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Alessandro Bergamini – Surface – The Human Landscape
“Surface” riunisce fotografie di Alessandro Bergamini dalla serie Humanity: ritratti e paesaggi che raccontano comunità e culture a rischio. Un percorso visivo tra corpi, memoria e relazioni, che invita a scoprire legami umani profondi e universali.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
SURFACE
The Human Landscape – Mostra Fotografica di Alessandro Bergamini
Dove e quando: Studio Arti Visive Gallery, Matera, dal 30 aprile al 24 maggio 2026.
Curatori: Simona Spinella e Valerio Ballotta.
"Surface" raccoglie fotografie tratte dalla serie Humanity e da progetti speciali dell’artista Alessandro Bergamini, intrecciando pratiche fotografiche con riflessioni su corpo, memoria e
responsabilità condivisa.
Surface è ciò che affiora quando il viaggio diventa incontro. Dalle profondità del mare ai silenzi della neve, dalle steppe della Mongolia alle foreste tropicali dell’Indonesia, fino alle alture del Perù,
la terra si svela non solo come spazio fisico, ma come palcoscenico di un’umanità che resiste e che si abbraccia. Le immagini di Bergamini raccontano legami invisibili e radici profonde: la terra
diventa rifugio, e i corpi diventano custodi di memoria, identità e relazioni.
Attraversando paesaggi così diversi, Bergamini documenta comunità ed etnie che rischiano di scomparire. La sua presenza è rispettosa: entra nei luoghi con delicatezza, partecipa senza invadere, osserva senza imporre. La sua fotografia nasce da un’osservazione partecipante, un gesto onesto che trasforma la vicinanza in dialogo e il contatto in fiducia. Prima di ogni scatto, chiede il permesso e ritrae solo chi è pienamente d’accordo. Alessandro non restituisce solo il
proprio punto di vista, ma rende anche il punto di vista della cultura, della comunità o dei soggetti “studiati” attraverso i loro sguardi.
Nelle fotografie emerge un’ampia gamma di dinamiche relazionali: la varietà di ambienti, i modi di vivere differenti dei gruppi fotografati e la natura mutevole dei ruoli e dei legami. Ogni gesto, ogni
incontro — un abbraccio, una mano che trattiene un corpo o una memoria — diventa soglia etica, confine tra individuo e collettività, tra il personale e l’universale.
Le opere, disposte nello spazio espositivo, tracciano un racconto orizzontale che guida lo sguardo.
L’occhio di Bergamini penetra con delicatezza nella trama silenziosa delle immagini, invitando chi osserva a perdersi e ritrovarsi nello stesso istante, tra ciò che rimane impresso nei suoi occhi e nella sua mente durante i viaggi.
Pur catturando istanti precisi, le immagini fluiscono tra luoghi e spazi, restituendo la mobilità emotiva e culturale dei gesti. Come dice Bergamini, «La luce è una componente molto importante
perché cattura lo sguardo e crea un'atmosfera attorno ai soggetti. Li "accende", rendendoli vivi».
Nel gruppo di opere, la multietnicità degli abbracci diventa un archivio corporeo di gesti e conoscenze, mentre la cura emerge come pratica etica capace di generare comunità e dialogo.
In dialogo con il Mediterraneo — terra storica di incontri e scambi — la mostra costruisce luoghi simbolici di protezione, accoglienza e relazione. Qui, la fotografia non solo racconta il mondo: lo accoglie, lo custodisce e lo trasforma in un tessuto di connessioni umane, restituendo voce e presenza a culture e paesaggi che rischiano di essere dimenticati, sempre attraverso uno sguardo rispettoso e partecipativo.
The Human Landscape – Mostra Fotografica di Alessandro Bergamini
Dove e quando: Studio Arti Visive Gallery, Matera, dal 30 aprile al 24 maggio 2026.
Curatori: Simona Spinella e Valerio Ballotta.
"Surface" raccoglie fotografie tratte dalla serie Humanity e da progetti speciali dell’artista Alessandro Bergamini, intrecciando pratiche fotografiche con riflessioni su corpo, memoria e
responsabilità condivisa.
Surface è ciò che affiora quando il viaggio diventa incontro. Dalle profondità del mare ai silenzi della neve, dalle steppe della Mongolia alle foreste tropicali dell’Indonesia, fino alle alture del Perù,
la terra si svela non solo come spazio fisico, ma come palcoscenico di un’umanità che resiste e che si abbraccia. Le immagini di Bergamini raccontano legami invisibili e radici profonde: la terra
diventa rifugio, e i corpi diventano custodi di memoria, identità e relazioni.
Attraversando paesaggi così diversi, Bergamini documenta comunità ed etnie che rischiano di scomparire. La sua presenza è rispettosa: entra nei luoghi con delicatezza, partecipa senza invadere, osserva senza imporre. La sua fotografia nasce da un’osservazione partecipante, un gesto onesto che trasforma la vicinanza in dialogo e il contatto in fiducia. Prima di ogni scatto, chiede il permesso e ritrae solo chi è pienamente d’accordo. Alessandro non restituisce solo il
proprio punto di vista, ma rende anche il punto di vista della cultura, della comunità o dei soggetti “studiati” attraverso i loro sguardi.
Nelle fotografie emerge un’ampia gamma di dinamiche relazionali: la varietà di ambienti, i modi di vivere differenti dei gruppi fotografati e la natura mutevole dei ruoli e dei legami. Ogni gesto, ogni
incontro — un abbraccio, una mano che trattiene un corpo o una memoria — diventa soglia etica, confine tra individuo e collettività, tra il personale e l’universale.
Le opere, disposte nello spazio espositivo, tracciano un racconto orizzontale che guida lo sguardo.
L’occhio di Bergamini penetra con delicatezza nella trama silenziosa delle immagini, invitando chi osserva a perdersi e ritrovarsi nello stesso istante, tra ciò che rimane impresso nei suoi occhi e nella sua mente durante i viaggi.
Pur catturando istanti precisi, le immagini fluiscono tra luoghi e spazi, restituendo la mobilità emotiva e culturale dei gesti. Come dice Bergamini, «La luce è una componente molto importante
perché cattura lo sguardo e crea un'atmosfera attorno ai soggetti. Li "accende", rendendoli vivi».
Nel gruppo di opere, la multietnicità degli abbracci diventa un archivio corporeo di gesti e conoscenze, mentre la cura emerge come pratica etica capace di generare comunità e dialogo.
In dialogo con il Mediterraneo — terra storica di incontri e scambi — la mostra costruisce luoghi simbolici di protezione, accoglienza e relazione. Qui, la fotografia non solo racconta il mondo: lo accoglie, lo custodisce e lo trasforma in un tessuto di connessioni umane, restituendo voce e presenza a culture e paesaggi che rischiano di essere dimenticati, sempre attraverso uno sguardo rispettoso e partecipativo.
30
aprile 2026
Alessandro Bergamini – Surface – The Human Landscape
Dal 30 aprile al 24 maggio 2026
fotografia
Location
STUDIO ARTI VISIVE
Matera, Via Delle Beccherie, 41, (Matera)
Matera, Via Delle Beccherie, 41, (Matera)
Orario di apertura
da lunedì a domenica ore 17-20
Vernissage
30 Aprile 2026, 18,30
Autore
Curatore
Autore testo critico
Patrocini




