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Ferruccio Gard / Sandi Renko – Eppur si muove. Ai Confini dell’Optical Art
l DAV di Soresina presenta “Eppur si muove”, mostra sull’Optical Art con Ferruccio Gard e Sandi Renko. Il progetto analizza la corrente degli anni ’60, basata su geometria, colore e percezione, evidenziando il rapporto con lo spettatore e la doppia anima tra pittura e ricerca visiva.
Comunicato stampa
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Il DAV - Dipartimento di Arti Visive di Soresina (CR) riapre dopo la pausa delle festività pasquali con il progetto EPPUR SI MUOVE - Ai Confini del'Optical Art, incentrato sulla produzione storica e più attuale di due dei suoi grandi protagonisti, Ferruccio Gard e Sandi Renko. A metà strada tra un'antologica sul lavoro di entrambi e una retrospettiva sulla storica corrente dell'Optical Art, il progetto ha come suoi obiettivi quelli di analizzare la portata attualissima delle ricerche che presero corpo in Italia e in Europa dagli inizi degli anni Sessanta fino a tutto il decennio successivo; e, allo stesso tempo, di chiarirne lo sviluppo dinamico a partire dalla matrice pittorica che, persino nella loro modernità, quello stesso movimento possedeva.
L'Optical Art - conosciuta anche come OP Art - nasce e si sviluppa infatti nell'arco di un ventennio intenso per cambiamenti politici, sociali e culturali ai quali non si sottrare l'arte contemporanea, intenta a trovare nuovi spazi nei quali districarsi e, nello specifico, nei quali decifrare la ragione stessa del suo essere: il poter fare arte mediante l'analisi dei suoi elementi vitali. Così come altre correnti "a temperatura fredda" a lei coeve e similari - l'arte analitica, l'arte programmata, l'arte cinetica - l'Optical Art giunge però a interpretare la propria epoca radicandosi in profondità, definendone e per molti versi marcandone a fuoco lo stile: quindi rigore e armonia, ordine, sintesi e struttura formale regolamentata, il tutto giocato sul rapporto sinestetico e sensibile che intercorre tra colore, materia, geometria e struttura. L'illusione bidimensionale, approfondita poi mediante l'essenza grafica di stampo pittorico modulare, tende quindi a quella instabilità percettiva che vuole stimolare il coinvolgimento dello spettatore. Il Gruppo T di Milano (nato nel 1959) e il gruppo N di Padova (1960) ne rappresentano le fazioni italiane e si mostrano sin da subito in linea con le ideologie che il movimento internazionale capeggiato da Josef Albers e Victor Vasarely portava avanti con successo nel resto del mondo.
Optical è dunque dinamicità generata dalla conoscenza degli effetti della pittura, della propria natura e degli elementi che la manifestanno. Eppure la differenza con la declinazione cinetica - di cui comunque fa parte - è evidente e si colloca proprio nelle qualità desunte dalla pittura stessa che l'OP Art mette in campo: questa è votata a un rapporto diretto con il fruitore che genera ed è parte dell'esperienza artistica, di contro alla natura mobile delle opere "cinetiche" che trovano nell'azione del proprio movimento fisico la componente essenziale della loro definizione. Ecco dunque che nell'Optical Art la pittura assume un valore assoluto e determinante sebbene non canonico, ancora una volta assecondando caratteri interni quali la composizione, il bilanciamento tra pieni e vuoti, la giustapposizione regolamentata tra toni, l'analisi dei fenomeni ottici.
Con l'artificio della celebre locuzione assegnata dalla storiografia a Galileo Galilei e con una punta di ironica provocazione, il progetto del DAV vuole quindi evidenziare la duplice anima della corrente, bilanciata attraverso le opere di due suoi storici interpreti. Da un lato, dunque, vi è l'approccio programmatico e progettuale di Sandi Renko (Trieste, 1949) il quale ottiene il personale risultato di sinestesia visiva mediante una componente tonale priva di velature e una architettura fisica (canneté) ben strutturata che permette a chi osserva di generare la sorpresa ottica con il proprio movimento sia sensibile che fisico. Dall'altro invece si trova il dinamismo pittorico di Ferruccio Gard (Vestignè - TO, 1940) che prescinde dal fruitore in sé ma basa ogni sua prerogativa solo sul linguaggio pittorico, sulla scomposizione geometrica e sull'intersezione delle forme e dei colori, laddove poi lo studio del tono contro tono arrivi a definire l'illusione del movimento direttamente sulla tela mediante la conoscenza della scomposizione della luce e della teoria del colore.
PER INFO E VISITE:
dav.soresina@gmail.com
+39 340.5419476
L'Optical Art - conosciuta anche come OP Art - nasce e si sviluppa infatti nell'arco di un ventennio intenso per cambiamenti politici, sociali e culturali ai quali non si sottrare l'arte contemporanea, intenta a trovare nuovi spazi nei quali districarsi e, nello specifico, nei quali decifrare la ragione stessa del suo essere: il poter fare arte mediante l'analisi dei suoi elementi vitali. Così come altre correnti "a temperatura fredda" a lei coeve e similari - l'arte analitica, l'arte programmata, l'arte cinetica - l'Optical Art giunge però a interpretare la propria epoca radicandosi in profondità, definendone e per molti versi marcandone a fuoco lo stile: quindi rigore e armonia, ordine, sintesi e struttura formale regolamentata, il tutto giocato sul rapporto sinestetico e sensibile che intercorre tra colore, materia, geometria e struttura. L'illusione bidimensionale, approfondita poi mediante l'essenza grafica di stampo pittorico modulare, tende quindi a quella instabilità percettiva che vuole stimolare il coinvolgimento dello spettatore. Il Gruppo T di Milano (nato nel 1959) e il gruppo N di Padova (1960) ne rappresentano le fazioni italiane e si mostrano sin da subito in linea con le ideologie che il movimento internazionale capeggiato da Josef Albers e Victor Vasarely portava avanti con successo nel resto del mondo.
Optical è dunque dinamicità generata dalla conoscenza degli effetti della pittura, della propria natura e degli elementi che la manifestanno. Eppure la differenza con la declinazione cinetica - di cui comunque fa parte - è evidente e si colloca proprio nelle qualità desunte dalla pittura stessa che l'OP Art mette in campo: questa è votata a un rapporto diretto con il fruitore che genera ed è parte dell'esperienza artistica, di contro alla natura mobile delle opere "cinetiche" che trovano nell'azione del proprio movimento fisico la componente essenziale della loro definizione. Ecco dunque che nell'Optical Art la pittura assume un valore assoluto e determinante sebbene non canonico, ancora una volta assecondando caratteri interni quali la composizione, il bilanciamento tra pieni e vuoti, la giustapposizione regolamentata tra toni, l'analisi dei fenomeni ottici.
Con l'artificio della celebre locuzione assegnata dalla storiografia a Galileo Galilei e con una punta di ironica provocazione, il progetto del DAV vuole quindi evidenziare la duplice anima della corrente, bilanciata attraverso le opere di due suoi storici interpreti. Da un lato, dunque, vi è l'approccio programmatico e progettuale di Sandi Renko (Trieste, 1949) il quale ottiene il personale risultato di sinestesia visiva mediante una componente tonale priva di velature e una architettura fisica (canneté) ben strutturata che permette a chi osserva di generare la sorpresa ottica con il proprio movimento sia sensibile che fisico. Dall'altro invece si trova il dinamismo pittorico di Ferruccio Gard (Vestignè - TO, 1940) che prescinde dal fruitore in sé ma basa ogni sua prerogativa solo sul linguaggio pittorico, sulla scomposizione geometrica e sull'intersezione delle forme e dei colori, laddove poi lo studio del tono contro tono arrivi a definire l'illusione del movimento direttamente sulla tela mediante la conoscenza della scomposizione della luce e della teoria del colore.
PER INFO E VISITE:
dav.soresina@gmail.com
+39 340.5419476
12
aprile 2026
Ferruccio Gard / Sandi Renko – Eppur si muove. Ai Confini dell’Optical Art
Dal 12 aprile al 03 maggio 2026
arte contemporanea
Location
DAV – Dipartimento Arti Visive
Soresina, Via Giacomo Matteotti, 4, (CR)
Soresina, Via Giacomo Matteotti, 4, (CR)
Orario di apertura
Sabato: 16:00 - 19:00
Domenica: 10:00 - 12:00 / 16:00 - 19:00
Vernissage
12 Aprile 2026, Dalle ore 17:00
Ufficio stampa
Oracle Creative Studio
Autore
Curatore








