vedere la Pace,” un progetto nato dall’incontro tra Laura Grosso e Anthony Lombardi, con la curatela di Giovanni Lauricella.
Il titolo “Vedere la Pace” colpisce immediatamente per la sua forza evocativa, suggerendo un’esperienza intensa che invita il pubblico a esplorare le molteplici sfumature di un tema tanto universale quanto complesso. L’evento si configura come un’occasione unica per scoprire, attraverso il linguaggio artistico, le infinite interpretazioni di un valore fondamentale come la pace, tradotto in opere pittoriche capaci di raggiungere le profondità dell’emozione umana e unire visioni individuali e collettive.
RAW, da sempre impegnato nell’organizzazione di eventi culturali nel cuore pulsante di Roma, si conferma ancora una volta un protagonista essenziale per artisti e appassionati d’arte. La mostra non si limita a celebrare la pace attraverso espressioni artistiche, ma stimola anche una riflessione profonda su ciò che essa rappresenta nel panorama odierno. “Vedere la Pace” diventa così uno spazio condiviso in cui pensieri, colori ed emozioni si intrecciano, creando un ponte virtuoso tra creatività artistica e impegno sociale.
-La mostra in sintesi.-
La pratica pittorica di Laura Grosso non si basa su concetti predefiniti. Il tema della pace, più che emergere in modo diretto attraverso una narrazione descrittiva, si manifesta implicitamente e si intuisce nel processo creativo. Questo si traduce in una rappresentazione pittorica che, andando oltre l’apparenza superficiale, mira a mediare tra gli opposti, accogliendo i contrasti e mettendoli in relazione.
Nelle composizioni figurative, e in particolare nel ciclo “Umani” (2011–2026), una rielaborazione del tema storico dei “Bagnanti”, il linguaggio pittorico assume un ruolo centrale. L’intento non è quello di descrivere semplicemente l’immagine visibile, ma di focalizzarsi sull’osservazione della luce e sul suo rapporto con la rappresentazione. La luce, qui, diviene un elemento trasformativo che trascende le coordinate prospettiche tradizionali, configurando un nuovo spazio in cui i corpi nudi convivono in un equilibrio dinamico di relazioni.
L’uso del nudo nel lavoro di Laura Grosso non risponde a logiche d’esibizione né si pone come un’idealizzazione individuale. Al contrario, esso esprime la vulnerabilità condivisa degli esseri umani nella loro radice comune: l’acqua. Il nudo, evocando il suo significato originario nell’antica cultura greca, rappresenta una misura primordiale e universale, un limite intrinseco alla condizione umana.
Il tema della pace trova invece una declinazione più esplicita nei “Pugili” (2023), opera che porta come sottotitolo un versetto biblico: “Non impareranno più l’arte della guerra…” (Isaia 2,4), un chiaro riferimento al tempo messianico. In questa composizione, lo scontro tra due figure maschili è fissato in un istante di dinamismo quasi coreografico, simile a una danza. A fare da controparte a questa tensione vi è una figura femminile che, con gli occhi chiusi, si allontana dalla scena camminando verso l’uscita del quadro, suggerendo abbandono e distacco.
Cercare la pace con uno sguardo tradizionale e dualistico, che tende istintivamente a solidarizzare con una delle parti in contrasto, si rivela insufficiente. C’è bisogno di una “conversione dello sguardo”, un processo che permetta di osservare il conflitto non più come un problema irrisolvibile, ma come un’opportunità preziosa per raggiungere l’armonia. È necessario riorganizzare le prospettive attraverso una mediazione creativa capace di generare una nuova visione del mondo, simile al potenziale generativo che caratterizza la dimensione femminile della gestazione.
–
Il dipinto di Anthony Lombardi su tela intitolato “Baccanale” offre un’interpretazione sorprendente del concetto di pace, utilizzando immagini che, a una prima occhiata, sembrano evocare il caos. Le figure nude, immerse in un paesaggio di rovine urbane, si muovono liberamente, come se danzassero in un’atmosfera che richiama una recente distruzione. I loro gesti, sospesi tra giocosità e ambiguità, veicolano un senso di liberazione dalle costrizioni sociali e dalla violenza sistemica.
In questa rappresentazione, la pace non è espressa attraverso l’ordine o i canoni dell’armonia tradizionale, ma come uno stato primordiale e istintivo, in cui l’essere umano si riavvicina alla sua essenza più pura. Oggetti simbolici e armi, svuotati del loro significato distruttivo, diventano parte di un rito collettivo che celebra una rinnovata unità.
Il messaggio di fondo suggerisce che una pace autentica, sebbene fragile e imperfetta, può esistere solo rompendo i meccanismi che alimentano i conflitti. È una visione della pace che non aspira alla perfezione, ma trova la sua forza nella libertà individuale e nella riscoperta dell’umanità condivisa.
Studio del Collettivo “Della Pittura”
Via Suvereto 30 00139 Roma
Venerdì 24 aprile ore 18-21.
“Della Pittura” collective is a group of artists founded by Laura Grosso and comprised of leading figures in the contemporary art scene who have distinguished themselves through their unique aesthetics, is actively participating in Peace Day, an event promoted by RAW, a renowned platform dedicated to promoting art and culture in Rome. In this special setting, “Della Pittura” collective presents the exhibition “I See Peace,” a project born from the encounter between Laura Grosso and Anthony Lombardi, curated by Giovanni Lauricella.
The title “ See Peace” is immediately striking for its evocative power, suggesting an intense experience that invites the public to explore the many nuances of a theme as universal as it is complex. The event offers a unique opportunity to discover, through the language of art, the infinite interpretations of a fundamental value like peace, translated into pictorial works capable of reaching the depths of human emotion and uniting individual and collective visions.
RAW, always committed to organizing cultural events in the heart of Rome, once again confirms its role as a key player for artists and art lovers. The exhibition not only celebrates peace through artistic expression, but also stimulates profound reflection on what it represents in today’s world. “I See Peace” thus becomes a shared space where thoughts, colors, and emotions intertwine, creating a virtuous bridge between artistic creativity and social commitment.
-The exhibition in brief.-
Laura Grosso’s painting practice is not based on predefined concepts. The theme of peace, rather than emerging directly through a descriptive narrative, manifests itself implicitly and is intuited in the creative process. This translates into a pictorial representation that, going beyond superficial appearances, aims to mediate between opposites, embracing contrasts and connecting them.
In the figurative compositions, and particularly in the “Humans” cycle (2011–2026), a reworking of the historical theme of the “Bathers,” pictorial language takes on a central role. The intent is not to simply describe the visible image, but to focus on the observation of light and its relationship with representation. Light, here, becomes a transformative element that transcends traditional perspective coordinates, configuring a new space in which naked bodies coexist in a dynamic balance of relationships.
The use of the nude in Laura Grosso’s work does not respond to the logic of exhibitionism nor does it present itself as an individual idealization. On the contrary, it expresses the shared vulnerability of human beings in their common root: water. The nude, evoking its original meaning in ancient Greek culture, represents a primordial and universal measure, an intrinsic limit to the human condition.
The theme of peace finds a more explicit expression in “Boxers” (2023), a work subtitled with a biblical verse: “They shall learn war no more…” (Isaiah 2:4), a clear reference to the messianic era. In this composition, the clash between two male figures is captured in an instant of almost choreographic dynamism, similar to a dance. Counteracting this tension is a female figure who, with her eyes closed, walks away from the scene toward the painting’s exit, suggesting abandonment and detachment.
Seeking peace with a traditional, dualistic perspective, which instinctively tends to sympathize with one of the opposing parties, proves insufficient. What is needed is a “conversion of perspective,” a process that allows us to view conflict no longer as an unsolvable problem, but as a precious opportunity to achieve harmony. It is necessary to reorganize perspectives through creative mediation capable of generating a new worldview, similar to the generative potential that characterizes the feminine dimension of gestation.
–
Anthony Lombardi’s canvas painting “Baccanale” offers a surprising interpretation of the concept of peace, using imagery that, at first glance, seems to evoke chaos. The nude figures, immersed in a landscape of urban ruins, move freely, as if dancing in an atmosphere reminiscent of recent destruction. Their gestures, suspended between playfulness and ambiguity, convey a sense of liberation from social constraints and systemic violence.In this representation, peace is not expressed through order or the canons of traditional harmony, but as a primordial and instinctive state, in which human beings reconnect with their purest essence. Symbolic objects and weapons, emptied of their destructive meaning, become part of a collective ritual celebrating a renewed unity.
The underlying message suggests that authentic peace, though fragile and imperfect, can only exist by breaking the mechanisms that fuel conflict. It’s a vision of peace that doesn’t aspire to perfection, but finds its strength in individual freedom and the rediscovery of shared humanity. The evening will conclude with a poetic intervention by Giovanni Lauricella.Paintings by Laura Grosso and Anthony Lombardi, Open studio with poetic performance. Venerdì 24 aprile
0re 18-21
Studio Laura Grosso
via Suvereto 30
00135 Roma
Vedere la Pace, doppia personale di pittura per la giornata della Pace proposta da RAW for Peace.
Il Tema della Pace nei quadri di Laura Grosso e Anthony Lombardo esposti nello studio del Collettivo “Della Pittura” che per l'occasione resterà aperto al pubblico. La mostra sarà caratterizzata in serata con una presentazione critica e poetica di Giovanni Lauricella.
Il Collettivo "Della Pittura", gruppo di artisti fondato su iniziativa di Laura Grosso e formato da personaggi di spicco nel panorama dell’arte contemporanea che si sono caratterizzati su un originale impostazione estetica, prende parte attivamente alla Giornata della Pace, un evento promosso da RAW, rinomata piattaforma dedicata alla valorizzazione dell’arte e della cultura a Roma. In questa cornice speciale, Il Collettivo "Della Pittura" presenta la mostra dal titolo “Vedere la Pace,” un progetto nato dall’incontro tra Laura Grosso e Anthony Lombardi, con la curatela di Giovanni Lauricella.
Il titolo “Vedere la Pace” colpisce immediatamente per la sua forza evocativa, suggerendo un’esperienza intensa che invita il pubblico a esplorare le molteplici sfumature di un tema tanto universale quanto complesso. L’evento si configura come un’occasione unica per scoprire, attraverso il linguaggio artistico, le infinite interpretazioni di un valore fondamentale come la pace, tradotto in opere pittoriche capaci di raggiungere le profondità dell’emozione umana e unire visioni individuali e collettive.
RAW, da sempre impegnato nell’organizzazione di eventi culturali nel cuore pulsante di Roma, si conferma ancora una volta un protagonista essenziale per artisti e appassionati d’arte. La mostra non si limita a celebrare la pace attraverso espressioni artistiche, ma stimola anche una riflessione profonda su ciò che essa rappresenta nel panorama odierno. “Vedere la Pace” diventa così uno spazio condiviso in cui pensieri, colori ed emozioni si intrecciano, creando un ponte virtuoso tra creatività artistica e impegno sociale.
-La mostra in sintesi.-
La pratica pittorica di Laura Grosso non si basa su concetti predefiniti. Il tema della pace, più che emergere in modo diretto attraverso una narrazione descrittiva, si manifesta implicitamente e si intuisce nel processo creativo. Questo si traduce in una rappresentazione pittorica che, andando oltre l’apparenza superficiale, mira a mediare tra gli opposti, accogliendo i contrasti e mettendoli in relazione.
Nelle composizioni figurative, e in particolare nel ciclo “Umani” (2011–2026), una rielaborazione del tema storico dei “Bagnanti”, il linguaggio pittorico assume un ruolo centrale. L’intento non è quello di descrivere semplicemente l’immagine visibile, ma di focalizzarsi sull’osservazione della luce e sul suo rapporto con la rappresentazione. La luce, qui, diviene un elemento trasformativo che trascende le coordinate prospettiche tradizionali, configurando un nuovo spazio in cui i corpi nudi convivono in un equilibrio dinamico di relazioni.
L’uso del nudo nel lavoro di Laura Grosso non risponde a logiche d’esibizione né si pone come un’idealizzazione individuale. Al contrario, esso esprime la vulnerabilità condivisa degli esseri umani nella loro radice comune: l’acqua. Il nudo, evocando il suo significato originario nell’antica cultura greca, rappresenta una misura primordiale e universale, un limite intrinseco alla condizione umana.
Il tema della pace trova invece una declinazione più esplicita nei “Pugili” (2023), opera che porta come sottotitolo un versetto biblico: “Non impareranno più l’arte della guerra…” (Isaia 2,4), un chiaro riferimento al tempo messianico. In questa composizione, lo scontro tra due figure maschili è fissato in un istante di dinamismo quasi coreografico, simile a una danza. A fare da controparte a questa tensione vi è una figura femminile che, con gli occhi chiusi, si allontana dalla scena camminando verso l’uscita del quadro, suggerendo abbandono e distacco.
Cercare la pace con uno sguardo tradizionale e dualistico, che tende istintivamente a solidarizzare con una delle parti in contrasto, si rivela insufficiente. C’è bisogno di una “conversione dello sguardo”, un processo che permetta di osservare il conflitto non più come un problema irrisolvibile, ma come un’opportunità preziosa per raggiungere l’armonia. È necessario riorganizzare le prospettive attraverso una mediazione creativa capace di generare una nuova visione del mondo, simile al potenziale generativo che caratterizza la dimensione femminile della gestazione.
–
Il dipinto di Anthony Lombardi su tela intitolato “Baccanale” offre un’interpretazione sorprendente del concetto di pace, utilizzando immagini che, a una prima occhiata, sembrano evocare il caos. Le figure nude, immerse in un paesaggio di rovine urbane, si muovono liberamente, come se danzassero in un’atmosfera che richiama una recente distruzione. I loro gesti, sospesi tra giocosità e ambiguità, veicolano un senso di liberazione dalle costrizioni sociali e dalla violenza sistemica.
In questa rappresentazione, la pace non è espressa attraverso l’ordine o i canoni dell’armonia tradizionale, ma come uno stato primordiale e istintivo, in cui l’essere umano si riavvicina alla sua essenza più pura. Oggetti simbolici e armi, svuotati del loro significato distruttivo, diventano parte di un rito collettivo che celebra una rinnovata unità.
Il messaggio di fondo suggerisce che una pace autentica, sebbene fragile e imperfetta, può esistere solo rompendo i meccanismi che alimentano i conflitti. È una visione della pace che non aspira alla perfezione, ma trova la sua forza nella libertà individuale e nella riscoperta dell’umanità condivisa.
Studio del Collettivo “Della Pittura”
Via Suvereto 30 00139 Roma
Venerdì 24 aprile ore 18-21.
“Della Pittura” collective is a group of artists founded by Laura Grosso and comprised of leading figures in the contemporary art scene who have distinguished themselves through their unique aesthetics, is actively participating in Peace Day, an event promoted by RAW, a renowned platform dedicated to promoting art and culture in Rome. In this special setting, “Della Pittura” collective presents the exhibition “I See Peace,” a project born from the encounter between Laura Grosso and Anthony Lombardi, curated by Giovanni Lauricella.
The title “ See Peace” is immediately striking for its evocative power, suggesting an intense experience that invites the public to explore the many nuances of a theme as universal as it is complex. The event offers a unique opportunity to discover, through the language of art, the infinite interpretations of a fundamental value like peace, translated into pictorial works capable of reaching the depths of human emotion and uniting individual and collective visions.
RAW, always committed to organizing cultural events in the heart of Rome, once again confirms its role as a key player for artists and art lovers. The exhibition not only celebrates peace through artistic expression, but also stimulates profound reflection on what it represents in today’s world. “I See Peace” thus becomes a shared space where thoughts, colors, and emotions intertwine, creating a virtuous bridge between artistic creativity and social commitment.
-The exhibition in brief.-
Laura Grosso’s painting practice is not based on predefined concepts. The theme of peace, rather than emerging directly through a descriptive narrative, manifests itself implicitly and is intuited in the creative process. This translates into a pictorial representation that, going beyond superficial appearances, aims to mediate between opposites, embracing contrasts and connecting them.
In the figurative compositions, and particularly in the “Humans” cycle (2011–2026), a reworking of the historical theme of the “Bathers,” pictorial language takes on a central role. The intent is not to simply describe the visible image, but to focus on the observation of light and its relationship with representation. Light, here, becomes a transformative element that transcends traditional perspective coordinates, configuring a new space in which naked bodies coexist in a dynamic balance of relationships.
The use of the nude in Laura Grosso’s work does not respond to the logic of exhibitionism nor does it present itself as an individual idealization. On the contrary, it expresses the shared vulnerability of human beings in their common root: water. The nude, evoking its original meaning in ancient Greek culture, represents a primordial and universal measure, an intrinsic limit to the human condition.
The theme of peace finds a more explicit expression in “Boxers” (2023), a work subtitled with a biblical verse: “They shall learn war no more…” (Isaiah 2:4), a clear reference to the messianic era. In this composition, the clash between two male figures is captured in an instant of almost choreographic dynamism, similar to a dance. Counteracting this tension is a female figure who, with her eyes closed, walks away from the scene toward the painting’s exit, suggesting abandonment and detachment.
Seeking peace with a traditional, dualistic perspective, which instinctively tends to sympathize with one of the opposing parties, proves insufficient. What is needed is a “conversion of perspective,” a process that allows us to view conflict no longer as an unsolvable problem, but as a precious opportunity to achieve harmony. It is necessary to reorganize perspectives through creative mediation capable of generating a new worldview, similar to the generative potential that characterizes the feminine dimension of gestation.
–
Anthony Lombardi’s canvas painting “Baccanale” offers a surprising interpretation of the concept of peace, using imagery that, at first glance, seems to evoke chaos. The nude figures, immersed in a landscape of urban ruins, move freely, as if dancing in an atmosphere reminiscent of recent destruction. Their gestures, suspended between playfulness and ambiguity, convey a sense of liberation from social constraints and systemic violence.In this representation, peace is not expressed through order or the canons of traditional harmony, but as a primordial and instinctive state, in which human beings reconnect with their purest essence. Symbolic objects and weapons, emptied of their destructive meaning, become part of a collective ritual celebrating a renewed unity.
The underlying message suggests that authentic peace, though fragile and imperfect, can only exist by breaking the mechanisms that fuel conflict. It’s a vision of peace that doesn’t aspire to perfection, but finds its strength in individual freedom and the rediscovery of shared humanity. The evening will conclude with a poetic intervention by Giovanni Lauricella.Paintings by Laura Grosso and Anthony Lombardi, Open studio with poetic performance. Venerdì 24 aprile
0re 18-21
Studio Laura Grosso
via Suvereto 30
00135 Roma
24
aprile 2026
Vedere la Pace
24 aprile 2026
arte contemporanea
Location
Studio del Collettivo “Della Pittura”
Roma, Via Suvereto, 30, (RM)
Roma, Via Suvereto, 30, (RM)
Orario di apertura
18-21
Vernissage
24 Aprile 2026, 18-21
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Autore
Curatore





