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Gioiello contemporaneo Contest 2026
In occasione della Milano Art Week e del Fuorisalone 2026, inauguria la mostra dei finalisti della quinta edizione del 𝗚𝗶𝗼𝗶𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗻𝗲𝗼 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁 2026.
Oltre 80 opere di artisti, designer e orafi italiani e internazionali.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
AD ASTRA E OUTRENOIR: QUANDO LA LUCE DIVENTA CORPO NEL GIOIELLO CONTEMPORANEO DI ANNA PINZARI
Inaugura sabato 18 aprile à Milano alla Galleria Rossini il "Gioiello Contemporaneo Contest" l'autrice tra i finalisti selezionati.
Nel panorama del gioiello contemporaneo, la ricerca di Anna Pinzari si distingue per una tensione radicale tra materia e luce, dove l’oggetto ornamentale si trasforma in dispositivo espressivo e spazio di rivelazione interiore. Non si tratta semplicemente di creazione estetica, ma di un processo che sfiora il filosofico e il metafisico, in cui la luce non è elemento accessorio bensì principio generativo.
Secondo questa visione, la materia priva di luce resta pura potenzialità inerte, mentre la luce senza materia rimane non manifestata. È nell’incontro tra queste due dimensioni che nasce il gesto artistico: un atto di “Scolpire della luce” che trasforma il corpo in soglia, in passaggio verso una dimensione altra, quasi divina. Il gioiello diventa così un campo di forze, un luogo in cui l’energia creativa si condensa e si rende visibile.
Il progetto “AD ASTRA” incarna questa tensione in modo emblematico. Qui la luce assume la materia come proprio corpo, la attraversa e la anima dall’interno. L’oggetto non è più semplice decorazione, ma esperienza: vive attraverso chi lo indossa, diventando estensione sensibile della persona. È una forma di incarnazione metafisica, dove l’idea si fa presenza e la visione si traduce in gesto.
Questa dinamica si radicalizza ulteriormente in “Outrenoir”, lavoro in concorso nel contest a Milano, quest’ opera si colloca in una dimensione liminale. Il nero dell’argento ossidato non assorbe la luce, ma la trattiene, come una superficie segnata dall’esperienza. La luce non è concessa, bensì forzata a emergere da un confronto tra volontà e resistenza. Le strutture traforate, cifra stilistica dell’artista, costruiscono una grammatica del vuoto: spazi in cui il gesto creativo diventa necessità, quasi urgenza di riconoscimento.
Elementi come i fili in titanio – che si dispongono come un sistema nervoso residuale – e le pietre, zaffiri arancioni e gialli, si configurano come tracce di energia, ferite luminose che incidono la superficie oscura. L’oro, invece, penetra e attrae, creando una tensione visiva ed emotiva che richiama una dimensione quasi carnale del pensiero. Ne emerge un’estetica che potremmo definire “esposizione radicale”: il momento in cui l’idea accetta il rischio di essere vista, senza filtri.
In questo senso, il lavoro di Pinzari supera il concetto tradizionale di identità nel gioiello. Non rappresenta ciò che si è, ma il momento in cui si è attraversati da un processo trasformativo. La bellezza non nasce dall’assenza di frattura, ma dalla capacità di trasfigurare il dolore in forma. Ciò che appare fragile e oscuro si rivela, infine, come una nuova modalità della luce.
La formazione dell’artista – dalla pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma fino al design allo IED – si riflette in una pratica che unisce sensibilità visiva e rigore progettuale. Dal 2012, Pinzari si dedica esclusivamente al gioiello contemporaneo, privilegiando tecniche come la cera persa, che le permettono un contatto diretto e quasi organico con la materia, dove mani sapienti di alcuni prestigiosi Maestri orafi collaborano con lei nella realizzazione tecnica orafa. Numerosi i premi conseguiti nel corso della sua carriera, tra i più prestigiosi “ Milano Fashion Jewels” nel 2024.
La sua ricerca si nutre di riferimenti che attraversano arte e letteratura, rielaborati in chiave personale. Temi universali come tempo, memoria, identità e fragilità emergono come nuclei centrali, mentre la luce diventa il mezzo attraverso cui questi concetti prendono forma.
Nella presentazione per una delle sue numerose esposizioni, colgo la riflessione del suo prezioso operato: ...” si tratta di una confessione silenziosa, il gioiello non nasce per adornare, ma per condividere un atto intimo del pensiero”. In questa prospettiva, ogni creazione è residuo visibile di un’esperienza interiore, traccia di una rivelazione che si compie nel dialogo tra luce e materia.
E forse è proprio in questa tensione irrisolta, in questo continuo tentativo di avvicinarsi alla luce senza mai possederla del tutto, che risiede la forza più autentica del lavoro di Anna Pinzari.
Antonio Fontana
Inaugura sabato 18 aprile à Milano alla Galleria Rossini il "Gioiello Contemporaneo Contest" l'autrice tra i finalisti selezionati.
Nel panorama del gioiello contemporaneo, la ricerca di Anna Pinzari si distingue per una tensione radicale tra materia e luce, dove l’oggetto ornamentale si trasforma in dispositivo espressivo e spazio di rivelazione interiore. Non si tratta semplicemente di creazione estetica, ma di un processo che sfiora il filosofico e il metafisico, in cui la luce non è elemento accessorio bensì principio generativo.
Secondo questa visione, la materia priva di luce resta pura potenzialità inerte, mentre la luce senza materia rimane non manifestata. È nell’incontro tra queste due dimensioni che nasce il gesto artistico: un atto di “Scolpire della luce” che trasforma il corpo in soglia, in passaggio verso una dimensione altra, quasi divina. Il gioiello diventa così un campo di forze, un luogo in cui l’energia creativa si condensa e si rende visibile.
Il progetto “AD ASTRA” incarna questa tensione in modo emblematico. Qui la luce assume la materia come proprio corpo, la attraversa e la anima dall’interno. L’oggetto non è più semplice decorazione, ma esperienza: vive attraverso chi lo indossa, diventando estensione sensibile della persona. È una forma di incarnazione metafisica, dove l’idea si fa presenza e la visione si traduce in gesto.
Questa dinamica si radicalizza ulteriormente in “Outrenoir”, lavoro in concorso nel contest a Milano, quest’ opera si colloca in una dimensione liminale. Il nero dell’argento ossidato non assorbe la luce, ma la trattiene, come una superficie segnata dall’esperienza. La luce non è concessa, bensì forzata a emergere da un confronto tra volontà e resistenza. Le strutture traforate, cifra stilistica dell’artista, costruiscono una grammatica del vuoto: spazi in cui il gesto creativo diventa necessità, quasi urgenza di riconoscimento.
Elementi come i fili in titanio – che si dispongono come un sistema nervoso residuale – e le pietre, zaffiri arancioni e gialli, si configurano come tracce di energia, ferite luminose che incidono la superficie oscura. L’oro, invece, penetra e attrae, creando una tensione visiva ed emotiva che richiama una dimensione quasi carnale del pensiero. Ne emerge un’estetica che potremmo definire “esposizione radicale”: il momento in cui l’idea accetta il rischio di essere vista, senza filtri.
In questo senso, il lavoro di Pinzari supera il concetto tradizionale di identità nel gioiello. Non rappresenta ciò che si è, ma il momento in cui si è attraversati da un processo trasformativo. La bellezza non nasce dall’assenza di frattura, ma dalla capacità di trasfigurare il dolore in forma. Ciò che appare fragile e oscuro si rivela, infine, come una nuova modalità della luce.
La formazione dell’artista – dalla pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma fino al design allo IED – si riflette in una pratica che unisce sensibilità visiva e rigore progettuale. Dal 2012, Pinzari si dedica esclusivamente al gioiello contemporaneo, privilegiando tecniche come la cera persa, che le permettono un contatto diretto e quasi organico con la materia, dove mani sapienti di alcuni prestigiosi Maestri orafi collaborano con lei nella realizzazione tecnica orafa. Numerosi i premi conseguiti nel corso della sua carriera, tra i più prestigiosi “ Milano Fashion Jewels” nel 2024.
La sua ricerca si nutre di riferimenti che attraversano arte e letteratura, rielaborati in chiave personale. Temi universali come tempo, memoria, identità e fragilità emergono come nuclei centrali, mentre la luce diventa il mezzo attraverso cui questi concetti prendono forma.
Nella presentazione per una delle sue numerose esposizioni, colgo la riflessione del suo prezioso operato: ...” si tratta di una confessione silenziosa, il gioiello non nasce per adornare, ma per condividere un atto intimo del pensiero”. In questa prospettiva, ogni creazione è residuo visibile di un’esperienza interiore, traccia di una rivelazione che si compie nel dialogo tra luce e materia.
E forse è proprio in questa tensione irrisolta, in questo continuo tentativo di avvicinarsi alla luce senza mai possederla del tutto, che risiede la forza più autentica del lavoro di Anna Pinzari.
Antonio Fontana
18
aprile 2026
Gioiello contemporaneo Contest 2026
Dal 18 al 30 aprile 2026
arte contemporanea
altro
altro
Location
FA.MO. MUSEO GALLERIA ROMETTI
Umbertide, Piazza Carlo Marx, 6, (Perugia)
Umbertide, Piazza Carlo Marx, 6, (Perugia)
Orario di apertura
Dal martedì al sabato 10:00 - 19:00
Vernissage
18 Aprile 2026, 17:00
Autore
Curatore











Vi aspetto!
Errata corrige
La location :
GALLERIA ROSSINI Viale Montenero, 58 – Milano – Italy