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Etienne Pierart – SAPIENS. Una Umanità, molte vie evolutive
Attraverso il popolo Dani della Nuova Guinea, la mostra SAPIENS di Etienne Pierart sfida i paradigmi occidentali. Oltre il mito del “primitivo”, l’opera celebra la pluralità delle vie evolutive e invita a una riflessione urgente su progresso, sostenibilità e legame profondo con l’ambiente.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
ETIENNE PIERART
"SAPIENS. Una umanità, molte vie evolutive"
Un viaggio fotografico tra il popolo Dani della Papua Occidentale
A cura di Giada Rodani - OPC Arte|Scienza
Dal 10 maggio al 27 settembre 2026
Opening: domenica 10 maggio 2026, h. 17.00
OPC - Osservatorio Polifunzionale del Chianti (Barberino Tavarnelle – Firenze)
________________________________________
"Ho imparato che non esistono popoli primitivi, ma solo modi diversi di essere umani di fronte alle stesse grandi domande: come mangiare, come convivere, come morire."
Karl Heider, antropologo
Attraverso l’obiettivo del fotoreporter belga Etienne Pierart, la mostra Sapiens propone un percorso di antropologia riflessiva che trasforma l’incontro con il popolo Dani in un dispositivo critico capace di interrogare la cultura occidentale contemporanea.
Eredi diretti di alcune delle prime ondate migratorie di Homo sapiens fuori dall’Africa (circa 60.000 anni fa), i Dani abitano nella Valle del Baliem, sugli altopiani centrali della Papua Occidentale indonesiana, a 1.600 metri di altitudine. Con 312 tribù e oltre mille idiomi, costituiscono uno dei gruppi etno-linguistici più complessi della Terra.
Nel 2023, Etienne Pierart ha trascorso un mese immerso nella vita di una tribù Dani, condividendone spazi, gesti quotidiani e rituali, e osservando da vicino le sorprendenti differenze e contraddizioni con il mondo occidentale. Questo intenso percorso di convivenza e osservazione si è tradotto in un reportage fotografico che, nel 2025, gli ha valso la Medaglia d’Oro per la Fotografia della prestigiosa Société des Artistes Français.
L’esposizione va oltre il semplice reportage etnografico per configurarsi come uno spazio di confronto tra sguardi, dove l’immagine fotografica diventa strumento di conoscenza e, al tempo stesso, di messa in discussione dell’idea di “primitivo”, non di rado attribuita in modo riduttivo alle società indigene. Spesso descritti come “neolitici” per l’utilizzo di strumenti in pietra, osso e legno, i Dani hanno sviluppato un sistema sofisticato basato su equilibrio ecologico, organizzazione comunitaria e una profonda relazione con l’ambiente naturale.
Sapiens supera quindi il tradizionale approccio etnografico per configurarsi come uno spazio di confronto tra visioni del mondo. Al centro del progetto vi è un presupposto chiave: non esistono differenze biologiche tra i Dani e gli occidentali, entrambi appartengono alla medesima specie, Homo sapiens. Ciò che li distingue sono l’insieme di scelte adattive, i percorsi culturali attraverso cui ciascuna comunità ha interpretato l’ambiente, organizzato la convivenza e attribuito significato al mondo.
Da questo confronto tra modelli evolutivi di società umane emerge una riflessione attuale sul significato di “progresso”. Se l’Occidente ha privilegiato sviluppo tecnologico e crescita produttiva, i Dani rappresentano un modello alternativo fondato su stabilità, sostenibilità e simbiosi con l’ecosistema.
In un’epoca attraversata da crisi ambientali, fragilità sistemiche e trasformazioni sempre più rapide, la mostra non si limita a osservare, ma sollecita una domanda urgente: quale idea di sviluppo può dirsi davvero sostenibile nel lungo periodo? È un invito a riconsiderare le nostre certezze, a mettere in discussione i paradigmi dominanti e a immaginare un futuro capace di coniugare innovazione, equilibrio e responsabilità.
In questo passaggio epocale decisivo per la nostra umanità, tornare alle radici della nostra storia evolutiva significa riscoprire la ricchezza delle molteplici vie che l’essere umano ha saputo percorrere. Tenendo presente che il rischio che incombe non è soltanto ambientale, ma anche profondamente antropologico: costruire un futuro tecnologicamente straordinario, ma incapace di custodire la “misura dell’Uomo”.
"SAPIENS. Una umanità, molte vie evolutive"
Un viaggio fotografico tra il popolo Dani della Papua Occidentale
A cura di Giada Rodani - OPC Arte|Scienza
Dal 10 maggio al 27 settembre 2026
Opening: domenica 10 maggio 2026, h. 17.00
OPC - Osservatorio Polifunzionale del Chianti (Barberino Tavarnelle – Firenze)
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"Ho imparato che non esistono popoli primitivi, ma solo modi diversi di essere umani di fronte alle stesse grandi domande: come mangiare, come convivere, come morire."
Karl Heider, antropologo
Attraverso l’obiettivo del fotoreporter belga Etienne Pierart, la mostra Sapiens propone un percorso di antropologia riflessiva che trasforma l’incontro con il popolo Dani in un dispositivo critico capace di interrogare la cultura occidentale contemporanea.
Eredi diretti di alcune delle prime ondate migratorie di Homo sapiens fuori dall’Africa (circa 60.000 anni fa), i Dani abitano nella Valle del Baliem, sugli altopiani centrali della Papua Occidentale indonesiana, a 1.600 metri di altitudine. Con 312 tribù e oltre mille idiomi, costituiscono uno dei gruppi etno-linguistici più complessi della Terra.
Nel 2023, Etienne Pierart ha trascorso un mese immerso nella vita di una tribù Dani, condividendone spazi, gesti quotidiani e rituali, e osservando da vicino le sorprendenti differenze e contraddizioni con il mondo occidentale. Questo intenso percorso di convivenza e osservazione si è tradotto in un reportage fotografico che, nel 2025, gli ha valso la Medaglia d’Oro per la Fotografia della prestigiosa Société des Artistes Français.
L’esposizione va oltre il semplice reportage etnografico per configurarsi come uno spazio di confronto tra sguardi, dove l’immagine fotografica diventa strumento di conoscenza e, al tempo stesso, di messa in discussione dell’idea di “primitivo”, non di rado attribuita in modo riduttivo alle società indigene. Spesso descritti come “neolitici” per l’utilizzo di strumenti in pietra, osso e legno, i Dani hanno sviluppato un sistema sofisticato basato su equilibrio ecologico, organizzazione comunitaria e una profonda relazione con l’ambiente naturale.
Sapiens supera quindi il tradizionale approccio etnografico per configurarsi come uno spazio di confronto tra visioni del mondo. Al centro del progetto vi è un presupposto chiave: non esistono differenze biologiche tra i Dani e gli occidentali, entrambi appartengono alla medesima specie, Homo sapiens. Ciò che li distingue sono l’insieme di scelte adattive, i percorsi culturali attraverso cui ciascuna comunità ha interpretato l’ambiente, organizzato la convivenza e attribuito significato al mondo.
Da questo confronto tra modelli evolutivi di società umane emerge una riflessione attuale sul significato di “progresso”. Se l’Occidente ha privilegiato sviluppo tecnologico e crescita produttiva, i Dani rappresentano un modello alternativo fondato su stabilità, sostenibilità e simbiosi con l’ecosistema.
In un’epoca attraversata da crisi ambientali, fragilità sistemiche e trasformazioni sempre più rapide, la mostra non si limita a osservare, ma sollecita una domanda urgente: quale idea di sviluppo può dirsi davvero sostenibile nel lungo periodo? È un invito a riconsiderare le nostre certezze, a mettere in discussione i paradigmi dominanti e a immaginare un futuro capace di coniugare innovazione, equilibrio e responsabilità.
In questo passaggio epocale decisivo per la nostra umanità, tornare alle radici della nostra storia evolutiva significa riscoprire la ricchezza delle molteplici vie che l’essere umano ha saputo percorrere. Tenendo presente che il rischio che incombe non è soltanto ambientale, ma anche profondamente antropologico: costruire un futuro tecnologicamente straordinario, ma incapace di custodire la “misura dell’Uomo”.
10
maggio 2026
Etienne Pierart – SAPIENS. Una Umanità, molte vie evolutive
Dal 10 maggio al 27 settembre 2026
fotografia
Location
OSSERVATORIO POLIFUNZIONALE DEL CHIANTI
Barberino Val D'elsa, Strada Provinciale Castellina In Chianti, (Firenze)
Barberino Val D'elsa, Strada Provinciale Castellina In Chianti, (Firenze)
Orario di apertura
Su prenotazione o in occasione delle aperture pubbliche dell'OPC
Vernissage
10 Maggio 2026, h. 17.00
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico
Patrocini









