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Licia Mantovani / Vito Melotto – Eccellenze del realismo
La mostra lascia leggere un capitolo a sé dell’artista Mantovani, l’interesse per il tema donna e per il paesaggio e la natura tra disegno e grafica. E un omaggio a Vito Melotto, uno degli artisti più significanti del secondo dopoguerra milanese con i suoi meravigliosi pastelli dai forti contenuti.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
In uno spazio ove alberga già il progetto “Scenari”, a Firenze, è ospitata la mostra “Eccellenze del Realismo” con opere di Licia Mantovani - Vito Melotto. L'esposizione, ideata e curata dall’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, figura di piano internazionale, è una sorta di termometro della spettacolarità e della storicità dell’arte nuova, di un'arte che si fa veicolo di novelle idee scolpite nella cultura occidentale, di un'arte capace di rigenerare mondi e uomini, e si fa anche bussola in un mare di proposizioni della cultura e delle arti internazionali.
Scrive Carlo Franza nel testo: “L’artista milanese Licia Mantovani è figlia d’arte, suo padre è stato illustre pittore, ritrattista di chiara fama. Da anni campiona il suo lavoro attraverso la tecnica del disegno e dei pastelli, come questa mostra lascia leggere un capitolo a sé, dove l’interesse per il tema donna e per il paesaggio e la natura la catturano nel suo lavoro, tra disegno e grafica. Non si è mai discostata dal realismo in arte, realismo che ha vissuto attraverso quel dato esistenziale che fu già alla fine degli anni Cinquanta del Novecento di illustri artisti italiani. Questi fogli svelano l’intenzione di vivere l’arte come forza trainante di valori mai dimenticati, e di comunicare anche la delicatezza del disegno che nelle figure, nei fiori e negli scorci proposti raggiunge esiti di altissimo livello. Non mancano fogli con delicati pastelli ove la natura floreale e non, è colta in tutta la sua rappresentazione di luce. Lo scenario è tutto affidato a una sensibilità non comune, capace di offrire allo spettatore scene di illuminante poesia annaffiata da una vena di paradiso, capace di riversare pace, riflessione, mistero ed estatica bellezza. Accanto al suo lavoro anche quello di Vito Melotto (1928 - 2024), suo sposo e artista di chiara fama. Questa presenza è non solo il ricordo di un amico artista che ho accompagnato negli anni, ma un omaggio a uno degli artisti più significanti del secondo dopoguerra milanese. E’ un mondo mirabilmente salvato, un mondo che oggi non c’è più e che rimanda al clima del nostro ultimo dopoguerra, di un’Italia contadina carica di valori, quello che Vito Melotto fa leggere anche in queste carte dipinte. “Una pittura di valori essenziali” titolavamo nel 1992 la sua ancor bella monografia che lo rappresenta. E’ un affondo vero e sincero verso un mondo che l’artista veneto-lombardo ha per la verità amato da sempre e che ancora oggi tenta di rimettere in gioco, di additarlo ai più, puntando non solo sulla salvaguardia di taluni ambienti semplici e sacrali che ricordano la nostra infanzia, ma addirittura da questo nuovo capitolo di pittura esce maggiormente allo scoperto quel grande valore della famiglia di cui tanto si parla in questi tempi. Melotto non si sofferma mai su cose effimere ed esteriori, va a descrivere e a rappresentare la materia del mondo, ne cattura il cuore, ne cuce a colori tutti gli eventi quasi fossero pagine scelte di una storia familiare. L’artista che proviene dalla grande scuola del realismo degli anni Cinquanta, quello più aperto al nuovo, proprio perché ha innervato nel dipingere un dato umano ed esistenziale, unito al sapiente riecheggiare un certo tonalismo di scuola veneta amalgamato a influenze francesi, ancora una volta non sfugge a quella grande pagina pittorica di immagini e figuralità che discende dal novecentismo per cogliere poi le poetiche più gloriose che sono state proprie di certe scuole regionali italiane. Pastelli di rilievo, non solo per i contenuti forti, ma anche per le scelte dei colori e delle tonalità, specie nella fase matura dell’artista, che spiegano bene le diverse intenzioni di rammentare atmosfere, ricordi e memorie d’un tempo che non c’è più”.
Biografia degli artisti
Licia Mantovani è nata a Milano. Ha conseguito la maturità artistica e l’abilitazione all’insegnamento che ha esercitato per decenni. Coltiva la passione del disegno, dell’incisione e della pittura, ed espone dal 1963. Sue mostre in più città italiane e straniere (Milano, Brescia, Firenze, Alessano-Fondazione Don Tonino Bello, Gagliano del Capo, Broni, Ravenna, Gramcen-Turchia, Roma, Napoli, Cesano Maderno, Seregno, ecc.), come la partecipazione a rassegne di livello. Ha vinto Premi e sue opere sono ormai acquisite in musei e fondazioni italiane ed estere. Nel 2008 le è stato assegnato il Premio delle Arti Premio della Cultura per il Disegno. Della sua attività si sono interessati critici illustri tra cui Carlo Franza. Nel 2008 invitata dal Prof. Carlo Franza a tenere una personale al Plus Florence di Firenze. Nel 2026 è invitata dallo storico dell’Arte prof. Carlo Franza a partecipare ad una mostra dal titolo “Eccellenze del Realismo” nel progetto Scenari al Plus Florence di Firenze.
Vito Melotto è nato a Zimella (Verona) e scomparso a Milano nel 2024. Ha compiuto gli studi artistici all’Accademia Cignaroli di Verona e ha conseguito la Maturità artistica all’Accademia di Belle Arti e Liceo Artistico di Venezia. Nel 1952 si trasferisce a Milano, dove ha sempre vissuto. Al 1960 risale la prima mostra personale alla Galleria Schettini; nel 1967, sempre a Milano, espone alla Galleria Vinciana, e a Reggio Emilia, nel Palazzo del Capitano del Popolo; nel ’68 a Vicenza, presso la casa del Palladio; nel ’73 presso la Villa Contarini di Piazzola sul Brenta: “Arte contemporanea a villa Simes”. Successivamente vanno ricordate, in particolare, le numerose mostre personali e collettive alla galleria milanese “Ponte Rosso” dal 1975 e le mostre personali nel 1981 e nel 1996 a Casalpusterlengo (Torre Pusterla); nel 1991 presso l’Università Bocconi di Milano; nel 2002 al Centro Culturale San Cristoforo Sala Espositiva Bipielle City di Lodi. Numerosi gli inviti a concorsi a premio e a importanti collettive in diverse città, quali il Premio Campione d’Italia; Premio Cadorago Lario; Premio Suzzara; Premio Città di Marsala. Ha partecipato anche alle mostre sociali “artisti della Permanente” di Milano del 2001; “Il Convito della Bellezza” a Potenza e Loreto, sempre nel 2001; “Arte per la vita”, all’Arsenale di Verona nel 2005; “Arte Sacra” in San Simpliciano e San Satiro a Milano; “In Cristo la salvezza dell’uomo”, Chiesa di San Cristoforo di Lodi; “I segni dell’evento”, Palazzo Comunale di Cremona; “Rassegna nazionale di Arte contemporanea” a Novoli (Le), nel 2006; “34 artisti della Permanente di Milano” in mostra a Garbagnate Milanese, nel 2009; “Sguardi al femminile, visioni di innocenza e seduzione nell’arte del 900 italiano” al Palazzo Imperiale di Innsbruck e a Racconigi (Cn), Castello Reale, nel 2009; “Il Volto di Cristo”, Centro Culturale d’Arte “La Canonica”, Novara, 2010. 2013 XV Premio Sulmona, rassegna internazionale d’Arte Contemporanea. Sue opere si trovano in vari musei e collezioni private in Italia e all’estero. E’ presente alla Galleria d’Arte Moderna Santa Maria degli Angeli ad Assisi; al Museo di Viterbo; alla Fondazione Don Tonino Bello, Comune di Alessano (Le); alla Pinacoteca Comunale d’Arte Contemporanea Comune di Ruffano (Le); alla Raccolta Lamberti di Codogno (Lo); alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza. Fra i critici d’arte che di lui hanno scritto in molteplici occasioni: A. Coccia, M. Lepore, D.Villani, M. Ghilardi, C. Munari, R. De Grada, C. Franza, O. Consonni, F. De Faveri, E. Fabiani, D. Cara, M. Corradini, R. Bossaglia.
Biografia del curatore
Carlo Franza è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Nato ad Alessano (Lecce) nel 1949, è vissuto dal 1959 al 1980 a Roma dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Sociologia e Filosofia); dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Allievo e Assistente Ordinario di Giulio Carlo Argan all’Università La Sapienza di Roma. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, nell’Università della Slesia e in altre numerose Università Estere (Università della Slesia, Università di New York). Docente nell’ Executive Master “Diplomatic, Economic and Strategic Perspectives in Global Scenarios” alla School of Management dell’Università LUM nella Villa Clerici sede del Campus di Milano, Docente nel Master di Fotografia (ARD&NT Institute di Milano - Accademia di Belle Arti di Brera e Politecnico di Milano) dell’Accademia di Brera e Politecnico di Milano e nel Master Universitario in Management dei Beni Culturali allo Ied di Milano. E' Consulente Tecnico del Tribunale di Milano per l'Arte Moderna e Contemporanea. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci critici d’arte più importanti d’Europa. Giornalista, Critico d’Arte dal 1974 a “Il Giornale” di Indro Montanelli, poi a “Libero” fondato da Vittorio Feltri. Nel 2012 riprende sul quotidiano “Il Giornale” la collaborazione giornalistica come opinionista, unitamente alla sua Rubrica “Scenari dell'arte”, divenendone una delle Firme più lette. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ fondatore e direttore del Mimac della Fondazione Don Tonino Bello. Fa parte del Comitato Scientifico di importanti Archivi per l’Arte (Archivio Arturo Vermi- Milano, ecc.). Dal 2022 è nel Comitato di indirizzo della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi presso l’Università di Milano. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000 (del quale è oggi Presidente di Giuria) e il Premio Città di Tricase nel 2008. Nel 2013 ha vinto il Premio “Berlino” per il Giornalismo e la Critica d'Arte. Nel 2016 ha vinto a Roma-Sala Vanvitelliana il Premio ARTECOM-onlus per il Giornalismo, la Docenza Universitaria e la Critica d’Arte. Nell’ottobre 2020 gli viene assegnato a Roma nella Biblioteca Vallicelliana il Premio Artecom-onlus come Protagonista della Cultura 2020.
Scrive Carlo Franza nel testo: “L’artista milanese Licia Mantovani è figlia d’arte, suo padre è stato illustre pittore, ritrattista di chiara fama. Da anni campiona il suo lavoro attraverso la tecnica del disegno e dei pastelli, come questa mostra lascia leggere un capitolo a sé, dove l’interesse per il tema donna e per il paesaggio e la natura la catturano nel suo lavoro, tra disegno e grafica. Non si è mai discostata dal realismo in arte, realismo che ha vissuto attraverso quel dato esistenziale che fu già alla fine degli anni Cinquanta del Novecento di illustri artisti italiani. Questi fogli svelano l’intenzione di vivere l’arte come forza trainante di valori mai dimenticati, e di comunicare anche la delicatezza del disegno che nelle figure, nei fiori e negli scorci proposti raggiunge esiti di altissimo livello. Non mancano fogli con delicati pastelli ove la natura floreale e non, è colta in tutta la sua rappresentazione di luce. Lo scenario è tutto affidato a una sensibilità non comune, capace di offrire allo spettatore scene di illuminante poesia annaffiata da una vena di paradiso, capace di riversare pace, riflessione, mistero ed estatica bellezza. Accanto al suo lavoro anche quello di Vito Melotto (1928 - 2024), suo sposo e artista di chiara fama. Questa presenza è non solo il ricordo di un amico artista che ho accompagnato negli anni, ma un omaggio a uno degli artisti più significanti del secondo dopoguerra milanese. E’ un mondo mirabilmente salvato, un mondo che oggi non c’è più e che rimanda al clima del nostro ultimo dopoguerra, di un’Italia contadina carica di valori, quello che Vito Melotto fa leggere anche in queste carte dipinte. “Una pittura di valori essenziali” titolavamo nel 1992 la sua ancor bella monografia che lo rappresenta. E’ un affondo vero e sincero verso un mondo che l’artista veneto-lombardo ha per la verità amato da sempre e che ancora oggi tenta di rimettere in gioco, di additarlo ai più, puntando non solo sulla salvaguardia di taluni ambienti semplici e sacrali che ricordano la nostra infanzia, ma addirittura da questo nuovo capitolo di pittura esce maggiormente allo scoperto quel grande valore della famiglia di cui tanto si parla in questi tempi. Melotto non si sofferma mai su cose effimere ed esteriori, va a descrivere e a rappresentare la materia del mondo, ne cattura il cuore, ne cuce a colori tutti gli eventi quasi fossero pagine scelte di una storia familiare. L’artista che proviene dalla grande scuola del realismo degli anni Cinquanta, quello più aperto al nuovo, proprio perché ha innervato nel dipingere un dato umano ed esistenziale, unito al sapiente riecheggiare un certo tonalismo di scuola veneta amalgamato a influenze francesi, ancora una volta non sfugge a quella grande pagina pittorica di immagini e figuralità che discende dal novecentismo per cogliere poi le poetiche più gloriose che sono state proprie di certe scuole regionali italiane. Pastelli di rilievo, non solo per i contenuti forti, ma anche per le scelte dei colori e delle tonalità, specie nella fase matura dell’artista, che spiegano bene le diverse intenzioni di rammentare atmosfere, ricordi e memorie d’un tempo che non c’è più”.
Biografia degli artisti
Licia Mantovani è nata a Milano. Ha conseguito la maturità artistica e l’abilitazione all’insegnamento che ha esercitato per decenni. Coltiva la passione del disegno, dell’incisione e della pittura, ed espone dal 1963. Sue mostre in più città italiane e straniere (Milano, Brescia, Firenze, Alessano-Fondazione Don Tonino Bello, Gagliano del Capo, Broni, Ravenna, Gramcen-Turchia, Roma, Napoli, Cesano Maderno, Seregno, ecc.), come la partecipazione a rassegne di livello. Ha vinto Premi e sue opere sono ormai acquisite in musei e fondazioni italiane ed estere. Nel 2008 le è stato assegnato il Premio delle Arti Premio della Cultura per il Disegno. Della sua attività si sono interessati critici illustri tra cui Carlo Franza. Nel 2008 invitata dal Prof. Carlo Franza a tenere una personale al Plus Florence di Firenze. Nel 2026 è invitata dallo storico dell’Arte prof. Carlo Franza a partecipare ad una mostra dal titolo “Eccellenze del Realismo” nel progetto Scenari al Plus Florence di Firenze.
Vito Melotto è nato a Zimella (Verona) e scomparso a Milano nel 2024. Ha compiuto gli studi artistici all’Accademia Cignaroli di Verona e ha conseguito la Maturità artistica all’Accademia di Belle Arti e Liceo Artistico di Venezia. Nel 1952 si trasferisce a Milano, dove ha sempre vissuto. Al 1960 risale la prima mostra personale alla Galleria Schettini; nel 1967, sempre a Milano, espone alla Galleria Vinciana, e a Reggio Emilia, nel Palazzo del Capitano del Popolo; nel ’68 a Vicenza, presso la casa del Palladio; nel ’73 presso la Villa Contarini di Piazzola sul Brenta: “Arte contemporanea a villa Simes”. Successivamente vanno ricordate, in particolare, le numerose mostre personali e collettive alla galleria milanese “Ponte Rosso” dal 1975 e le mostre personali nel 1981 e nel 1996 a Casalpusterlengo (Torre Pusterla); nel 1991 presso l’Università Bocconi di Milano; nel 2002 al Centro Culturale San Cristoforo Sala Espositiva Bipielle City di Lodi. Numerosi gli inviti a concorsi a premio e a importanti collettive in diverse città, quali il Premio Campione d’Italia; Premio Cadorago Lario; Premio Suzzara; Premio Città di Marsala. Ha partecipato anche alle mostre sociali “artisti della Permanente” di Milano del 2001; “Il Convito della Bellezza” a Potenza e Loreto, sempre nel 2001; “Arte per la vita”, all’Arsenale di Verona nel 2005; “Arte Sacra” in San Simpliciano e San Satiro a Milano; “In Cristo la salvezza dell’uomo”, Chiesa di San Cristoforo di Lodi; “I segni dell’evento”, Palazzo Comunale di Cremona; “Rassegna nazionale di Arte contemporanea” a Novoli (Le), nel 2006; “34 artisti della Permanente di Milano” in mostra a Garbagnate Milanese, nel 2009; “Sguardi al femminile, visioni di innocenza e seduzione nell’arte del 900 italiano” al Palazzo Imperiale di Innsbruck e a Racconigi (Cn), Castello Reale, nel 2009; “Il Volto di Cristo”, Centro Culturale d’Arte “La Canonica”, Novara, 2010. 2013 XV Premio Sulmona, rassegna internazionale d’Arte Contemporanea. Sue opere si trovano in vari musei e collezioni private in Italia e all’estero. E’ presente alla Galleria d’Arte Moderna Santa Maria degli Angeli ad Assisi; al Museo di Viterbo; alla Fondazione Don Tonino Bello, Comune di Alessano (Le); alla Pinacoteca Comunale d’Arte Contemporanea Comune di Ruffano (Le); alla Raccolta Lamberti di Codogno (Lo); alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza. Fra i critici d’arte che di lui hanno scritto in molteplici occasioni: A. Coccia, M. Lepore, D.Villani, M. Ghilardi, C. Munari, R. De Grada, C. Franza, O. Consonni, F. De Faveri, E. Fabiani, D. Cara, M. Corradini, R. Bossaglia.
Biografia del curatore
Carlo Franza è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Nato ad Alessano (Lecce) nel 1949, è vissuto dal 1959 al 1980 a Roma dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Sociologia e Filosofia); dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Allievo e Assistente Ordinario di Giulio Carlo Argan all’Università La Sapienza di Roma. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, nell’Università della Slesia e in altre numerose Università Estere (Università della Slesia, Università di New York). Docente nell’ Executive Master “Diplomatic, Economic and Strategic Perspectives in Global Scenarios” alla School of Management dell’Università LUM nella Villa Clerici sede del Campus di Milano, Docente nel Master di Fotografia (ARD&NT Institute di Milano - Accademia di Belle Arti di Brera e Politecnico di Milano) dell’Accademia di Brera e Politecnico di Milano e nel Master Universitario in Management dei Beni Culturali allo Ied di Milano. E' Consulente Tecnico del Tribunale di Milano per l'Arte Moderna e Contemporanea. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci critici d’arte più importanti d’Europa. Giornalista, Critico d’Arte dal 1974 a “Il Giornale” di Indro Montanelli, poi a “Libero” fondato da Vittorio Feltri. Nel 2012 riprende sul quotidiano “Il Giornale” la collaborazione giornalistica come opinionista, unitamente alla sua Rubrica “Scenari dell'arte”, divenendone una delle Firme più lette. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ fondatore e direttore del Mimac della Fondazione Don Tonino Bello. Fa parte del Comitato Scientifico di importanti Archivi per l’Arte (Archivio Arturo Vermi- Milano, ecc.). Dal 2022 è nel Comitato di indirizzo della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi presso l’Università di Milano. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000 (del quale è oggi Presidente di Giuria) e il Premio Città di Tricase nel 2008. Nel 2013 ha vinto il Premio “Berlino” per il Giornalismo e la Critica d'Arte. Nel 2016 ha vinto a Roma-Sala Vanvitelliana il Premio ARTECOM-onlus per il Giornalismo, la Docenza Universitaria e la Critica d’Arte. Nell’ottobre 2020 gli viene assegnato a Roma nella Biblioteca Vallicelliana il Premio Artecom-onlus come Protagonista della Cultura 2020.
25
aprile 2026
Licia Mantovani / Vito Melotto – Eccellenze del realismo
Dal 25 aprile al 19 novembre 2026
arte contemporanea
Location
PLUS FLORENCE
Firenze, Via Santa Caterina D'alessandria, 15, (Firenze)
Firenze, Via Santa Caterina D'alessandria, 15, (Firenze)
Orario di apertura
Da lunedì a domenica su appuntamento
Vernissage
25 Aprile 2026, Ore 18.00
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico
Patrocini




